B.08.02.07 STUDIO INCIDENZA AMBIENTALE - VINCA - ITALIAN.pdf
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- Solicitation number
- W912GB21R0030
- Issued by
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Department of the Army European Command
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This is a request for proposal to upgrade the electrical system at Camp Darby (South) in Livorno, Italy. The work includes replacing the existing 10kV distribution system with a new 15kV system, installing new medium and low voltage panels, replacing transformers, installing fiber optic cables for remote monitoring, and other improvements. A mandatory site visit will be held on July 15, 2021 from 1000-1200 hours local time with a limit of two people per contractor. Contractors must register for the site visit by email no later than July 8, 2021 at 1500 CEST. Proposals are due by the date, time and location specified in the solicitation. The contracting agency is the Department of the Army European Command.
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PREPARATO DA:
THE OK DESIGN GROUP, Srl
ARCHITECTS, PLANNERS, CONSULTING ENGINEERS
VIA ANGELO BARGONI 78 ‐ 00153 ROME, ITALY
Claudia Cattarin
DIRECTORATE OF PUBLIC WORKS
U.S. ARMY GARRISON ITALY – APO AE 09613
DARBY MILITARY COMMUNITY
PROJECT ED 00176‐8
UPGRADE ELECTRICAL SYSTEM CAMP DARBY (SOUTH)
CAMP DARBY AREA, LIVORNO, ITALY
CONTRATTO NO.: W912PF‐16‐D‐0007 T.O. 003 DMC FINAL DESIGN SUBMITTAL
DATA: MARCH 2021
VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE
(ai sensi del D.P.R. n. 120/03 e L.R. n. 30/2015)
PROGETTO
PROGETTO ED 00176‐8: MIGLIORIE ALLA RETE ELETTRICA CAMP DARBY SUD
(UPGRADE ELECTRICAL SYSTEM CAMP DARBY (SOUTH) CAMP DARBY AREA)
LIVORNO, ITALIA
STUDIO DI INCIDENZA
(ai sensi del D.P.R. n. 120/03 e L.R. n. 30/2015)
DOCUMENT CODE
R e v 0 1
FILE
DOCUMENT TYPE CLIENT’S SIGNATURE:
U.S. ARMY GARRISON ITALY
DARBY MILITARY COMMUNITY
T e c h n i c a l R e p o r t
STUDY PREPARATION APPROVAL OF TECHNICAL
DIRECTOR A.I.C.E.
APPROVAL OF STUDY
TECHNICAL DIRECTOR
00 EMISSIONE FINALE Ing. Giancarlo Heusch
REV. DATE VERSION PREPARED BY VERIFIED BY APPROVED BY
STUDIO DI INCIDENZA Progetto – Migliorie alla rete elettrica, Camp Darby Sud
OK Design 2/84 Ottobre 2019
INDICE
PREMESSA
Inquadramento Normativo
Normativa Europea
Normativa Italiana
Normativa Regione Toscana
Normativa Ente Parco
Contenuti dello Studio di Incidenza
SCREENING
Necessità degli interventi previsti dal Progetto in oggetto
Introduzione
La gestione del sito Selva Pisana
Sintesi del progetto
Introduzione
Descrizione del Progetto
Condizioni attuali
Finalità del Progetto
Individuazione delle lavorazioni
Descrizione della ZSCSelva Pisana
Introduzione
Inquadramento territoriale e descrizione delle componenti abiotiche
Aspetti geologici e geomorfologici
Aspetti climatici
Descrizione delle componenti biotiche
Descrizione degli habitat di interesse comunitario
Descrizione della flora
Descrizione della fauna
Elementi di criticità della ZSC Selva Pisana
Principali elementi di criticità interni al sito
Principali elementi di criticità esterni al sito
Misure di Conservazione per la ZSC Selva Pisana
Principali obiettivi di conservazione
Indicazioni per le misure di conservazione
Individuazione dei possibili impatti
OK Design 3/84 Ottobre 2019
Introduzione
Descrizione degli impatti
Sottrazione diretta di habitat
Variazione di areale e/o popolazioni della fauna
Interruzione dei corridoi ecologici
Disturbo della fauna
Abbattimento della fauna
Interazione con la falda
Inquinamento suolo, sottosuolo, acque e aria
Dispersioni di polveri
Impermeabilizzazione del suolo
Individuazione dei potenziali impatti
FASE DI CANTIERE
FASE DI ESERCIZIO
Risultati della individuazione dei potenziali impatti
VALUTAZIONE APPROPRIATA
Quantificazione dei potenziali impatti
FASE DI CANTIERE
Sottrazione diretta di habitat
Variazione di areale e/o popolazioni della fauna
Disturbo della fauna
Abbattimento della fauna
Inquinamento suolo, sottosuolo, acque
FASE DI ESERCIZIO
Sottrazione diretta di habitat
Impermeabilizzazione del suolo
Valutazione Cumulativa
Mitigazioni Proposte
Sottrazione di suolo sinantropico
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
OK Design 4/84 Ottobre 2019
Lista delle Figure
Figura 1 - Localizzazione dell'area d'intervento, Camp Darby sud, all'interno della DMC
Figura 2 - Localizzazione della ZSC Selva Pisananella Rete Natura2000 (Natura2000 Network Viewer)
Figura 3 - Vincoli ambientali amministrati dall'Ente Parco Regionale di MSRM e localizzazione della DMC
Figura 4 - Scheda-Norma 26 e 27, allegato H del "Secondo Piano di Gestione di Tombolo e Coltano" per le installazioni di Camp Darby e Depot
Figura 5 - Schema della procedura sancita dall’art. 6, paragrafi 3 e 4 della direttiva Habitat correlata con le fasi valutative proposte dalla guida metodologica (La gestione dei siti della rete Natura 2000, Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della direttiva «Habitat»
92/43/CEE)
Figura 6 - Particolari dei pozzetti. Tavola E-73
Figura 7 - Particolari dei cavidotti. Tavola E-74
Figura 8 – Nuove cabine (N. 118 e N. 776). Pianta e Prospetti. Tavola A-4
Figura 9 - Legenda. Tavola E-1
Figura 10 – Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-37
Figura 11 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-38
Figura 12 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-39
Figura 13 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-40
Figura 14 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-41
Figura 15 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-42
Figura 16 - Inquadramento territoriale della ZSC Selva Pisana (Cod. Natura2000 IT5170002)
Figura 17 - Estratto della “Carta degli elementi naturalistici e storici della Pianura di Pisa e dei rilievi contermini” in scala 1:50.000 della Tenuta di Tombolo e Coltano (Mazzanti, 1994)
Figura 18 - Soprassuoli boscati presenti nella DMC formati dal bosco mesoigrofilo di caducifoglie (ultime vestigia dell'antica selva planiziaria, nella figura a sinistra) e quello termoxerofilo di sclerofille sempreverdi (a destra)
