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Project ES 00049-6P Provide Back Up Transformer Bldg. 5882, S&M Area
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W912PF20Q0027
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Department of the Army U.S.

Camp Darby – Livorno

Issuing date : 11 Maggio 2020

Review n. : 00

“PROVIDE BACK UP TRANSFORMER BLDG 5882”

Construction H&S Page : 1 of 44

Piano di Sicurezza e Coordinamento © Copyright SGS Sertec 2020 - Tutti i diritti riservati

(art. 100 e all. XV del D.Lgs. 81/08)

PROVIDE BACK UP TRANSFORMER BLDG 5882

CAMP DARBY, Livorno, Italia

Il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Progettazione Ing. Sara Pasquale

00 11-05-2020 Emissione PSC preliminare S. Pasquale A. Vergati Committente

Rev. Data Descrizione

REDATTO VERIFICATO APPROVATO

REVISIONE

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SOMMARIO

1 RIFERIMENTI

2 DATI GENERALI DI CANTIERE

2.1 PREMESSA

2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE

2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA

2.4 DESCRIZIONE DELL ‘OPERA

2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI

2.6 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI SENSI D.LGS., N. 81/08, ART. 91

COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA LEGGE 01/10/2012, N. 177

3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE

3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE

3.1.1 Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni

3.1.2 Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere

3.1.3 Delimitazione area di cantiere

3.1.4 Servizi igienico-assistenziali

3.1.5 Impianto elettrico di cantiere

3.1.6 Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche

3.1.7 Impianto idrico di cantiere

3.1.8 Utilizzo e manutenzione di macchine ed impianti

3.1.9 Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi

3.1.10 Misure per assicurare la salubrità dell’aria negli spazi confinati e gestione degli spazi confinati 21

3.1.11 Misure generali di sicurezza nel caso di notevoli demolizioni

3.1.12 Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio od esplosione

3.1.13 Misure generali di protezione in caso di lavori notturni

3.1.14 Dislocazione degli impianti di cantiere (macchine, attrezzature)

3.1.15 Dislocazione delle zone di deposito dei materiali di risulta

3.2 LAVORAZIONI

3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

3.3.1 Applicazione di una matrice P*G

3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE

3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, ECC

3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA

3.8 CARTELLO DI CANTIERE

3.9 PROMOZIONE DELLA SICUREZZA

3.10 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E RECIPROCA INFORMAZIONE

3.11 ACCESSO E PROTEZIONE GENERALE / POLITICA E PROCEDURE DI SICUREZZA:

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3.12 SICUREZZA E MODALITÀ ACCESSO MEZZI E ATTREZZATURE:

3.13 SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE E RIFIUTI :

3.14 GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRONTO SOCCORSO

4 COSTI PER LA SICUREZZA

4.1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI COSTI

4.2 SVILUPPO DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI

5 DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE AL RESPONSABILE LAVORI E CSE

5.1 IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE

5.2 REQUISITI DELLA DITTA INSTALLATRICE DEGLI IMPIANTI

5.3 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS)

5.4 PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO RICHIESTE DAL PSC

6 AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

7 PROGRAMMA LAVORI E SUO AGGIORNAMENTO

8 ALLEGATI

ALLEGATO 01 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

ALLEGATO 02 COSTI DELLA SICUREZZA

ALLEGATO 03 CRONOPROGRAMMA

ALLEGATO 04 LAYOUT CANTIERE

ALLEGATO 05 PROTOCOLLO ANTI-CONTAGIO DA SARS-COV 2

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1 RIFERIMENTI

Oltre alle norme di legge applicabili per la stesura del presente documento si è fatto riferimento anche a:

• Task risk assessment, Concawe.

• Cantieri temporanei e mobile – guida commentata articolo per articolo del Titolo IV e relativi allegati del D.lgs. 81/08, G. Semeraro, ed. EPC LIBRI.

• Scope of work, SOW, Project ES-00049-6 TITLE PROVIDE BACK UP TRANSFORMER

BLDG 5882 S&M AREA.

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2 DATI GENERALI DI CANTIERE

2.1 PREMESSA

Il presente Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100, c. 1, del D.lgs.

n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'All. XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza.

L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità.

Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:

identificazione e descrizione dell'opera individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;

organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:

relazione sulle prescrizioni organizzative;

lay-out di cantiere;

analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;

coordinamento dei lavori, tramite:

pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;

prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;

stima dei costi della sicurezza;

organizzazione del servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze allegati.

Le prescrizioni contenute nel presente piano, pur ritenute sufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori, richiedono, ai fini dell'efficacia, approfondimenti e dettagli operativi da parte delle imprese esecutrici.

Per tale motivo sarà cura dei datori di lavoro delle imprese esecutrici, nei rispettivi Piani Operativi di Sicurezza (POS), fornire dettagli sull'organizzazione e l'esecuzione dei lavori, in coerenza con le prescrizioni riportate nel presente piano di sicurezza e coordinamento.

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Il presente documento è come da call W912PF-20-F-0079 preliminare, finalizzato per affidamento lavori a seguito di gara . il PSC definitivo sarà redatto a seguito di aggiudicazione gara e stesura progetto esecutivo.

