B08-RFQ-Atch 8 _ Safety coordination plan.pdf
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SGS Sertec S.r.l. Via D. Cimarosa, 95- 57124 Livorno - Italy t + 39 0586 852591 f + 39 0586 866210 www.it.sgs.com www.sertec.livorno.it
Membri del gruppo SGS
Sede Legale in Milano Via Caldera, 21 Cap. Soc. € 83.000 i.v., C.F./P.IVA/N. Iscr. Reg. Impr. di Milano n. 01146510498, REA MI
n. 1974201Società unipersonale soggetta a direzione e coordinamento di SGS Italia S.p.A.
Piano di Sicurezza e Coordinamento
(art. 100 e all. XV del D.lgs. 81/08)
CANTIERE
“Install fire suppression system bays Bldg. 3041”
Rev.00 del 06 Giugno 2022
PIANO di SICUREZZA e COORDINAMENTO ai sensi del art. 100 e all. XV del D.Lgs. 81/08
Department of the Army U.S.
Camp Darby – S&M Area, Livorno
CLIENTE
SGS Sertec S.r.l. Via D. Cimarosa, 95- 57124 Livorno - Italy t + 39 0586 852591 f + 39 0586 866210 www.it.sgs.com www.sertec.livorno.it
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n. 1974201Società unipersonale soggetta a direzione e coordinamento di SGS Italia S.p.A.
TABELLA REVISIONI
Il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Progettazione Dottt. M. O. Iantorno.
00 06-06-2022 Emissione PSC Preliminare M.O.IANTORNO M.O.IANTORNO Committente
Rev. Data Descrizione
REDATTO VERIFICATO APPROVATO
REVISIONE
PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
Camp Darby – Livorno
“Install fire suppression system bays Bldg 3041 bays” (ASA)
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 3/44
SOMMARIO
1 RIFERIMENTI
2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
2.2 INTRODUZIONE
2.3 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
2.4 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
2.5 DESCRIZIONE DELL’OPERA
2.6 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
2.7 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI SENSI D.LGS., N. 81/08, ART. 91
COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA LEGGE 01/10/2012, N. 177
3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE
3.1.1 Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
3.1.2 Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
3.1.3 Delimitazione area di cantiere
3.1.4 Servizi igienico-assistenziali
3.1.5 Impianto elettrico di cantiere
3.1.6 Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
3.1.7 Impianto idrico di cantiere
3.1.8 Utilizzo e manutenzione di macchine ed impianti
3.1.9 Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi
3.1.10 Misure generali di protezione da adottare contro il rischio di caduta dall’alto
3.1.11 Misure per assicurare la salubrità dell’aria negli spazi confinati e gestione degli spazi confinati 23
3.1.12 Misure generali di sicurezza nel caso di notevoli demolizioni
3.1.13 Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio od esplosione
3.1.14 Misure generali di protezione in caso di lavori notturni
3.1.15 Dislocazione degli impianti di cantiere (macchine, attrezzature)
3.1.16 Dislocazione delle zone di deposito dei materiali di risulta
3.2 LAVORAZIONI
3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
3.3.1 Applicazione di una matrice P*G
3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE
3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, ECC
3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA
3.8 CARTELLO DI CANTIERE
3.9 PROMOZIONE DELLA SICUREZZA
3.10 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E RECIPROCA INFORMAZIONE
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 4/44
3.11 GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRONTO SOCCORSO
4 COSTI PER LA SICUREZZA
4.1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI COSTI
4.2 SVILUPPO DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI
5 DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE AL RESPONSABILE LAVORI E CSE
5.1 IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE
5.2 REQUISITI DELLA DITTA INSTALLATRICE DEGLI IMPIANTI
5.3 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS)
5.4 PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO RICHIESTE DAL PSC
6 AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
7 PROGRAMMA LAVORI E SUO AGGIORNAMENTO
8 ALLEGATI
ALLEGATO 01 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
ALLEGATO 02 COSTI DELLA SICUREZZA
ALLEGATO 03 CRONOPROGRAMMA
ALLEGATO 04 LAYOUT DI CANTIERE
ALLEGATO 05 PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE DELLE MISURE
PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO DEL SETTORE
EDILE. 44
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 5/44
1 RIFERIMENTI
Oltre alle norme di legge applicabili per la stesura del presente documento si è fatto riferimento anche a:
• Task risk assessment, Concave.
• Cantieri temporanei e mobili – guida commentata articolo per articolo del Titolo IV e relativi allegati del D.lgs. 81/08, G. Semeraro, ed. EPC LIBRI.
• DB SOW, VA1-00237-1P Sprinkler sys in Bldg 3041 bays;
• As-built EP101B;
• Sheet E7– as built fire alarm system;
• -Sheet F1;
• -Sheet F2;
• Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del
Covid 19 nei Cantieri 24.04.2020
• Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del
Covid 19 negli ambienti di lavoro 23.04.2020
• Ordinanza RT 40 del 22 aprile 2020 - COVID-19 - Disposizioni per la tutela della salute degli operatori nei cantieri temporanei o mobili sia pubblici che privati.
