Attachment N - Health and Safety Plan.pdf
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- P-759, FAMILY HOUSING NEW CONSTRUCTION VILLAGGIO SW & CAMP EDERLE NORTH - VICENZA, ITALY
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- N62470-20-R-4007
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This document provides an attachment to a federal contract solicitation for construction services. The solicitation number is N62470-20-R-4007 and seeks offers for the construction of new family housing at Villaggio SW and Camp Ederle North in Vicenza, Italy. The Naval Facilities Engineering Command within the Department of the Navy is the contracting agency. The attachment focuses on health and safety requirements for the construction work but does not provide specifics on response deadlines, pricing, or other solicitation details.
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Progetto P-759 (88759) -FY19 Army Family Housing
Piano Sicurezza e Coordinamento ai sensi del Titolo IV del D.lgs. 81/08 e s.m.i.
Committente: NAVAL FACILITIES ENGINEERING COMMAND
Ubicazione cantiere: VILLAGGIO DELLA PACE E CASERMA CARLO EDERLE
VICENZA
Natura dell’opera: NUOVA COSTRUZIONE ALLOGGI PER FAMIGLIE
Inizio dei lavori: Giugno 2021
Durata dei lavori: Giugno 2024 (36 mesi)
Nominativo Coordinatore della
Sicurezza in fase di
Progettazione (CSP)
Ing. Francesca
Rimoldi
Firma
Data
23.12.2020
Nominativo Coordinatore della
Sicurezza in fase di Esecuzione
(CSE)
Firma Data
Progetto P-759 (88759) - FY19 Army Family Housing Villaggio Sud e Camp Ederle Nord, Vicenza, Italia
AECOM URS Italia S.p.A.
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Progetto P-759 (88759) -FY19 Army Family
Housing
Piano Sicurezza e Coordinamento ai sensi del Titolo IV del D.lgs. 81/08 e s.m.i.
NUOVA COSTRUZIONE DI ALLOGGI FAMILIARI VILLAGGIO SUD E CAMP EDERLE
NORD
VICENZA, ITALIA
NAVAL FACILITIES ENGINEERING COMMAND
Contratto # N33191-15-D-811
Progetto AECOM # 60579384
WON: 1595974
INDICE
1 INTRODUZIONE
1.1 Dati generali
1.1.1 Valutazione del cantiere
1.1.2 Anagrafica di cantiere
1.2 Finalità, contenuti e destinatari del presente piano
1.3 Adempimenti indispensabili per l’inizio dei lavori da parte delle imprese
1.4 Documenti da conservare in cantiere
1.5 Piano Operativo di Sicurezza
2 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI
2.1 Obblighi dei soggetti coinvolti
2.1.1 Compiti del Committente o del Responsabile dei Lavori
2.1.2 Obblighi del Coordinatore in fase di Progettazione
2.1.3 Obblighi del Coordinatore in fase Esecuzione
2.1.4 Obblighi del datore di lavoro delle imprese affidatarie
2.1.5 Obblighi del datore di lavoro delle imprese esecutrici
2.1.6 Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (imprese esecutrici e affidatarie)
3 INDIVIDUAZIONE DELLE IMPRESE E COORDINAMENTO IN FASE DI ESECUZIONE
3.1 Individuazione delle imprese
3.2 Coordinamento in fase di esecuzione
4 DESCRIZIONE DEI LAVORI
5 ALLESTIMENTO LOGISTICA DI CANTIERE
5.1 Accesso e viabilità
5.2 Approntamento e organizzazione logistica inclusi i servizi logistici
5.2.1 Recinzione
5.2.2 Acqua
5.2.3 Impianto elettrico
5.2.4 Punti di scarico acque
5.2.5 Zone di carico e scarico
5.2.6 Zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e rifiuti
5.2.7 Zone deposito materiali con pericolo di incendio o esplosione
5.2.8 Impianto di illuminazione di cantiere
AECOM URS Italia S.p.A.
5.2.9 Apprestamenti per la bonifica MCA e FAV
6 ANALISI DEI RISCHI E DELLE INTERFERENZE
6.1 Individuazione elementi di rischio e analisi dell’area
6.1.1 Indagine presenza di ordigni bellici
6.1.2 Spazi confinati
6.1.3 Analisi dei rischi
6.2 Analisi delle interferenze
6.2.1 Cronoprogramma
6.2.2 Prescrizioni operative e gestione delle interferenze
7 DPI INDICAZIONI GENERALI
8 ELEMENTI GENERALI DI COORDINAMENTO
8.1 Coordinamento e misure disciplinari
8.2 Disposizioni relative alla consultazione dei rappresentanti per la sicurezza
8.3 Disposizioni per il Coordinamento dei Piani Operativi con il Piano di Sicurezza
8.4 Informazione e Formazione dei Lavoratori
8.5 Riconoscimento dei Lavoratori
8.6 Sorveglianza sanitaria
8.7 Segnaletica di sicurezza e di cantiere
8.7.1 Elementi fisici di delimitazione in cantiere
8.8 Elenco numeri telefonici di emergenza
8.9 Servizi igienico-assistenziali
8.10 Prevenzione incendi
8.11 Gestione ed assistenza delle emergenze
8.11.1 Emergenza infortunio
8.11.2 Emergenza incendio
8.11.3 Emergenza meteorologica
8.11.4 Pericolo imminente ed evacuazione del cantiere
8.11.5 Riunione di informazione/formazione sui rischi dello specifico cantiere
8.11.6 Impatto ambientale del cantiere
9 COSTI DELLA SICUREZZA
TAVOLE
Tavola 1A: Viabilità di cantiere Camp Ederle
Tavola 1B: Viabilità di cantiere Villaggio della Pace
ALLEGATI
Allegato 1a: Cronoprogramma di sintesi
Allegato 1b: Cronoprogramma esteso
Allegato 2: Dispositivi di Protezione Individuale
Allegato 3: Schede operative di coordinamento
Allegato 4: Verbale sanzionatorio
Allegato 5: Elenco contaminanti
Allegato 6: Costi della sicurezza
Allegato 7: Allegato A6 del Piano Comunale di Emergenza del Comune di Vicenza “Piano e procedure di intervento per ordigno bellico”
FASCICOLO TECNICO
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 0
INTRODUZIONE
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 1
1 INTRODUZIONE
Il presente documento costituisce il Piano di Sicurezza e Coordinamento, elaborato in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 9 Aprile 2008 n. 81 e s.m.i., e riferito ai lavori di costruzione di nuovi alloggi residenziali per famiglie all’interno della Caserma di Ederle e del Villaggio Sud-Ovest, situati a Vicenza
In particolare il presente documento identifica:
• Fasi lavorative, in relazione all’evoluzione del programma lavori;
• Fasi lavorative che si sovrappongono;
• Durata di ogni singola fase;
• Macchine e attrezzature adoperate;
• Materiali e sostanze adoperate;
• Figure professionali coinvolte nella realizzazione dell’opera;
• Rischi fisici e ambientali presenti;
• Misure di prevenzione e protezione da effettuare;
• Programmazione delle verifiche periodiche;
• Predisposizione delle procedure di lavoro;
• Indicazione della segnaletica occorrente;
• Individuazione dei Dispositivi di Protezione Individuali da utilizzare.