Il presente piano è stato redatto in concomitanza all’emanazione delle seguenti disposizioni in riguardo all’emergenza Covid-19, si citano le più significative a riguardo :

• Decreto legge 17 Marzo 2020, n. 18

• Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e nei cantieri- 14 marzo 2020 e 19 marzo.

• DPCM 11 marzo 2020

• Decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6

• Decreto-legge 25 marzo 2020, n.19 recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”

• Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale

• Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid

19 nei Cantieri 24.04.2020

• Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid

19 negli ambienti di lavoro 23.04.2020

• Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale Toscana N° 40 del 22 Aprile 2020.

• DPCM 26 aprile 2020 con nuovo protocollo condiviso del 24 aprile 2020

• Rapporto ISS COVID-19 • n. 7/2020 Raccomandazioni per la disinfezione di ambienti esterni e superfici stradali per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-

CoV-2

• Rapporto ISS COVID-19 • n. 5/2020 Rev. 21 aprile 2020. Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2.

Non essendo noto, all’atto dell’avvio del cantiere, la situazione in cui tale emergenza verterà si indicano in ALLEGATO 5 le specifiche prescrizioni sulla base dei citati decreti ad oggi emanati. Si rimanda per tanto, oltre alle disposizioni emanate dal ministero dell’interno, all’eventuale Piano di risposta all’emergenza epidemiologica per la base militare da richiedere alla committenza, nonché ai protocolli interni alla stessa.

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A seguito di inizio cantiere il CSE provvederà, ai sensi di legge, ad un aggiornamento del documento sulla base della situazione fotografata al momento dell’avvio lavori, per indicare ulteriori prescrizioni e indicazioni in merito e protocolli anti contagio da sindrome da virus Sars

Cov 2, in funzione dell’andamento della situazione globale.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento è pertanto costituito dalla presente relazione e da una serie di allegati di pertinenza generale all’interno dei quali vengono analizzate le specifiche attività e descritti i rischi e le relative misure di prevenzione e protezione.

2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE

Committente: Department of the Army USA, Sede: Vicenza

Descrizione dell'opera “PROVIDE BACK UP TRANSFORMER BLDG 5882”

Indirizzo cantiere Camp Darby - Livorno, Italy

Data presunta inizio lavori da definire

Durata presunta lavori (gg consecutivi)

Ammontare presunto dei lavori € da definire

Numero uomini/giorni 50

2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA

Nominativo del Committente Camp Darby - Livorno, Italy

Nominativo dei Referenti

Ing. Gianluca Lucetti

Chief, Engineering Services DMC, Directorate of Public Works USAG Italy.

Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di progettazione

Ing. S. Pasquale - SGS Sertec Srl

Via Cimarosa, 95 - 57124 – Livorno sara.pasquale@sgs.com

Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione

Da definire

Nominativi delle imprese esecutrici

COLOMBARA impianti elettrici SRL Via Ferracina, 24 -36043 Camisano Vicentino (VI)

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2.4 DESCRIZIONE DELL ‘OPERA

l’edificio 5882 è la sottostazione principale a servizio dell’ AFSB buildings area nella base. il

Trasformatore iniziale ha e seguenti caratteristiche : 2500kVA, 15kV/0.4kV, con isolamento di potenza a resina.

Il lavoro consiste nella progettazione dell’impianto per la fornitura e installazione di un trasformatore di riserva avente le seguenti caratteristiche 1250 kVA, 15V/0.4kV, sempre isolato in resina. Il nuovo trasformatore non dovrà essere connesso elettricamente a quello esistente, ma dovrà essere istallato in posizione adiacente all’esistente per poter servire da strumento di

Back Up in caso il primo smettesse di funzionare.

Dovrà essere protetto da griglia metallica e collocato su nuovi binari. La protezione attuale dovrà essere a tal proposito modificata, rimuovendo parzialmente i pannelli esistenti e istallandone di nuovi come da disegni. In sostanza la griglia protettiva dovrà circondare entrambi. La modifica non dovrà impedire la possibilità di apertura dei pannelli collocati al muro prospicente come da disegno. Il tutto dovrà garantire le misure di sicurezza per il trasformatori.

I lavori riguarderanno inoltre la rimozione dei due orso-gril sul muro ovest attualmente presenti per realizzare a seguito di demolizione muro in mattoni un nuovo accesso come da disegni

Construction H&S Page : 9 of 44 allegati. La porta dovrà essere adatta a cabine di trasformazione secondo le caratteristiche definite dall’ ENEL.

Dovrà essere istallato un nuovo sistema di illuminazione di emergenza integrato con l’esistente.

Il tutto comprensivo di quanto stabilito dal progetto esecutivo avente gradi IP almeno pari a 55.

Figura 1 Planimetria

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Figura 2 stato di fatto

Figura 3 stato di progetto.

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Le lavorazioni consistono prevalentemente in:

• Demolizioni murature e conferimento a discarica per realizzazione nuova apertura

• Disalimentazione rete esistente per modifiche in prossimità di parti attive

• Realizzazione tracce per adeguamento IE

• Realizzazione nuova rete Elettrica

• Posa in opera di nuova rete metallica previa rimozione modifica di parte della precedente a protezione del trasformatore

• Posa in opera di porta esterna.