Figura 19 - a) ibisco rosa, b) periploca greca, c) felce florida, d) falasco, e) orchidea palustre, f) ninfea bianca. (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 20 - Ninfa di libellula (Anax imperator) nell'atto di predazione. a) Scorpione d'acqua (Nepa cinerea). b) Ditisco marginato (Dytiscus marginalis). c) Particolare delle zampe posteriori trasformate in remi. d) Planorbarius corneus. e) Gasteropode. (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 21 - Femmine di nono (Aphanius fasciatus). a) Maschio di nono. b) Femmina di gambusia (Gambusia holbrooki). c) Maschio di gambusia. (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 22 - Anfibi presenti nella Selva Pisana. a) Tritone crestato (Triturus carnifex). b) Raganella italiana (Hyla intermedia). c) Rospo smeraldino (Bufo viridis). d) Rana agile (Rana dalmatina) (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 23 - Natrix tessellata nella Selva Pisana. (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 24 - a) Cinghiale (Sus scrofa). b) Daino (Dama dama) (Foto di Stefano Franceschini)
Figura 25 - a) Airone cenerino, b) Airone bianco maggiore, c) Martin pescatore, d) Ghiandaia marina, e) Gruccione (Foto di Stefano Franceschini)
OK Design 5/84 Ottobre 2019
Figura 26 - Elenco delle minacce e pressioni per la ZSC Selva Pisana (Natura 2000 Standard Data Form). In giallo sono evidenziate quelle presenti nella DMC
Figura 27 – Buffer di 20 metri per l’impatto acustico elaborato in GIS
Figura 28 - Aree di stoccaggio delle terre non utilizzate in situ
Figura 29 - Area proposta per la mitigazione
Figura 30 - Edificio N. 3061
Figura 31 - Edificio N. 3062
Figura 32 - Edificio N. 3063
Lista delle Tabelle
Tabella 1 – Codificazione delle lavorazioni previste in Progetto
Tabella 2 - Elenco degli Habitat censiti per il sito Selva Pisana ed elencati nella Scheda Natura 2000. Per ogni habitat viene riportata la denominazione regionale (All. A1 della L.R.
56/2000), quella comunitaria (All. I Direttiva Habitat 92/43/CEE) e secondo il manuale degli habitat dell'Unione Europea; la loro copertura in ettari e in percentuale nel sito; il codice di Natura 2000 ( * = prioritario); il codice Corine Biotopes. In giallo quelli presenti nella DMC
Tabella 3 - Elenco Floristico delle specie censite per la Selva Pisana. Fonti da: scheda Natura 2000; All. A3 e C della L.R. 56/2000; Garbari, 2000 e 2005; Tomei et al., 2004; Sani, 2005; Piani di gestione Forestale delle Tenute di San Rossore e Tombolo
Tabella 4 - Elenco Faunistico delle specie censite per la Selva Pisana (a parte l’avifauna). Fonti da: scheda Natura 2000 (Allegati II e IV); L.R. 56/2000 (Allegati A2 e B); Convenzione di Berna (Appendice 2 e 3)
Tabella 5 - Elenco Avifaunistico delle specie censite per la Selva Pisana. Fonti da: scheda Natura 2000 (Dir. CE 2009/147 “Uccelli”- Allegati I, II/1, II/2, III/1 e III/2); L.R. 56/2000 (Allegato A2); Convenzione di Berna (Appendice 2 e 3)
Tabella 6 - Potenziali impatti generati durante la fase di cantiere
Tabella 7 - Potenziali impatti generati durante la fase di esercizio
Tabella 8 - Riepilogo individuazione degli impatti per la fase di Cantiere ed Esercizio del progetto.
In Grigio quelli assenti per lavorazioni non presenti, in Rosso quelli da quantificare, in Blu quelli per la fase di Cantiere da quantificare per la fase di Esercizio, in Verde quelli ritenuti non significativi o trascurabili
Tabella 9 - Limiti di potenza sonora dB(A) del rumore prodotto dai macchinari di cantiere dal D.L.
262/02
Tabella 10 - Decadimento dell‟onda acustica in campo libero, calcolato per un'mmissione di 95 dB(A)
Tabella 11 – Quantificazione sottrazione diretta suolo sinantropico in fase di esercizio
Tabella 12 - Elenco di piani/progetti ubicati a sud del Fiume Arno all'interno della DMC che potrebbero generare un effetto cumulativo con il Progetto in oggetto
Tabella 13 - Piani e/o Progetti possono avere effetti cumulativi con il Progetto in oggetto. In rosso i progetti che potrebbe avere un effetto cumulativo delle fasi di cantiere sia spazialmente che temporalmente
OK Design 6/84 Ottobre 2019
PREMESSA
Il presente Studio relativo alla “Valutazione di Incidenza” è redatto in base alla guida metodologica “La gestione dei siti della rete Natura 2000 - Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della direttiva «Habitat» 92/43/CEE”, a supporto del Progetto “MIGLIORIE ALLA
RETE ELETTRICA NELLA DMC DI CAMP DARBY SUD", e in adempimento dell'art. 88 comma 1 della Legge Regioanle (LR) 30/2015 (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla l.r. 24/1994, alla l.r. 65/1997, alla l.r. 24/2000 ed alla l.r. 10/2010 e modificata dalla LR 48 del 1 agosto
2016).
Questo Studio contiene le informazioni necessarie alla localizzazione dell'intervento, alla descrizione della tipologia delle opere che saranno eseguite e alla complementarietà con altri
Piani e/o Progetti. Ai fini della Valutazione di Incidenza sono riportate la descrizione dei siti della Rete Natura 2000 interessati dal Progetto e il quadro ambientale descrittivo dell'area. La metodologia adottata per la redazione di questo Studio di Incidenza segue le impostazioni precedentemente seguite per i precedenti Studi di Progetti realizzati e/o previsti per la DMC.
L’area interessata dall'intervento è compresa nel Sito di Importanza Comunitaria Selva
Pisana (SIC - ai sensi della direttiva “Habitat” 92/43/CEE), Zona di Protezione Speciale (ZPS -ai sensi della direttiva “Uccelli” 2009/147/EC ex 79/409/CEE) e Sito di Importanza Regionale
(SIR 62=62B - ai sensi della LR 30/2015). Ai sensi della direttiva Habitat questo sito è anche definito come Zona Speciale di Conservazione (ZSC- Codice Natura 2000 = IT5170002) e nel seguito della relazione verrà denominato semplicemente ZSC o Selva Pisana.Esso è interamente compreso nel Parco Naturale Regionale di Migliarino San Rossore
Massaciuccoli (MSRM), il cui Ente rappresenta l’autorità competente per la Valutazione d'incidenza (L.R. 30/2015 art. 88 comma 4 lettera b).
