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EA 000235-9 Install Salt Barrier Gate, ASA, Livorno Italy
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Camp Darby – Livorno Issuing date : 26 Agosto 2019

Review n. : 0

Project EA 00235-9 Install Salt Barrier Gate, ASA

Settore: Construction H&S Page : 1 of 34

SGS Sertec S.r.l. Via D. Cimarosa, 95/105 - 57124 Livorno - Italy t + 39 0586 852591 f + 39 0586 866210 www.it.sgs.com www.sertec.livorno.it

Membri del gruppo SGS

Sede Legale in Milano Via Caldera, 21 Cap. Soc. € 83.000 i.v., C.F./P.IVA/N. Iscr. Reg. Impr. di Milano n. 01146510498, REA MI

n. 1974201Società unipersonale soggetta a direzione e coordinamento di SGS Italia SpA

Piano di Sicurezza e Coordinamento

(art. 100 e all. XV del D. Lgs. 81/08)

0 26-08-2019 Emissione S. Pasquale A.Vergati Committente

Rev. Data Descrizione

REDATTO VERIFICATO APPROVATO

REVISIONE

Settore: Construction H&S Page : 2 of 34

SOMMARIO

1 RIFERIMENTI

2 DATI GENERALI DI CANTIERE

2.1 PREMESSA

2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE

2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA

2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA

2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI

3 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE

3.1.1 Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni

3.1.2 Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere

3.1.3 Delimitazione area di cantiere

3.1.4 Servizi igienico-assistenziali

3.1.5 Impianti di cantiere

3.1.6 Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche

3.1.7 Impianto Idrico di cantiere

3.1.8 Utilizzo e manutenzione di macchine ed impianti

3.1.9 Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi

3.1.10 Misure per assicurare la salubrità dell’aria negli spazi confinati e gestione degli spazi confinati 16

3.1.11 Misure generali di sicurezza nel caso di notevoli demolizioni

3.1.12 Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio od esplosione

3.1.13 Misure generali di protezione in caso di lavori notturni

3.1.14 Dislocazione degli impianti di cantiere (macchine, attrezzature)

3.2 LAVORAZIONI

3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

3.3.1 Applicazione di una matrice P*G

3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE

3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, ECC

3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA

3.8 PROMOZIONE DELLA SICUREZZA

3.9 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E RECIPROCA INFORMAZIONE

3.10 GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRONTO SOCCORSO

4 COSTI PER LA SICUREZZA

4.1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI COSTI

4.2 SVILUPPO DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI

5 DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE AL RESPONSABILE LAVORI E CSE

Settore: Construction H&S Page : 3 of 34

5.1 IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE

5.2 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS)

5.3 PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO RICHIESTE DAL PSC

6 AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

7 PROGRAMMA LAVORI ED IL SUO AGGIORNAMENTO

8 ALLEGATI

1. SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

2. COSTI DELLA SICUREZZA

3. LAYOUT DI CANTIERE

4. CRONOPROGRAMMA

Settore: Construction H&S Page : 4 of 34

1 RIFERIMENTI

Oltre alle norme di legge applicabili per la stesura del presente documento si è fatto riferimento anche a:

• Linee Guida per l’applicazione del DPR 222/03 della Conferenza delle Regioni e delle province autonome (ed. 01/03/2006).

• UNI 10942: 2001 “Guida alla compilazione dei piani di sicurezza e di coordinamento”.

• Linee guida per il Coordinamento della Sicurezza nella realizzazione delle grandi opere, Coordinamento Tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro,

ed. 2007-07-06.

• Task risk assessment, Concave.

• The report of “the BP US refineries independent safety review panel”.

• Cantieri temporanei e mobile – guida commentata articolo per articolo del Titolo IV e relativi allegati del D. Lgs.81/08, G. Semeraro, ed. EPC LIBRI.

• SOW DB Repair Reservoirs at Water Treatment Plant

• PROGETTO PRELIMINARE DELLE MISURE DI COMPENSAZIONE (Vinca n. 60 del 14 dicembre 2018) FEBBRAIO 2019

Settore: Construction H&S Page : 5 of 34

2 DATI GENERALI DI CANTIERE

2.1 PREMESSA

Il presente Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100, c. 1, del

D.lgs. n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'All. XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza.

L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità.

Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:

identificazione e descrizione dell'opera individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;

organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:

relazione sulle prescrizioni organizzative;

lay-out di cantiere;

analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;

coordinamento dei lavori, tramite:

pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;

prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;

stima dei costi della sicurezza;

organizzazione del servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze allegati.

Settore: Construction H&S Page : 6 of 34

Le prescrizioni contenute nel presente piano, pur ritenute sufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori, richiedono ai fini dell'efficacia approfondimenti e dettagli operativi da parte delle imprese esecutrici.

Per tale motivo sarà cura dei datori di lavoro delle imprese esecutrici, nei rispettivi Piani operativi di sicurezza, fornire dettagli sull'organizzazione e l'esecuzione dei lavori, in coerenza con le prescrizioni riportate nel presente piano di sicurezza e coordinamento.

2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE

Committente: Department of the Army USA, Sede: Livorno

Descrizione dell'opera: Project EA 00235-9 Install Salt Barrier Gate, ASA

Indirizzo cantiere: Camp Darby - Livorno, Italy

Data presunta inizio lavori: da stabilire

Durata presunta lavori (gg lavorativi):

Ammontare presunto dei lavori:

Numero uomini/giorno >200

2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA

Nominativo del Committente:

Camp Darby - Livorno, Italy

Referente Committente: Ing. Paolo Serraglini Chief, Engineering Services DMC, Directorate of Public Works USAG Italy

Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di progettazione:

Ing. S. Pasquale - SGS Sertec Srl Via Cimarosa, 95 - 56124 – Livorno sara.pasquale@sgs.com

Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione:

da nominare

Imprese esecutrici Da nominare

Settore: Construction H&S Page : 7 of 34

2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA

L' opera oggetto del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, di cui all' art. 100 del D. Lgs.