• Installazione nuovo trasformatore back up

• Modifiche strutture a protezione del trasformatore

• Modifiche adeguamenti impianto illuminazione emergenza

2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI

In allegato si riportano le planimetrie generali con l’individuazione delle aree di intervento, l’area di cantiere è in prevalenza interna, l’appaltatore su richiesta avrà a disposizione area esterna per stoccaggio materiali di risulta a seguito di autorizzazione de committente.

In accordo con la committenza, il CSE effettuerà una riunione preliminare di coordinamento in cui saranno presenti anche i responsabili delle operazioni che si svolgono in corrispondenza dei cantieri in modo da concordare la risoluzione delle possibili interferenze.

La Committente, qualora sia necessario per il corretto svolgimento delle attività di cantiere, provvederà a spostare preliminarmente eventuali materiali presenti garantendo gli spazi necessari alle lavorazioni oggetto dell’appalto.

L’area di lavoro prevista dovrà essere delimitata per tutto il tempo necessario e potrà essere presente solo il personale autorizzato.

Sarà compito dell'Appaltatore provvedere alla fornitura e messa in opera di eventuali protezioni temporanee allo scopo di consentire, in alcune aree particolari, lo svolgersi di attività che non possono essere interrotte o trasferite altrove.

Sarà inoltre compito dell’Appaltatore la rimozione, la protezione e il ricollocamento di quanto rechi intralcio all’esecuzione dei lavori.

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Servizi e altre reti interferenti

Preliminarmente all’insediamento del cantiere, sarà cura dell’impresa appaltatrice verificare la presenza delle linee e acquisire tutte le informazioni necessarie circa l’esatta posizione dei servizi eventualmente presenti e di parti eventualmente interferenti.

Per quanto attiene i lavori previsti per l’opera, si conferma che le opere da realizzarsi prevedono interferenza con i servizi esistenti.

Si specifica che l’interruzione dell’alimentazione dell'impianto elettrico e degli altri servizi in via generale deve essere concordata con la committenza e si deve provvedere a tutte le autorizzazioni per questa necessarie.

Le eventuali interruzioni necessarie non dovranno superare la durata strettamente indispensabile all'esecuzione degli allacciamenti temporanei e dovranno essere richieste al

COR/committente con almeno 15 giorni di anticipo.

È assolutamente vietata la disattivazione di impianti di allarme, telefonici e televisivi. Qualora detti impianti, anche se non mostrati nei disegni, interferiscano con la realizzazione delle opere in contratto essi dovranno essere temporaneamente deviati e rialimentati con allacciamenti temporanei adeguatamente protetti. Prima di iniziare qualsiasi lavoro temporaneo l'Appaltatore dovrà ricevere l'autorizzazione scritta del COR/committente.

A lavori ultimati tutti gli impianti esistenti dovranno essere riattivati e ricollocati nelle posizioni originarie.

La ditta affidataria dovrà specificare le modalità di lavoro e come le stesse vengano classificate in base al TUS nel proprio POS. Si richiama quanto stabilito dalla normativa vigente per le prescrizioni inerenti lavori su e in prossimità di parti attive nei cantieri temporanei e mobili le quali rimandano a norme CEI di settore.

Figura 4 classificazione sistemi elettrici.

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Si ricorda quanto riportato all’ articolo 82 D.lg. vo 81/08 per i lavori sotto bassa tensione ( Cat.

0-1)

1. È vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche. b) per sistemi di categoria 0 e I purché l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica; (…)

Il documento indica che in questo caso “la pertinente normativa è costituita dalla norma CEI

11-27. Nella norma CEI 11-27, al punto 6.3.1.6, è possibile trovare i requisiti necessari per poter eseguire lavori sotto tensione in bassa tensione” (sistemi di categoria 0 e I):

• il personale che lavora sotto tensione deve essere PES (persona esperta in ambito elettrico) o PAV (persona avvertita in ambito elettrico) ed “aver ottenuto l’idoneità ai lavori sotto tensione su sistemi di categoria 0 e I (tale idoneità deve essere attestata e rilasciata in forma scritta dal Datore di Lavoro)”.

Si ricorda quanto riportato sempre all’ articolo 82 D.lg. vo 81/08 per i lavori sotto media e alta tensione ( Cat. 2-3). comma 1, lett. a) e c).

1. È vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttavia consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni: (…) c) per sistemi di II e III categoria purché: 1) i lavori su parti in tensione siano effettuati da aziende autorizzate, con specifico provvedimento del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, ad operare sotto tensione; 2) l'esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività. 2. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, lettera c), numero 1).(…)

In questo caso – continua il documento Inail - la pertinente normativa è “costituita dalla norma CEI 11-15”. Mentre il decreto di cui al comma 2 dell’art. 82 del d.lgs. 81/2008 è il

Decreto ministeriale 4 febbraio 2011, “Definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni

Construction H&S Page : 14 of 44 di cui all’articolo 82, comma 2), lettera c), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e ss. mm.

ii.”.

Riguardo poi ai lavori in vicinanza di parti attive il Testo Unico definisce “una zona di rispetto

(DA9) intorno ad una parte attiva non protetta, superiore a quella definita dalla distanza di prossimità (DV). Ciò perché al di sotto della distanza DA9 la probabilità di avvicinarsi con oggetti o attrezzature di lavoro alle parti attive, ad esempio per movimenti non voluti, non è del tutto trascurabile”. E in questi casi “o si mantengono gli oggetti e le attrezzature di lavoro a distanza superiore a DA9 dalla parte attiva, o si ricorre a disposizioni organizzative e procedurali idonee, quali quelle che si trovano nella CEI 11-27”.