La DMC è attualmente composta da 4 installazioni: Ammunition Storage Area (ASA - 847.00 ha), Camp Darby (CD - 64.00 ha), Livorno Supply and Maintenance Area (Depot - 112.00 ha) e Livorno Training Area (LTA - 20.00 ha). Il governo degli Stati Uniti ha avviato le procedure per la riconsegna al Governo Italiano di una vasta porzione della base di Camp Darby per cui l’installazione medesima è stata frazionata in due porzioni, quella Nord da riconsegnare e quella Sud in continuazione di esercizio.
L'intervento in oggetto è localizzato prevalentemente nella porzione sud identificata con la denominazione Camp Darby Sud ed in piccola parte nella porzione Nord al fine di mantenere l’alimentazione elettrica di questa porzione; esso è soggetto al Secondo Piano di Gestione
OK Design 7/84 Ottobre 2019 delle Tenute di Tombolo e di Coltano dell'Ente Parco (Figura 1).
Figura 1 - Localizzazione dell'area d'intervento, Camp Darby sud, all'interno della DMC.
OK Design 8/84 Ottobre 2019
INQUADRAMENTO NORMATIVO
Normativa Europea
La direttiva 92/43/CEE, denominata direttiva Habitat, è lo strumento normativo per il mantenimento della Rete Ecologica Europea, definita Rete Natura2000. Tale rete è costituita da siti ritenuti importanti a livello europeo per la conservazione della biodiversità, in termini di habitat, specie vegetali e animali (Figura 2).
Figura 2 - Localizzazione della ZSC Selva Pisananella Rete Natura2000 (Natura2000 Network Viewer).
Tutte le aree della Rete Natura 2000 sono ora definite Zone Speciali di Conservazione (ZSC).
OK Design 9/84 Ottobre 2019
La direttiva Habitat è attuata dagli Stati membri che adottano opportune Misure di compensazione e Misure di salvaguardia al fine di mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e di flora selvatiche in uno stato di conservazione soddisfacente per le ZSC.
Normativa Italiana
L’Italia ha recepito la direttiva Habitat con il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR)
357/97 Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, come modificato dal DPR 120/03, e delega alle Regioni il compito di individuare i siti e le specie da mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente.
Normativa Regione Toscana
La Regione Toscana attua le finalità della direttiva Habitat con la LR 30/2015 (recentemente modificata dalla LR 48 del 1 agosto 2016) "Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla l.r. 24/1994, alla l.r. 65/1997, alla l.r. 24/2000 ed alla l.r. 10/2010". Nell’ambito di tale legge vengono identificati i Siti di
Importanza Regionale (SIR) che comprendono ed ampliano l’elenco dei siti, degli habitat delle specie vegetali e delle specie animali ritenuti importanti a livello comunitario (pSIC, SIC, ZPS, ora semplicemente ZSC). Inoltre, essa estende a tutti i SIR la normativa di cui al DPR 357/97 e successive modifiche.
Con la Delibera della Giunta Regionale (DGR) 1148/02 Indicazioni tecniche per l'individuazione e la pianificazione delle aree di collegamento ecologico, la DCR 6/04
Perimetrazione dei siti di importanza regionale e designazione di zone di protezione speciale in attuazione delle direttive n° 79/409/CEE e n° 92/43/CEE, la DGR 644/04 Approvazione norme tecniche relative alle modalità di tutela dei Siti di Importanza Regionale (SIR) (con le misure di conservazione riportate negli Allegati A e B della DGR 454/08, le Delibere del
Consiglio Regionale (DCR) 80/07 e 80/09, le DGR 1006/14 e 1223/15, che costituiscono norme a integrazione delle norme tecniche approvate dallaDGR 644/2004), la LR 1/05 Norme per il governo del territorio e con la decisione della Commissione Europea del 26 novembre
2015, che adotta il nono aggiornamento dell'elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE (Decisione di
Esecuzione UE 2015/2374), si completa l’attuale quadro normativo di riferimento per la gestione della Rete Natura 2000.
Secondo quanto riportato nel DPR 357/97, modificato dal DPR 120/03, e nell’art. 88 (comma
1) della L.R. 30/2015: “I proponenti di interventi o progetti non direttamente connessi e
OK Design 10/84 Ottobre 2019 necessari al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti o necessari alla gestione dei siti, ma che interessano in tutto o in parte pSIC e siti della Rete Natura 2000, o che possono avere incidenze significative sugli stessi siti, anche se ubicati al loro esterno, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, presentano alle autorità competenti di cui al presente articolo, ai fini della valutazione d’incidenza ai sensi all’articolo 5 del d.p.r. 357/1997, un apposito studio volto a individuare i principali effetti sul sito, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo”.
L’Autorità competente al rilascio della Valutazione di Incidenza, ai sensi LR 30/2015 (art. 88 comma 4 lettera b), sulla base di questo Studio di Incidenza, è l'Ente Parco Regionale di
MSRM (Figura 3).
Figura 3 - Vincoli ambientali amministrati dall'Ente Parco Regionale di MSRM e localizzazione della DMC.
OK Design 11/84 Ottobre 2019
Normativa Ente Parco
La DMC è attualmente composta da 4 installazioni: Ammunition Storage Area (ASA - 847.00 ha), Camp Darby (Camp Darby - 64.00 ha), Livorno Supply and Maintenance Area (Depot -
112.00 ha) e Livorno Training Area (LTA - 20.00 ha). La DMC è interamente compresa nel
Parco Regionale di MSRM, il cui Ente rappresenta l’autorità di riferimento per la gestione territoriale e delle risorse ambientali comprese nei suoi confini.
Dall'analisi degli strumenti urbanistici vigenti (Regolamento Urbanistico del Comune di Pisa ed il Piano Territoriale del Parco Regionale di MSRM) emerge che il territorio in cui è ubicata la
DMC è, dal punto di vista normativo, regolamentato dal Piano Territoriale del Parco. Secondo l’art. 1 comma 2 di tale Piano, “...il piano territoriale è equiparato, per l'area del parco, al piano urbanistico territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici ed ambientali...”.Il territorio del Parco è formato dalla sommatoria delle Tenute e/o Fattorie e/o Comparti, che ne costituiscono i riferimenti strutturali. Il Piano Territoriale si attua mediante i Piani di Gestione, che al minimo, hanno quale campo di operatività il territorio di ogni Fattoria/Tenuta/Comparto.