81/08 consiste in lavori nell’installazione permanente di una barriera all’ingresso del sale alla foce del Collettore Orientale, al fine di prevenire l’ingresso dell’acqua salata nel collettore dal

Canale dei Navicelli. L’ingresso d’acqua salata infatti altera fauna e flora del parco. L’ente ha cosi stabilito la necessità di effettuare una misura compensativa che non alteri comunque il livello idraulico durante le operazioni di normale deflusso del collettore nel canale dei navicelli ma impedisca l’afflusso dell’acqua salata quando il canale ha il livello idraulico più basso.

Il Progetto Preliminare delle Misure di Compensazione, nel seguito definito “Progetto”, è stato redatto in ottemperanza alle prescrizioni emanate dall’Autorità del Parco di Migliarino San

Rossore Massaciuccoli inserite nella Valutazione di Incidenza (Vinca), Deliberazione del

Consiglio Direttivo n. 60 del 04/12/2018. Lo stesso prevede Realizzazione di una o più chiuse con sensori, trasmissione dei dati di monitoraggio in remoto e movimentazioni automatizzate, posto nella parte orientale dell’ASA a partire dal canale Collettore Orientale compreso

(sottobacino a scolo naturale) che impedisca buona parte dell’ingressione di acqua salata dal

Canale dei Navicelli e favorisca il mantenimento di acqua dolce.

Infatti, il livello del canale varia con il corso delle piogge permettendo all’ acqua del mare ( salata) di entrare alterando la flora e l’equilibrio faunistico del parco.

1. La barriera sarà di tipo fisico (non diaframmi) , e per i motivi cui sopra di tipo mobile, ancorata al fondo, e innalzata quando l’acqua del canale dei navicelli risale nel canale affluente.

L’area di lavoro si trova all’interno dell’Area Munizioni, in prossimità del Dock.

L’istallazione di una barriera mobile che impedisca buona parte dell’ingressione di acqua salata dal Canale dei Navicelli e favorisca il mantenimento di acqua dolce permetterà nel tempo di ripristinare le condizioni di vita delle specie di flora e fauna tipiche delle acque dolci o leggermente salmastre in un’area di circa 280 ha della ZSC.

La barriera non deve essere amovibile e non deve ostruire il deflusso del canale né diminuirne la sezione. La stesse deve risultare idraulicamente neutra. Non sono inoltre previste modifiche

Settore: Construction H&S Page : 8 of 34 dell’alveo del fiume. All’atto della presente relazione la committenza e l’ente parco non ha ravveduto lavorazioni che prevedono l’autorizzazione dell’ente bonifica.

Le connessioni elettriche saranno derivate dalla sottostazione BLG 3039 alla barriera con l’istallazione e la derivazione di nuovi cavi aventi caratteristiche come da capitolato di gara. La barriera dovrà essere gestita in remoto e permettere l’analisi della salinità delle acque sempre da remoto.

Le lavorazioni saranno grosso modo le seguenti:

- allestimento cantiere

- realizzazione well point operazioni di regimazione condizioni idrauliche anche a seguito di eventuali prescrizioni dell’ente di bonifica ( la ditta affidataria dovrà specificarne le caratteristiche a seguito di aggiudicazione gara e stesura POS)

- Lavorazioni propedeutiche di sistemazione a verde ( potatura) al fine di effettuare operazione con mezzi

- Movimentazione terra

- Scavi a sezione ristretta

- Realizzazione opere di fondazione della barriera in cls

- Movimentazione meccanica e tiri in quota

- Saldature e carpenteria metallica

- Operazioni impianto elettrico per movimentazione barriera sensori e rilevatori salinità

- Finiture

- Smobilizzo area cantiere

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2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI

Fig. 1 Planimetria ASA

Fig. 2 Planimetria zona di intervento collettore orientale.

Settore: Construction H&S Page : 10 of 34

La zona ricade nell’area definita AMMO area all’interno della base militare di Camp Darby. La stessa risulta all’interno della zona di rispetto del parco di san rossore e massaciuccoli.

Preliminarmente all’insediamento del cantiere, sarà cura dell’impresa appaltatrice verificare la presenza delle linee aeree e acquisire tutte le informazioni necessarie (dal Progettista, Committente, ecc.) circa l’esatta posizione dei servizi eventualmente presenti e di parti eventualmente interferenti. Allo stesso modo sarà cura delle imprese chiedere e ricevere tutte le autorizzazioni necessarie per le diverse aree d’intervento.

Si veda specifiche sia per lavori di scavo che per eventuali lavori a caldo. La committenza potrà decidere di interrompere le lavorazioni a seguito di necessità dovute al passaggio di monizioni e altre attività incompatibili per la sicurezza militare.

All’atto della presente stesura non si conoscono cantieri nelle immediate vicinanze che possano interagire con quello in oggetto.

3 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE

A seguito dell’assegnazione dell’appalto le ditte dovranno partecipare ad un incontro preliminare in cui saranno definite e concordate le seguenti modalità organizzative inerenti alla realizzazione dei lavori

Elenco delle modalità organizzative considerate

• Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni

• Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere

• Delimitazione area di cantiere

• Servizi igienico - assistenziali

• Impianto elettrico di cantiere

• Impianto elettrico di messa a terra

• Impianto protezione scariche atmosferiche

• Impianto idrico di cantiere

La viabilità dell’area dovrà essere mantenuta. In caso di necessità di interrompere la via dovrà essere chiesto preventiva autorizzazione alla committenza e al CSE.