Si ricorda quanto riportato all’ articolo 83 D.lg. vo 81/08 - Lavori in prossimità di parti attive:

1. Non possono essere eseguiti lavori non elettrici in vicinanza di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dell’ALLEGATO IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi. 2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma

1 le disposizioni contenute nelle pertinenti norme tecniche.

Mentre nel caso le attività si svolgano in un cantiere, “a causa della particolarità delle attrezzature di lavoro, del fatto che di solito i lavoratori non hanno conoscenza approfondita del rischio elettrico e del fatto che per le lavorazioni eseguite il rischio non consiste solo nell’altezza da terra rispetto a conduttori elettrici sovrastanti, è necessario mettere in atto una serie di misure e cautele volte a scongiurare situazioni di pericolo che possono presentarsi”. Le misure sono raccolte nell’art. 117 del d.lgs. 81/2008 del Titolo IV (Cantieri temporanei o mobili):

Articolo 117 - Lavori in prossimità di parti attive

1. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 83, quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:

a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;

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b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento alle parti attive; c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza.

2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti e comunque la distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai limiti di cui all’allegato IX o a quelli risultanti dall’applicazione delle pertinenti norme tecniche.

2.6 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI

SENSI D.LGS., N. 81/08, ART. 91 COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA

LEGGE 01/10/2012, N. 177

Dal 26 giugno 2016 con l’entrata in vigore della legge 177/2012 e conseguente aggiornamento del TUS 81/08 è stata espressamente prevista la valutazione dei rischi da possibili rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da scavi.

La legge non menziona cantieri non interessati da scavi. Ciò non significa però che la valutazione di questo rischio in questi altri ambiti possa essere omessa a priori (rientra comunque fra “tutti i rischi” da prendere in considerazione, ai sensi del comma 1, art. 28 del

D.lgs. 81/2008): in questi casi, starà al soggetto valutatore analizzare se quel rischio possa essere escluso o se invece vada espressamente valutato.

L’analisi di seguito riportata è stata sviluppate sistematicamente, sulla base delle conoscenze disponibili.

All’atto della redazione del presente piano non sono previste lavorazioni che comportano scavi o lavorazioni di natura tale da dover procedere alla richiesta di bonifica sistematica vista la natura delle opere da eseguire e le preesistenze antropiche connesse.

Qual ora ciò non risultasse più verificato il CSE provvederà ad aggiornare detto documento e prescrivere idonee misure per mitigare tale rischio secondo quanto richiesto dalla normativa vigente.

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3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE

A seguito dell’assegnazione dell’appalto la ditta appaltatrice dovrà partecipare ad un incontro preliminare in cui saranno definite e concordate le modalità organizzative inerenti alla realizzazione dei lavori riportate nel seguito.

3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE

• Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni

• Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere

• Delimitazione area di cantiere

• Servizi igienico - assistenziali

• Impianto elettrico di cantiere

• Impianto elettrico di messa a terra

• Impianto protezione scariche atmosferiche

• Impianto idrico di cantiere

3.1.1 ACCESSI E CIRCOLAZIONE DI CANTIERE MEZZI E PEDONI

Si riportano alcune indicazioni generali in merito all’organizzazione delle ditte esecutrici:

Formazione Anti Terrorismo

Livello I di formazione antiterrorismo. Tutti i dipendenti del contraente, compresi i subappaltatori, che richiedono l'accesso agli impianti, attrezzature, e aree di accesso controllato dovranno completare il corso di Livello I di sensibilizzazione entro 30 giorni di calendario prima della data di inizio del contratto o data di entrata in vigore dei requisiti del contratto, a seconda dei casi. Il contraente dovrà presentare i certificati di completamento per ciascun dipendente al COR o al responsabile del contratto, se il COR non è assegnato, prima della emissione del pass per l’accesso al cantiere. Il corso di formazione Livello I è disponibile online a https://atlevel l.dtic.mil/at

In accordo con AR 530-1, il nuovo contraente e i dipendenti devono completare il Livello

I di formazione OPSEC entro 30 giorni di calendario. Tutti i dipendenti devono completare l’annuale formazione OPSEC di consapevolezza.

Politica e Procedure di accesso e di protezione/sicurezza generale. Il contraente deve ottenere il pass di accesso per ogni dipendente dal COR. Il contraente è tenuto ad informare il proprio personale che possono essere sottoposti a controllo quando si entra o si esce dall’insediamento a discrezione del comandante dell'installazione. Al termine del contratto o del rapporto di lavoro il contraente deve restituire tutti i pass al responsabile del contratto o al COR. I dipendenti dell’appaltatore e di tutti i sub-appaltatori devono rispettare l'insediamento, la struttura e i criteri di protezione locali e

Construction H&S Page : 17 of 44 le procedure dell'insediamento e dell’accesso alla struttura (fornito dal rappresentante del governo). Il contraente deve inoltre fornire tutte le informazioni necessarie per i controlli in background in modo da soddisfare i requisiti di accesso all'insediamento mediante l’ufficio di Provost Marshall, il Direttore dei servizi di emergenza, o l’Ufficio di sicurezza. La forza lavoro dell’appaltatore deve conformarsi a tutte le esigenze di verifica identità personale come diretto dal DOD, HQDA, e/o polizia locali. Oltre alle modifiche delle clausole del contratto, la FPCON può richiedere modifiche in materia di sicurezza o nelle procedure pe qualsiasi singolo impianto o struttura.