• Decreto Legge 23 Luglio 2021 n. 105 - Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attivita' sociali ed economiche.
• Legge 16 Settembre 2021 n. 126 - Conversione in Legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attivita' sociali ed economiche.
• Protocollo condiviso sulle linee guida per la prevenzione della diffusione del Covid-
19 nei cantieri del 06/05/22 – in aggiornamento rispetto ai precedenti protocolli in materia.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 6/44
2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
Il presente Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100 , c. 1, del
D.lgs. n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'All. XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza.
L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità.
Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:
✓ identificazione e descrizione dell'opera
✓ individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza
✓ analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;
✓ organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:
✓ relazione sulle prescrizioni organizzative;
✓ lay-out di cantiere;
✓ analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;
✓ coordinamento dei lavori, tramite:
✓ pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;
✓ prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;
✓ stima dei costi della sicurezza;
✓ organizzazione del servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze
✓ allegati.
Le prescrizioni contenute nel presente piano, pur ritenute sufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori, richiedono, ai fini dell'efficacia, approfondimenti e dettagli operativi da parte delle imprese esecutrici da concordare con il cse a mezzo di riunioni di coordinamento.
Per tale motivo sarà cura dei datori di lavoro delle imprese esecutrici, nei rispettivi Piani
Operativi di Sicurezza (POS), fornire dettagli sull'organizzazione e l'esecuzione dei lavori, in coerenza con le prescrizioni riportate nel presente piano di sicurezza e coordinamento.
Il presente documento è un PSC provvisorio.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 7/44
Il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai sensi del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, potrà provvedere ad integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei costi con tutti i dispositivi ritenuti necessari qual ora nota la data inizio lavori lo ritenesse necessario.
2.2 INTRODUZIONE
L’edificio 3041 è una struttura utilizzata per l'ispezione e il test di munizioni. I materiali lavorati sono di Classe V e di tutte le classi di sostanze chimiche, per includere "l'assenza di acqua". Le baie sono esplosive per un peso esplosivo netto fino a 11.818 libbre.
Situato nella zona della base nominata “AMMO AREA”, ovvero area della base finalizzata al deposito delle munizioni. L’edificio in cemento armato, le baie sono separate dall'area dell'ufficio e tra di esse con pareti resistenti alle esplosioni/al fuoco.
Il PSC è relativo ai lavori consistenti nell’ estensione del sistema sprinkler esistente nell’edificio anche alle due baie con messa a terra delle nuove tubazioni, nella sostituzione di alcune valvole dell’impianto antincendio, nella sostituzione dell’allarme acustico antincendio, nella sostituzione di un’idrante e nella rimozione di un “carroponte”.
All’interno del fabbricato per la particolare peculiarità e funzione dello stesso, il rischio incendio è considerato alto se pur presenti impianti di spegnimento automatici.
Durante la durata del cantiere, vista la particolarità delle lavorazioni che normalmente vengono svolti all’interno del Bldg. 3041, non potrà essere eseguita nessuna attività e nessuna persona estranea al cantiere potrà accedere allo stabile.
In caso si renda necessario l’accesso allo stabile di personale non autorizzato ad accedere in cantiere, dovrà essere avvertito preventivamente il CSE.
Le varie attività previste alla luce delle conoscenze attuali sono elencate nel paragrafo 2.5.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 8/44
2.3 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
Committente: Department of the Army USA, Sede: Vicenza
Descrizione dell'opera “Install fire suppression system bays Bldg 3041 bays”
Indirizzo cantiere Camp Darby - Livorno, Italy
Data presunta inizio lavori Da definire
Durata presunta lavori (gg consecutivi)
Ammontare presunto dei lavori Da definire
Numero uomini/giorno Da definire
2.4 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
Nominativo del Committente Camp Darby - Livorno, Italy
Nominativo del Referente -
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di progettazione
Dott. M. O. Iantorno - SGS Sertec Srl
Via Cimarosa, 95 - 57124 – Livorno osvaldo.iantorno@sgs.com
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione
Dott. M. O. Iantorno - SGS Sertec Srl
Via Cimarosa, 95 - 57124 – Livorno osvaldo.iantorno@sgs.com
Nominativi delle imprese esecutrici
Da definire
2.5 DESCRIZIONE DELL’OPERA
L' opera oggetto del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, di cui all' art. 100 del D. Lgs.
81/08, consiste nell’estensione del sistema sprinkler esistente nell’edificio 3041 anche alle due baie dell’edificio con messa a terra delle nuove tubazioni, nella sostituzione di alcune valvole dell’impianto antincendio, nella sostituzione dell’allarme acustico antincendio, nella sostituzione di un’idrante e nella rimozione di un “carroponte”.