3.1.1 ACCESSI E CIRCOLAZIONE DI CANTIERE MEZZI E PEDONI

Si riportano alcune indicazioni generali in merito all’organizzazione delle ditte esecutrici:

FORMAZIONE ANTI TERRORISMO

Livello I di formazione anti terrorismo. Tutti i dipendenti del contraente, compresi i subappaltatori, che richiedono l'accesso agli impianti, attrezzature, e aree di accesso controllato dovranno completare il corso di Livello I di sensibilizzazione entro 30 giorni di calendario prima della data di inizio del contratto o data di entrata in vigore dei

Settore: Construction H&S Page : 11 of 34 requisiti del contratto, a seconda dei casi. Il contraente dovrà presentare i certificati di completamento per ciascun dipendente al COR o al responsabile del contratto, se il COR non è assegnato, prima della emissione del pass per l’accesso al cantiere. Il corso di formazione Livello I è disponibile online a https://atlevel l.dtic.mil/at.

In accordo con AR 530-1, il nuovo contraente e i dipendenti devono completare il Livello I di formazione OPSEC entro 30 giorni di calendario. Tutti i dipendenti devono completare l’annuale formazione OPSEC di consapevolezza.

Politica e Procedure di accesso e di protezione/sicurezza generale. Il contraente deve ottenere il pass di accesso per ogni dipendente dal COR. Il contraente è tenuto ad informare il proprio personale che possono essere sottoposti a controllo quando si entra o si esce dall’insediamento a discrezione del comandante dell'installazione. Al termine del contratto o del rapporto di lavoro il contraente deve restituire tutti i pass al responsabile del contratto o al COR. I dipendenti dell’appaltatore e di tutti i sub-appaltatori devono rispettare l'insediamento, la struttura e i criteri di protezione locali e le procedure dell'insediamento e dell’accesso alla struttura (fornito dal rappresentante del governo). Il contraente deve inoltre fornire tutte le informazioni necessarie per i controlli in background in modo da soddisfare i requisiti di accesso all'insediamento mediante l’ufficio di Provost Marshall, il Direttore dei servizi di emergenza, o l’Ufficio di sicurezza. La forza lavoro dell’appaltatore deve conformarsi a tutte le esigenze di verifica identità personale come diretto dal DOD, HQDA, e/o polizia locali. Oltre alle modifiche delle clausole del contratto, la FPCON può richiedere modifiche in materia di sicurezza o nelle procedure pe qualsiasi singolo impianto o struttura.

Sicurezza fisica: Il contraente è tenuto a salvaguardare tutti le attrezzature, le informazioni e proprietà dato in uso al contraente. Al termine di ogni periodo di lavoro, impianti, attrezzature e materiali devono essere assicurati.

Identificazione del contraente: prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, il contraente è tenuto a fornire al COR per iscritto e in triplice copia, un elenco del personale identificato per il lavoro nell'ambito del contratto, l'elenco deve contenere:

a. Nome e indirizzo di ogni dipendente

b. Documento di identificazione o numero della patente di guida di ogni dipendente

c. Copia del registro del personale

d. “Centro per l’impiego” documento di identificazione

e. Il contraente è tenuto a fornire un elenco di persone e veicoli commerciali che saranno usati per il contratto d'opera. L'elenco è presentato con la lista del personale e deve contenere:

1. Tipo di veicolo

2. Modello e anno di fabbricazione

3. Numero di targa

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L'ingresso e l’uscita delle maestranze verrà registrato giornalmente a cura dell’affidataria e reso disponibile al CSE, RL e alla DL. L’elenco delle presenze deve essere disponibile in cantiere al fine di consentire la migliore gestione del personale e delle emergenze.

Tutto il personale delle Imprese dovrà essere dotato della tessera di riconoscimento, di cui all’art. 26, comma 8, del D.lgs. 81/08, che dovrà essere posta in vista sull’indumento di lavoro.

Potrà accede al cantiere solo il personale delle imprese (anche fornitori) autorizzate dal RL e dal CSE; fanno eccezione il personale della Committenza e le autorità competenti.

Per l’accesso al cantiere, il personale dovrà disporre dei DPI previsti nel presente documento e nei singoli POS (gli assuntori, anche in ottemperanza all’art. 26 del D.lgs. 81/08 garantiranno l’ottemperanza da parte dei propri fornitori).

3.1.2 AREA STOCCAGGIO MATERIALE E ATTREZZATURE DI CANTIERE

Per depositi di materiali si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere temporaneamente le attrezzature, i materiali ed i prodotti necessari alle attività.

La legislazione stabilisce alcune misure generali minime di tutela della salute e sicurezza da rispettare nella costituzione e gestione dei depositi:

• I materiali devono essere disposti in modo da evitare il crollo od il ribaltamento,

• Devono essere predisposti la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali (in particolare di sostanze pericolose),

• Devono essere valutate le condizioni di movimentazione dei vari materiali.

Le aree di deposito durante le fasi di avanzamento lavori, qualora necessarie, dovranno essere preventivamente stabilite con la Committenza e previa consultazione del CSE.

Tale area dovrà essere idoneamente delimitata con reti metalliche e segnalata con apposita cartellonistica.

Il materiale necessario sarà di volta in volta trasportato nelle aree di lavoro per l’installazione.