Sicurezza fisica: Il contraente è tenuto a salvaguardare tutti le attrezzature, le informazioni e proprietà dato in uso al contraente. Al termine di ogni periodo di lavoro, impianti, attrezzature e materiali devono essere assicurati.

Identificazione del contraente: prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, il contraente è tenuto a fornire al COR/committente per iscritto e in triplice copia, un elenco del personale identificato per il lavoro nell'ambito del contratto, l'elenco deve contenere:

a. Nome e indirizzo di ogni dipendente

b. Documento di identificazione o numero della patente di guida di ogni dipendente

c. Copia del registro del personale

d. “Centro per l’impiego” documento di identificazione

e. Il contraente è tenuto a fornire un elenco di persone e veicoli commerciali che saranno usati per il contratto d'opera. L'elenco è presentato con la lista del personale e deve contenere:

1. Tipo di veicolo

2. Modello e anno di fabbricazione

3. Numero di targa

L'ingresso e l’uscita delle maestranze verrà registrato giornalmente a cura dell’affidataria e reso disponibile al CSE, RL e alla DL. L’elenco delle presenze deve essere disponibile in cantiere al fine di consentire la migliore gestione del personale e delle emergenze.

Tutto il personale delle Imprese dovrà essere dotato della tessera di riconoscimento, di cui all’art.

26, comma 8, del D.lgs. 81/08, che dovrà essere posta in vista sull’indumento di lavoro. Potrà accede al cantiere solo il personale delle imprese (anche fornitori) autorizzate dal RL e dal CSE;

fanno eccezione il personale della Committenza e le autorità competenti.

Per l’accesso al cantiere, il personale dovrà disporre dei DPI previsti nel presente documento e nei singoli POS (gli assuntori, anche in ottemperanza all’art. 26 del D.lgs. 81/08 garantiranno l’ottemperanza da parte dei propri fornitori).

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L’accesso alle aree di cantiere avverrà direttamente dalle arterie della viabilità ordinaria, con ingresso nella base di Camp Darby che sarà individuato dalla Committente a seguito della riunione preliminare; l’edificio oggetto di intervento sarà poi raggiungibile tramite la viabilità interna carrabile.

3.1.2 AREA STOCCAGGIO MATERIALE E ATTREZZATURE DI CANTIERE

Per depositi di materiali si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere temporaneamente le attrezzature, i materiali ed i prodotti necessari alle attività.

La legislazione stabilisce alcune misure generali minime di tutela della salute e sicurezza da rispettare nella costituzione e gestione dei depositi:

• I materiali devono essere disposti in modo da evitare il crollo od il ribaltamento,

• Devono essere predisposti la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali (in particolare di sostanze pericolose),

• Devono essere valutate le condizioni di movimentazione dei vari materiali.

Le attività oggetto del presente PSC saranno svolte in corrispondenza dei BLDG 5882, quindi sarà necessario individuare un’idonea area di stoccaggio per il materiale e le attrezzature che saranno utilizzate in prossimità dell’edificio seppur lavorazioni avverranno all’interno. Durante la prima riunione di coordinamento verrà stabilita con la committenza l’area.

In via preliminare l’area stoccaggio materiali può essere posizionata indifferentemente su uno dei lati dell’accesso sul quale si andrà ad intervenire senza interferire con il traffico veicolare, in area stabilita a seguito di riunione assieme alla committenza. Eventuali dettagli e/o modifiche saranno concordati durante la riunione di coordinamento preliminare.

Qualora durante l’esecuzione dei lavori si renda necessario individuare ulteriori aree o apportare modifiche a quelle già individuate, queste dovranno essere concordate con la Committente.

L’area di competenza dovrà essere opportunamente delimitata e segnalata con apposita cartellonistica.

L’eventuale materiale rimosso durante l’intervento sarà allontanato giornalmente dalla ditta esecutrice.

3.1.3 DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE

I lavori del presente progetto dovranno essere eseguiti senza interferenza con altre attività in corso nelle aree limitrofe afferenti alle attività della base

L’area interessata dai lavori sarà delimitata temporaneamente per tutta la durata del cantiere con reti metalliche prefabbricate. Ogni singolo modulo di recinzione dovrà essere saldamente agganciato a quelli limitrofi in modo da evitare parziali cedimenti o aperture non autorizzate. La ditta appaltatrice sarà responsabile delle violazioni di quanto sopra.

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Modalità di delimitazione alternativa dovranno essere concordate con il CSE in accordo con la

Committenza.

3.1.4 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI

Sarà cura della ditta Appaltatrice dotare l’area di cantiere di idonei servizi igienico - assistenziali, consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere con caratteristiche rispondenti all'allegato XIII del D.lgs. 81/08.

In ogni caso, si ricorda che i servizi igienico assistenziali devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie

(impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere.

Attualmente si prevede solo l’uso di un wc chimico e di un box prefabbricato uso ufficio.