Le misure di sicurezza proposte, individuate dall’analisi dei rischi, sono mirate a:
• Migliorare ulteriormente (in rapporto allo sviluppo del progresso della tecnica prevenzionistica) situazioni già conformi;
• Regolarizzare eventuali situazioni che potrebbero risultare carenti.
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 2
1.1 Dati generali
1.1.1 Valutazione del cantiere
I lavori oggetto del presente documento consistono nella realizzazione di alloggi famigliari della U.S.
Army Garrison Italy - Vicenza Military Community (USAG Italy - VMC), all’interno della Caserma Ederle e del Villaggio della Pace.
Il Piano di Sviluppo predisposto prevede la costruzione complessiva di 478 unità abitative articolata in 4 fasi temporali differenti. In questo Piano di Sicurezza e Coordinamento verranno prese in esame le attività relative alla prima fase, ovvero la realizzazione di 111 unità abitative (50 all’interno della
Caserma di Ederle e 61 all’interno del Villaggio della Pace) e delle infrastrutture a supporto, a valle della demolizione di fabbricati pre esistenti.
L’intervento all’interno della Caserma Ederle riguarderà un’area situata nella zona Nord-Est dell’insediamento militare, per una superficie complessiva di circa 11.000 mq (Rif. Figura 1). L’area attualmente risulta sopra elevata di 1 metro rispetto al piano campagna ed è occupata da un piazzale asfaltato utilizzato per la manutenzione delle attrezzature ed un edificio. Confina a Nord-Ovest con un campo di calcio ed un’area per la raccolta differenziata dei rifiuti, a Sud-Ovest con l’Ederle Inn ed a est con la corsia di accesso al cancello principale di Via Aldo Moro.
Figura 1: Area di intervento di Fase 1 all’interno della Caserma Ederle
L’intervento all’interno del Villaggio della Pace riguarderà due aree ubicate, rispettivamente, a sud-
Ovest (area A di circa 26.000 mq) e a Nord-Ovest (Area B di circa 8.000 mq) del Villaggio (Rif. Figura
2). Il Villaggio della Pace ha un’estensione complessiva di circa 320.000 mq ed è attualmente sede della maggior parte degli alloggi familiari in loco, insieme agli alloggi per gli Ufficiali, un centro di sviluppo per bambini e scuole materne, elementari e medie. Il Villaggio è circondato prevalentemente da campi agricoli, con presenza di case sparse, a Nord-Est, Nord-Ovest e Sud-Ovest, mentre confina con una zona commerciale a Sud-Est.
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 3
Figura 2: Aree interessate dal progetto di Fase 1 (campitura gialla) all’interno del Villaggio della Pace
Il Villaggio della Pace si trova a circa 1.5 Km dalla Caserma Ederle. L’accesso tra i due siti avviene attraverso Via Aldo Moro e Viale Camisano. Questa arteria è una delle principali arterie Nord/Sud che collegano Vicenza all’autostrada A4 (Rif. Figura 3).
Figura 3: Ubicazione Caserma Ederle e Villaggio della Pace
N.B. Si precisa fin d’ora che tutti i dati del presente Piano, relativi al numero delle maestranze impiegate ed alla durata delle singole fasi lavorative, sono presunti e quindi suscettibili di variazione. Il numero degli addetti dovrà essere comunque adeguato alle specifiche esigenze delle lavorazioni previste, sia per numero che per qualifica. A ciò si aggiunga che nel corso del lavoro potrebbero verificarsi situazioni impreviste e/o imprevedibili che potrebbero a loro volta modificare l’evoluzione delle fasi lavorative e condizionare la presenza in cantiere dei lavoratori sia per numero che per qualifica. Al verificarsi dei casi di cui sopra il Direttore dei Lavori e/o il Direttore di cantiere dovranno informare immediatamente il Responsabile dei Lavori ed il Coordinatore della Sicurezza per l’Esecuzione, il quale provvederà, se necessario, ad aggiornare ed integrare il presente Piano.
Area B
Area A
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1.1.2 Anagrafica di cantiere
Si riporta nel seguito l’anagrafica del cantiere oggetto dell’intervento.
Indirizzo del cantiere Villaggio della Pace e Caserma Carlo Ederle
Vicenza
Committente Naval Facilities Engineering Command (NAVFAC)
Natura dell’opera Nuova costruzione alloggi per famiglie
Responsabile dei Lavori
Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione Ing. Francesca Rimoldi
Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione Da definire
Proprietà Naval Facilities Engineering Command (NAVFAC)
Data presunta d’inizio dei lavori in cantiere 3 Agosto 2020
Durata presunta dei lavori in cantiere 3 agosto 2023 (36 mesi)
Numero massimo presunto di lavoratori in cantiere Da definire
Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere Da definire
Identificazione delle imprese già selezionate (imprese affidataria ed esecutrici)
Da definire
1.2 Finalità, contenuti e destinatari del presente piano
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento è stato presentato per tutte le attività di cantiere connesse agli interventi di cui in oggetto e contiene l’individuazione e l’analisi dei rischi e le conseguenti prescrizioni atte a garantire, per l’intera durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori.