3.1.3 DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE

Le attività saranno svolte in più fasi come riportato in planimetria allegata. Si ipotizza che ogni area di interessata dai lavori sarà delimitata con transenne metalliche. A seguito di riunione di coordinamento per alcune aree In corrispondenza degli edifici presenti sarà invece necessario predisporre una delimitazione con rete metallica alta 2.00 m, fissata su basi prefabbricate in cemento. Ogni singolo modulo di recinzione dovrà essere saldamente agganciato a quelli limitrofi in modo da evitare parziali cedimenti o aperture non autorizzate.

Modalità di delimitazione alternativa dovranno essere concordate con il CSE in accordo con la Committenza.

Settore: Construction H&S Page : 13 of 34

3.1.4 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI

Sarà cura della ditta Appaltatrice dotare l’area cantierizzata di idonei servizi igienico -assistenziali, consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere con caratteristiche rispondenti all'allegato XIII del D.lgs. 81/08.

In ogni caso, si ricorda, che i servizi igienico assistenziali, devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie

(impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere.

Attualmente, si prevede solo l’uso di un wc chimico e di box prefabbricati.

3.1.5 IMPIANTI DI CANTIERE

L’alimentazione elettrica di cantiere potrà essere garantita dalla committenza tramite l’impianto di distribuzione presente nelle aree oppure le imprese potranno utilizzare un motogeneratore, e in ogni caso le ditte utilizzatrici dovranno predisporre proprio impianto elettrico di cantiere (tramite personale competente) con propri quadri elettrici (ASC).

Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI 17-13/4 ed avere grado di protezione minimo IP44 (secondo la Guida CEI 64-17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l’interruzione di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.

Le ditte Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente ponderare i seguenti aspetti:

• Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;

• Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurare la massima protezione possibile da danneggiamenti;

• Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro spazi bui.

CANTIERI

CAVI POSA

FISSA

PVC

AMMESSO

CAVI A POSA

MOBILE

PVC NON

AMMESSO

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• Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della resistenza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).

In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente. L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II dell'allegato al DM 13-

07-11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di insediamento oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto stabilito dal fabbricante.

Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici dell’impianto, che sono equi potenzialmente collegati, saranno collegati all’impianto di terra della Committente, qualora esistente, in caso contrario predisporlo. La realizzazione delle messe a terra sarà eseguita come previsto dalle norme di riferimento.

Per quanto riguarda il prelevamento di acqua, sarà necessario concordare con la Committente, l’eventuale possibilità di attingere dall’impianto presente.

Attualmente non si prevede la realizzazione di un impianto elettrico di cantiere, ma, in caso di necessità, la ditta utilizzerà un generatore di corrente.

3.1.6 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE

Prima dell’inizio delle attività, l’impresa appaltatrice dovrà verificare l’esistenza dell’impianto di messa a terra della Committenza, e in caso di necessità, realizzare un impianto specifico di cantiere dove saranno collegati i vari elementi elettrici, utensili e le strutture di cantiere.

L'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche dovrà essere realizzato per le strutture metalliche, le opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni.

L'impianto può essere omesso nel caso le opere provvisionali e le attrezzature siano valutate, da tecnico abilitato, autoprotette. I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all'impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti. La ditta incaricata della realizzazione di detti impianti dovrà fornire copia della dichiarazione di conformità da utilizzare per gli usi che la legge consente.

Attualmente non si prevede la realizzazione di tale tipologia di impianti.

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3.1.7 IMPIANTO IDRICO DI CANTIERE

Le baracche dovranno essere dotate di acqua per usi sanitari secondo la disposizione di legge.

Dovrà essere fatto esplicito richiamo alla committenza .

3.1.8 UTILIZZO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI

Durante le attività previste, le ditte che opereranno all’interno del cantiere, utilizzeranno macchinari, apparecchi, utensili e/o impianti specifici per la messa in sicurezza.

Tutte le macchine e attrezzature di lavoro (esclusi gli utensili o attrezzi manuali utilizzati nel cantiere) dovranno essere muniti della documentazione necessaria da cui dovrà risultare:

• marchio CE o avvenuta omologazione a seguito di prova ufficiale

• istruzioni per l’uso e le eventuali manutenzioni di carattere ordinario o straordinario previste dal costruttore

• verifiche periodiche obbligatorie (in particolare per gli apparecchi di sollevamento)

Tali attrezzature, oltre ad essere idonee al lavoro da svolgere, dovranno:

• Essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento alle direttive comunitarie di prodotto;

• Essere idonee all’ambiente di lavoro (il D.L. delle imprese operanti in cantiere potrà confrontarsi con il CSE e la Committente);

• Essere utilizzate da personale formato/informato.

Le operazioni di manutenzione specifica, con particolare riguardo alle misure di sicurezza saranno eseguite da personale tecnico specializzato. Tali interventi dovranno essere documentati.

Si specifica che successivamente alle operazioni di getto le autobotti e le autopompe non potranno effettuare la pulizia dei mezzi e/o degli accessori utilizzati all’interno del cantiere per mancanza di area idonee, ma dovranno effettuare tali attività all’esterno della base.

3.1.9 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DA ADOTTARE NEGLI SCAVI

In presenza di scavi con profondità maggiori di 1,5 metri si dovranno prevedere sistemi di protezione degli stessi con parapetti dotati di fascia al piede e sistemi equivalenti.

L’acceso al fondo scavo dovrà essere garantito in modo sicuro posizionando scale fissate alle estremità o sistemi equivalenti. L’accesso dovrà essere in numero proporzionale alla lunghezza dello scavo.

Sul bordo scavo non dovranno essere stoccati materiali o attrezzature per evitare il loro cedimento all’interno.