I Piani di Gestione assumono “il carattere intersettoriale offrendo un quadro di compatibilità spaziale e temporale per i vari interventi, pubblici e privati, riguardanti l'attuazione dei principi informatori del piano territoriale del Parco” (art. 11 Delibera del Consiglio Regionale (DCR 515 del 12.12.89).
In particolare, l'area di competenza della DMC è soggetta al "Secondo Piano di Gestione delle
Tenute di Tombolo e di Coltano". Tale Piano di gestione, approvato con delibera del Consiglio
Direttivo (DCD) dell'Ente Parco (Delibera n.18 del 10.05.2002 e con variante parziali di cui alle
Delibere n.125 del 22.10.2007, n.41 del 06.04.2009 e n.13 del 07.02.2011) attua le finalità del
Parco secondo quanto delineato dal Piano per il Parco (DCR della Toscana n. 515 del
12.12.1989 e successive modifiche e integrazioni) di cui costituisce lo strumento di attuazione ai sensi della LR n.24 del 16.03.1994 (in conformità dell'art. 108 comma 1 lettera b. della LR
30/2015).
Sulla base della cartografia del “Secondo Piano di Gestione delle Tenute di Tombolo e
Coltano” (allegato H), Camp Darby rientra nella Scheda-Norma 26 (Figura 4), il Depot nella
Scheda-Norma 27 (Figura 4), mentre ASA ed LTA non rientrano in alcuna Scheda-Norma ma sono classificate come “zona boscata” e "zona umida di ripristino".
Zone di recupero edilizio ed urbanistico funzionale: “Intervento 26 località Camp Darby -zona di recupero edilizio ed urbanistico funzionale” non è previsto nessun intervento nel periodo di validità del presente Piano di Gestione. Sono in vigore specifiche procedure per gli insediamenti militari.
OK Design 12/84 Ottobre 2019
Zone di recupero edilizio ed urbanistico funzionale: “Intervento 27 località Camp Darby -zona di recupero edilizio ed urbanistico funzionale” non è previsto nessun intervento nel periodo di validità del presente Piano di Gestione. Sono in vigore specifiche procedure per gli insediamenti militari.
Figura 4 - Scheda-Norma 26 e 27, allegato H del "Secondo Piano di Gestione di Tombolo e Coltano" per le installazioni di Camp Darby e Depot.
Dato che l’intervento in oggetto è localizzato nella installazionie di Camp Darby della DMC la presente richiesta di Vinca, nell’ambito di applicazione della Direttiva Habitat, si inquadra ai sensi dell’art. 88 della LR 30/2015 e s.m.i., quindi, il rilascio di Nulla Osta da parte dell’Ente
Parco ai sensi del comma 5 dell’art. 52 del Regolamento del Parco risulta compreso nel Vinca ai sensi del comma 4 dell’art. 31 della LR 30/2015 “Nei casi di cui all’articolo 88, il nulla osta di cui ai commi 1 e 2, dà atto degli esiti della valutazione di incidenza effettuata dall’ente parco ed è rilasciato entro il termine previsto dallo stesso articolo 88, comma 3”.
OK Design 13/84 Ottobre 2019
CONTENUTI DELLO STUDIO DI INCIDENZA
Lo studio di incidenza, in particolare, ha lo scopo di fornire gli strumenti per valutare gli effetti che un piano o progetto può avere su un sito appartenente alla Rete Natura 2000, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito interessato dall’intervento ed indipendentemente dal fatto che l'intervento sia interno all'area protetta dalla direttiva Habitat.
Esso rappresenta la sintesi di un procedimento suddiviso in quattro fasi (verifica, valutazione appropriata, valutazione di soluzioni alternative, valutazione delle misure di compensazione), in cui le precedenti servono come base per le successive; il passaggio dall’una all’altra non è, di norma, obbligatorio, ma è diretta conseguenza di quanto emerso dalla fase precedente
(Figura 5). Se ad esempio, la fine della fase di verifica evidenziasse la totale assenza di effetti con incidenza significativa sul sito, il procedimento potrebbe arrestarsi senza la necessità di procedere alla successiva valutazione appropriata.
La prima fase dello studio di incidenza è la verifica o “screening”. Questo passaggio serve a definire se l’intervento potrà avere un qualche impatto significativo sul sito protetto, in relazione ai fini conservazionistici del sito stesso. Per prima cosa bisogna stabilire se l’intervento è “direttamente connesso o necessario” ai fini della gestione del sito. Dopodiché, si procederà con la descrizione del sito e successivamente con quella dell’intervento. Infine, si individueranno, se esistono, gli impatti significativi.
La seconda fase consiste nella valutazione “completa” o “appropriata” degli impatti individuati sulla base delle previsioni effettuate tramite misure e modellizzazioni, anche “congiuntamente con altri piani o progetti” in atto o previsti nella Selva Pisana. In questo passaggio vengono indicate anche le misure di mitigazione atte ad attenuare la significatività degli impatti.
Nella terza fase vengono prese in considerazione e valutate, le possibili alternative al progetto, nel caso in cui la significatività degli impatti sia risultata ancora troppo elevata. Qualora non sia possibile trovare soluzioni alternative e l’intervento sia necessario per “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, connessi con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica”, si procede con la quarta fase.
Con le valutazioni delle misure di compensazione vengono indicate le misure atte a compensare il danno subito in termini di perdita di areale, riduzione del numero di individui di flora e fauna, ecc..
OK Design 14/84 Ottobre 2019
Figura 5 - Schema della procedura sancita dall’art. 6, paragrafi 3 e 4 della direttiva Habitat correlata con le fasi valutative proposte dalla guida metodologica (La gestione dei siti della rete Natura 2000, Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della direttiva «Habitat» 92/43/CEE).
OK Design 15/84 Ottobre 2019
SCREENING
NECESSITÀ DEGLI INTERVENTI PREVISTI DAL PROGETTO IN OGGETTO
Introduzione
Il primo passo di questo studio consiste nel considerare se il Progetto è “direttamente connesso o necessario” ai fini della gestione in uno stato soddisfacente (sensu Dir. Habitat) della Selva Pisana interessata dall'adeguamento degli impianti ed infrastrutture, in base alla qualità, l’importanza e la vulnerabilità indicate dalla scheda Natura 2000 del formulario standard ed in accordo con i principali obiettivi di conservazione indicati dalla scheda Natura
2000 e dall’Allegato 1 Del G.R. n. 644/04 ed in particolare nei seguenti allegati della DGR n.
1223/15 per la ZSC Selva Pisana (Codice Natura2000 – IT5170002):
Allegato A – Misure di conservazione generali valide per tutti i Siti di Importanza Comunitaria
(SIC) terrestri e marini;
Allegato B – Misure di conservazione sito specifiche per ognuno dei Siti di Importanza
Comunitaria (SIC) terrestri e/o marini compresi in tutto o in parte nei Parchi
Regionali o Nazionali.