Le prescrizioni contenute nel presente Piano non intendono pregiudicare in alcun modo le vigenti disposizioni di legge, le cui regole e norme devono essere comunque applicate durante tutto il periodo di validità del contratto. Pertanto le imprese esecutrici, oltre al rispetto delle prescrizioni contenute nel presente Piano, dovranno osservare scrupolosamente l’applicazione delle disposizioni generali di legge e delle normative vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
Qualora le imprese esecutrici intendessero ottimizzare il Piano di Sicurezza e Coordinamento
(ritenendo di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere sulla base della propria esperienza)
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 5 devono presentare al Coordinatore in fase di Esecuzione proposte di modifiche ed integrazione.
Eventuali proposte di modifiche o integrazione fanno parte del Piano Operativo di Sicurezza e non potranno in ogni caso giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti con il Committente.
Il Piano ed i suoi allegati, se necessario, saranno aggiornati e modificati dal Coordinatore per l’Esecuzione dei lavori in relazione e sulla base:
• Delle indicazioni fornite da ciascuna impresa esecutrice per l’ottimizzazione delle condizioni di sicurezza e salute dei lavoratori;
• Dell’effettiva evoluzione dei lavori rispetto a quanto previsto dal presente piano;
• Del verificarsi di situazioni impreviste e/o imprevedibili che richiedano l’aggiornamento delle prescrizioni per lo svolgimento in sicurezza delle singole fasi di lavoro.
1.3 Adempimenti indispensabili per l’inizio dei lavori da parte delle imprese
Prima dell’inizio dei lavori dovrà essere redatto a cura di ogni impresa esecutrice e consegnato al
Coordinatore in fase di Esecuzione un Piano Operativo di Sicurezza (POS) per quanto attiene le proprie scelte autonome e relative responsabilità nell’organizzazione del cantiere e nell’esecuzione dei lavori.
Tale piano, che dovrà essere firmato dal Datore di Lavoro, verrà verificato dal Coordinatore della
Sicurezza in fase di Esecuzione prima dell’inizio dei lavori e dovrà rispettare i contenuti minimi previsti dall’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i..
1.4 Documenti da conservare in cantiere
Documenti relativi alla sicurezza
• Copia del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC);
• Verbali delle riunioni di coordinamento e delle visite in cantiere;
• Notifica preliminare.
Documenti dell’Impresa
• Piano operativo di sicurezza (POS) dei singoli appaltatori e subappaltatori;
• Piano di Lavoro approvato dall’ASL;
Si precisa che il CSE autorizzerà l’avvio dei lavori di bonifica amianto solo a valle del ricevimento dell’approvazione da parte dell’ASL del Piano di Lavoro presentato dall’impresa esecutrice ai sensi del Dlgs.81/08 e smi. In caso di silenzio assenso, i lavori potranno cominciare solo dopo il trascorrere dei tempi previsti legislativamente affinchè l’ASL possa richiedere prescrizioni o integrazioni al Piano di Lavoro presentato.
• Specifica tecnica per la rimozione delle fibre Artificiali Vetrose e della vernice contaminata da piombo;
• Piano di riutilizzo terre e rocce da scavo approvato dalle Autorità Competenti;
Si precisa che il CSE autorizzerà l’avvio dei lavori di scavo solo a valle del ricevimento dell’approvazione da parte delle Autorità Competenti del Piano di riutilizzo delle terre e rocce da
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 6 scavo presentato ai sensi del DPR 120/2017. In caso di silenzio assenso, i lavori potranno cominciare solo dopo il trascorrere dei tempi previsti legislativamente (90 giorni) affinchè l’Autorità Competente possa richiedere prescrizioni o integrazioni al Piano presentato.
• Piano di Demolizione;
• PIMUS;
• Progetto del ponteggio;
• Piano di sollevamento;
• Programma lavori di dettaglio di ogni impresa esecutrice;
• Patentino regionale abilitante all’esercizio di addetto/coordinatore alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell' amianto e relativi aggiornamenti;
• Certificati di idoneità medica per gli addetti alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell' amianto;
• Certificati di formazione e addestramento per gli addetti al montaggio, uso e smontaggio del ponteggio;
• Certificati di idoneità medica per gli addetti al montaggio, uso e smontaggio del ponteggio;
• Attestati di formazione, ove previsti dalla legislazione, per gli addetti ai lavori.
Macchinari e attrezzature
• Libretti d’uso e manutenzione delle macchine;
• Certificati delle verifiche trimestrali di funi e catene;
• Schede tossicologiche dei vari prodotti impiegati nel cantiere;
• Copia certificazione CE di macchinari e attrezzature utilizzate in cantiere.
Documenti generali
• Tavola 1: Tavola area di cantiere
1.5 Piano Operativo di Sicurezza
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è parte integrante del contratto di affidamento dell’Appalto. Con l'accettazione del contratto, l’Impresa Appaltatrice nonché tutte le imprese esecutrici ed i lavoratori autonomi accettano il contenuto del suddetto documento e ne assumono la responsabilità al fine di dare attuazione a quanto disposto dal D. Lgs. 81/08 e s.m.i.. A complemento del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, l’Appaltatore e tutte le Imprese esecutrici sono altresì tenute a redigere ciascuna un proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS) che dovrà integrare i contenuti del PSC. Tali piani operativi dovranno attenersi alle scelte autonome e alle relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere che l’Appaltatore e le imprese esecutrici hanno nell'esecuzione dei lavori.