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In caso di terreno incoerente e/o instabile o in relazione a cattive condizioni meteo dovrà essere verificata la pendenza degli scavi. In caso di possibilità di cedimenti si dovrà provvedere alla protezione degli scavi con idonei sistemi di sicurezza (sbatacchiamenti o soluzioni equivalenti).

3.1.10 MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL’ARIA NEGLI SPAZI CONFINATI E GESTIONE DEGLI SPAZI

CONFINATI

All’atto della presente redazione non si ravvisa la possibilità di effettuare tali lavorazioni. Qual ora cause legate ai livelli idraulici e a particolarità riscontrate a seguito del progetto esecutivo aggiudicato , portino la possibilità di avere lavorazioni in spazi confinati le stesse dovranno essere gestite ai sensi del DPR 177 del 2011.

3.1.11 MISURE GENERALI DI SICUREZZA NEL CASO DI NOTEVOLI DEMOLIZIONI

Il fattore di rischio non risulta rilevante per le attività previste.

3.1.12 MISURE DI SICUREZZA CONTRO I POSSIBILI RISCHI D’INCENDIO OD ESPLOSIONE

Durante le attività di cantiere potranno essere svolte attività “a caldo” ovvero attività che comportano la proiezione di scintille, l’utilizzo di fonti di calore (molature, saldature, ecc.), comunque attività che producono una possibile fonte di innesco. Durante tali attività dovranno essere intraprese tutte quelle azioni rivolte a limitare il rischio di innesco ed eventualmente a contenere il principio di incendio. Sarà quindi cura della ditta che effettuerà tali tipi di operazioni mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e protezione quali ad esempio predisporre teli antiscintilla, posizionare estintori sul luogo dell’attività oltre eventualmente a bagnare abbondantemente il terreno circostante.

Il personale che effettuerà questo tipo di attività dovrà essere opportunamente formato/informato sui rischi specifici derivanti da lavori a caldo.

Ogni ditta affidataria dovrà avere, all’interno della propria organizzazione, una squadra incaricata dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione e gestione dell'emergenza; dovrà essere fornita sufficiente documentazione comprovante la formazione del personale sopra indicato.

Ogni appaltatore dovrà gestire la propria area di cantiere in conformità ai principi del D.M. 10/03/98.

I liquidi infiammabili dovranno essere immagazzinati e trasportati in contenitori omologati, con la chiara indicazione del contenuto. Il trasporto e l’immagazzinamento dei liquidi infiammabili deve avvenire previa autorizzazione della Committenza e del CSE.

Gli appaltatori non dovranno costituire attività ricadenti nell’obbligo di CPI.

I lavoratori delle ditte appaltatrici dovranno indossare indumenti ignifughi (UNI EN 531:95).

Sarà cura della committenza fornire indicazione alle ditte appaltatrici in merito alla classificazione di zone Atex interessate dalle aree di cantiere; in presenza di tali zone gli addetti dovranno indossare indumenti antistatici (UNI EN 1149).

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3.1.13 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE IN CASO DI LAVORI NOTTURNI

Fra le lavorazioni programmate non ve ne sono che possano determinare questo fattore di rischio

3.1.14 DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE (MACCHINE, ATTREZZATURE)

In accordo con la Committenza, al fine di razionalizzare e rendere sicure le attività di cantiere, prima della fase operativa sarà elaborato uno specifico piano della logistica (layout di cantiere) che dispone gli spazi ove andranno collocati i materiali e gli eventuali mezzi di sollevamento.

La collocazione di altre attrezzature (elettro saldatrici, motosaldatrici, compressori) rispondendo ad esigenze a volte estemporanee non è definibile a priori: la loro collocazione sarà effettuata dalle ditte utilizzatrici alla luce delle misure generali di sicurezza e delle osservazioni seguenti:

• Le postazioni di lavoro nei pressi di strutture elevate ove si effettuano lavorazioni meccaniche che possono dare origine a caduta di materiale dovranno essere protette da tettoie di opportuna resistenza,

• Le motosaldatrici, compressori e attrezzature fisse con motore a combustione devono essere collocate tenendo in modo che i fumi non vadano ad investire altre postazioni di lavoro;

• Le attrezzature rumorose che espongono i lavoratori a livelli di rumore al di sopra dei valori superiori di azione (Leq > 85 dB(A)) devono essere evidenziate da appositi segnali (art. 192 comma 3 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i.) ed inoltre devono essere delimitate;

• Non ostacolare l’accesso a presidi antincendio.

3.2 LAVORAZIONI

L’elenco delle lavorazioni previste è riportato al Par. 2.4; in sede di predisposizione del presente PSC, la Committenza unitamente al CSP hanno, per quanto possibile, provveduto ad eliminare i rischi alla fonte.

Per i rischi residui, dalla fase di progettazione, il PSC (in particolare tramite le schede di valutazione dei rischi) definisce le modalità per gestire e minimizzare tali rischi.

Le imprese esecutrici potranno presentare al CSE proposte di integrazione al piano, ove si ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere in base alla propria esperienza (in nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche od adeguamento dei prezzi pattuiti).

Le imprese assuntrici prima dell’inizio dei lavori consegneranno al CSE la dichiarazione d’accettazione del PSC: l’accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono per il datore

Settore: Construction H&S Page : 18 of 34 di lavoro delle imprese appaltatrici adempimento all’art. 18 del D.lgs. 81/08 per lo specifico cantiere.

Analogamente, le imprese assuntrici che dovessero “utilizzare” sub appaltatori, oltre a rispettare alle specifiche procedure del committente, dovranno far pervenire al Committente ed al CSE analoga documentazione.