Il sistema deve essere in grado di prevenire la propagazione tra le baie e prevenire lesioni significative ai dipendenti. Il sistema sprinkler deve essere a umido, progettato in conformità con IL REGOLAMENTO CONFORMI APF 3-600-01, NFPA13, PAM 385-64, PAM 3-600-01 e al servizio applicabile di protezione degli esplosivi. In caso di conflitto, verranno applicati i criteri mailto:osvaldo.iantorno@sgs.com mailto:osvaldo.iantorno@sgs.com
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 9/44 più specifici e stringenti. In assenza di indicazioni specifiche nei regolamenti sopra descritti, seguire i requisiti applicabili dell'IBC per le occupazioni del gruppo H, incluse le parti applicabili del capitolo IBC intitolate "Special Detailed Requirement Based on Occupancy and Use", sezione intitolata "Hazardous Materials" (materiali pericolosi) e sezione intitolata "Gruppo H-1, H-2, H-
3, H-4 e H-5".
La valvola post-indicatore esistente e l'idrante dell'edificio devono essere sostituiti. Il PIV e l'idrante saranno dello stesso tipo di quelli recentemente installati nell'area di stoccaggio delle munizioni, marchio Bocciolone/AVR. Il nuovo idrante dovrà essere equipaggiato con una valvola di sezione nel tombino. Devono essere installati nuovi dissuasori di protezione per entrambe le attrezzature. Una nuova valvola a umido dovrà essere installata nella stanza meccanica, inclusi tutti gli accessori, come la camera di ritardato, l'interruttore di flusso, ecc. Il collegamento antincendio dovrà essere dotato di valvola di sovrapressione; l'allarme acustico antincendio
(gong) dovrà essere rimosso e sostituito con un nuovo allarme acustico attivato dal sistema sprinkler e collegato al circuito di allarme antincendio esistente. Una nuova valvola con interruttore di manomissione deve essere installata sul tubo che fornisce l'area dell'ufficio e una nuova valvola con interruttore di manomissione deve essere installata sul tubo sul ramo che fornisce le baie.
Tutte le valvole sulle linee d'acqua tra la rete idrica principale e i sistemi sprinkler saranno supervisionate per garantire che le valvole non siano chiuse accidentalmente.
Il sistema sprinkler deve essere protetto dal movimento in conformità con NFPA13 per la protezione delle tubazioni a terremoti, indipendentemente dalla categoria di progettazione sismica. Se lo standard applicabile non si applica alla protezione antisismica, occorre seguire la metodologia NFPA13 o ASCE 7. L'appaltatore deve utilizzare un coefficiente sismico minimo
(CP) di 0,5.
Il sistema sprinkler esistente dell'area dell'ufficio è a umido, progettato in conformità con
NFPA13. La valvola bagnata si trova nella sala tecnica. Il sistema sprinkler esistente all'interno dell'edificio non deve essere modificato, mentre la valvola del tubo bagnato esistente e i componenti associati, la valvola sezionale, il collegamento antincendio, la valvola post indicatore e l'idrante esterno saranno sostituiti. Il nuovo idrante dovrà essere equipaggiato con una valvola di sezione all'interno di un tombino.
La muratura con conseguente passaggio di sistemi nuovi ed esistenti attraverso le pareti tra le due baie e tra le baie e gli uffici; sia gli attraversamenti che le pareti sopra citate saranno certificati a fuoco dal Fire engineer usando modelli VVF standard in lingua italiana.
Il pannello di controllo antincendio (FACP) esistente è il notificatore AF200, ubicato nell'area amministrativa. Il FACP deve essere programmato per trasmettere il seguente allarme ai Vigili del Fuoco tramite dialer telefonici:
- Attivazione antincendio esistente. - Attivazione nuova valvola a umido.
- Chiusura di nuovi PIV.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 10/44
- Chiusura della nuova valvola che alimenta il sistema sprinkler dell'area amministrativa
Chiusura della nuova valvola che alimenta il sistema sprinkler dell'area delle baie
- Guasto FACP
Dovrà essere installato un nuovo dialer telefonico a 4 canali oltre a quello esistente per includere tutti i messaggi necessari, dovranno essere inclusi tutti i moduli necessari per collegare il dialer aggiuntivo al FACP esistente.
Nel caso si rendesse necessario, dovranno essere installati nuovi cavi, canali, scatole e moduli di interfaccia. Tutte le tubazioni dell’impianto dovranno essere collegate alla messa a terra seguendo la modalità di quelle esistenti.
Inoltre, in una delle due baie è presente un “carroponte” (attualmente in ordine), che costituisce un ingombro per posare le tubazioni sul soffitto e pertanto dovrà essere rimosso.
In ultimo dovrà essere effettuata la pulizia e lo smobilizzo del cantiere.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 11/44
2.6 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
Figura 1 – Vista aerea BLDG 3041.
Figura 2 – Ubicazione BLDG 3041.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 12/44
Figura 3 – Planimetria BLDG 3041.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 13/44
Figura 4 – Planimetria rete idranti esterni BLDG 3041.
In accordo con la Committenza, il CSE effettuerà una riunione preliminare di coordinamento in cui saranno presenti anche i responsabili delle operazioni che si svolgono ordinariamente all’interno dell’edificio 3041 in modo da concordare la risoluzione delle possibili interferenze.
La Committente, qualora sia necessario per il corretto svolgimento delle attività di cantiere, provvederà a spostare preliminarmente i materiali presenti garantendo gli spazi necessari alle lavorazioni oggetto dell’appalto.