La gestione del sito Selva Pisana
La Selva Pisana si trova all’interno dei confini del Parco Regionale di MSRM e ricade nei territori della Provincia di Pisa e dei Comuni di Vecchiano, San Giuliano e Pisa.
L'area è soggetta al “Piano Territoriale del Parco Naturale Regionale di Migliarino San
Rossore Massaciuccoli”, il quale prevede la suddivisione del Parco in Tenute e/o Fattorie e/o
Comparti, ne individua i confini e ne stabilisce i riferimenti ambientali. “Per le zone costituenti riferimento ambientale per l'assetto del Parco…, il piano territoriale si attua attraverso piani di gestione e regolamenti d'uso… finalizzati al mantenimento dell'esistente, al ripristino di morfologie preesistenti dei luoghi ed alla costruzione di elementi di connessione tra le varie connotazioni naturalistiche del territorio; piani di gestione e regolamenti definiscono anche le funzioni ricreative e produttive compatibili con il mantenimento, il restauro ed il ripristino dell'assetto paesaggistico e lo disciplinano nel tempo” (Art.6, com. 1).
Il Piano Territoriale si attua mediante i Piani di Gestione, che al minimo, hanno quale campo di operatività il territorio di ogni Fattoria/Tenuta/Comparto. I Piani di Gestione assumono “il carattere intersettoriale offrendo un quadro di compatibilità spaziale e temporale per i vari interventi, pubblici e privati, riguardanti l'attuazione dei principi informatori del piano territoriale
OK Design 16/84 Ottobre 2019 del Parco” (art. 11 Del. 515 del 12/12/89).
L'area interessata dall'intervento è soggetta al "Secondo Piano di Gestione delle Tenute di
Tombolo e di Coltano" di cui costituisce lo strumento di attuazione ai sensi della LR n.24 del
16.03.1994 (in conformità dell'art. 108 comma 1 lettera b. della LR 30/2015).
Altro strumento di gestione delle aree protette da parte dell’Ente Parco è il Regolamento del
Parco, in vigore con delibera del C.D. n. 98 del 07/07/2008 (in conformità dell'art. 108 comma
1 lettera c. della LR 30/2015). A sud dell'area di intervento è situata la Riserva Naturale, istituita dall’Ente Parco, Cornacchiaia Ulivo (44.42 ha).
Altri vincoli ambientali presenti sono il sito importante per l’avifauna “Sites - Important Bird
Areas” IBA IT082 “Migliarino-San Rossore”, individuato da BirdLife International
(http://www.birdlife.org), Dal 2004 il territorio del Parco è riconosciuto dall'Unesco come
Riserva della Biosfera (MaB) e recentemente, il 16 marzo 2016, questa riserva è stata ampliata includendo i Monti Pisani e il territorio agroforestale di Collesalvetti, con il nome di
"Selve costiere di Toscana".
Secondo quanto riportato nella Del. Giunta Regionale 644 del 2004 (allegato 1 - LR 56/2000
Norme di Attuazione in conformità con l'art. 115 comma 1. della LR 30/2015) i principali obiettivi di conservazione dellaSelva Pisana sono:
conservazione delle aree umide rispetto alle principali cause di minaccia (erosione costiera, interrimento, disseccamento);
conservazione dei boschi planiziali in condizioni di elevata naturalità e maturità;
mantenimento degli ambienti dunali e delle relative comunità vegetali ed animali;
tutela dell’integrità di adeguate superfici di pineta (anche per il loro valore storico e paesaggistico) e adozione di misure per favorire l’incremento dei livelli di diversità e il recupero dei popolamenti floristici di sottobosco.
Recentemente con la DGR 1223/15 viene aggiornatta la scheda delle misure di conservazione per la Selva Pisana, che devono essere attuate dall’Ente Parco, ed in particolare nell’ambito
“Urbanizzazione” sarà prevista per il futuro una regolamentazione specifica (RE_E_22) per le basi militari “Realizzazione di un piano per la mitigazione degli impatti delle strutture e/o attività militari presenti all’interno del Sito (ZSC).
In considerazione di quanto sopra esposto, risulta che la realizzazione degli interventi previsti dal Progetto “MIGLIORIE ALLA RETE ELETTRICA A MEDIA E BASSA TENSIONE CAMP
DARBY SUD”.
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NON RISULTANO NECESSARI
per la gestione della Selva Pisana, in quanto finalizzati alla missione della base militare, per cui non è possibile escludere ogni possibile effetto significativo sui motivi di conservazione di flora, fauna ed habitat durante le fasi di cantiere ed esercizio.
È perciò necessario proseguire nello studio di incidenza per verificare l’assenza di effetti significativi negativi per la Selva Pisana.
In questa fase di Screening viene fornita una sintesi degli interventi previsti dal Progetto, poi si procede alla descrizione della ZSC Selva Pisana tramite l'inquadramento territoriale ed una descrizione delle componenti ambientali oggetto di tutela (Habitat, Flora e Fauna).
Successivamente, viene eseguita l'analisi degli impatti tramite l'individuazione e la verifica della non significatività, sia per la fase di Cantiere che di Esercizio.
Per gli eventuali impatti che non sarà possibile identificare come non significativi sarà eseguita la loro quantificazione tramite la Valutazione Appropriata incrociando gli effetti degli impatti con le componenti oggetto di tutela (Habitat, Flora e Fauna). A questo punto verrà effettuata la
Valutazione Cumulativa con altri Piani e/o Progetti presenti per la DMC e in base ai risultati saranno suggerite eventuali misure di mitigazione al fine di rendere tutti gli impatti non significativi.
Nel caso non siano sufficienti le misure di mitigazione proposte, dopo una descrizione di eventuali Alternative di Progetto, potrebbe essere necessario passare alle Misure di
Compensazione.
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SINTESI DEL PROGETTO
Introduzione
In base alle informazioni ricevute durante gli incontri intercorsi con il personale tecnico che ha redatto il Progetto in oggetto (OK Design Group) e dalla lettura dei vari elaborati tecnici
(relazione finale, allegati tecnici, piano della sicurezza, cronoprogramma ed elaborati cartografici), di seguito si procede ad una sintetica descrizione del Progetto.
Descrizione del Progetto
Il progetto ha lo scopo di adeguare e migliorare la rete elettrica, a media e bassa tensione, costituita da cavi interrati di alimentazione ai vari fabbricati esistenti all’interno della installazione militare denominata Camp Darby Sud.