3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI

In riferimento alle lavorazioni, così come descritte, viene effettuata, nelle schede dell’ALLEGATO 1, l’analisi e valutazione dei rischi presenti, con particolare riferimento all’area ed al contesto, ovvero all’organizzazione della Committente ed ai rischi “residenti1”, ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni previste ed alle loro reciproche interferenze, ad esclusione dei rischi propri dell’attività delle imprese che ne daranno evidenza nei rispettivi

POS.

Si sottolinea che:

la valutazione dei rischi viene effettuata in modo totalmente mirato alla natura dei lavori che verranno svolti sul cantiere, il criterio per la valutazione del rischio, di cui seguirà la descrizione, prescinde totalmente dal promuovere una verifica puntuale della rispondenza alle leggi vigenti delle svariate attrezzature da lavoro di cui si prevede l’impiego. E’ dunque specifica responsabilità della Committente e delle Imprese, ognuna per le proprie pertinenze, accertare che ambienti di lavoro, impianti, attrezzature, macchinari, presidi di sicurezza e quanto altro sia soggetto a precise normative tecniche di riferimento siano effettivamente conformi alla vigente legislazione, nell’ambito dell’organizzazione della Committente, vi siano già una serie di complesse e articolate procedure conformi alle migliori tecniche disponibili (validate anche da specifici Sistemi di gestioni della Sicurezza obbligatori o volontari). Tale contesto procedurale e organizzativo, dopo anni di operatività e di cicli di audit specifici ha dimostratole propria efficacia. Pertanto, solo per fornire uno strumento di lavoro completo, nel presente documento vengono richiamate le misure di prevenzione, che la maggior parte dei dipendenti e del personale delle imprese appaltatrici già dovrebbe conoscere (la conoscenza è sottoscritta al momento dell’accettazione dei documenti contrattuali), all’interno delle quali sono già prefissate idonee misure atte a limitare sia la probabilità che determinati eventi si verifichino, sia la gravità delle conseguenze nel caso che qualcuno di questi eventi si produca davvero, 1Sono i rischi cui sono esposti i lavoratori del cantiere derivanti dai pericoli insiti nella struttura dei luoghi, nelle caratteristiche delle apparecchiature e nella natura delle sostanze e processi.

Settore: Construction H&S Page : 19 of 34 nelle successive schede di valutazione dei rischi saranno quindi analizzate in particolare le interferenze pericolose2 fra le lavorazioni (anche quando sono generate da lavorazioni diverse in seno alla medesima impresa).

3.3.1 APPLICAZIONE DI UNA MATRICE P*G

Il metodo più utilizzato dalla prima applicazione del D.lgs. 626/1994 è stato quello delle matrici di rischio basato sulla relazione R = P x G (rischio = probabilità x gravità).

Si tratta di un metodo semi qualitativo, potenzialmente inficiato dalla mancanza di oggettività della valutazione e dal fatto che è molto difficile confrontare gli effetti di rischi diversi.

Nella valutazione delle probabilità di accadimento di un certo evento (una esplosione, la caduta da una scala, l'esposizione a un certo agente ecc.) occorre riferirsi alle statistiche e alle notizie reperibili per il settore di pertinenza. In questo pesa molto la reperibilità di dati sugli infortuni e malattie professionali.

La banca dati reperibile sul sito dell’INAIL può aiutare in questo tipo di analisi.

E' così possibile conoscere le cause e le lesioni prevalenti nei cantieri e molte delle informazioni necessarie, anche se non disponibili direttamente, possono essere ricavate per via indiretta.

Altre fonti di informazione che possono essere utilizzate sono le riviste specialistiche, le pubblicazioni scientifiche, le linee guida e le pubblicazioni delle associazioni di categoria.

Due tavole di caratterizzazione per I ‘assegnazione dei parametri P e G in una matrice di rischio sono riportate nelle tabelle seguenti.

Probabilità Definizione

Bassissima

L’evento lattoso improbabile. La sua manifestazione è legata al contemporaneo verificarsi di più eventi indipendenti e poco probabili. L’evento non si è mai presentato durante l’attività in oggetto. Dalle informazioni acquisite risulta che anche in situazioni analoghe l’evento non si presenta

Bassa

L’evento dannoso è poco probabile ma possibile. L’evento è legato al verificarsi contemporaneo di più eventi non necessariamente indipendenti e di probabilità non trascurabile. L’evento si è presentato raramente durante lo svolgimento della specifica fase di lavoro. L’evento non si è mai presentato durante lo svolgimento dell’attività ma dalle informazioni acquisite risulta che questo si sia a volte verificato in attività simili

Media

L’evento dannoso è probabile. Tipicamente legato a funzionamenti anomali delle macchine e degli impianti, non rispetto delle procedure di lavoro, non utilizzo dei dispositivi di prevenzione e protezione. L’evento si è già presentato, con una frequenza non trascurabile. Dalle informazioni acquisite risulta che questo evento si manifesti con regolarità in situazioni analoghe.

Alta L’evento dannoso è altamente probabile e tende a verificarsi frequentemente nel tempo. Dalle informazioni acquisite risulta che questo si manifesti a volte in

2 Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un «contatto rischioso» tra il personale del committente ed il personale dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse o fra squadre di lavoratori della stessa impresa ma impegnati in fasi lavorative diverse od ancora fra le attività dei lavoratori e l’”ambiente” della Committenza.

Settore: Construction H&S Page : 20 of 34 situazioni analoghe

Gravità Definizione

Trascurabile Il danno è rapidamente reversibile e di scarsa entità. Non comporta l’abbandono del posto di lavoro od inabilità temporanea.

Modesta Il danno comporta una parziale limitazione funzionale reversibile in pochi giorni con completo ripristino delle capacità operative.

