Attachment__7_-_Preliminary_PSC_(Piano_di_Sicurezza_e_Coordinamento).pdf
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Attachment #7 - Preliminary PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento)
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Department of the Army U.S.
Camp Darby – Livorno
Issuing date : 20 Febbraio 2019
Review n. : 00
“REPLACE PV AND TRAFO MV SWITCHGEARS IN SUBSTATION BLDG 5882 /
UPGRADE POD BLDG 5180”
Construction H&S Page : 1 of 42
Piano di Sicurezza e Coordinamento © Copyright SGS Sertec 2018 - Tutti i diritti riservati
(art. 100 e all. XV del D.Lgs. 81/08)
REPLACE PV AND TRAFO MV SWITCHGEARS IN SUBSTATION BLDG
5882 / UPGRADE POD BLDG 5180
CAMP DARBY, Livorno, Italia
Il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Progettazione Ing. Sara Pasquale
00 20-02-2019 Emissione S. Pasquale O.M Iantorno Committente
Rev. Data Descrizione
REDATTO VERIFICATO APPROVATO
REVISIONE
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SOMMARIO
1 RIFERIMENTI
2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA
2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
2.6 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI SENSI D.LGS, N. 81/08, ART. 91
COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA LEGGE 01/10/2012, N. 177
3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE
3.1.1 Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
3.1.2 Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
3.1.3 Delimitazione area di cantiere
3.1.4 Servizi igienico-assistenziali
3.1.5 Impianto elettrico di cantiere
3.1.6 Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
3.1.7 Impianto idrico di cantiere
3.1.8 Utilizzo e manutenzione di macchine ed impianti
3.1.9 Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi
3.1.10 Misure per assicurare la salubrità dell’aria negli spazi confinati e gestione degli spazi confinati 18
3.1.11 Misure generali di sicurezza nel caso di notevoli demolizioni
3.1.12 Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio od esplosione
3.1.13 Misure generali di protezione in caso di lavori notturni
3.1.14 Dislocazione degli impianti di cantiere (macchine, attrezzature)
3.1.15 Dislocazione delle zone di deposito dei materiali di risulta
3.2 LAVORAZIONI
3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
3.3.1 Applicazione di una matrice P*G
3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE
3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, ECC
3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA
3.8 CARTELLO DI CANTIERE
3.9 PROMOZIONE DELLA SICUREZZA
3.10 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E RECIPROCA INFORMAZIONE
3.11 ACCESSO E PROTEZIONE GENERALE / POLITICA E PROCEDURE DI SICUREZZA:
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3.12 SICUREZZA E MODALITÀ ACCESSO MEZZI E ATTREZZATURE:
3.13 SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE E RIFIUTI :
3.14 GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRONTO SOCCORSO
4 COSTI PER LA SICUREZZA
4.1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI COSTI
4.2 SVILUPPO DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI
5 DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE AL RESPONSABILE LAVORI E CSE
5.1 IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE
5.2 REQUISITI DELLA DITTA INSTALLATRICE DEGLI IMPIANTI
5.3 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS)
5.4 PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO RICHIESTE DAL PSC
6 AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
7 PROGRAMMA LAVORI E SUO AGGIORNAMENTO
8 ALLEGATI
ALLEGATO 01 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
ALLEGATO 02 COSTI DELLA SICUREZZA
ALLEGATO 03 CRONOPROGRAMMA
ALLEGATO 04 PLANIMETRIE
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1 RIFERIMENTI
Oltre alle norme di legge applicabili per la stesura del presente documento si è fatto riferimento anche a:
• Task risk assessment, Concawe.
• Cantieri temporanei e mobile – guida commentata articolo per articolo del Titolo IV e relativi allegati del D.Lgs. 81/08, G. Semeraro, ed. EPC LIBRI.
• Scope of work, SOW, Project. REPLACE PV AND TRAFO MV SWITCHGEARS IN
SUBSTATION BLDG 5882 /UPGRADE POD BLDG 5180”
Il presente documento riguarda la prima fase del progetto relativo ai lavori impiantistici sui
BLDG 5882 / UPGRADE POD BLDG 5180, produrrà un PSC preliminare a seguito di affidamento progetto esecutivo si produrrà UN PSC aggiornato assieme al fascicolo dell’opera
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2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
Il presente Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100, c. 1, del D.Lgs.
n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'All. XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza.
L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità.
Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:
� identificazione e descrizione dell'opera
� individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza
� analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;
� organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:
� relazione sulle prescrizioni organizzative;
� lay-out di cantiere;
� analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;
� coordinamento dei lavori, tramite:
� pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;
� prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;
� stima dei costi della sicurezza;
� organizzazione del servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze
� allegati.
Le prescrizioni contenute nel presente piano, pur ritenute sufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori, richiedono, ai fini dell'efficacia, approfondimenti e dettagli operativi da parte delle imprese esecutrici. Un successivo aggiornamento verrà effettuato ai sensi del progetto esecutivo dato in carico alla ditta.
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Per tale motivo sarà cura dei datori di lavoro delle imprese esecutrici, nei rispettivi Piani Operativi di Sicurezza (POS), fornire dettagli sull'organizzazione e l'esecuzione dei lavori, in coerenza con le prescrizioni riportate nel presente piano di sicurezza e coordinamento.
2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
Committente: Department of the Army USA, Sede: Vicenza
Descrizione dell'opera Replace PV and Trafo mv switchgears in substation BLDG 5282
/upgrade pod BLDG 5180”
Indirizzo cantiere Camp Darby - Livorno, Italy
Data presunta inizio lavori da definire
Durata presunta lavori (gg consecutivi)
Ammontare presunto dei lavori €258.228,00
Numero uomini/giorni 436
2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
Nominativo del Committente Camp Darby - Livorno, Italy
Nominativo dei Referenti
Ing. Paolo Serraglini
Chief, Engineering Services DMC, Directorate of Public Works USAG Italy.