Condizioni attuali
Attualmente all’interno dell’area occupata dalla porzione di ìbase militare denominata Darby
Sud è presente un sistema di distribuzione obsoleto, costituito da cavi elettrici da 10kV in alcuni casi direttamente interrati nel terreno quindi in condizioni di scarza sicurezza.
Finalità del Progetto
Il progetto consiste nella sostituzione dell’intera rete di distribuzione elettrica da 10 KV, esistente all’interno della Base Militare di Camp Darby Sud con una nuova rete da 15 KV.
Il punto di distribuzione dalla rete nazionale per la Base di Camp Darby è rappresentato dal fabbricato n. 808 da questo viene alimentata, attraverso un cavidotto interrato, la stazione di trasformazione principale, fabbricato n. 807 all’interno della quale sono alloggiati due trasformatori da 2.500 kVA 15kV/10kV che attualmente alimentano la base di Camp Darby e l’ASA tramite una rete di distribuzione interrata da 10kV
L’impianto di distribuzione da 10kV attualmente presente in ASA verrà sostituito con uno da
15kV tramite uno specific progetto, con questo progetto il sisteme di distribuzione in ASA verrà alimentato direttamente dal fabbricato n. 808 svincolandolo dal fabbricato n. 807
Il sistema di distribuzione elettrico, presente nella Base di Camp Darby, è stato recentemente modificato, conseguentemente alla suddivisione della Base in due aree costituite da Darby
Nord e Darby Sud, e suddiviso in due sistemi distinti ed indipendenti.
Oltre alle sottostazioni principali, costituite dai fabbricati 808 e 807, il sistema di distribuzione relativo all’area Darby Sud sarà composto dalle sottostazioni corrispondenti ai fabbricati: 118, 211, 727, 776, 724, 739, 738, 104, 107, 920,.
Le sottostazioni 118 e 776 saranno nuove, prefabbricate, con pareeti in calcestruzzo dello
OK Design 19/84 Ottobre 2019 spessore di 8 cm, altezza totale 3 m e superficie 28,53 mq ( 4,16 x 6,86 ).
Interventi sull’impianto di distribuzione relativo all’area Darby Nord non sono previsti in questo progetto, è prevista la realizzazione di una linea a 10kV dal fabbricato 807 alla sottostazione principale dell’areea Darby Nord.
L’impianto di distribuzion elettrica dall’area Darby Sud è in genere posto all’interno di cavidotti interreti, solo limitati tratti presentano i cavi direttamente interrati nel suolo;
L’impianto esistente, salvo limitate porzioni, ha più di venti anni di vita ed ha, quindi, necessità di migliorie ed aggiornamenti allo scopo di garantire l’affidabilità dell’intera rete e consentire il controllo remoto dei componenti e la registrazione dei consumi. A tale scopo è prevista l’installazione di un sistema di controllo a fibre ottiche posto all’interno di cavidotti che farà capo al nodo centrale posto nel fabbricato 204
All’interno dell’area Darby sud è presente una rete di cavidotti che sarà, al più possibile, utilizzata per l’inserimento dei nuovi cavi a fibre ottiche, nuovi condotti saranno posti in opera per sopperire ai tratti mancanti.
Un nuovo sistema di monitoraggio e controllo del sistema di distribuzione sarà sviluppato al fine di consentire una gestione efficace della distribuzione dell’energia e degli interventi periodici di manutenzione. Per il posizionamento degli apparati di gestione e controllo all’interno delle sottostazioni saranno necessari modesti interventi che coinvolgeranno le strutture murarie interne ed esterne.
Le principali lavorazioni connesse al progetto consisteranno nelle seguenti attività:
Conversione della rete di distribuzione esistente dal sistema a 10kV a quello a 15kV con un sistema ad anello chiuso, modifiche ed integrazioni al pannello MV ubicato nella sottostazione
808.
Rimozione della rete di distribuzione esistente, dove possibile, e sostituzione di tutti i cavi con altri idonei per una alimentazione a 15kV, i nuovi cavi saranno collocati all’interno dei cavidotti interrati esisteti dove possibile, in loro assenza o non idoneità si provvederà al posizionamento di nuovi cavidotti e pozzetti per infilaggio cavi.
Tutti I pannelli MV (media tensione) presenti nelle sottostazioni saranno sostituiti da nuovi pannelli idonei ad una tensione di 15kV, i circuiti “breakers” saranno motorizzarti e dotati di interruttori automatici (relays) idonei per l’allacciamento alla rete di comunicazione per il controllo dei breakers (posizione aperto/chiuso) ed il monitoraggio di tutti i parametri elettrici.
Sostituzione di tutti i trasformatori attualmente con primario a 10kV con nuovi trasformatori con primario a 15kV e secondario a 400 V e 230 V.
Sostituzione di tutti i pannelli elettrici a bassa tensione (LV) all’interno delle sottostazioni con nuovi pannelli dotati di circuiti breaker ed interruttori automatici con funzione di protezione e
OK Design 20/84 Ottobre 2019 misura. I circuiti breaker principali saranno motorizzati e collegati al sistema di controllo remoto e monitoraggio dei parametri elettrici. Nei pannelli LV i circuiti a 230 V dovranno avere un numero di interruttori breaker necessario a sopportare il carico esistente mentre per i circuiti a 400V i pannelli dovranno avere un adeguato numero di interruttori di scorta. I nuovi pannelli LV dovranno consentire l’alimentazione da generatori
All’interno delle sottostazioni dovrà essere sostituito l’impianto elettrico e di ventilazione
Dovrà essere realizzata la separazione tra il sistema di distribuzione a media tensione (MV) e quello a bassa tensione (LV) posizionando, se necesrio, nuovi pozzetti al fine di evitare che line LV e MV utilizzino gli stessi condotti e pozzetti.
Dovranno essere posizionati nuovi cavidotti e nuove line a bassa tensione (LV) in modo che ciascun fabbricati sia alimentato da un circuito breaker e linea di controllo dedicata. Tutti i cavi
LV esistenti lasciati in opera dovranno essere ricollegati ai nuovi pannelli LV. Il sistema esistente TN-C di distribuzione dovrà essere convertito al sistema TN-S.
Dovranno essere verificati i sistemi di terra esistenti delle sottostazioni provvedendo, se necessario, alle modifiche ed integrazioni per rendere il sistema a norma.
Ogni sottostazione esistente dovrà essere collegata alla rete di comunicazione pertanto dovranno essere posizionati nuovi tratti di condotti tra i pozzetti esistenti della rete di comunicazione e la sottostazione.