I piani dovranno obbligatoriamente tenere in conto dei contenuti del presente Piano di Sicurezza e
Coordinamento.
Il Piano Operativo di Sicurezza sarà redatto da ciascuna impresa esecutrice. Il Datore di Lavoro dell’impresa Affidataria, come previsto dall’art. 97 comma 3 punto b) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., verifica
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 7 la congruenza dei Piani Operativi di Sicurezza delle imprese esecutrici rispetto al proprio e, a seguito di esito positivo, li trasmette al Coordinatore per l’Esecuzione, ove il caso anche in formato elettronico. I lavori possono aver inizio dopo l’esito positivo delle suddette verifiche, che dovranno essere effettuate non oltre 5 giorni dall’avvenuta ricezione.
L’inizio dei lavori è subordinato alla verifica di idoneità dei POS delle imprese esecutrici in tutti i suoi contenuti e allegati da parte del CSE.
Il POS dovrà essere conforme a quanto previsto dall’Allegato XV al D.Lgs. 81/08 e s.m.i., e dovrà contenere quanto meno le seguenti indicazioni:
• Firma autografa della 1° pagina del POS da parte del Datore di Lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, sottoscrizione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza o del Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza Territoriale e del Medico Competente, ove nominato;
• L’anagrafica di cantiere: Stazione Appaltante, Responsabile dei Lavori, Coordinatore della
Sicurezza in fase di Progettazione e di Esecuzione, Appaltatore dell’opera;
• Indicazione dei lavori di cui trattasi e della catena di subappalto nei quali si inseriscono nel contesto dell’appalto (Appaltatore, subappaltatore, opera specialistica);
• Dati identificativi dell’impresa esecutrice, che comprendono:
o il nominativo del Datore di Lavoro, gli indirizzi ed i riferimenti telefonici della sede legale e degli uffici di cantiere;
o la specifica attività e le singole lavorazioni svolte in cantiere dall’impresa esecutrice e dai lavoratori autonomi subaffidatari;
o i nominativi degli addetti al pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori e, comunque, alla gestione delle emergenze in cantiere, del Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza, aziendale o territoriale, ove eletto o designato;
o il nominativo del Medico Competente ove previsto;
o il nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
o i nominativi del direttore tecnico di cantiere e del capocantiere;
o il numero e le relative qualifiche dei lavoratori dipendenti dell’impresa esecutrice e dei lavoratori autonomi operanti in cantiere per conto della stessa impresa.
• La descrizione delle specifiche mansioni inerenti la sicurezza, svolte in cantiere da ogni figura nominata allo scopo dall’impresa esecutrice;
• La descrizione dell’attività di cantiere, contenente quantomeno:
o l’indicazione delle attività previste con relativo programma lavori;
o la descrizione delle fasi e sotto fasi lavorative svolte nello specifico cantiere;
• La descrizione delle modalità organizzative, con indicazione specifica degli apprestamenti logistici, a integrazione o modifica di quanto previsto nel Piano di Sicurezza e Coordinamento e sue successive modifiche o integrazioni;
• Descrizione dei turni di lavoro;
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 8
• L'elenco dei ponteggi, dei ponti su ruote a torre e di altre opere provvisionali di notevole importanza, delle macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere (con libretti di manutenzione macchine/attrezzature);
• L’elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza;
• L’esito del rapporto di valutazione del rumore;
• L’esito delle valutazioni dei rischi specifiche, ove rilevanti in relazione alle attività svolte in cantiere;
• L'individuazione delle misure preventive e protettive adottate in relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere, in conformità anche a quanto dettato dal PSC ed alle prescrizioni in esso contenute;
• Le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC, redatte in conformità ai “Principi di Coordinamento” indicati nel presente documento;
• L'elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori occupati in cantiere, corredata della documentazione attestante la consegna nominale dei DPI;
• La documentazione in merito all’informazione ed alla formazione fornite ai lavoratori con riferimento alle specifiche attività che verranno svolte presso il cantiere.
Eventuali variazioni sui Piani Operativi di Sicurezza saranno effettuate tramite la redazione di un documento nel quale si riporterà:
• Il titolo "Variante in corso d'opera al Piano Operativo di Sicurezza ";
• Nominativo della ditta;
• Fase interessata;
• Testo della variazione.
Le variazioni dovranno essere prodotte almeno 10 giorni prima dell'inizio delle lavorazioni interessate.
Le variazioni dovranno essere conservate in calce al documento di riferimento e inviate al Coordinatore in fase di Esecuzione per le valutazioni di merito ed alla Direzione Lavori.
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AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 10
INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 11
2 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI
COMMITTENTE:
Ragione sociale Naval Facilities Engineering Command (NAVFAC)
Sede CAP
Comune Tel. Fax
RESPONSABILE DEI LAVORI:
Sede CAP
Comune Tel. Fax
COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE:
Ing. Francesca Rimoldi
Sede Via Watt, 27 CAP 20143
Comune Milano Tel. 02 422556320 Fax 02 42255621
COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE DEI LAVORI:
da definire
Sede CAP
Comune Tel. Fax
2.1 Obblighi dei soggetti coinvolti
2.1.1 Compiti del Committente o del Responsabile dei Lavori
Il Committente o il Responsabile dei Lavori nella fase di progettazione:
• Si attiene ai principi ed alle misure generali di tutela (art. 15 D.Lgs. 81/2008 e smi) in particolare:
o al momento delle scelte architettoniche, tecniche ed organizzative, onde pianificare i vari lavori o fasi di lavoro che si svolgeranno simultaneamente o successivamente;
o all’atto della previsione della durata di realizzazione.
• Nomina il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione nei cantieri dove è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici;
• Nella fase di progettazione dell’opera, prende in considerazione i documenti forniti dal coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e li trasmette alle imprese affidatarie.