L’area di lavoro prevista dovrà essere segnalata per tutto il tempo necessario e potrà essere presente solo il personale autorizzato.
Le ditte dovranno attenersi alle restrizioni fornite dalla committenza per accesso AMMO area movimentazione materiali, accesso aree del fabbricato 3041 scavi e lavori a caldo.
Nel caso che in alcune aree particolari debbano essere effettuate delle lavorazioni da parte della Committenza, dopo aver avvertito il CSE, sarà compito dell'Appaltatore provvedere alla fornitura e messa in opera di eventuali protezioni temporanee allo scopo di consentire lo svolgersi delle attività. Sarà inoltre compito dell’Appaltatore la rimozione, la protezione e il
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 14/44 ricollocamento di tutte le opere che intralcino l’esecuzione dei lavori previo nulla osta della
Committenza.
Servizi e altre reti interferenti
Preliminarmente all’insediamento del cantiere, sarà cura dell’impresa appaltatrice verificare la presenza delle linee e acquisire tutte le informazioni necessarie circa l’esatta posizione dei servizi eventualmente presenti e di parti eventualmente interferenti.
Per quanto attiene i lavori previsti per l’opera, si conferma che le opere da realizzarsi prevedono interferenza con i servizi esistenti.
Si specifica che l’interruzione dell’alimentazione dell'impianto elettrico e degli altri servizi in via generale non è ammessa. Al contempo non è possibile previa autorizzazione effettuare lavori su parti attive. Le stesse verranno concordate con Committenza e CSE a mezzo di riunioni di coordinamento.
Le eventuali interruzioni necessarie non dovranno superare la durata strettamente indispensabile all'esecuzione degli allacciamenti temporanei e dovranno essere richieste al
Committente con almeno 15 giorni di anticipo.
È assolutamente vietata la disattivazione di impianti di allarme, telefonici e televisivi.
Qualora detti impianti, anche se non mostrati nei disegni, interferiscano con la realizzazione delle opere in contratto essi dovranno essere temporaneamente deviati e rialimentati con allacciamenti temporanei adeguatamente protetti. Prima di iniziare qualsiasi lavoro temporaneo l'Appaltatore dovrà ricevere l'autorizzazione scritta del Committente.
A lavori ultimati tutti gli impianti esistenti dovranno essere riattivati e ricollocati nelle posizioni originarie.
2.7 ANALISI RISCHIO DERIVANTE DALLA PRESENZA DI ORDIGNI BELLICI INESPLOSI AI
SENSI D.LGS., N. 81/08, ART. 91 COMMA 2 BIS, COSÌ COME MODIFICATO DALLA
LEGGE 01/10/2012, N. 177
Dal 26 giugno 2016 con l’entrata in vigore della legge 177/2012 e conseguente aggiornamento del TUS 81/08 è stata espressamente prevista la valutazione dei rischi da possibili rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili interessati da scavi. La legge non menziona cantieri non interessati da scavi. Ciò non significa però che la valutazione di questo rischio in questi altri ambiti possa essere omessa a priori (rientra comunque fra “tutti i rischi” da prendere in considerazione, ai sensi del comma 1, art. 28 del
D.lgs. 81/2008): in questi casi, starà al soggetto valutatore analizzare se quel rischio possa essere escluso o se invece vada espressamente valutato.
L’analisi di seguito riportata è stata sviluppate sistematicamente, sulla base delle conoscenze disponibili.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 15/44
All’atto della redazione del presente piano non sono previste lavorazioni che comportano scavi di natura tale da dover procedere alla richiesta di bonifica sistematica vista la natura delle opere da eseguire e le preesistenze antropiche connesse.
Qual ora ciò non risultasse più verificato il CSE provvederà ad aggiornare detto documento e prescrivere idonee misure per mitigare tale rischio secondo quanto richiesto dalla normativa vigente.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 16/44
3 ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
A seguito dell’assegnazione dell’appalto la ditta appaltatrice dovrà partecipare ad un incontro preliminare in cui saranno definite e concordate le modalità organizzative inerenti alla realizzazione dei lavori riportate nel seguito.
3.1 MODALITÀ ORGANIZZATIVE
• Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
• Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
• Delimitazione area di cantiere
• Servizi igienico - assistenziali
• Impianto elettrico di cantiere
• Impianto elettrico di messa a terra
• Impianto protezione scariche atmosferiche
• Impianto idrico di cantiere
3.1.1 ACCESSI E CIRCOLAZIONE DI CANTIERE MEZZI E PEDONI
Si riportano alcune indicazioni generali in merito all’organizzazione delle ditte esecutrici:
Formazione Anti Terrorismo
✓ Livello I di formazione anti terrorismo. Tutti i dipendenti del contraente, compresi i subappaltatori, che richiedono l'accesso agli impianti, attrezzature, e aree di accesso controllato dovranno completare il corso di Livello I di sensibilizzazione entro 30 giorni di calendario prima della data di inizio del contratto o data di entrata in vigore dei requisiti del contratto, a seconda dei casi. Il contraente dovrà presentare i certificati di completamento per ciascun dipendente al COR o al responsabile del contratto, se il COR non è assegnato, prima della emissione del pass per l’accesso al cantiere. Il corso di formazione Livello I è disponibile online a https://atlevel l.dtic.mil/at.