Per i locali adibiti a refettorio i lavoratori della ditta esecutrice potranno utilizzare i locali pubblici all’interno della base. ( vd . Allegato 5)

Per i locali da adibire a spogliatoio i lavoratori della ditta esecutrice potranno utilizzare i locali all’interno della base individuati dalla Committente (qualora quest’ultima ne dia la disponibilità) in alternativa all’utilizzo di box prefabbricati. ( vd . Allegato 5)

3.1.5 IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE

L’alimentazione elettrica di cantiere potrà essere garantita dalla committenza tramite l’impianto di distribuzione presente nelle aree oppure le imprese potranno utilizzare un motogeneratore, e in ogni caso le ditte utilizzatrici dovranno predisporre proprio impianto elettrico di cantiere

(tramite personale competente) con propri quadri elettrici (ASC).

Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI 17-13/4 ed avere grado di protezione minimo IP44 (secondo la Guida CEI 64-17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l’interruzione di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le

Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.

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Le ditte Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente ponderare i seguenti aspetti:

• Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;

• Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurare la massima protezione possibile da danneggiamenti;

• Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro spazi bui.

• Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della resistenza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).

In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente. L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II dell'allegato al DM 13-07-

11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di insediamento oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto stabilito dal fabbricante.

Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici dell’impianto, che sono equi potenzialmente collegati, saranno collegati all’impianto di terra della Committente, qualora esistente, in caso contrario predisporlo. La realizzazione della messa a terra sarà eseguita come previsto dalle norme di riferimento.

Per quanto riguarda il prelevamento di acqua, sarà necessario concordare con la Committente, l’eventuale possibilità di attingere dall’impianto presente.

3.1.6 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE

SCARICHE ATMOSFERICHE

Prima dell’inizio delle attività, l’impresa appaltatrice dovrà verificare l’esistenza dell’impianto di messa a terra della Committenza, e in caso di necessità, realizzare un impianto specifico di cantiere dove saranno collegati i vari elementi elettrici, utensili e le strutture di cantiere.

L'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche dovrà essere realizzato per le strutture metalliche, le opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni.

CANTIERI

CAVI POSA

FISSA

PVC

AMMESSO

CAVI A POSA

MOBILE

PVC NON

AMMESSO

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L'impianto può essere omesso nel caso le opere provvisionali e le attrezzature siano valutate, da tecnico abilitato, autoprotette.

I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all'impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti. La ditta incaricata della realizzazione di detti impianti dovrà fornire copia della dichiarazione di conformità da utilizzare per gli usi che la legge consente.

3.1.7 IMPIANTO IDRICO DI CANTIERE

Attualmente non si prevede la realizzazione di tale tipologia di impianti.

3.1.8 UTILIZZO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI

Tutte le macchine e attrezzature di lavoro (esclusi gli utensili o attrezzi manuali utilizzati nel cantiere) dovranno essere muniti della documentazione necessaria da cui dovrà risultare:

• marchio CE o avvenuta omologazione a seguito di prova ufficiale

• istruzioni per l’uso e le eventuali manutenzioni di carattere ordinario o straordinario previste dal costruttore

• verifiche periodiche obbligatorie (in particolare per gli apparecchi di sollevamento)

Tali attrezzature, oltre ad essere idonee al lavoro da svolgere, dovranno:

• essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento alle direttive comunitarie di prodotto;

• essere idonee all’ambiente di lavoro (il D.L. delle imprese operanti in cantiere potrà confrontarsi con il CSE e la Committente);

• essere utilizzate da personale formato/informato.

Le operazioni di manutenzione specifica, con particolare riguardo alle misure di sicurezza, saranno eseguite da personale tecnico specializzato. Tali interventi dovranno essere documentati.

3.1.9 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DA ADOTTARE NEGLI SCAVI

Il fattore di rischio non risulta presente per le attività ad oggi previste

3.1.10 MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL’ARIA NEGLI SPAZI CONFINATI E GESTIONE DEGLI SPAZI

CONFINATI

Il fattore di rischio non risulta presente per le attività previste.

3.1.11 MISURE GENERALI DI SICUREZZA NEL CASO DI NOTEVOLI DEMOLIZIONI

Il fattore di rischio non risulta presente per le attività previste.

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3.1.12 MISURE DI SICUREZZA CONTRO I POSSIBILI RISCHI D’INCENDIO OD ESPLOSIONE

Durante le attività di cantiere potranno essere svolte attività “a caldo” ovvero attività che comportano la proiezione di scintille, l’utilizzo di fonti di calore

(molature, saldature, ecc.), comunque attività che producono una possibile fonte di innesco. Durante tali attività, come più dettagliatamente specificato nelle schede di valutazione dei rischi, dovranno essere intraprese tutte quelle azioni rivolte a limitare il rischio di innesco ed eventualmente a contenere il principio di incendio. Sarà quindi cura della ditta che effettuerà tali tipi di operazioni mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e protezione quali ad esempio predisporre teli anti-scintilla, posizionare estintori sul luogo dell’attività oltre eventualmente a bagnare abbondantemente il terreno circostante.

Il personale che effettuerà questo tipo di attività dovrà essere opportunamente formato/informato sui rischi specifici derivanti da lavori a caldo.