All’interno dei condotti esistenti e di quelli nuovi dovranno essere posizionati cavi a fibre ottiche collegati alle apparecchiature poste all’interno di ciascuna sottostazione al fine di:
Controllare i circuiti breakers motorizzati MV e LV
Monitorare i parametri elettrici controllati dai circuiti MV e LV e gli allarmi di guasto
Monitorare la temperatura dei trasformatori e gli allarmi
Controllare lo stato degli UPS e degli allarmi
Le stazioni di trasformazione esistenti saranno riparate nelle strutture portanti, sarà sostituita la impermeabilizzazione della copertura e saranno effettuate le pitturazioni interne ed esterne.
La lunghezza degli scavi per nuove linee elettriche e nuove linee di comunicazionee risulta, da progetto, di circa 980 metri.
Dagli scavi sarà generato un volume complessivo di 2.039 m3 che sarà provvisoriamente deposto a bordo scavo per il suo riutilizzo per i riempimenti stimati in 96 m3; il terreno in eccesso, pari a 1.721 m3, sarà depositato in aree già utilizzate a questo scopo, nel caso di incapienza delle aree la parte in eccesso sarà smaltita a discarica.
Il tracciato dei nuovi cavidotti interesserà aree erbose e superfici pavimentate che verranno
OK Design 21/84 Ottobre 2019 demolite e successivamente ripristinate per una superficie complessiva di mq 550.
All’interno degli scavi sarà gettato uno strato di magrone su cui saranno posizionati i cavidotti che saranno successivamente inglobati in un getto in calcestruzzo protettivo. Il volume complessivo del calcestruzzo è stimato 222 m3.
Gli scavi saranno successivamente riempiti con i materiali provenienti dagli scavi o con ghiaia/calcestruzzo/pavimentazione stradale a seconda dei casi.
Saranno posti in opera 22 nuovi pozzetti delle dimensioni di 120x 120x120 per le linee elettriche a media e bassa tensione e 9 pozzetti 120x 120x120 e 4 pozzetti 370x180x 200 per le linee di comunicazione a fibre ottiche.
Per la realizzazione del Progetto, ai sensi del D. Leg. 81/2008 e successivamente modificato dalla L. 177 del 01/10/2012 e la circolare 69/XIX Sess. 2017, risulta necessaria una preliminare fase di cantiere riguardante le operazioni di bonifica ordigni bellici (BOB). Questa attività sarà svolta in circa 2 settimana e sarà limitata alle aree interessate dal posizionamento dei pozzetti profondi (2 metri). Pertanto, viste le modalita di esecuzione di intervento dell’indagine, così come descritti nel PSC, si ritiene che per questa lavorazione, essendo priva di impatti per i motivi di conservazione della ZSC, non sia necessario includerla nella sintesi del Progetto ma soltanto nelle tabelle dei cronoprogrammi.
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Individuazione delle lavorazioni
Al fine di rendere più agevole la comprensione degli effetti sull'ambiente degli interventi previsti dal Progetto, le singole lavorazioni vengono raggruppate e classificate con un codice alfabetico univoco (Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.). Ciò faciliterà l'individuazione e la quantificazione dei potenziali impatti.
Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. - Opere raggruppate per lavorazioni
Opere Codic
Area di cantiere (delimitazione e recinzione dell’area di cantiere, identificazione degli spazi per il deposito dei materiali, installazione box cantiere e servizi e smobilitazione cantiere)
A
Scavi e reinterri (scavi a sezione ristretta eseguiti con mezzi meccanici o a mano incluse eventuali sbadacchiature e successivi reinterri eseguiti con gli stessi mezzi per la messa in opera dei dei cavidotti)
B
Opere in cemento armato e acciaio (getto di conglomerati cementizi preconfezionate in centrali di betonaggio eseguito con idonei mezzi meccanici, posa in opera di armatura metalliche e/o opere in acciaio eseguite con profilati metallici e posa di manufatti prefabbricati)
C
Saldature strutture in acciaio (per gli attraversamenti stradali dei cavidotti in acciaio eseguite con saldatrici elettriche e/o acetilene)
D
Demolizioni, di tratti stradali in conglomerato bituminoso e/o cementizio (per gli attraversamenti stradali)
E
Realizzazione / ripistino del manto stradale (in conglomerato bituminoso e/o calcestruzzo eseguite con mezzi meccanici)
F
Impiantistica (impianti elettrici, tubazioni in polietilene e acciaio, cavi elettrici e fibre ottiche) G
Taglio Alberi H
Opere edili, (interventi nelle cabine di trasformazione esistenti) I
Tabella 1 – Codificazione delle lavorazioni previste in Progetto.
Nelle figure di seguito si forniscono i particolari dei pozzetti, dei cavidotti, del posizionamento dei pozzetti, delle nuove sottostazioni elettriche e le cartografie di progetto con la Legenda.
Per maggiori dettagli si rimanda agli elaborati progettuali del Progetto MIGLIORIE ALLA
RETE ELETTRICA A MEDIA E BASSA TENSIONE CAMP DARBY SUD”
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Figura 6 - Particolari dei pozzetti. Tavola E-73.
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Figura 7 - Particolari dei cavidotti. Tavola E-74.
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Figura 8 – Nuove cabine (N. 118 e N. 776). Pianta e Prospetti. Tavola A-4.
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Figura 9 - Legenda. Tavola E-1.
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Figura 10 – Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-37.
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Figura 11 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-38.
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Figura 12 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-39.
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Figura 13 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-40.
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Figura 14 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-41.
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Figura 15 - Cavidotti e linee di servizio, condizione nuova. Tavola E-42.
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DESCRIZIONE DELLA ZSCSELVA PISANA
Introduzione
In questo capitolo è presente un generale inquadramento geologico, geomorfologico e climatico dell'area in cui si trova il sito, oltre che una più approfondita esposizione delle componenti biotiche che caratterizzano la Selva Pisana. Le informazioni sono fornite in funzione dell’individuazione dei possibili impatti che il Progetto potrebbe avere su flora, fauna e habitat della ZSC.Le informazioni fornite derivano dalle seguenti fonti:
Formulario standard di “Natura 2000” (aggiornamento maggio 2018);
Norme di Attuazione della L.R. 30/2015 (ex 56/2000 All. 1 e succ. modifiche);
DGR 1223/15 - Misure di conservazione generali (All. A) e sito specifiche (All. B)
Database Regionale Repertorio Naturalistico Toscano (Re.Na.To.);
Letteratura scientifica riguardante l'area in oggetto;
Ai fini di questo elaborato tecnico tutte le forme biologiche di flora e di fauna citate nel testo sono indicate riportando soltanto il genere e la specie.
Sono fornite le informazioni dei principali elementi di criticità sia interni sia esterni al sito, e le principali misure di conservazione per il suo mantenimento in uno “stato di conservazione soddisfacente” rispetto agli obiettivi della rete comunitaria “Natura 2000”.