✓ In accordo con AR 530-1, il nuovo contraente e i dipendenti devono completare il Livello
I di formazione OPSEC entro 30 giorni di calendario. Tutti i dipendenti devono completare l’annuale formazione OPSEC di consapevolezza.
✓ Politica e Procedure di accesso e di protezione/sicurezza generale. Il contraente deve ottenere il pass di accesso per ogni dipendente dal COR. Il contraente è tenuto ad informare il proprio personale che possono essere sottoposti a controllo quando si entra o si esce dall’insediamento a discrezione del comandante dell'installazione. Al termine del contratto o del rapporto di lavoro il contraente deve restituire tutti i pass al responsabile del contratto o al COR. I dipendenti dell’appaltatore e di tutti i sub-appaltatori devono rispettare l'insediamento, la struttura e i criteri di protezione locali e le procedure dell'insediamento e dell’accesso alla struttura (fornito dal rappresentante del governo). Il contraente deve inoltre fornire tutte le informazioni necessarie per i controlli in background in modo da soddisfare i requisiti di accesso all'insediamento
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 17/44 mediante l’ufficio di Provost Marshall, il Direttore dei servizi di emergenza, o l’Ufficio di sicurezza. La forza lavoro dell’appaltatore deve conformarsi a tutte le esigenze di verifica identità personale come diretto dal DOD, HQDA, e/o polizia locali. Oltre alle modifiche delle clausole del contratto, la FPCON può richiedere modifiche in materia di sicurezza o nelle procedure pe qualsiasi singolo impianto o struttura.
Sicurezza fisica: Il contraente è tenuto a salvaguardare tutte le attrezzature, le informazioni e proprietà dato in uso al contraente. Al termine di ogni periodo di lavoro, impianti, attrezzature e materiali devono essere assicurati.
Identificazione del contraente: Prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, il contraente è tenuto a fornire al COR/Committente per iscritto e in triplice copia, un elenco del personale identificato per il lavoro nell'ambito del contratto, l'elenco deve contenere:
a. Nome e indirizzo di ogni dipendente
b. Documento di identificazione o numero della patente di guida di ogni dipendente
c. Copia del registro del personale
d. “Centro per l’impiego” documento di identificazione
e. Il contraente è tenuto a fornire un elenco di persone e veicoli commerciali che saranno usati per il contratto d'opera. L'elenco è presentato con la lista del personale e deve contenere:
1. Tipo di veicolo
2. Modello e anno di fabbricazione
3. Numero di targa
L'ingresso e l’uscita delle maestranze verrà registrato giornalmente a cura dell’affidataria e reso disponibile al CSE, RL e alla DL.
Tutto il personale delle Imprese dovrà essere dotato della tessera di riconoscimento, di cui all’art. 26, comma 8, del D.lgs. 81/08, che dovrà essere posta in vista sull’indumento di lavoro.
Potrà accede al cantiere solo il personale delle imprese (anche fornitori) autorizzate dal RL e dal
CSE; fanno eccezione il personale della Committenza e le autorità competenti.
Per l’accesso al cantiere, il personale dovrà disporre dei DPI previsti nel presente documento e nei singoli POS (gli assuntori, anche in ottemperanza all’art. 26 del D.lgs. 81/08 garantiranno l’ottemperanza da parte dei propri fornitori).
L’accesso all’edificio 3041 avverrà direttamente dalle arterie della viabilità ordinaria, con ingresso nella base di Camp Darby che sarà individuato dalla Committente a seguito della riunione preliminare; l’edificio oggetto di intervento sarà poi raggiungibile tramite la viabilità interna carrabile, sempre in accordo alle indicazioni che saranno fornite dalla Committente.
01 RELAZIONE PSC Rev.00 del 06/06/2022 pag.: 18/44
3.1.2 AREA STOCCAGGIO MATERIALE E ATTREZZATURE DI CANTIERE
Per depositi di materiali si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere temporaneamente le attrezzature, i materiali ed i prodotti necessari alle attività.
La legislazione stabilisce alcune misure generali minime di tutela della salute e sicurezza da rispettare nella costituzione e gestione dei depositi:
• I materiali devono essere disposti in modo da evitare il crollo od il ribaltamento;
• Devono essere predisposti la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali (in particolare di sostanze pericolose);
• Devono essere valutate le condizioni di movimentazione dei vari materiali.
In via preliminare, data l’entità presunta delle lavorazioni, si può ipotizzare che l’area di deposito venga individuata esternamente (vd allegato 4).
Qualora l’impresa Appaltatrice non ritenga sufficiente tale soluzione, si provvederà ad individuare un’idonea area di stoccaggio in altro locale per il materiale e le attrezzature che saranno utilizzate in cantiere. Tal soluzione sarà concordata con la Committenza in occasione della riunione di coordinamento preliminare.