Notevole Il danno comporta una limitazione funzionale reversibile solo dopo un certo tempo con eventuale modesta riduzione della capacità lavorativa.

Ingente Il danno è irreversibile e comporta una notevole e permanente riduzione delle capacità lavorative, l’inabilità o la morte

Di seguito lo schema per la definizione del rischio, e a seguire, la correlazione fra rischio e priorità di interventi.

Rischio Priorità Indice numerico

Basso Livello di rischio non rilevante, purché sia assicurato il mantenimento nel tempo di tale livello.

Medio Livello per il quale è necessario programmare misure di riduzione del rischio a medio termine

Alto

Siamo di fronte a rischi di rilievo, per i quali si può procedere solo con misure di sicurezza dettagliate, formalizzate e condivise dalle varie parti in campo. In questi casi è opportuno valutare se, effettivamente, la Legge ammette la possibilità di effettuare il lavoro, indipendentemente dalle misure di sicurezza prevedibili. In caso affermativo la sorveglianza deve essere molto stretta e molto curata la formazione e l’informazione di coloro che si trovano ad operare. Un minimo scostamento da quanto pianificato per lo svolgimento in sicurezza di tali attività deve provocare l’immediato intervento dei supervisori, per la sospensione dei lavori.

Altissimo

Rappresenta un rischio assolutamente intollerabile; è evidente che non può essere pianificata la sussistenza di rischi del genere. Qualora si evidenziassero tali situazioni occorre sospendere immediatamente i lavori ed è opportuno indire tempestivamente una riunione per valutare i motivi per cui la circostanza si è verificata, indipendentemente dal fatto che via sia stato realmente l’infortunio o un mancato infortunio.

> 4

3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE

Rischio Probabilità

Gravità Bassissima Bassa Alta Elevata

Trascurabile Basso Basso Medio Alto

Modesta Basso Medio Alto Alto

Notevole Medio Alto Alto Altissimo

Ingente Medio Alto Altissimo Altissimo

Settore: Construction H&S Page : 21 of 34

L’analisi e l’eliminazione delle interferenze pericolose sarà effettuata in fase di progettazione dei lavori: le interferenze tra le lavorazioni differenti svolte dalle varie squadre di lavoratori (o dai lavoratori autonomi) “nel medesimo luogo” saranno individuate (o sono individuabili) per stabilire le regole di coordinamento più opportune tra:

• divieto categorico della contemporaneità spaziali e temporali, quando le fasi/sotto fasi sono ritenute incompatibili tra loro;

• prescrizioni specifiche più opportune (misure preventive e protettive e DPI da adottare) allorquando siano sufficienti a rendere le fasi/sotto fasi interferenti compatibili fra loro

• nei limiti della programmazione generale ed esecutiva, la separazione temporale degli interventi costituisce il criterio preferibile. La separazione nel tempo è però condizionata dalle esigenze esecutive, dalla disponibilità di uomini e mezzi e da necessità diverse;

• quando la separazione temporale non sia attuabile, o lo sia solo parzialmente, devono essere adottate misure protettive che eliminino o riducano i rischi tra le lavorazioni, quali ad esempio l’allestimento di schermature, segregazioni, protezioni e percorsi obbligati in modo che sia consentito di svolgere le attività in condizioni di sicurezza;

• nel caso non siano sufficienti, o addirittura tecnicamente non realizzabili le misure previste e sopra esemplificate, si dovrà ricorrere a misure procedurali e regole comportamentali, che comportano un più elevato coinvolgimento dell’impresa in termini di risorse umane, formazione, cooperazione, ecc.;

• le Imprese esecutrici saranno obbligate, oltre che al rispetto passivo delle misure preventive, alla attiva cooperazione, ad esempio segnalando l’impossibilità di attuare quanto pianificato e proponendo misure integrative sostitutive.

• per la valutazione delle varie attività di cantiere, sarà possibile individuare, attraverso la matrice di correlazione, le schede di valutazione dei rischi. Le schede di valutazione dei rischi contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze.

• le schede di valutazione dei rischi riportati in allegato 1 contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze.

Inoltre, c’è da considerare che la peculiarità dell’ambiente ove avvengono e delle lavorazioni stesse determina la necessità di valutare caso per caso molte situazioni in sede di riunioni settimanali di coordinamento o direttamente “in campo” (il coordinatore per la sicurezza in fase d’esecuzione sarà presente in campo e/o sarà facilmente contattabile).

In particolare, si richiede alle ditte esecutrici di definire le modalità operative di dettaglio per le lavorazioni da svolgersi in prossimità della zona autolavaggio, in prossimità di altri edifici e/strutture e di aree al momento delimitate.

3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI,

ATTREZZATURE, ECC.

Settore: Construction H&S Page : 22 of 34

Ogni appaltatore dovrà avere a disposizione le attrezzature necessarie allo svolgimento delle proprie attività.

In alcune circostanze alcuni apprestamenti e mezzi di sollevamento (oppure per attrezzature della Committenza) potranno essere utilizzati da più ditte; questo può determinare rischi aggiuntivi relativi a chi debba avere, per esempio, la responsabilità sulle verifiche, manutenzioni, addestramento (l’eventuale utilizzo deve essere congruente con la valutazione dei rischi fatta dal datore di lavoro all’interno di ciascun POS).

Per tale motivo dovranno essere stabilite procedure specifiche inerenti apprestamenti e attrezzature eventualmente cedute (anche temporaneamente) dando indicazioni al CSE dell’uso promiscuo mediante compilazione del relativo modulo allegato al presente PSC.