Ogni ditta affidataria dovrà avere, all’interno della propria organizzazione, una squadra incaricata dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione e gestione dell'emergenza; dovrà essere fornita sufficiente documentazione comprovante la formazione del personale sopra indicato.

Ogni appaltatore dovrà gestire la propria area di cantiere in conformità ai principi del D.M.

10/03/98.

I liquidi infiammabili dovranno essere immagazzinati e trasportati in contenitori omologati, con la chiara indicazione del contenuto. Il trasporto e l’immagazzinamento dei liquidi infiammabili deve avvenire previa autorizzazione della Committenza e del CSE.

Gli appaltatori non dovranno costituire attività ricadenti nell’obbligo di CPI.

I lavoratori delle ditte appaltatrici dovranno indossare indumenti ignifughi (UNI EN 531:95).

Prima di ogni intervento a caldo la ditta esecutrice dovrà compilare il modulo specifico “HOT

WORK PERMIT FIRE” chiamare i vigili del fuoco almeno 2 giorni prima e seguire le procedure previste all’interno della base indicato nel suddetto permesso.

3.1.13 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE IN CASO DI LAVORI NOTTURNI

Fra le lavorazioni programmate non ve ne sono che possano determinare questo fattore di rischio

3.1.14 DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE (MACCHINE, ATTREZZATURE)

In accordo con la Committenza, al fine di razionalizzare e rendere sicure le attività di cantiere, prima della fase operativa sarà elaborato uno specifico piano della logistica (layout di cantiere) che dispone gli spazi ove andranno collocati i materiali e i mezzi.

La collocazione di altra attrezzatura (elettro saldatrici, motosaldatrici, compressori, ecc.)

rispondendo ad esigenze a volte estemporanee non è definibile a priori: la loro collocazione sarà

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• Le postazioni di lavoro nei pressi di strutture elevate ove si effettuano lavorazioni meccaniche che possono dare origine a caduta di materiale dovranno essere protette da tettoie di opportuna resistenza,

• Le motosaldatrici, compressori e attrezzature fisse con motore a combustione devono essere collocate tenendo in modo che i fumi non vadano ad investire altre postazioni di lavoro;

• Le attrezzature rumorose che espongono i lavoratori a livelli di rumore al di sopra dei valori superiori di azione (Leq > 85 dB(A)) devono essere evidenziate da appositi segnali

(art. 192 comma 3 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i.) ed inoltre devono essere delimitate;

• Non ostacolare l’accesso a presidi antincendio.

3.1.15 DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI DI RISULTA

Per depositi di materiali di risulta si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere i materiali ed i prodotti derivanti dalle attività di demolizione.

L’appaltatore è considerato il generatore del rifiuto per tutto il materiale recuperabile, riutilizzabile, riciclabile ed a perdere che deriva dai lavori di demolizione e rimozione inclusi in questo contratto e dovrà disporre di questi materiali come specificato nel capitolato speciale.

L’appaltatore dovrà avere a disposizione contenitori per spazzatura/materiali di risulta sul luogo dei lavori e dovrà tenere pulito il cantiere in modo che tutti i materiali di scarto, le macerie e la spazzatura siano disposti in tali contenitori alla fine di ciascuna giornata lavorativa; i materiali di risulta non dovranno essere abbandonati od accumulati in alcun luogo all’interno del cantiere.

I contenitori non dovranno mai essere stracolmi e dovranno essere svuotati appena pieni. Il cantiere dovrà essere spazzato con regolarità per impedire l’accumulo di macerie.

Per la gestione specifica del materiale di risulta deve essere fatto riferimento al capitolato speciale d’appalto fornito dal committente.

Le aree di deposito, qualora necessarie, dovranno essere preventivamente stabilite con la

Committenza e previa consultazione del CSE.

3.2 LAVORAZIONI

La descrizione delle lavorazioni previste è riportata al Par. 2.4; in sede di predisposizione del presente PSC, la Committenza unitamente al CSP hanno, per quanto possibile, provveduto ad eliminare i rischi alla fonte.

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Per i rischi residui, dalla fase di progettazione, il PSC (in particolare tramite le schede di valutazione dei rischi) definisce le modalità per gestire e minimizzare tali rischi.

Le ditte appaltatrici dovranno attentamente ponderare i contenuti del presente piano di sicurezza e coordinamento (fra cui i costi per la sicurezza, presenti in allegato) per valutarne le ricadute sulla propria organizzazione per la sicurezza.

Le imprese potranno presentare al CSE proposte di integrazione al piano, ove si ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere in base alla propria esperienza (in nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche od adeguamento dei prezzi pattuiti).

Le imprese prima dell’inizio dei lavori consegneranno al CSE la dichiarazione d’accettazione del

PSC: l’accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono per il datore di lavoro delle imprese appaltatrici adempimento all’art. 18 del D.lgs. 81/08 per lo specifico cantiere.

Analogamente, le imprese assuntrici che dovessero “utilizzare” sub appaltatori, oltre a rispettare alle specifiche procedure di stabilimento, dovranno far pervenire al Committente ed al CSE analoga documentazione.