Qualora durante l’esecuzione dei lavori si renda necessario individuare ulteriori aree o apportare modifiche a quelle già individuate, queste dovranno essere concordate con la
Committente.
L’area di competenza dovrà essere opportunamente delimitata e segnalata con apposita cartellonistica. L’eventuale materiale rimosso durante l’intervento non da consegnare alla committenza sarà allontanato giornalmente dalla ditta esecutrice e conferito a discarica autorizzata.
3.1.3 DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE
I lavori del presente progetto dovranno essere eseguiti senza interferenza con altre attività in corso nell’edificio 3041.
Gli accessi alle aree di cantiere avverranno direttamente dalle porte di accesso ai locali stessi e dalla viabilità carrabile come in planimetria. Non si dovranno occludere in nessun modo US ne con materiali ne con attrezzature.
Modalità di delimitazione alternativa dovranno essere concordate con il CSE in accordo con la
Committenza prima dell’avvio del cantiere in occasione della prima riunione di coordinamento.
3.1.4 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
Sarà cura della ditta Appaltatrice dotare l’area di cantiere di idonei servizi igienico - assistenziali, consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere con caratteristiche rispondenti all'allegato XIII del D.lgs. 81/08.
In ogni caso, si ricorda che i servizi igienico assistenziali devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie
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(impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere.
Allo stato della presente redazione del PSC non si conosce se verrà concesso l’utilizzo dei servizi igienici esistenti della base oppure se sarà necessario installare dei wc chimici; questo aspetto sarà approfondito durante la riunione preliminare di coordinamento.
Per quanto riguarda l’utilizzo di locali per uso refettorio e spogliatoi, le imprese si dovranno attenere alle indicazioni presenti nell’Allegato 5 al presente PSC-Protocollo anticontagio COVID-
19.
3.1.5 IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE
L’alimentazione elettrica di cantiere potrà essere garantita dalla Committenza tramite l’impianto di distribuzione presente nelle aree in oggetto.
In alternativa le imprese potranno utilizzare un motogeneratore, e in ogni caso le ditte utilizzatrici dovranno predisporre proprio impianto elettrico di cantiere (tramite personale competente) con propri quadri elettrici (ASC).
L’installazione di eventuale motogeneratore dovrà essere concordata con CSE e committenza tramite riunione di coordinamento.
Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI 17-13/4 ed avere grado di protezione minimo IP44
(secondo la Guida CEI 64-17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l’interruzione di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.
Le ditte Appaltatrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente ponderare i seguenti aspetti:
• Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;
• Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurare la massima protezione possibile da danneggiamenti;
CANTIERI
CAVI POSA
FISSA
PVC
AMMESSO
CAVI A POSA
MOBILE
PVC NON
AMMESSO
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• Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro spazi bui.
• Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della resistenza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).
In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente. L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II dell'allegato al DM 13-
07-11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di insediamento oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto stabilito dal fabbricante.
Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici dell’impianto, che sono equi potenzialmente collegati, saranno collegati all’impianto di terra della Committente, qualora esistente, in caso contrario predisporlo. La realizzazione della messa a terra provvisoria sarà eseguita come previsto dalle norme di riferimento.
Per quanto riguarda il prelevamento di acqua, sarà necessario concordare con la Committente, l’eventuale possibilità di attingere dall’impianto presente.
Se presenti zone ATEX le attrezzature elettriche dovranno essere idonee a lavorazioni in suddette zone.
3.1.6 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
L'impianto può essere omesso nel caso le opere provvisionali e le attrezzature siano valutate, da tecnico abilitato, autoprotette. I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all'impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti. La ditta incaricata della realizzazione di detti impianti dovrà fornire copia della dichiarazione di conformità da utilizzare per gli usi che la legge consente.
Considerata la natura del cantiere, dovrà essere valutata la necessità di realizzare un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.
3.1.7 IMPIANTO IDRICO DI CANTIERE
Attualmente non si prevede la necessità di realizzazione di tale tipologia di impianto.
3.1.8 UTILIZZO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI
Tutte le macchine e attrezzature di lavoro (esclusi gli utensili o attrezzi manuali utilizzati nel cantiere) dovranno essere muniti della documentazione necessaria da cui dovrà risultare:
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• marchio CE o avvenuta omologazione a seguito di prova ufficiale
• istruzioni per l’uso e le eventuali manutenzioni di carattere ordinario o straordinario previste dal costruttore
• verifiche periodiche obbligatorie (in particolare per gli apparecchi di sollevamento)
Tali attrezzature, oltre ad essere idonee al lavoro da svolgere, dovranno:
• essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento alle direttive comunitarie di prodotto;
• essere idonee all’ambiente di lavoro (il D.L. delle imprese operanti in cantiere potrà confrontarsi con il CSE e la Committente);
• essere utilizzate da personale formato/informato.
Le operazioni di manutenzione specifica, con particolare riguardo alle misure di sicurezza, saranno eseguite da personale tecnico specializzato.