3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

Durante le attività di cantiere si determina la necessità di regolamentare e preordinare una serie di azioni per la corretta gestione dei rifiuti prodotti.

La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, fra loro coordinate, volte alla tutela ambientale ed al rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente, che garantisce anche maggiore sicurezza ed igiene del posto di lavoro.

Le operazioni che caratterizzano la gestione possono riguardare cinque fasi:

• Luogo di produzione;

• Conferimento al deposito temporaneo;

• Deposito temporaneo;

• Trasporto;

• Smaltimento.

Per la corretta gestione si sono definiti con estrema precisione i seguenti aspetti operativi:

• Individuazione dei rifiuti da raccogliere in modo differenziato;

• Caratteristiche dei contenitori per la raccolta;

• Locali ove dislocare i contenitori;

• Ubicazione e numero dei contenitori nelle varie aree;

• Informazioni che si debbono fornire per una corretta gestione del rifiuto (procedure, segnaletica di pericolo, istruzioni comportamentali, sensibilizzazione, ecc..).

Le ditte dovranno, inoltre, attenersi al regolamento ambientale e procedure interne della base militare.

3.7 SEGNALETICA DI S ICUREZZA

Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti e situazioni che possono determinare pericoli, promuovere comportamenti virtuosi e richiamare prescrizioni di sicurezza.

Settore: Construction H&S Page : 23 of 34

La segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione; essa deve essere impiegata esclusivamente per quelle indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza.

L'efficacia della segnaletica dipende da un'estesa e ripetuta informazione di tutte le persone per le quali essa può risultare utile.

Nelle aree ove si svolgerà il cantiere è già installata adeguata segnaletica di sicurezza al fine di evidenziare i rischi presenti nelle varie aree e caratterizzare gli impianti ed apparecchiature.

Durante i lavori, chiaramente, lo scenario muta sensibilmente ed ai rischi normalmente presenti se ne sostituiscono e/o sovrappongono altri: per questo motivo dovranno essere collocati appositi e specifici cartelli indicanti i pericoli e le attività svolte in quell’area (tale segnalazione dovrà essere rimossa al termine delle operazioni).

Le ditte appaltatrici, inoltre, oltre a collocare una propria segnaletica dovranno fornire ai lavoratori specifica informazione circa il significato della segnaletica di sicurezza ai sensi del D.lgs. 81/08.

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3.8 PROMOZIONE DELLA S ICUREZZA

Nello svolgimento delle proprie funzioni, il CSE (coadiuvato dallo Staff di coordinamento), svolgerà numerosi sopralluoghi in campo, analizzando ed affrontando, sia con il personale delle imprese appaltatrici ed esecutrici, sia con il personale della Committenza, le fasi di cantiere con le relative possibili problematiche con particolare attenzione all’analisi delle possibili interferenze.

Rientra inoltre nelle competenze del CSE e del Committente (mediante la propria struttura), l’obiettivo di regolamentare le attività di cantiere affinché queste si svolgano con modalità corrette ai fini della sicurezza.

E’ inoltre compito del CSE (rif. Art. 92 D.Lgs.81/08):

• Verificare con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione delle disposizioni, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel PSC e la corretta applicazione delle procedure di lavoro;

• Organizzare la cooperazione ed il coordinamento delle attività, nonché la reciproca informazione.

Per raggiungere questi obiettivi, lo Staff di Coordinamento sarà presente in campo; verranno quindi utilizzati specifici moduli di trasmissione dei “Verbali di sopralluogo e prescrizione”, che saranno inviati alla Committente ed all’impresa in caso di riscontro di non conformità alle procedure di sicurezza. I suddetti documenti, congiuntamente alle comunicazioni di risposta prodotte dalle imprese, faranno parte della documentazione di cantiere.

Durante le riunioni di coordinamento presiedute dal CSE, inoltre, verranno affrontati, tra gli altri, aspetti rilevati durante i sopralluoghi, modalità operative, tempistiche, eventuali ulteriori azioni di controllo, ecc. al fine di individuare le migliori modalità per il mantenimento di condizioni di sicurezza all’interno dell’area di cantiere.

3.9 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E

RECIPROCA INFORMAZIONE

I principali strumenti attraverso i quali si persegue il coordinamento tra la Committente e le Imprese, sono riconducibili a:

• Programma dei lavori;

• Piano di Sicurezza e Coordinamento:

• Riunioni periodiche di sicurezza in corso d’opera con cadenza almeno settimanale

Il primo punto (Programma dei lavori) costruisce il principale strumento di coordinamento, in quanto stabilisce la successione dei lavori, pianificata in modo tale da minimizzare i rischi di interferenza.

Settore: Construction H&S Page : 25 of 34

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento, come ben specificato in altra parte della presente trattazione, costituisce la base documentale di riferimento, e deve essere acquisito da tutti i soggetti coinvolti nei lavori, osservandone il contenuto come se si trattasse di Legge dello Stato, in quanto tale è la considerazione che di esso potranno avere in caso di incidente, o di visita ispettiva, le Autorità competenti.

Le Riunioni di sicurezza e coordinamento sono parte integrante delle attività di Coordinamento e costituiscono fase fondamentale per assicurare l’applicazione delle disposizioni contenute nel PSC. Si svolgeranno, quindi, le seguenti:

• Prima riunione di coordinamento: la prima riunione di coordinamento è finalizzata all’inquadramento ed all’illustrazione del PSC oltre all’individuazione delle figure con particolari compiti entro il cantiere. In tale riunione gli assuntori devono presentare eventuali proposte di modifica al programma lavori ed alle fasi di sovrapposizione ipotizzate nel PSC e che potranno essere accolte dal CSE.

• Riunione di coordinamento…

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