Il Committente o Responsabile dei Lavori nella fase di esecuzione:
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 12
• Prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione, che deve essere in possesso dei requisiti necessari per svolgere l’incarico;
• Verifica l’idoneità tecnico professionale delle imprese esecutrici e di quelle affidatarie operanti con proprio personale richiedendo: l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato ed agricoltura (CCIAA), il documento unico di regolarità contributiva (DURC), il documento di valutazione dei rischi e la dichiarazione dell’assenza di provvedimenti interdittivi o sospensivi;
• Verifica l’idoneità tecnico professionale dei lavoratori autonomi richiedendo: l’iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato ed agricoltura (CCIAA), il documento unico di regolarità contributiva (DURC), la documentazione attestante la conformità delle macchine, attrezzature ed opere provvisionali, l’elenco dei dispositivi di protezione individuale in dotazione, gli attestati inerenti la propria formazione e relativa idoneità sanitaria ove previsto;
• Verifica l’idoneità tecnico-professionale richiedendo alle imprese esecutrici anche una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all’istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) ed alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendente;
• Trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare di cui all’art. 99
(D.Lgs. 81/2008 e smi), il documento unico di regolarità contributiva delle imprese e dei lavoratori autonomi, fatto salvo quanto previsto dall’art. 16-bis comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, convertito con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.2, e una dichiarazione attestante l’avvenuta verifica dell’idoneità tecnica professionale delle imprese affidatarie ed esecutrici.
• Prima dell’inizio dei lavori trasmette all’azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’allegato XII del D.Lgs. 81/2008 e smi, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:
o cantieri di cui all’art. 90, comma 3 D.Lgs. 81/2008 e smi;
o cantieri che inizialmente non sono soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui al punto precedente;
o per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;
o cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presenta di lavoro non sia inferiore ai
200 uomini-giorno.
Il Committente o Responsabile dei Lavori comunica alle imprese affidatarie e ai lavoratori autonomi il nominativo del Coordinatore per la progettazione e quello del Coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere.
2.1.2 Obblighi del Coordinatore in fase di Progettazione
Durante la progettazione esecutiva dell’opera, il coordinatore per la progettazione:
• Redige il Piano di Sicurezza e di Coordinamento;
• Predispone un Fascicolo Tecnico contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, a partire dalla consegna dell’opera, nel corso
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 13 delle operazioni sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione, tenendo conto delle specifiche norme di buona tecnica e dell’Allegato II al documento U.E. 260/5/93.
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 14
2.1.3 Obblighi del Coordinatore in fase Esecuzione
Durante la realizzazione dell’opera, il coordinatore per l’esecuzione dei lavori provvede a:
• Verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e coordinamento e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
• Verificare l’idoneità del piano operativo di sicurezza, da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento, assicurandone la coerenza con quest’ultimo;
• Adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo, in relazione all’evoluzione dei lavori e alle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle imprese esecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, nonché, di verificare che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza;
• Organizzare tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione e il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
• Verificare l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
• Segnalare al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96 e 97 comma 1 (D.Lgs.81/2008 e smi) alle prescrizioni del piano di cui all’art. 100 (D.Lgs. 81/2008 e smi) e proporre la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o responsabile dei lavori non adotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordinatore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti
• Sospendere in caso di pericolo grave e imminente le singole lavorazioni fino alla comunicazione scritta degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
2.1.4 Obblighi del datore di lavoro delle imprese affidatarie
Il datore di lavoro dell’impresa affidataria:
• Verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento;
• Adempie agli obblighi definiti dall’art.26. Per quel che riguarda la verifica dell’idoneità tecnico professionale fa riferimento alle modalità definite dall’Allegato XVII;
• Coordina tutti gli interventi definiti dagli articoli 95 e 96 del D.Lgs. 81/2008 e smi;
• Verifica la congruenza dei piani operativi di sicurezza delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione.
Per lo svolgimento delle attività di cui la presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione.
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2.1.5 Obblighi del datore di lavoro delle imprese esecutrici
I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela di cui all’art. 15 del D.Lgs. 81/2008 e smi e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare:
• Il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;
• La scelta dell’ubicazione di posti di lavoro, tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;
• Le condizioni di movimentazione dei vari materiali;
• La manutenzione, il controllo prima dell’entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
• La delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quanto si tratta di materie e di sostanze pericolose;
• L’adeguamento, in funzione dell’evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;
• La cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;
• Le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere.
2.1.6 Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei preposti (imprese esecutrici e affidatarie)
Il datore di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi un’unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:
• Adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII del D.Lgs. 81/2008 e smi;
• Predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili ed individuabili;
• Curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitare il crollo o il ribaltamento;
• Curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;
• Curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;
• Curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;
• Redigono il piano operativo di sicurezza.
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INDIVIDUAZIONE DELLE IMPRESE E
COORDINAMENTO IN FASE DI
ESECUZIONE
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3 INDIVIDUAZIONE DELLE IMPRESE E
COORDINAMENTO IN FASE DI
ESECUZIONE
3.1 Individuazione delle imprese
Impresa affidataria Da definire
Sede Legale
Recapito telefonico tel Fax
Datore di Lavoro
RSPP
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Medico competente
Responsabili di cantiere
Addetto emergenze in cantiere
Lavorazioni da eseguire
Impresa esecutrice subappaltatrice 1 Da definire
Sede Legale
Recapito telefonico Tel Fax
Datore di Lavoro
RSPP
Dir. tecnico di cantiere
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Impresa esecutrice subappaltatrice 2 Da definire
Sede Legale
Recapito telefonico Tel Fax
Datore di Lavoro
RSPP
Dir. tecnico di cantiere
3.2 Coordinamento in fase di esecuzione
Per le attività di cui al presente Piano, il Coordinatore in Fase di Esecuzione dovrà:
• Organizzare prima dell’inizio dei lavori una riunione di coordinamento tra i responsabili delle diverse imprese che opereranno in sito e i responsabili della diverse imprese presenti;
• Evidenziare le possibili criticità delle attività di cantiere con la viabilità ordinaria, in particolare nelle fasi di entrata ed uscita dei mezzi;
• Informare il personale operante in cantiere, per il tramite dei relativi responsabili di cantiere, circa i contenuti del presente documento e quello dei documenti della sicurezza presenti in cantiere, indicando le procedure operative da adottare;
• Verificare che il personale operante sia stato informato riguardo le possibili interferenze con le attività di cantiere e formato sulle procedure ed i comportamenti da adottare per ridurre al minimo il rischio derivante dalla sovrapposizione delle attività.