Ing. G. Lucetti
Construction control Inspector/COR
USAG - DMC-PWO
DSN Tel. 633-7420 COMM Tel. 050-547420
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di progettazione
Ing. S. Pasquale - SGS Sertec Srl
Via Cimarosa, 95 - 57124 – Livorno sara.pasquale@sgs.com
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione
Da definire
Nominativi delle imprese esecutrici da definire
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2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA
Scopo del lavoro sono lavorazioni sugli impianti e i quadri di consegna relativi ai fabbricati 5882 e 5180.
Il sistema Depot Electrical M.V è attualmente un circuito chiuso da 15kV con selettività logica gestita da un sistema SCADA collegato alla rete nazionale da due punti di consegna (alternativi).
I pannelli di media tensione all'interno della sottostazione BLDG 5882 sono stati parzialmente rinnovati nel 2015, con l'eccezione del pannello M.V che collega il 1.4 MW Photovoltaic System e il pannello MV che alimenta il trasformatore 15 / 0.4kV all'interno della sottostazione. Oggetto delle presenti lavorazioni.
Gli elementi impiantistici rinnovati sono:
1. Un quadro tipo 8DJH di Siemens con sezionatore per linea in arrivo dal punto di consegna
BLDG 5078
2. Un quadro tipo 8DJH di Siemens per i trasformatori di tensione
3. Un quadro tipo 8DJH di Siemens con interruttore di circuito e relè modello S7J80 di
Siemens per la protezione del cavo di protezione MT
4. Un quadro tipo 8DJH di Siemens con interruttore di circuito e relè modello S7J80 di
Siemens per la protezione del cavo di protezione MT
5. Un quadro tipo 8DJH di Siemens con sezionatore che alimenta il pannello MT che collega l'impianto FV e il pannello MT alimentando il trasformatore 15 / 0.4 kV (marchio ABB completo di relè Thytronic).
Allo stato attuale i relè Siemens sono collegati ad un interruttore di comunicazione situato in un armadio all'interno della sottostazione e fanno parte di un sistema SCADA (dall'inglese
"Supervisory Control And Data Acquisition", cioè "controllo di supervisione e acquisizione dati") ovvero un sistema informatico distribuito per il monitoraggio e la supervisione di sistemi fisici il quale consente il monitoraggio e il controllo a distanza del sistema MV dell'area Depot;
il controllo di supervisione e l'acquisizione dati esistenti sono SIMATIC WinCC di Siemens ovveroun sistema di visualizzazione di processo avente funzioni per il monitoraggio di processi automatizzati.
Il sistema è composto da 2 PLC ridondanti (controllore logico programmabile ), e un server situato nel BLG 5012, oltre ad una postazione di lavoro ubicata in BLDG 5155 e una postazione di lavoro ubicata nel BLDG 5140.
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I quadri MT esistenti che collegano l'impianto fotovoltaico sono completi di 2 relè, 1 relè
Thytronic PRO-N NA60 per la protezione della linea e 1 relè Thytronic PRON-N NV10P che funge da "Dispositivo di Interfaccia" (DDI).
Il quadro MT esistente che alimenta il trasformatore 15 / 0.4kV è completo di 1 relè Thytronic
Sopra il quadro di manovra ABB è presente un armadio con trasformatori di tensione MT (TV), che fornisce la misura della tensione al Power Factor Unit situato tra il trasformatore e il pannello
LV.
I cavi MV esistenti sono instradati sotto il pavimento in cemento in un grande atrio accessibile.
L'attuale "Dispositivo di Interfaccia" (DDI) nel 5882 è collegato al "Dispositivo Generale" (DG) del
Depot South Point of Delivery (POD) BLDG 5078, che funge anche da (DDR).
Un altro POD, il gruppo 5180, è presente nell'area del North Depot; questo POD non è in realtà collegato al DDI dell'impianto fotovoltaico e non è autorizzato ad essere utilizzato per alimentare il Depot senza disconnettere l'impianto FV.
Figura 1 planimetria generale Depot
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Figura 2 BLDG 5180
I lavori da effettuare risultano quindi:
1. Sostituire i pannelli MV esistenti alimentando l'impianto fotovoltaico esistente e il trasformatore 15 / 0.4kV, installando nuovi pannelli e relè da collegare al sistema SCADA esistente.
2. Connettere il North POD BLDG 5180 al sistema FV DDI per poter alimentare il loop MV da questo POD mantenendo collegato l'impianto FV.
Maggiori specifiche saranno descritte a seguito di affidamento progetto esecutivo costituito da:
A. Rimuovere i due quadri MT esistenti che collegano l'impianto FV e alimentano il trasformatore.
B. Rimuovere i quadri Siemens esistenti alimentando i due quadri ABB MV indicati al punto
a. incluso il cavo MT e il trasformatore di corrente che fornisce la misura corrente all'unità del fattore di potenza.
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C. Rimuovere l'armadio con i trasformatori di tensione e i relativi cavi.
D. Installare due nuovi quadri MT di tipo 8DJH di Siemens con interruttore di vuoto motorizzato e relè modello S7J80 di Siemens (stesso tipo e modello dei quadri MV esistenti che alimentano il loop MT) collegandoli agli esistenti quadri Siemens in modo da avere tutti i pannelli in linea.
