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Attachment #3 - Abstract FY17 Conservation Program Support Services Contract
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FY17 CONSERVATION PROGRAM SUPPORT
SERVICES CONTRACT
AT
US ARMY GARRISON ITALY
DARBY MILITARY COMMUNITY (DMC)
CONSERVATION SUPPORT
Natural, Cultural Resources and Geographic Information System
Contract Number W912PF-17-C-0006 (Option 1001)
PROGETTO PRELIMINARE DELLE
MISURE DI COMPENSAZIONE
(Vinca n. 60 del 14 dicembre 2018)
FEBBRAIO 2019
Directorate Public Works (DPW)
Environmntal Division (ED)
Livorno Environmental Office
RNA - Ricerca Natura Api S.r.l.
Stefano Franceschini
Giancarlo Heusch
PROGETTO DELLE MISURE DI COMPENSAZIONE Progetto - Illuminazione ASA
DPW DMC 2/41 Febbraio 2019
Acronimi
DMC Darby Milirary Community, Base Militare di Camp Darby
VMC Vicenza Milirary Community
USAG Italy United State Army Garrison Italia (VMC + DMC)
ASA Ammunition Storage Area, installazione della DMC
Camp Darby Camp Darby, installazione della DMC
Depot installazione della DMC
LTA Livorno Training Area, installazione della DMC
Opera Realizzazione di un impianto di illuminazione in alcuni tratti della viabilità presente in ASA
Progetto Questo elaborato - "Progetto di dettaglio delle Misure di Compensazione"
Vinca Valutazione di Incidenza del Parco (n. 60 del del 04/12/2018 - Allegato B)
ZSC Zona Speciale di Conservazione "Selva Pisana" (ai sensi della Direttiva Habitat
Codice Natura2000 IT5170002)
Ente Parco Parco Regionale di "Migliarino San Rossore Massaciuccoli"
DPW DMC 6/41 Febbraio 2019
PREMESSA
Il presente Progetto Preliminare delle Misure di Compensazione, nel seguito definito
“Progetto”, è stato redatto in ottemperanza alle prescrizioni emanate dall’Autorità del Parco di
Migliarino San Rossore Massaciuccoli inserite nella Valutazione di Incidenza (Vinca), Deliberazione del Consiglio Direttivo n. 60 del 04/12/2018 del Progetto di "illuminazione stradale in ASA”, di seguito definito Opera. Il presente progetto preliminare propone una soluzione in merito alla compensazione B.2, prescritta dall’Ente Parco, che dovrà essere definita dallo stesso Ente sentite nel merito le Autorità competenti.
In particolare il Progetto dovrà riguardare il miglioramento di habitat esistenti in aree interne alla ZSC Selva Pisana (Cod. Natura2000 IT5170002), nel seguito indicata come “ZSC”, in particolare all’interno dell’ASA.
Sulla base delle valutazioni dell’Ente Parco effettuate sullo Studio di Incidenza a supporto dell’approvazione dell’opera ai sensi della direttiva Habitat 92/43/ CEE lo stesso Ente ha prescritto le seguenti misure di compensazione, oltre alle misure di mitigazione proposte nello
Studio di Incidenza (installazione di 50 nidi artificiali per la fauna target e congrua piantumazione arborea in area artificiale).
A. Misure di Mitigazione
A.1 In fase di esercizio l’illuminazione deve essere messa in funzione solo al passaggio dei mezzi con una progressione di intensità.
A.2 Messa a dimora di 67 alberi, come suggerito dallo Studio, al di fuori della Base o comunque in suolo artificiale da rinaturalizzare.
B. Misure di Compensazione
B.1 Prosecuzione dei monitoraggi delle acque superficiali e della prima falda citati nello
Studio di incidenza del Progetto ERI come facenti parte del Piano di Gestione delle
Aree Umide in vigore nella Base, per almeno un anno pre-opera e due anni post opera
(per opera si intende la compensazione del successivo punto B.2) con invio di due report quadrimestrali e di un report annuale (completo e senza rimandi ai report quadrimestrali ed annuali precedenti).
B.2 Realizzazione di una o più chiuse con sensori, trasmissione dei dati di monitoraggio in remoto e movimentazioni automatizzate, posto nella parte orientale dell’ASA a partire dal canale Collettore Orientale compreso (sottobacino a scolo naturale) che impedisca buona parte dell’ingressione di acqua salata dal Canale dei Navicelli e favorisca il mantenimento di acqua dolce.
DPW DMC 13/41 Febbraio 2019
B) PORTATA DELLE MISURE COMPENSATIVE
INTRODUZIONE
In questo capitolo vengono fornite le portate delle misure di mitigazione e compensazione prescitte dall’Ente Parco in termini di superfici e popolazioni.