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DESCRIZIONE DEI LAVORI
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4 DESCRIZIONE DEI LAVORI
I lavori oggetto del presente documento consistono nella realizzazione di alloggi famigliari della U.S.
Army Garrison Italy - Vicenza Military Community (USAG Italy - VMC), all’interno della Caserma Ederle e del Villaggio della Pace.
Il Piano di Sviluppo predisposto prevede la costruzione complessiva di 478 unità abitative articolata in 4 fasi temporali differenti. In questo Piano di Sicurezza e Coordinamento verranno prese in esame le attività relative alla prima fase, ovvero la realizzazione di 111 unità abitative (50 all’interno della
Caserma di Ederle e 61 all’interno del Villaggio della Pace) e delle infrastrutture a supporto, a valle della demolizione di fabbricati pre esistenti.
L’intervento all’interno della Caserma Ederle riguarderà un’area situata nella zona Nord-Est dell’insediamento militare, per una superficie complessiva di circa 11.000 mq (Rif. Figura 4). L’area attualmente risulta sopra elevata di 1 metro rispetto al piano campagna ed è occupata da un piazzale asfaltato utilizzato per la manutenzione delle attrezzature ed un edificio. Confina a Nord-Ovest con un campo di calcio ed un’area per la raccolta differenziata dei rifiuti, a Sud-Ovest con l’Ederle Inn ed a est con la corsia di accesso al cancello principale di Via Aldo Moro.
Figura 4: Area di intervento di Fase 1 all’interno della Caserma Ederle
L’intervento all’interno del Villaggio della Pace riguarderà due aree ubicate, rispettivamente, a sud-
Ovest (area A di circa 26.000 mq) e a Nord-Ovest (Area B di circa 8.000 mq) del Villaggio (Rif. Figura
5). Il Villaggio della Pace ha un’estensione complessiva di circa 320.000 mq ed è attualmente sede della maggior parte degli alloggi familiari in loco, insieme agli alloggi per gli Ufficiali, un centro di sviluppo per bambini e scuole materne, elementari e medie. Il Villaggio è circondato prevalentemente da campi agricoli, con presenza di case sparse, a Nord-Est, Nord-Ovest e Sud-Ovest, mentre confina con una zona commerciale a Sud-Est.
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Figura 5: Aree interessate dal progetto di Fase 1 (campitura gialla) all’interno del Villaggio della Pace
Il Villaggio della Pace si trova a circa 1.5 Km dalla Caserma Ederle. L’accesso tra i due siti avviene attraverso Via Aldo Moro e Viale Camisano. Questa arteria è una delle principali arterie Nord/Sud che collegano Vicenza all’autostrada A4.
Attività preliminari
Preliminarmente alle demolizioni sarà necessario svolgere delle attività propedeutiche, quali:
• Disboscamento di alcuni degli alberi esistenti all’interno del Villaggio;
• Distacco di tutte le utenze attive (gas, acqua potabile, telecomunicazioni, elettricità, ecc.) da parte della Committente;
• Rimozione di tutto l’arredo ed altri eventuali materiali all’interno degli edifici;
• Rimozione dei materiali contaminati da amianto;
• Rimozione delle fibre artificiali vetrose;
• Rimozione dei materiali contaminati da piombo.
Nel Dicembre 2019 è stata svolta, presso i due siti, (Villaggio e Camp Ederle), un’indagine per verificare la presenza di materiali potenzialmente nocivi (Rif. “Hazardous material and Environmental
Survey Report” del Dicembre 2019). L’indagine ha preso in considerazione i seguenti contaminanti:
• Amianto (MCA);
• Fibre Artificiali Vetrose (FAV);
• Piombo.
Area B
Area A
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Per quanto riguarda il Villaggio, le unità abitative sono state suddivise in 6 tipologie, dalla A alla F, (Rif.
Fig.6). Per ogni tipologia sono stati fatti dei campionamenti per verificare la presenza dei contaminanti. I risultati ottenuti si possono estendere alle unità abitative facenti parte della medesima categoria, in quanto costruite nello stesso periodo, con le stesse caratteristiche e gli stessi materiali.
Figura 6: Suddivisione delle unità abitative per tipologia
Le unità abitative che interessano la fase uno del Piano di Sviluppo appartengono alla tipologia C
(verde) ed alla tipologia E-F (rosa).
Di seguito l’elenco dei contaminati riscontrati e la loro ubicazione:
• Tipologia C – Edificio 4 (Rif. Figura 7)
i. MCA presente nei comignoli sul tetto;
ii. MCA presente sul tetto dei locali adibiti a magazzino;
iii. Possibile MCA presente nel terreno sotto il seminterrato (coperto da un foglio in polietilene ed indicato con un segnale di pericolo);
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iv. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento dei tubi del sistema di condizionamento e come isolamento della caldaia;
v. Piombo presente come vernice delle porte esterne (vernice verde della porta del locale caldaia e vernice gialla della porta del locale magazzino).
Figura 7: Contaminanti e loro ubicazione (esempio edificio 4)
• Tipologia E – edificio 234 (Rif. Figura 8)
i. MCA presente sul tetto dei locali adibiti a magazzino;
ii. Possibile MCA presente nel terreno sotto il seminterrato (coperto da un foglio in polietilene ed indicato con un segnale di pericolo);
iii. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento dei tubi del sistema di condizionamento, come isolamento dei tubi dell’impianto di riscaldamento, come isolante del boiler e isolante delle porte;
iv. Piombo presente come vernice delle porte esterne (porta esterna verde e porta del locale caldaia);
v. La vernice del cancelletto sul retro non è stata campionata, ma per similitudine con l’edificio 223 si può considerare contaminata da piombo.