E. Installare nuovi trasformatori di corrente e trasformatori di corrente omopolari.
F. Fornire l'alimentazione dei circuiti ausiliari secondo necessità.
G. Collegare i nuovi relè allo switch di comunicazione esistente.
H. Fornire nuovi fori nel pavimento in corrispondenza dei nuovi pannelli per re-instradare e ricollegare i cavi MV esistenti
I. Fornire nuovi connettori per cavi MT
Oltre ai lavori sopra elencati, devono essere identificati tutti gli altri requisiti per rendere il lavoro totalmente conforme agli standard italiani e statunitensi, riepilogati in un rapporto e inclusi nel progetto.
2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
L’area di cantiere è in prevalenza interna, l’appaltatore su richiesta avrà a disposizione area esterna per stoccaggio materiali di risulta a seguito di autorizzazione de committente.
In accordo con la committenza, il CSE effettuerà una riunione preliminare di coordinamento in cui saranno presenti anche i responsabili delle operazioni che si svolgono in corrispondenza dei cantieri in modo da concordare la risoluzione delle possibili interferenze.
La Committente, qualora sia necessario per il corretto svolgimento delle attività di cantiere, provvederà a spostare preliminarmente eventuali materiali presenti garantendo gli spazi necessari alle lavorazioni oggetto dell’appalto.
L’area di lavoro prevista dovrà essere delimitata per tutto il tempo necessario e potrà essere presente solo il personale autorizzato.
Sarà compito dell'Appaltatore provvedere alla fornitura e messa in opera di eventuali protezioni temporanee allo scopo di consentire, in alcune aree particolari, lo svolgersi di attività che non possono essere interrotte o trasferite altrove.
Sarà inoltre compito dell’Appaltatore la rimozione, la protezione e il ricollocamento di quanto rechi intralcio all’esecuzione dei lavori.
Servizi e altre reti interferenti
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Preliminarmente all’insediamento del cantiere, sarà cura dell’impresa appaltatrice verificare la presenza delle linee e acquisire tutte le informazioni necessarie circa l’esatta posizione dei servizi eventualmente presenti e di parti eventualmente interferenti.
Per quanto attiene i lavori previsti per l’opera, si conferma che le opere da realizzarsi prevedono interferenza con i servizi esistenti.
Si specifica che l’interruzione dell’alimentazione dell'impianto elettrico e degli altri servizi in via generale non è ammessa.
Le eventuali interruzioni necessarie non dovranno superare la durata strettamente indispensabile all'esecuzione degli allacciamenti temporanei e dovranno essere richieste al
COR/committente con almeno 15 giorni di anticipo.
E` assolutamente vietata la disattivazione di impianti di allarme, telefonici e televisivi. Qualora detti impianti, anche se non mostrati nei disegni, interferiscano con la realizzazione delle opere in contratto essi dovranno essere temporaneamente deviati e rialimentati con allacciamenti temporanei adeguatamente protetti. Prima di iniziare qualsiasi lavoro temporaneo l'Appaltatore dovrà ricevere l'autorizzazione scritta del COR/committente.
A lavori ultimati tutti gli impianti esistenti dovranno essere riattivati e ricollocati nelle posizioni originarie.
2.6 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI
SENSI D.LGS, N. 81/08, ART. 91 COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA
LEGGE 01/10/2012, N. 177
Dal 26 giugno 2016 con l’entrata in vigore della legge 177/2012 e conseguente aggiornamento del TUS 81/08 è stata espressamente prevista la valutazione dei rischi da possibili rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da scavi.
La legge non menziona cantieri non interessati da scavi. Ciò non significa però che la valutazione di questo rischio in questi altri ambiti possa essere omessa a priori (rientra comunque fra “tutti i rischi” da prendere in considerazione, ai sensi del comma 1, art. 28 del
D.Lgs. 81/2008): in questi casi, starà al soggetto valutatore analizzare se quel rischio possa essere escluso o se invece vada espressamente valutato.
L’analisi di seguito riportata è stata sviluppate sistematicamente, sulla base delle conoscenze disponibili.
All’atto della redazione del presente piano non sono previste lavorazioni che comportano scavi di natura tale da dover procedere alla richiesta di bonifica sistematica vista la natura delle opere da eseguire e le preesistenze antropiche connesse.
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Qual ora ciò non risultasse più verificato il CSE provvederà ad aggiornare detto documento e prescrivere idonee misure per mitigare tale rischio secondo quanto richiesto dalla normativa vigente.
3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
A seguito dell’assegnazione dell’appalto la ditta appaltatrice dovrà partecipare ad un incontro preliminare in cui saranno definite e concordate le modalità organizzative inerenti alla realizzazione dei lavori riportate nel seguito.
3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE
• Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
• Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
• Delimitazione area di cantiere
• Servizi igienico - assistenziali
• Impianto elettrico di cantiere
• Impianto elettrico di messa a terra
• Impianto protezione scariche atmosferiche
• Impianto idrico di cantiere
3.1.1 ACCESSI E CIRCOLAZIONE DI CANTIERE MEZZI E PEDONI
Si riportano alcune indicazioni generali in merito all’organizzazione delle ditte esecutrici:
Formazione Anti Terrorismo
� Livello I di formazione anti terrorismo. Tutti i dipendenti del contraente, compresi i subappaltatori, che richiedono l'accesso agli impianti, attrezzature, e aree di accesso controllato dovranno completare il corso di Livello I di sensibilizzazione entro 30 giorni di calendario prima della data di inizio del contratto o data di entrata in vigore dei requisiti del contratto, a seconda dei casi. Il contraente dovrà presentare i certificati di completamento per ciascun dipendente al COR o al responsabile del contratto, se il COR non è assegnato, prima della emissione del pass per l’accesso al cantiere. Il corso di formazione Livello I è disponibile online a https://atlevel l.dtic.mil/at
� In accordo con AR 530-1, il nuovo contraente e i dipendenti devono completare il Livello
I di formazione OPSEC entro 30 giorni di calendario. Tutti i dipendenti devono completare l’annuale formazione OPSEC di consapevolezza.