Infine, sono fornite le informazioni in dettaglio dell'area di intervento con la descrizione dettagliata di habitat, flora e fauna presenti in ASA utilizzando gli strumenti per la gestione delle risorse naturali di cui la DMC si è dotata negli ultimi anni ed in particolare:
Indagine delle specie a rischio o in pericolo (TES, 2010);
Piano di Gestione delle Aree Umide (2011);
Piano di Gestione Forestale (2012).
Inquadramento territoriale e descrizione delle componenti abiotiche
Il sito Selva Pisana, interamente compreso nel Parco Regionale di MSRM si trova nella pianura alluvionale formata dal fiume Arno, sulla costa della Toscana settentrionale. Il suo territorio si estende per circa 10.000 ettari compresi tra le città di Viareggio a Nord, Pisa ad
Est, Livorno a Sud ed il Mar Ligure a Ovest. Il sito è attraversato dai fiumi Arno e Serchio e da corsi d'acqua minori funzionali alle opere di bonifica che hanno interessato questo territorio negli anni passati (Figura 16).
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Figura 16 - Inquadramento territoriale della ZSC Selva Pisana (Cod. Natura2000 IT5170002).
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Aspetti geologici e geomorfologici
L’area d’indagine è compresa all’interno della vasta pianura alluvionale del Fiume Arno i cui caratteri fisiografici e morfologici si sono andati delineando dal pleistocene ad oggi attraverso una successione di eventi di alluvionamento e trasgressioni marine legate alle alternanze tra i periodi glaciali ed interglaciali. La successione di depositi alluvionali che costituiscono il sottosuolo dell’area in oggetto indicano l’alternanza tra:
condizioni di forte alluvionamento, con deposizione di terreni grossolani di alta energia;
condizioni lacustri con depositi argillosi ad alto contenuto di materia organica;
condizioni francamente marine sia di costa con depositi sabbiosi litoranei sia di bassa energia a dominante argillosa.
Gli spessori dei depositi quaternari raggiungono valori superiori a varie migliaia di metri al centro della piana, andando a colmare una vasta depressione tettonica post-orogenica legata ai fenomeni distensivi che dal Tortoniano inferiore hanno interessato la fascia appenninica interna. Gli spessori degradano progressivamente verso i bordi della depressione tettonica costituiti dai monti Pisani a nord-est e i monti Livornesi verso sud. La successione dei sedimenti deposti dalla fine del Pleistocene ad oggi costituisce il substrato superiore della
Pianura di Pisa in cui si distinguono tre livelli caratteristici: conglomerati dell’Arno e del Serchio da Bientina; limi fluvio-palustri del sottosuolo; limi fluvio-palustri di superficie.
Il primo livello risulta ampiamente diffuso spazialmente nel substrato superiore della Pianura di
Pisa da Calcinaia al mare, cioè a partire dall’immissione nella Pianura dell’Arno dell’antico alveo del Serchio che lambiva il fianco orientale del Monte Pisano in corrispondenza dell’area in seguito occupata dal Lago di Bientina. Di questo conglomerato, la cui posizione nel sottosuolo è ampiamente documentata da moltissimi pozzi di emungimento della falda ivi contenuta, si ha una dettagliata ricostruzione delle isobate da parte di Trevisan e Tongiorgi, 1953. La relativa uniformità nella profondità a cui giace questo livello (dai 40 ai 60 m. anche in corrispondenza dell’orlo più meridionale della Pianura di Pisa) sembra indicare una scarsa componente tettonica per il suo approfondimento indicando probabilmente una deposizione in corrispondenza di un notevole abbassamento del livello del mare, da inquadrare quindi in una fase climatica glaciale. Non essendo nei sedimenti successivi presenti livelli clastici testimonianti analoghi periodi climatici si presuppone che la glaciazione in oggetto sia la
Würmiana.
Al di sopra del conglomerato dell’Arno e del Serchio da Bientina si trova il livello dei limi fluvio-lacustri del sottosuolo, espressione sedimentaria della diminuita energia fluviale, non più
OK Design 36/84 Ottobre 2019 marcata da sedimenti grossolani caratteristici del livello precedente. E’ presumibile che questo cambiamento nelle caratteristiche sedimentarie rifletta cambiamenti climatici con passaggio da una fase climatica oceanica verso una fase climatica di tipo continentale. Nella parte di queste dune che attualmente emerge dai sedimenti fluvio-lacustri olocenici della Pianura di Pisa, sono stati rinvenuti resti di industria müsteriana che ne limitano a non più di 40.000 anni l’età di formazione. Le dune delle Sabbie eoliche dell’isola di Coltano sono immerse nei Limi fluvio-lacustri di superficie, o emergono di poco con le loro sommità. Questi depositi rappresentano la sedimentazione di bassa energia dei sedimenti fini dell’Arno o dei corsi d’acqua minori che provenivano dalle Colline Pisane e dal Monte Pisano che si andavano ad impaludare allo sbocco della pianura. Questa situazione si è verificata specialmente con l’Olocene (a partire da circa 10.000 anni or sono) quando, superato l’ultimo blando acme glaciale, il clima è notevolmente migliorato ed il livello del mare, sia pure con oscillazioni minori, è andato progressivamente innalzandosi provocando il sovralluvionamento rapido della pianura. La documentazione di questo innalzamento del livello del mare è testimoniata da un deposito trasgressivo prevalentemente sabbioso tra i 20 e i 10 m. di profondità posto al di sopra della fine della fase atlantica del Querceto, datata a circa 2500 a.c., e meglio nota come trasgressione Versiliana.
La successiva fase regressiva che ha portato all’emersione della parte più occidentale della
Pianura di Pisa, è stata recentemente attribuita all’enorme aumento dell’apporto solido, specialmente dell’Arno, avvenuto ormai in epoca storica e verosimilmente in gran parte provocato da azioni umane acceleranti l’erosione montana e collinare (disboscamento e attività agricola).
In conclusione, i terreni che compongono l’area d’indagine sono costituiti essenzialmente da due distinte formazioni dovute alle variazioni glacio-eustatiche dell’olocene: “depositi alluvionali prevalentemente argillosi, torbe palustri e depositi di colmata” e “depositi sabbiosi dei lidi e dune litoranee” (Mazzanti, 1994). La prima deriva dalla massiccia produzione di alluvioni generata dallo sbarramento ad opera dei lidi e l’innalzamento del livello marino durante la deglaciazione postwurmiana. La seconda, che è la preponderante ed ha uno spessore di circa 8 m., è costituita da lidi e dune. I lidi sono “barre emerse per sovraccumulo di sedimenti” depositati “dal getto di riva e successivamente stabilizzati dalla vegetazione”
(Mazzanti, 1994); sono poco elevati e paralleli alla linea di costa.
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