3.1.9 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DA ADOTTARE NEGLI SCAVI
Le operazioni connesse alla realizzazione di tracce e fondazioni pali non hanno connesse in sé questo rischio in quanto gli operatori non dovranno entrare direttamente nello scavo. Qual ora a seguito di progetto esecutivo le stesse non risultassero eseguibili da esterno e si dovessero trovare a profondità maggiori di 120 cm e nel caso più gravoso di terreni non coesi in cui non è possibile scavare senza possibili cedimenti o scavi in zone urbane ove si deve evitare qualsiasi depressione nel terreno; è necessario utilizzare una procedura specifica detta “armatura a marcia-vanti” essa prevede lo scavo per circa 80 cm con le pareti verticali aventi una leggera inclinazione verso l’esterno dello scavo; l’infissione nel terreno delle armature; l’installazione di puntoni di contrasto; - il proseguimento dello scavo secondo le modalità precedenti realizzando un secondo modulo di armatura con la stessa inclinazione di quella precedente fino alla profondità richiesta.
Con tale metodologia si possono effettuare scavi relativamente profondi e la realizzazione deve essere eseguita a regola d’arte con attrezzature dedicate e personale specializzato. La ditta dovrà esplicitare nel proprio POS le modalità a seguito di progetto esecutivo e analisi dei terreni.
3.1.10 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE DA ADOTTARE CONTRO IL RISCHIO DI CADUTA DALL’ALTO
Sono considerati lavori in quota (o in elevazione) tutti gli interventi eseguiti ad una quota h >
2,00 m rispetto al piano di calpestio stabile. I tipici rischi presenti in caso di lavoro in quota sono:
• caduta dall'alto;
• sospensione inerte;
• urto con materiale in caduta;
• coinvolgimento nel crollo di opere provvisionali;
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• coinvolgimento nel crollo di opere in costruzione o in demolizione.
Nell’esecuzione dei lavori in quota il Datore di Lavoro di ciascuna impresa esecutrice dovrà tenere conto degli eventuali rischi di caduta dall’alto di materiali e degli operatori durante ogni singola fase operativa. Nessun lavoratore potrà operare in luoghi che presentano pericolo di caduta dall'alto senza essere adeguatamente attrezzati per prevenire le cadute.
Le misure di prevenzione per lavori ad una altezza h > 2,00 m, in ottemperanza all’art. 15 del
D.lgs. 81/2008, devono privilegiare le misure di protezione collettiva rispetto ai dispositivi di protezione individuali, e quindi privilegiare la realizzazione di ponteggi e l’utilizzo di trabattelli rispetto all’uso di scale e cinture di sicurezza, il tutto in funzione dell’altezza alla quale la fase di lavoro deve essere eseguita e la tipologia dell’intervento.
Solo quando non è possibile adottare misure collettive, si ricorrerà a misure individuali atte ad arrestare con il minor danno possibile la caduta quali l’uso delle cinture di sicurezza.
A completamento delle misure collettive andrà valutata l’opportunità di realizzare delle opere d’arresto per cose e persone in caduta quali:
− impalcati di tavole (alla mantovana e simili);
− reti e/o superfici d’arresto deformabili.
In caso di realizzazione di opere d’arresto, lo spazio corrispondente al percorso eventuale di caduta deve essere sempre lasciato libero da ostacoli.
Tutti gli accessi in quota, ove le aree non risultino completamente protette, dovranno esser interdetti.
In tutti i casi in cui si dovesse effettuare un’operazione in quota, sarà necessario proteggere l’area sottostante da eventuale caduta di materiale e quindi dovranno esser predisposti adeguati sistemi di contenimento in particolare in aree di ingresso fabbricato in uso da non addetti al cantiere.
Pertanto, in tutte le occasioni di lavori in quota si debbono prendere tutte le opportune precauzioni atte ad evitare la caduta di persone o cose, dando priorità alle misure di protezione collettive (scale fisse, ballatoi, parapetti, ponteggi) rispetto a quelle individuali
(cinture di sicurezza).
Si ricorda che il D.lgs. 81/2008 prevede quanto segue:
- limitazioni all’uso di scale a pioli e disciplina del loro eventuale impiego;
- limitazioni ai sistemi di accesso e posizionamento mediante funi e disciplina del loro eventuale impiego;
- installazione di dispositivi di protezione collettiva contro le cadute;
- divieto di effettuare lavori temporanei in quota in condizioni meteorologiche avverse;
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- disciplina dell’impiego di ponteggi ed obbligo di formazione per gli addetti al loro montaggio e smontaggio.
Si ricorda, inoltre, che eventuali ponteggi circolari (interni e/o esterni) o comunque quelli sprovvisti di schema come da libretto ministeriale, dovranno esser corredati da progetto specifico firmato da tecnico abilitato.
3.1.11 MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL’ARIA NEGLI SPAZI CONFINATI E GESTIONE DEGLI SPAZI
CONFINATI
Il fattore di rischio ad oggi non risulta presente per le attività previste.
3.1.12 MISURE GENERALI DI SICUREZZA NEL CASO DI NOTEVOLI DEMOLIZIONI
Il fattore di rischio ad oggi non risulta presente per le attività previste.