� Politica e Procedure di accesso e di protezione/sicurezza generale. Il contraente deve ottenere il pass di accesso per ogni dipendente dal COR. Il contraente è tenuto ad informare il proprio personale che possono essere sottoposti a controllo quando si entra
Construction H&S Page : 13 of 42 o si esce dall’insediamento a discrezione del comandante dell'installazione. Al termine del contratto o del rapporto di lavoro il contraente deve restituire tutti i pass al responsabile del contratto o al COR. I dipendenti dell’appaltatore e di tutti i sub-appaltatori devono rispettare l'insediamento, la struttura e i criteri di protezione locali e le procedure dell'insediamento e dell’accesso alla struttura (fornito dal rappresentante del governo). Il contraente deve inoltre fornire tutte le informazioni necessarie per i controlli in background in modo da soddisfare i requisiti di accesso all'insediamento mediante l’ufficio di Provost Marshall, il Direttore dei servizi di emergenza, o l’Ufficio di sicurezza. La forza lavoro dell’appaltatore deve conformarsi a tutte le esigenze di verifica identità personale come diretto dal DOD, HQDA, e/o polizia locali. Oltre alle modifiche delle clausole del contratto, la FPCON può richiedere modifiche in materia di sicurezza o nelle procedure pe qualsiasi singolo impianto o struttura.
Sicurezza fisica: Il contraente è tenuto a salvaguardare tutti le attrezzature, le informazioni e proprietà dato in uso al contraente. Al termine di ogni periodo di lavoro, impianti, attrezzature e materiali devono essere assicurati.
Identificazione del contraente: prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, il contraente è tenuto a fornire al COR/committente per iscritto e in triplice copia, un elenco del personale identificato per il lavoro nell'ambito del contratto, l'elenco deve contenere:
a. Nome e indirizzo di ogni dipendente
b. Documento di identificazione o numero della patente di guida di ogni dipendente
c. Copia del registro del personale
d. “Centro per l’impiego” documento di identificazione
e. Il contraente è tenuto a fornire un elenco di persone e veicoli commerciali che saranno usati per il contratto d'opera. L'elenco è presentato con la lista del personale e deve contenere:
1. Tipo di veicolo
2. Modello e anno di fabbricazione
3. Numero di targa
L'ingresso e l’uscita delle maestranze verrà registrato giornalmente a cura dell’affidataria e reso disponibile al CSE, RL e alla DL. L’elenco delle presenze deve essere disponibile in cantiere al fine di consentire la migliore gestione del personale e delle emergenze.
Tutto il personale delle Imprese dovrà essere dotato della tessera di riconoscimento, di cui all’art.
26, comma 8, del D.Lgs 81/08, che dovrà essere posta in vista sull’indumento di lavoro. Potrà
Construction H&S Page : 14 of 42 accede al cantiere solo il personale delle imprese (anche fornitori) autorizzate dal RL e dal CSE;
fanno eccezione il personale della Committenza e le autorità competenti.
Per l’accesso al cantiere, il personale dovrà disporre dei DPI previsti nel presente documento e nei singoli POS (gli assuntori, anche in ottemperanza all’art. 26 del D.Lgs. 81/08 garantiranno l’ottemperanza da parte dei propri fornitori).
L’accesso alle aree di cantiere avverrà direttamente dalle arterie della viabilità ordinaria, con ingresso nella base di Camp Darby che sarà individuato dalla Committente a seguito della riunione preliminare; l’edificio oggetto di intervento sarà poi raggiungibile tramite la viabilità interna carrabile.
3.1.2 AREA STOCCAGGIO MATERIALE E ATTREZZATURE DI CANTIERE
Per depositi di materiali si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere temporaneamente le attrezzature, i materiali ed i prodotti necessari alle attività.
La legislazione stabilisce alcune misure generali minime di tutela della salute e sicurezza da rispettare nella costituzione e gestione dei depositi:
• I materiali devono essere disposti in modo da evitare il crollo od il ribaltamento,
• Devono essere predisposti la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali (in particolare di sostanze pericolose),
• Devono essere valutate le condizioni di movimentazione dei vari materiali.
Le attività oggetto del presente PSC saranno svolte in corrispondenza dei BLDG 5131, 5010, 5020, 5030, 5040, 5050, 5080, 5110, 5100. quindi sarà necessario individuare un’idonea area di stoccaggio per il materiale e le attrezzature che saranno utilizzate in prossimità dell’edificio.
In via preliminare l’area stoccaggio materiali può essere posizionata indifferentemente su uno dei lati dell’accesso sul quale si andrà ad intervenire senza interferire con il traffico veicolare, in area stabilita a seguito di riunione assieme alla committenza. Eventuali dettagli e/o modifiche saranno concordati durante la riunione di coordinamento preliminare.
Qualora durante l’esecuzione dei lavori si renda necessario individuare ulteriori aree o apportare modifiche a quelle già individuate, queste dovranno essere concordate con la Committente.
L’area di competenza dovrà essere opportunamente delimitata e segnalata con apposita cartellonistica.
L’eventuale materiale rimosso durante l’intervento sarà allontanato giornalmente dalla ditta esecutrice.