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3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

In riferimento alle lavorazioni, così come descritte, viene effettuata nelle schede allegate, l’analisi e valutazione dei rischi presenti, con particolare riferimento all’area e al contesto, ovvero all’organizzazione della Committente e ai rischi “residenti1”, all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni previste ed alle loro reciproche interferenze, ad esclusione dei rischi propri dell’attività delle imprese che ne daranno evidenza nei rispettivi POS.

Si sottolinea che:

la valutazione dei rischi viene effettuata in modo totalmente mirato alla natura dei lavori che verranno svolti sul cantiere;

il criterio per la valutazione del rischio, di cui seguirà la descrizione, prescinde totalmente dal promuovere una verifica puntuale della rispondenza alle leggi vigenti delle svariate attrezzature da lavoro di cui si prevede l’impiego. E’ dunque specifica responsabilità della

Committente e delle Imprese, ognuna per le proprie pertinenze, accertarsi che ambienti di lavoro, impianti, attrezzature, macchinari, presidi di sicurezza e quanto altro sia soggetto a precise normative tecniche di riferimento siano effettivamente conformi alla vigente legislazione;

nell’ambito dell’organizzazione della Committente, sono già previste una serie di complesse e articolate procedure conformi alle migliori tecniche disponibili (validate anche da specifici Sistemi di gestioni della Sicurezza obbligatori o volontari). Tale contesto procedurale e organizzativo, dopo anni di operatività e di cicli di audit specifici ha dimostrato la propria efficacia. Pertanto, solo per fornire uno strumento di lavoro completo, nel presente documento vengono richiamate le misure di prevenzione, che la maggior parte dei dipendenti e del personale delle imprese appaltatrici già dovrebbe conoscere (la conoscenza è sottoscritta al momento dell’accettazione dei documenti contrattuali), all’interno delle quali sono già prefissate idonee misure atte a limitare sia la probabilità che determinati eventi si verifichino, sia la gravità delle conseguenze nel caso che qualcuno di questi eventi si produca davvero;

nelle successive schede di valutazione dei rischi saranno quindi analizzate in particolare le interferenze pericolose2 fra le lavorazioni (anche quando sono generate da lavorazioni diverse in seno alla medesima impresa).

1Sono i rischi cui sono esposti i lavoratori del cantiere derivanti dai pericoli insiti nella struttura dei luoghi, nelle caratteristiche delle apparecchiature e nella natura delle sostanze e processi.

2 Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un «contatto rischioso» tra il personale del committente ed il personale dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse o fra squadre di lavoratori della stessa impresa ma impegnati in fasi lavorative diverse od ancora fra le attività dei lavoratori e l’”ambiente” della Committenza.

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3.3.1 APPLICAZIONE DI UNA MATRICE P*G

Il metodo più utilizzato sin dalla prima applicazione del D.lgs. 626/1994 è quello delle matrici di rischio basato sulla relazione R = P x G (rischio = probabilità x gravità).

Si tratta di un metodo semi qualitativo, potenzialmente inficiato dalla mancanza di oggettività della valutazione e dal fatto che è molto difficile confrontare gli effetti di rischi diversi.

Nella valutazione delle probabilità di accadimento di un certo evento (una esplosione, la caduta da una scala, l'esposizione a un certo agente ecc.) occorre riferirsi alle statistiche e alle notizie reperibili per il settore di pertinenza. In questo pesa molto la reperibilità di dati sugli infortuni e malattie professionali.

La banca dati reperibile sul sito dell’INAIL è un utile supporto di base in questo tipo di analisi, grazie alla quale è possibile conoscere le cause e le lesioni prevalenti nei cantieri e molte delle informazioni necessarie, anche se non disponibili direttamente, possono essere ricavate per via indiretta. Altre fonti di informazione che possono essere utilizzate sono le riviste specialistiche, le pubblicazioni scientifiche, le linee guida e le pubblicazioni delle associazioni di categoria.

Due tavole di caratterizzazione per I ‘assegnazione dei parametri P e G in una matrice di rischio sono riportate nelle tabelle seguenti.

Probabilità Definizione

Bassissima

L’evento lattoso improbabile. La sua manifestazione è legata al contemporaneo verificarsi di più eventi indipendenti e poco probabili. L’evento non si è mai presentato durante l’attività in oggetto. Dalle informazioni acquisite risulta che anche in situazioni analoghe l’evento non si presenta

Bassa

L’evento dannoso è poco probabile ma possibile. L’evento è legato al verificarsi contemporaneo di più eventi non necessariamente indipendenti e di probabilità non trascurabile. L’evento si è presentato raramente durante lo svolgimento della specifica fase di lavoro. L’evento non si è mai presentato durante lo svolgimento dell’attività ma dalle informazioni acquisite risulta che questo si sia a volte verificato in attività simili

Media

L’evento dannoso è probabile. Tipicamente legato a funzionamenti anomali delle macchine e degli impianti, non rispetto delle procedure di lavoro, non utilizzo dei dispositivi di prevenzione e protezione. L’evento si è già presentato, con una frequenza non trascurabile. Dalle informazioni acquisite risulta che questo evento si manifesti con regolarità in situazioni analoghe.

Alta L’evento dannoso è altamente probabile e tende a verificarsi frequentemente nel tempo. Dalle informazioni acquisite risulta che questo si manifesti a volte in situazioni analoghe

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Gravità Definizione

Trascurabile Il danno è rapidamente reversibile e di scarsa entità.

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