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Figura 8: Contaminanti e loro ubicazione (esempio edificio 234)
• Tipologia F – edificio 223 (Rif. Figura 9)
i. MCA presente sul tetto dei locali adibiti a magazzino;
ii. Possibile MCA presente nel terreno sotto il seminterrato (coperto da un foglio in polietilene ed indicato con un segnale di pericolo);
iii. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento dei tubi del sistema di condizionamento, come isolamento dei tubi dell’impianto di riscaldamento, come isolante del boiler e isolante delle porte;
iv. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento dei tubi all’interno del controsoffitto all’ingresso;
v. Piombo presente nella vernice del cancelletto verde sul retro;
vi. La vernice della porta del locale caldaia non è stata campionata, ma per similitudine con l’edificio 115 si può considerare contaminata da piombo.
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Figura 9: Contaminanti e loro ubicazione (esempio edificio 223)
• Tipologia F – edificio 115 (Rif. Figura 10)
i. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento dei tubi del sistema di condizionamento, come isolante del boiler e della caldaia e come isolante delle porte;
ii. Piombo presente nella vernice della porta del locale caldaia;
iii. Il terreno sotto il seminterrato non è stato campionato, ma per analogia con l’edificio
223 è possibile sia presente MCA.
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Figura 10: Contaminanti e loro ubicazione (esempio edificio 115)
Per quanto riguarda camp Ederle, sono state condotte delle indagini presso l’edificio 404 (Rif. Figura
11) che hanno evidenziato la presenza di:
i. FAV (potenzialmente cancerogene di 2° categoria) presenti come isolamento della caldaia;
ii. Piombo nella vernice rossa delle tubazioni.
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Figura 11: Contaminanti e loro ubicazione (esempio edificio 404)
Un riassunto dei contaminanti presenti negli edifici indagati è riportato nell’Allegato 5 del presente PSC.
Si precisa che non è esclusa la presenza di altri contaminanti all’interno degli edifici. Per tale motivo, in caso di ritrovamento, i lavori dovranno essere sospesi ed il Coordinatore della Sicurezza in fase di
Esecuzione, in accordo con l’impresa esecutrice, dovrà fornire le misure/indicazioni di sicurezza necessarie.
Si ricorda che, prima dell’inizio dei lavori di demolizione, l’impresa esecutrice dovrà fornire alla
Committente, al Responsabile dei Lavori, al Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione ed al
Direttore Lavori:
• Piano di Lavoro per la rimozione dei manufatti contenenti amianto;
• Specifica tecnica per la rimozione delle FAV e delle vernici contaminate da piombo.
Demolizione
Per entrambi i siti, è prevista la demolizione delle strutture (o unità abitative nel caso del Villaggio) esistenti, di parte delle infrastrutture e delle strade presenti. Le nuove infrastrutture e la nuova viabilità verrà ricostruita per fasi in modo da potersi via via connettere con la rete esistente.
Nello specifico:
• Nel Villaggio saranno demolite, oltre alle unità abitative esistenti, anche le infrastrutture accessorie presenti sopra e sotto il piano campagna. In particolare saranno demolite 13 strutture a due piani di quattro unità ciascuna (31.6 metri x 12,7 metri), degli edifici adibiti allo
AECOM URS Italia S.p.A. Pagina 29 stoccaggio (2.8 metri x 4.2 metri), 2 edifici con all’interno trasformatori (4.3 metri x 4.3 metri), una pensilina per la fermata della navetta interna. Le pavimentazioni da demolire comprendono marciapiedi in calcestruzzo e marciapiedi in asfalto con cordoli in calcestruzzo.
La lista degli edifici da demolire è la seguente: 217, 219, 221, 222, 223, 228, 229, 230, 231, 232, 233, 234, 235.
• Nel sito di Camp Ederle sarà demolito l’edificio 440 a due piani, con struttura in acciaio prefabbricato (sup. di circa 340 mq), attualmente adibito a officina per la manutenzione dei veicoli, oltre alle relative infrastrutture e servizi ad esso collegati, tra cui la recinzione metallica perimentrale, il basamento in cemento della recinzione, la pavimentazione in calcestruzzo asfaltato (da stoccare per il potenziale riutilizzo del sottofondo), i pali di illuminazione perimetrale e la cisterna esterna Righetto.
Preventivamente alle attività di demolizione verranno intercettate e sezionate le utenze (sottoservizi) che dovranno essere ripristinate ex novo (con nuovi criteri tecnici e materiali) nelle successive fasi delle lavorazioni.
Si ricorda che, prima dell’inizio dei lavori di demolizione, l’impresa esecutrice dovrà fornire alla
Committente, al Responsabile dei Lavori, al Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione ed al
Direttore Lavori:
• Piano di Demolizione, allegato al POS, nel quale devono essere definite il tipo di attrezzature utilizzate, le operazioni da effettuare, la loro sequenza e le conseguenti misure di prevenzione;
• Piano Ambientale di Cantiere relativo alla gestione degli aspetti ambientali quali rifiuti, eventuale riutilizzo e riciclo dei materiali provenienti dalle demolizioni (per esempio:inerti, laterizi, vetro, cavi elettrici, materiali ferrosi, ecc), sostanze pericolose, ecc.
Scavi
Successivamente alle attività di demolizione verranno eseguite le attività si scavo (che si svolgeranno nel rispetto degli standard e delle specifiche dell’USAG ed in conformità con il Piano di Erosione e
Controllo dei Sedimenti approvato).
Basandosi sugli studi geotecnici eseguiti e sulle caratteristiche del suolo riscontrate nei primi metri, le attività di scavo potranno essere condotte mediante l’utilizzo di normali escavatori.