3.1.3 DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE
I lavori del presente progetto dovranno essere eseguiti senza interferenza con altre attività in corso nelle aree limitrofe
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L’area interessata dai lavori sarà delimitata temporaneamente per tutta la durata del cantiere con reti metalliche prefabbricate. Ogni singolo modulo di recinzione dovrà essere saldamente agganciato a quelli limitrofi in modo da evitare parziali cedimenti o aperture non autorizzate. La ditta appaltatrice sarà responsabile delle violazioni di quanto sopra.
Modalità di delimitazione alternativa dovranno essere concordate con il CSE in accordo con la
Committenza.
3.1.4 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
Sarà cura della ditta Appaltatrice dotare l’area di cantiere di idonei servizi igienico - assistenziali, consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere con caratteristiche rispondenti all'allegato XIII del D.Lgs. 81/08.
In ogni caso, si ricorda che i servizi igienico assistenziali devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie
(impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere.
Attualmente si prevede solo l’uso di un wc chimico e non di box prefabbricati.
Per i locali adibiti a refettorio i lavoratori della ditta esecutrice potranno utilizzare i locali pubblici all’interno della base.
Per i locali da adibire a spogliatoio i lavoratori della ditta esecutrice potranno utilizzare i locali all’interno della base individuati dalla Committente (qualora quest’ultima ne dia la disponibilità) in alternativa all’utilizzo di box prefabbricati.
3.1.5 IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE
L’alimentazione elettrica di cantiere potrà essere garantita dalla committenza tramite l’impianto di distribuzione presente nelle aree oppure le imprese potranno utilizzare un motogeneratore, e in ogni caso le ditte utilizzatrici dovranno predisporre proprio impianto elettrico di cantiere
(tramite personale competente) con propri quadri elettrici (ASC).
Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI 17-13/4 ed avere grado di protezione minimo IP44 (secondo la Guida CEI 64-17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l’interruzione
Construction H&S Page : 16 of 42 di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le
Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.
Le ditte Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente ponderare i seguenti aspetti:
• Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;
• Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurare la massima protezione possibile da danneggiamenti;
• Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro spazi bui.
• Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della resistenza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).
In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente. L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II dell'allegato al DM 13-07-
11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di insediamento oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto stabilito dal fabbricante.
Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del
D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici dell’impianto, che sono equi potenzialmente collegati, saranno collegati all’impianto di terra della Committente, qualora esistente, in caso contrario predisporlo. La realizzazione della messa a terra sarà eseguita come previsto dalle norme di riferimento.
Per quanto riguarda il prelevamento di acqua, sarà necessario concordare con la Committente, l’eventuale possibilità di attingere dall’impianto presente.
CANTIERI
CAVI POSA
FISSA
PVC
AMMESSO
CAVI A POSA
MOBILE
PVC NON
AMMESSO
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3.1.6 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
Prima dell’inizio delle attività, l’impresa appaltatrice dovrà verificare l’esistenza dell’impianto di messa a terra della Committenza, e in caso di necessità, realizzare un impianto specifico di cantiere dove saranno collegati i vari elementi elettrici, utensili e le strutture di cantiere.
L'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche dovrà essere realizzato per le strutture metalliche, le opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni.
L'impianto può essere omesso nel caso le opere provvisionali e le attrezzature siano valutate, da tecnico abilitato, autoprotette.
I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all'impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti. La ditta incaricata della realizzazione di detti impianti dovrà fornire copia della dichiarazione di conformità da utilizzare per gli usi che la legge consente.
3.1.7 IMPIANTO IDRICO DI CANTIERE
Attualmente non si prevede la realizzazione di tale tipologia di impianti.
3.1.8 UTILIZZO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI
Tutte le macchine e attrezzature di lavoro (esclusi gli utensili o attrezzi manuali utilizzati nel cantiere) dovranno essere muniti della documentazione necessaria da cui dovrà risultare:
• marchio CE o avvenuta omologazione a seguito di prova ufficiale
• istruzioni per l’uso e le eventuali manutenzioni di carattere ordinario o straordinario previste dal costruttore
• verifiche periodiche obbligatorie (in particolare per gli apparecchi di sollevamento)
Tali attrezzature, oltre ad essere idonee al lavoro da svolgere, dovranno:
• essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento alle direttive comunitarie di prodotto;
• essere idonee all’ambiente di lavoro (il D.L. delle imprese operanti in cantiere potrà confrontarsi con il CSE e la Committente);
• essere utilizzate da personale formato/informato.
Le operazioni di manutenzione specifica, con particolare riguardo alle misure di sicurezza, saranno eseguite da personale tecnico specializzato. Tali interventi dovranno essere documentati.
3.1.9 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DA ADOTTARE NEGLI SCAVI
Il fattore di rischio non risulta presente in quanto per le attività previste la profondità di scavo risulta limitata.
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3.1.10 MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL’ARIA NEGLI SPAZI CONFINATI E GESTIONE DEGLI SPAZI
CONFINATI
Il fattore di rischio non risulta presente per le attività previste.
3.1.11 MISURE GENERALI DI SICUREZZA NEL CASO DI NOTEVOLI DEMOLIZIONI
Il fattore di rischio non risulta presente per le attività previste.
3.1.12 MISURE DI SICUREZZA CONTRO I POSSIBILI RISCHI D’INCENDIO OD ESPLOSIONE
Durante le attività di cantiere potranno essere svolte attività “a caldo” ovvero attività che comportano la proiezione di scintille, l’utilizzo di fonti di calore
(molature, saldature, ecc.), comunque attività che producono una possibile fonte di innesco. Durante tali attività, come più dettagliatamente specificato nelle schede di valutazione dei rischi, dovranno essere intraprese tutte quelle azioni rivolte a limitare il rischio di innesco ed eventualmente a contenere il principio di incendio. Sarà quindi cura della ditta che effettuerà tali tipi di operazioni mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e protezione quali ad esempio predisporre teli antiscintilla, posizionare estintori sul luogo dell’attività oltre eventualmente a bagnare abbondantemente il terreno circostante.