MISURA DI MITIGAZIONE A.1
La portata di questa misura è quella di ridurre l’impatto luminoso verso la fauna ad abitudini notturne in un’area di circa 13 ha. Le popolazioni di fauna interessata da questa misura sono i rapaci notturni, i chirotteri e la teriofauna.
MISURA DI MITIGAZIONE A.2
La portata di questa misura è quella di rinaturalizzare una area artificiale della DMC tramite la scarificazione di una vecchia strada e la successiva ripiantumazione di 67 alberi appartenenti alla flora della ZSC e caratterizzata dagli ambienti xerofili e meso-igrofili (Habitat 9340 e 91F0).
MISURA DI COMPENSAZIONE B.1
La portata di questa compensazione è quella di monitorare l’efficacia della successiva misura di compensazione B.2 e proseguire il monitoraggio in corso sulle caratterisctiche delle acque superficiali e di prima falda, in particolare per il sottobacino a scolo naturale.
MISURA DI COMPENSAZIONE B.2
La portata di questa compensazione è quella di invertire il fenomeno di salinizzazione, da anni in corso, dovuto all’intrusione di acqua salmastra dal Canale dei Navicelli all’interno del sottobacino a scolo naturale tramite il Canale Orientale. L’istallazione di una barriera mobile che impedisca buona parte dell’ingressione di acqua salata dal Canale dei Navicelli e favorisca il mantenimento di acqua dolce permetterà nel tempo di ripristinare le condizioni di vita delle specie di flora e fauna tipiche delle acque dolci o leggermente salmastre in un area di circa
280 ha della ZSC.
DPW DMC 17/41 Febbraio 2019
La localizzazione della compensazione B.2, realizzazione di una barriera mobile nel canale
Orientale, è mostrata nella seguente figura.
Figura 5 - Stato attuale da foto aerea e localizzazione della barriera mobile evidenziata in rosso.
DPW DMC 19/41 Febbraio 2019
COMPENSAzIONE B.1 E COMPENSAZIONE B.2
Il fenomeno di salinizzazione delle acquee superficiali e delle acqcue di prima falda, monitorato negli ultimi 7 anni, all’interno della DMC (Figura 7 e Figura 8), stà determinando una alterazione di tutti gli habitat della ZSC direttamente connessi alle risorse idriche presenti nel sottosuolo con la conseguente trasformazione delle componenti floristiche e faunistiche verso specie alofile.
Figura 7 - Andamento della conducibilità dell'acqua nel reticolo idrico superficiale (anni 2013-2018).
Figura 8 - Andamento della conducibilità dell'acqua nei micropiezometri (anni 2013-2017).
10000
15000
20000
25000
30000
35000
40000
45000
50000
W1 W4 W7 W10 W2 W5 W6 W3 WR14 WR12
Scolo naturale / Natural drainage Scolo meccanico / Mechanical drainage
New Pond
New Pond
Conducibilità (µS) Periodo di riferimento: da Ago-2013 ad Ago-2018 Reference period: from August/13 to August/18
12/08/13
16/09/13
18/10/13
19/11/13
14/04/14
15/05/14
15/08/14
15/12/14
15/04/15
15/07/15
15/10/15
14/06/16
10/01/17
03/08/17
03/05/18
22/08/18
10000
12500
15000
17500
20000
PZ01 PZ07 PZ13 PZ09 PZ14 PZ08 PZ11 PZ04 PZ10 PZ05 PZ12 PZ06
Scolo naturale / Natural drainage Scolo meccanico
Conducibilità (µS)
08/02/13
15/03/13
10/04/13
20/05/13
13/06/13
17/07/13
12/08/13
16/09/13
18/10/13
19/11/13
14/04/14
15/05/14
15/08/14
15/12/14
15/04/15
15/07/15
15/10/15
14/06/16
10/01/17
03/08/17
DPW DMC 20/41 Febbraio 2019
E) RISULTATI PREVISTI DALLE MISURE DI COMPENSAZIONE
Le misure di compensazione integrate dall’attuazione di tutte le misure di mitigazione prescritte dal Vinca, ripristinando completamente le superfici e gli habitat sottratti, consentiranno di tutelare la ZSC in termini di coerenza della Natura2000.
MITIGAZIONE A.1.
Minore impatto luminoso per la fauna terget durante l’esercizio dell’opera.
MITIGAZIONE A.2
La rinaturalizzazione di un’area attualmente artificializzata con la messa a dimora di 67 alberi della flora autoctona determina l’aumento degli habitat 9340 e 91E0 in un’area antropizzata riducendo così la frammentazione causata dalla presenza della DMC.