Lo scavo a cielo aperto (scavo poco profondo) potrà essere eseguito con una pendenza massima di 1
(verticale) : 3 (orizzontale); gli scavi più profondi potranno essere eseguiti con la medesima pendenza se presente lo spazio adeguato, altrimenti in caso di scavo profondo a sezione ristretta o con pareti verticali dovranno essere impiegate opere di sostegno quali armature o palancole.
Dal momento che la falda, in media si trova a circa 2 metri sotto il piano campagna, mentre le utenze saranno installate ad una profondità di circa 5 metri sotto il piano campagna, sarà necessario prevedere un sistema di pompaggio delle acque; sulla base dei quantitativi stimati (come produzione) e delle caratteristiche chimico-fisiche si dovrà valutare la possibilità di scaricare tali acque nell’impianto fognario di sito o trattarle come rifiuto. Si ricorda infatti che i livelli di arsenico rilevati nelle acque di falda nel periodo 2009-2015 hanno evidenziato una concentrazione quattro volte superiore rispetto ai limiti previsti dal D.Lgs. 152/2006.
Il suolo superficiale (topsoil) derivante dagli scavi sarà temporaneamente stoccato all’interno delle aree di cantiere e gestito in conformità agli standard di settore per mantenerne le caratteristiche di qualità.
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Si ricorda che, preventivamente all’inizio dei lavori di scavo, dovrà essere inviato per approvazione alle
Autorità Competenti il Piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo (Rif. DPR 120/17) contenente indicativamente le seguenti informazioni: descrizione degli scavi (sezioni, profondità, larghezza, pendenza), mc di terreno scavati, localizzazione del punto di stoccaggio dei terreni all’interno del cantiere, risultati della caratterizzazione, indicazioni sull’impego futuro dei terreni e cronoprogramma. In caso di silenzio assenso, i lavori potranno cominciare solo dopo il trascorrere dei tempi previsti legislativamente (90 giorni) affinchè l’Autorità Competente possa richiedere prescrizioni o integrazioni al
Piano presentato.
Nell’elaborazione del Piano di riutilizzo delle terre e rocce da scavo l’impresa esecutrice dovrà tenere conto che il terreno sottostante i siti oggetto di intervento è caratterizzato dalla presenza di arsenico come fondo naturale. Nell’eventuale reimpiego dei terreni scavati si dovrà quindi far riferimento ai limiti indicati dal D.lgs. 152/2006 per i siti ad uso residenziale 20 mg/Kg).
Nel caso invece sia stata riscontrata una concentrazione di arsenico superiore ai valori di fondo naturali
(presenza riscontrata nel sito di Camp Ederle, come riportato nel documento “Evaluation of Arsenic presence at Camp Ederle” del 11.11.2019), non sarà possibile riutilizzare il suolo come indicato dal
DPR 120/17; pertanto il terreno proveniente dalle attività di scavo dovrà essere trattato come rifiuto e smaltito di conseguenza. Sarà quindi necessario svolgere una caratterizzazione del terreno per stabilire il corretto codice CER.
Nuove costruzioni
I condomini, le case a schiera e le case unifamiliari di entrambi i siti saranno costruiti con materiali resistenti al fuoco. Le costruzioni saranno costituite principalmente da pareti portanti in cemento armato con solai in calcestruzzo gettato in opera e capriate in acciaio formate a freddo per i tetti a forte pendenza. I tetti a bassa pendenza saranno costruiti con impalcati in calcestruzzo gettato in opera.
Nello specifico, presso il Villaggio della Pace, è prevista la realizzazione di edifici più alti rispetto a quelli attualmente presenti in sito; si passerà infatti da un’altezza attuale di 7 metri e una nuova altezza di 15 metri.
Una volta realizzata la struttura esterna delle nuove abitazioni, saranno realizzati i seguenti impianti:
• Impianto meccanico di riscaldamento-ventilazione-condizionamento (HVAC);
• Impianto idraulico;
• Impianto di scarico delle acque reflue;
• Impianto gas;
• Impianto di rilevazione incendio e di spegnimento incendi (impianto sprinkler);
• Impianto elettrico;
• Rete dati;
• Impianto fotovoltaico
La fase di realizzazione comprenderà anche:
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• la nuova viabilità stradale (veicolare e ciclo pedonale), che terrà conto delle eisgenze di limitare la velocità dei veicoli e di rendere accessibili le nuove abitazioni ai mezzi di soccorso in caso di emegenza;
• nuove aree destinate alle fermate delle navette interne (dotate di pensilina), per la sosta dei taxi e per il carico/scarico di merci;
• nuove isole ecologiche complete di quadro elettrico;
• nuove aree adibite a parcheggio;
• aree adibite a parco giochi per bambini ed alla ricreazione;
• aree apposite per i cani;
• la realizzazione dei nuovi tratti di utenze che si andranno a collegare a quelle già esistenti:
elettricità, gas, telecomunicazioni, acqua potabile, rete antincendio, fognatura sanitaria, rete di drenaggio e raccolta dell’acqua piovana, trattamento dell’acqua piovana inquinata.
In merito alle utenze si forniscono le seguenti precisazioni:
• Acqua Potabile: presso il Villaggio, dato l’incremento previsto di persone, e visto lo stato dell’attuale sistema di distribuzione idrico (molte parti delle tubazioni e dei giunti potrebbero non essere in grado di sopportare un aumento della pressine di esercizio), le esistenti tubazioni di adduzione dell’acqua potabile verranno sostituite con un nuovo sistema di distribuzione.
L’attuale serbatoio di accumulo dell’acqua presente al Villaggio (capacità di 500 mc) risulta insufficiente per sostenere lo sviluppo residenziale proposto; infatti, a fronte dell’incremento di persone previsto, si è stimato un volume richiesto di circa 940 mc. La sostituzione dell’attuale serbatoio sarà però oggetto della fase due del Piano di Sviluppo.
Per quanto riguarda Camp Ederle, gli interventi consistono in una nuova estensione combinata del circuito idrico domestico ed antincendio collegato al sistema di…
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