Il personale che effettuerà questo tipo di attività dovrà essere opportunamente formato/informato sui rischi specifici derivanti da lavori a caldo.
Ogni ditta affidataria dovrà avere, all’interno della propria organizzazione, una squadra incaricata dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione e gestione dell'emergenza; dovrà essere fornita sufficiente documentazione comprovante la formazione del personale sopra indicato.
Ogni appaltatore dovrà gestire la propria area di cantiere in conformità ai principi del D.M.
10/03/98.
I liquidi infiammabili dovranno essere immagazzinati e trasportati in contenitori omologati, con la chiara indicazione del contenuto. Il trasporto e l’immagazzinamento dei liquidi infiammabili deve avvenire previa autorizzazione della Committenza e del CSE.
Gli appaltatori non dovranno costituire attività ricadenti nell’obbligo di CPI.
I lavoratori delle ditte appaltatrici dovranno indossare indumenti ignifughi (UNI EN 531:95).
Prima di ogni intervento a caldo la ditta esecutrice dovrà compilare il modulo specifico
“HOT WORK PERMIT FIRE” chiamare i vigili del fuoco almeno 2 giorni prima e seguire le procedure previste all’interno della base indicato nel suddetto permesso.
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3.1.13 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE IN CASO DI LAVORI NOTTURNI
Fra le lavorazioni programmate non ve ne sono che possano determinare questo fattore di rischio
3.1.14 DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE (MACCHINE, ATTREZZATURE)
In accordo con la Committenza, al fine di razionalizzare e rendere sicure le attività di cantiere, prima della fase operativa sarà elaborato uno specifico piano della logistica (layout di cantiere) che dispone gli spazi ove andranno collocati i materiali e i mezzi.
La collocazione di altre attrezzatura (elettrosaldatrici, motosaldatrici, compressori, ecc) rispondendo ad esigenze a volte estemporanee non è definibile a priori: la loro collocazione sarà effettuata dalle ditte utilizzatrici alla luce delle misure generali di sicurezza e delle osservazioni seguenti:
• Le postazioni di lavoro nei pressi di strutture elevate ove si effettuano lavorazioni meccaniche che possono dare origine a caduta di materiale dovranno essere protette da tettoie di opportuna resistenza,
• Le motosaldatrici, compressori e attrezzature fisse con motore a combustione devono essere collocate tenendo in modo che i fumi non vadano ad investire altre postazioni di lavoro;
• Le attrezzature rumorose che espongono i lavoratori a livelli di rumore al di sopra dei valori superiori di azione (Leq > 85 dB(A)) devono essere evidenziate da appositi segnali
(art. 192 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ed inoltre devono essere delimitate;
• Non ostacolare l’accesso a presidi antincendio.
3.1.15 DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI DI RISULTA
Per depositi di materiali di risulta si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere i materiali ed i prodotti derivanti dalle attività di demolizione.
L’appaltatore è considerato il generatore del rifiuto per tutto il materiale recuperabile, riutilizzabile, riciclabile ed a perdere che deriva dai lavori di demolizione e rimozione inclusi in questo contratto e dovrà disporre di questi materiali come specificato nel capitolato speciale.
L’appaltatore dovrà avere a disposizione contenitori per spazzatura/materiali di risulta sul luogo dei lavori e dovrà tenere pulito il cantiere in modo che tutti i materiali di scarto, le macerie e la spazzatura siano disposti in tali contenitori alla fine di ciascuna giornata lavorativa; i materiali di risulta non dovranno essere abbandonati od accumulati in alcun luogo all’interno del cantiere.
I contenitori non dovranno mai essere stracolmi e dovranno essere svuotati appena pieni. Il cantiere dovrà essere spazzato con regolarità per impedire l’accumulo di macerie.
Per la gestione specifica del materiale di risulta deve essere fatto riferimento al capitolato speciale d’appalto fornito dal committente.
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Le aree di deposito, qualora necessarie, dovranno essere preventivamente stabilite con la
Committenza e previa consultazione del CSE.
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3.2 LAVORAZIONI
La descrizione delle lavorazioni previste sono riportate al Par. 2.4; in sede di predisposizione del presente PSC, la Committenza unitamente al CSP hanno, per quanto possibile, provveduto ad eliminare i rischi alla fonte.
Per i rischi residui, dalla fase di progettazione, il PSC (in particolare tramite le schede di valutazione dei rischi) definisce le modalità per gestire e minimizzare tali rischi.
Le ditte appaltatrici dovranno attentamente ponderare i contenuti del presente piano di sicurezza e coordinamento (fra cui i costi per la sicurezza, presenti in allegato) per valutarne le ricadute sulla propria organizzazione per la sicurezza.
Le imprese potranno presentare al CSE proposte di integrazione al piano, ove si ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere in base alla propria esperienza (in nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche od adeguamento dei prezzi pattuiti).
Le imprese prima dell’inizio dei lavori consegneranno al CSE la dichiarazione d’accettazione del
PSC: l’accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono per il datore di lavoro delle imprese appaltatrici adempimento all’art. 18 del D.Lgs. 81/08 per lo specifico cantiere.
Analogamente, le imprese assuntrici che dovessero “utilizzare” sub appaltatori, oltre a rispettare alle specifiche procedure di stabilimento, dovranno far pervenire al Committente ed al CSE analoga documentazione.