COMPENSAZIONE B.1
La prosecuzione delle attività di monitoraggio delle acque superficiali e di prima falda permetterà di monitorare l’efficacia della compensazione B.2 nei prossimi tre anni oltre che proseguire l’acquisizione delle conoscenze sulla qualità delle acque nell’ambito del Piano di
Gestione delle Aree Umide in vigore per la DMC.
COMPENSAZIONE B.2
La realizzazione della barriera mobile sul Canale Orientale consentirà di prevenire l’intrusione di acqua salata nella ZSC migliorando e ripristinando le condizioni naturali di tutti gli habitat igrofili e meso-igrofili presenti. Inoltre, saranno ripristinate le condizioni di vita delle specie floristiche e faunistiche tipiche delle acque dolci o leggermente salmastre invertendo la tendenza al fenomeno di salinizzazione. Quest’ultimo obiettivo potrà essere raggiunto anche con la regolazione della barriera mobile per il mantenimento delle acque dolci nei periodi più secchi. La riduzione della conducibilità delle acque nel Canale Orientale e delle acquee di prima falda consentirà il recupero ecologico di circa 280 ettari boscati e con aree umide ad acque lentiche interne alla ZSC. I’obiettivo prefissato è la riduzione della salinità nelle acque superficiali e di prima falda i cui valori dovranno passare dai 5.000-50.000 µS (variabilità legate all’andamento pluviometrico, alle condizioni meteomarine ed al ciclo delle maree) ai 1.000-
10.000 µS per il reticolo idrico superficiale e dai 3.000-20.000 µS ai 400-2.500 µS nei micropiezometri (acque di prima falda). Questo risultato potrà essere monitorato non solo con i parametri chimico-fisici delle acque previsto dalla compensazione B.1 ma anche con la ricolonizzazione delle aree umide da parte della tartaruga acquatica Emys orbicularis che a causa della salinizzazione ha subito una drastica riduzione della popolazione (TES 2010).
DPW DMC 34/41 Febbraio 2019
COMPENSAZIONE B.2
I metodi e le tecniche per la realizzazione della barriera mobile saranno dettagliati nel Progetto esecutivo a seguito delle indicazioni che l’Ente Parco fornirà sentite eventualmente le autorità competenti per la gestione della sicurezza idraulica del sottobacino a scolo naturale.
Di seguito sono forniti i caratteri generali e la tipologia della barriera mobile da realizzare alla foce del Canale Orientale nel Canale dei Navicelli sulla base della prescizione dell’Ente Parco e per garantire il deflusso delle acque ai fini della sirurezza idraulica.
Caratteristiche generali della barriera mobile
La barriera da installare sul canale di drenaggio denominato “collettore orientale” sarà del tipo mobile, incernierata sul fondo del canale, a completa scomparsa con inclinazione tale da non ostacolare il deflusso delle acque al disopra di essa e non trattenere foglie, rami o detriti che, accumulandosi sul fondo, potrebbero ridurre la portata del deflusso naturale delle acque.
L’innalzamento ed abbassamento della barriera sarà regolato in base al livello di marea da due galleggianti inclusi in camere, poste su entrambi i lati del canale, collegate a bacini di attivazione a loro volta connessi, tramite tubazioni in acciaio, al Canale dei Navicelli con imbocco nel medesimo alla quota “-0.05” rispetto allo zero di marea. Con l’innalzamento della marea inizierà l’allagamento delle camere di attivazione, quindi raggiunto il livello stabilito per l’attivazione della barriera, l’acqua tracimerà nelle camere di galleggiamento ed inizierà l’innalzamento dei galleggianti i quali attiveranno un meccanismo che innalzerà la barriera.
Questa inizierà ad abbassarsi col decrescere del livello di marea a seguito del deflusso delle acque dal bacino di galleggiamento attraverso tubazioni munite di valvola di ritegno unidirezionale.
Il meccanismo di innalzamento sarà dotato di dispositivo di sgancio automatico attivato da sensori di livello, posti a monte della barriera ed a sufficiente distanza, che saranno attivati nel caso in cui si verifichi un innalzamento delle acque dal canale dovuto al ridotto deflusso delle acque causato dall’innalzamento della barriera.
Una volta ripristinato il livello di sicurezza la barriera si aggancerà automaticamente al meccanismo di attivazione.
Nei periodi di siccità, qualora si ritenga necessario mantenere il più possibile la presenza di acqua nelle “lame”, con questa soluzione tecnica sarà possibile operare manualmente sulla barriera in modo da mantenerla alzata a quote prestabilite regolando il deflusso delle acque, in ogni caso deve essere garantito lo sgancio della barriera in caso di innalzamento del livello nel collettore.
File details come from the government source that posted it.