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3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
In riferimento alle lavorazioni, così come descritte, viene effettuata nelle schede allegate, l’analisi e valutazione dei rischi presenti, con particolare riferimento all’area e al contesto, ovvero all’organizzazione della Committente e ai rischi “residenti1”, all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni previste ed alle loro reciproche interferenze, ad esclusione dei rischi propri dell’attività delle imprese che ne daranno evidenza nei rispettivi POS.
Si sottolinea che:
� la valutazione dei rischi viene effettuata in modo totalmente mirato alla natura dei lavori che verranno svolti sul cantiere;
� il criterio per la valutazione del rischio, di cui seguirà la descrizione, prescinde totalmente dal promuovere una verifica puntuale della rispondenza alle leggi vigenti delle svariate attrezzature da lavoro di cui si prevede l’impiego. E’ dunque specifica responsabilità della
Committente e delle Imprese, ognuna per le proprie pertinenze, accertarsi che ambienti di lavoro, impianti, attrezzature, macchinari, presidi di sicurezza e quanto altro sia soggetto a precise normative tecniche di riferimento siano effettivamente conformi alla vigente legislazione;
� nell’ambito dell’organizzazione della Committente, sono già previste una serie di complesse e articolate procedure conformi alle migliori tecniche disponibili (validate anche da specifici Sistemi di gestioni della Sicurezza obbligatori o volontari). Tale contesto procedurale e organizzativo, dopo anni di operatività e di cicli di audit specifici ha dimostrato la propria efficacia. Pertanto, solo per fornire uno strumento di lavoro completo, nel presente documento vengono richiamate le misure di prevenzione, che la maggior parte dei dipendenti e del personale delle imprese appaltatrici già dovrebbe conoscere (la conoscenza è sottoscritta al momento dell’accettazione dei documenti contrattuali), all’interno delle quali sono già prefissate idonee misure atte a limitare sia la probabilità che determinati eventi si verifichino, sia la gravità delle conseguenze nel caso che qualcuno di questi eventi si produca davvero;
� nelle successive schede di valutazione dei rischi saranno quindi analizzate in particolare le interferenze pericolose2 fra le lavorazioni (anche quando sono generate da lavorazioni diverse in seno alla medesima impresa).
1Sono i rischi cui sono esposti i lavoratori del cantiere derivanti dai pericoli insiti nella struttura dei luoghi, nelle caratteristiche delle apparecchiature e nella natura delle sostanze e processi.
2 Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un «contatto rischioso» tra il personale del committente ed il personale dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse o fra squadre di lavoratori della stessa impresa ma impegnati in fasi lavorative diverse od ancora fra le attività dei lavoratori e l’”ambiente” della Committenza.
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3.3.1 APPLICAZIONE DI UNA MATRICE P*G
Il metodo più utilizzato sin dalla prima applicazione del D.Lgs. 626/1994 è quello delle matrici di rischio basato sulla relazione R = P x G (rischio = probabilità x gravità).
Si tratta di un metodo semi qualitativo, potenzialmente inficiato dalla mancanza di oggettività della valutazione e dal fatto che è molto difficile confrontare gli effetti di rischi diversi.
Nella valutazione delle probabilità di accadimento di un certo evento (una esplosione, la caduta da una scala, l'esposizione a un certo agente ecc.) occorre riferirsi alle statistiche e alle notizie reperibili per il settore di pertinenza. In questo pesa molto la reperibilità di dati sugli infortuni e malattie professionali.
La banca dati reperibile sul sito dell’INAIL è un utile supporto di base in questo tipo di analisi, grazie alla quale è possibile conoscere le cause e le lesioni prevalenti nei cantieri e molte delle informazioni necessarie, anche se non disponibili direttamente, possono essere ricavate per via indiretta. Altre fonti di informazione che possono essere utilizzate sono le riviste specialistiche, le pubblicazioni scientifiche, le linee guida e le pubblicazioni delle associazioni di categoria.
Due tavole di caratterizzazione per I'assegnazione dei parametri P e G in una matrice di rischio sono riportate nelle tabelle seguenti.
Probabilità Definizione
Bassissima
L’evento lattoso improbabile. La sua manifestazione è legata al contemporaneo verificarsi di più eventi indipendenti e poco probabili. L’evento non si è mai presentato durante l’attività in oggetto. Dalle informazioni acquisite risulta che anche in situazioni analoghe l’evento non si presenta
Bassa
L’evento dannoso è poco probabile ma possibile. L’evento è legato al verificarsi contemporaneo di più eventi non necessariamente indipendenti e di probabilità non trascurabile. L’evento si è presentato raramente durante lo svolgimento della specifica fase di lavoro. L’evento non si è mai presentato durante lo svolgimento dell’attività ma dalle informazioni acquisite risulta che questo si sia a volte verificato in attività simili
Media
L’evento dannoso è probabile. Tipicamente legato a funzionamenti anomali delle macchine e degli impianti, non rispetto delle procedure di lavoro, non utilizzo dei dispositivi di prevenzione e protezione. L’evento si è già presentato, con una frequenza non trascurabile. Dalle informazioni acquisite risulta che questo evento si manifesti con regolarità in situazioni analoghe.
Alta L’evento dannoso è altamente probabile e tende a verificarsi frequentemente nel tempo. Dalle informazioni acquisite risulta che questo si manifesti a volte in situazioni analoghe
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Gravità Definizione
Trascurabile Il danno è rapidamente reversibile e di scarsa entità. Non comporta l’abbandono del posto di lavoro od inabilità temporanea.
Modesta Il danno comporta una parziale limitazione funzionale reversibile in pochi giorni con completo ripristino delle capacità operative.
Notevole Il danno comporta una limitazione funzionale reversibile solo dopo un certo tempo con eventuale modesta riduzione della capacità lavorativa.
Ingente Il danno è irreversibile e comporta una notevole e permanente riduzione delle capacità lavorative, l’inabilità o la morte
Di seguito lo schema per la definizione del rischio, e a seguire, la correlazione fra rischio e priorità di interventi.
Rischio Priorità Indice numerico
Basso Livello di rischio non rilevante, purché sia assicurato il mantenimento nel tempo di tale livello.
Medio Livello per il quale è necessario programmare misure di riduzione del rischio a medio termine
Alto
Siamo di fronte a rischi di rilievo, per i quali si può procedere solo con misure di sicurezza dettagliate, formalizzate e condivise dalle varie parti in campo.
In questi casi è opportuno valutare se, effettivamente, la Legge ammette la possibilità di effettuare il lavoro, indipendentemente dalle misure di sicurezza prevedibili. In caso affermativo la sorveglianza deve essere molto stretta e molto curata la formazione e l’informazione di coloro che si trovano ad operare. Un minimo scostamento da quanto pianificato per lo svolgimento in sicurezza di tali attività deve provocare l’immediato intervento dei supervisori, per la sospensione dei lavori.
Altissimo
Rappresenta un rischio assolutamente intollerabile; è evidente che non può essere pianificata la sussistenza di rischi del genere. Qualora si evidenziassero tali situazioni occorre sospendere immediatamente i lavori ed è opportuno indire tempestivamente una riunione per valutare i motivi per cui la circostanza si è verificata, indipendentemente dal fatto che via sia stato realmente l’infortunio o un mancato infortunio.
> 4
Rischio Probabilità
Gravità Bassissima Bassa Alta Elevata
Trascurabile Basso Basso Medio Alto
Modesta Basso Medio Alto Alto
Notevole Medio Alto Alto Altissimo
Ingente Medio Alto Altissimo Altissimo
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3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE
L’analisi e l’eliminazione delle interferenze pericolose sarà effettuata in fase di progettazione dei lavori: le interferenze tra le lavorazioni differenti svolte dalle varie squadre di lavoratori (o dai lavoratori autonomi) “nel medesimo luogo” saranno individuate (o sono individuabili) per stabilire le regole di coordinamento più opportune tra:
• divieto categorico della contemporaneità spaziali e temporali, quando le fasi/sottofasi sono ritenute incompatibili tra loro;
• prescrizioni specifiche più opportune (misure preventive e protettive e DPI da adottare) allorquando siano sufficienti a rendere le fasi/sottofasi interferenti compatibili fra loro
• nei limiti della programmazione generale ed esecutiva, la separazione temporale degli interventi costituisce il criterio preferibile. La separazione nel tempo è però condizionata dalle esigenze esecutive, dalla disponibilità di uomini e mezzi e da necessità diverse;
• quando la separazione temporale non sia attuabile, o lo sia solo parzialmente, devono essere adottate misure protettive che eliminino o riducano i rischi tra le lavorazioni, quali ad esempio l’allestimento di schermature, segregazioni, protezioni e percorsi obbligati in modo che sia consentito di svolgere le attività in condizioni di sicurezza;
• nel caso non siano sufficienti, o addirittura tecnicamente non realizzabili le misure previste e sopra esemplificate, si dovrà ricorrere a misure procedurali e regole comportamentali, che comportano un più elevato coinvolgimento dell’impresa in termini di risorse umane, formazione, cooperazione, ecc.;
• le Imprese esecutrici saranno obbligate, oltre che al rispetto passivo delle misure preventive, alla attiva cooperazione, ad esempio segnalando l’impossibilità di attuare quanto pianificato e proponendo misure integrative sostitutive;
• per la valutazione delle varie attività di cantiere, sarà possibile individuare, attraverso la matrice di correlazione, le schede di valutazione dei rischi. Le schede di valutazione dei rischi contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze;
• le schede di valutazione dei rischi riportati in allegato 1 contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze.
Inoltre c’è da considerare che la peculiarità dell’ambiente ove avvengono e delle lavorazioni stesse determina la necessità di valutare caso per caso molte situazioni in sede di riunioni di coordinamento o direttamente “in campo” (il coordinatore per la sicurezza in fase d’esecuzione sarà presente in campo e/o sarà facilmente contattabile).
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3.5 M ISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI,
ATTREZZATURE, ECC.
Ogni appaltatore dovrà avere a disposizione le attrezzature necessarie allo svolgimento delle proprie attività.
In alcune circostanze alcuni apprestamenti e mezzi di sollevamento (oppure per attrezzature della Committenza) potranno essere utilizzati da più ditte; questo può determinare rischi aggiuntivi relativi a chi debba avere, per esempio, la responsabilità sulle verifiche, manutenzioni, addestramento (l’eventuale utilizzo deve essere congruente con la valutazione dei rischi fatta dal datore di lavoro all’interno di ciascun POS).
Per tale motivo dovranno essere stabilite procedure specifiche inerenti apprestamenti e attrezzature eventualmente cedute (anche temporaneamente) dando indicazioni al CSE dell’uso promiscuo mediante compilazione del relativo modulo allegato al presente PSC.
3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
Durante le attività di cantiere si determina la necessità di regolamentare e preordinare una serie di azioni per la corretta gestione dei rifiuti prodotti.
La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, fra loro coordinate, volte alla tutela ambientale ed al rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente, che garantisce anche maggiore sicurezza ed igiene del posto di lavoro.
Le operazioni che caratterizzano la gestione possono riguardare cinque fasi:
• Luogo di produzione;
•…
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