3.1.13 MISURE DI SICUREZZA CONTRO I POSSIBILI RISCHI D’INCENDIO OD ESPLOSIONE
Durante le attività di cantiere potranno essere svolte attività “a caldo” ovvero attività che comportano la proiezione di scintille, l’utilizzo di fonti di calore
(molature, saldature, ecc.), comunque attività che producono una possibile fonte di innesco. Durante tali attività, come più dettagliatamente specificato nelle schede di valutazione dei rischi, dovranno essere intraprese tutte quelle azioni rivolte a limitare il rischio di innesco ed eventualmente a contenere il principio di incendio. Sarà quindi cura della ditta che effettuerà tali tipi di operazioni mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e protezione quali ad esempio predisporre teli anti scintilla, posizionare estintori sul luogo dell’attività oltre eventualmente a bagnare abbondantemente il terreno circostante. Ogni ditta affidataria dovrà avere, all’interno della propria organizzazione, una squadra incaricata dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione e gestione dell'emergenza; dovrà essere fornita sufficiente documentazione comprovante la formazione del personale sopra indicato.
Il personale che effettuerà questo tipo di attività dovrà essere opportunamente formato/informato sui rischi specifici derivanti da lavori a caldo e gli addetti antincendio data la peculiarità delle attività del BLDG 3041 dovranno essere formati rischio ALTO.
Ogni appaltatore dovrà gestire la propria area di cantiere in conformità ai principi del D.M.
10/03/98.
I liquidi infiammabili dovranno essere immagazzinati e trasportati in contenitori omologati, con la chiara indicazione del contenuto. Il trasporto e l’immagazzinamento dei liquidi infiammabili deve avvenire previa autorizzazione della Committenza e del CSE.
Gli appaltatori non dovranno costituire attività ricadenti nell’obbligo di CPI.
I lavoratori delle ditte appaltatrici dovranno indossare indumenti ignifughi (UNI EN 531:95).
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Prima di ogni intervento a caldo la ditta esecutrice dovrà compilare il modulo specifico “HOT
WORK PERMIT FIRE” chiamare i vigili del fuoco e seguire le procedure previste all’interno della base indicato nel suddetto permesso.
3.1.14 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE IN CASO DI LAVORI NOTTURNI
Non sono previste lavorazioni che possano determinare questo fattore di rischio.
3.1.15 DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE (MACCHINE, ATTREZZATURE)
In accordo con la Committenza, al fine di razionalizzare e rendere sicure le attività di cantiere, prima della fase operativa sarà elaborato uno specifico piano della logistica (layout di cantiere) che dispone gli spazi ove andranno collocati i materiali e i mezzi.
La collocazione di altre attrezzature (elettro saldatrici, motosaldatrici, compressori, ecc.)
rispondendo ad esigenze a volte estemporanee non è definibile a priori: la loro collocazione sarà effettuata dalle ditte utilizzatrici alla luce delle misure generali di sicurezza e delle osservazioni seguenti:
• Le postazioni di lavoro nei pressi di strutture elevate ove si effettuano lavorazioni meccaniche che possono dare origine a caduta di materiale dovranno essere protette da tettoie di opportuna resistenza,
• Le motosaldatrici, compressori e attrezzature fisse con motore a combustione devono essere collocate tenendo in modo che i fumi non vadano ad investire altre postazioni di lavoro;
• Le attrezzature rumorose che espongono i lavoratori a livelli di rumore al di sopra dei valori superiori di azione (Leq > 85 dB(A)) devono essere evidenziate da appositi segnali
(art. 192 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ed inoltre devono essere delimitate;
• Non ostacolare l’accesso a presidi antincendio.
3.1.16 DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI DI RISULTA
Per depositi di materiali di risulta si intendono le aree interne al cantiere destinate ad accogliere i materiali ed i prodotti derivanti dalle attività di demolizione o rimozione di apparecchiature di varia natura.
L’appaltatore è considerato il generatore del rifiuto per tutto il materiale recuperabile, riutilizzabile, riciclabile ed a perdere che deriva dai lavori di demolizione e rimozione e dovrà disporre di tali materiali come specificato nel Capitolato Speciale di Appalto.
L’appaltatore dovrà avere a disposizione contenitori per spazzatura/materiali di risulta sul luogo dei lavori e dovrà tenere pulito il cantiere in modo che tutti i materiali di scarto, le macerie e la spazzatura siano disposti in tali contenitori alla fine di ciascuna giornata lavorativa; i materiali di risulta non dovranno essere abbandonati od accumulati in alcun luogo all’interno del cantiere.
I contenitori non dovranno mai essere stracolmi e dovranno essere svuotati appena pieni. Il cantiere dovrà essere spazzato con regolarità per impedire l’accumulo di macerie.
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Per la gestione specifica del materiale di risulta deve essere fatto riferimento al capitolato speciale d’appalto fornito dal committente.
Le aree di deposito, qualora necessarie, dovranno essere preventivamente stabilite con la
Committenza e previa consultazione del CSE.
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3.2 LAVORAZIONI
La descrizione delle lavorazioni previste è riportata al Par. 2.5; in sede di predisposizione del presente PSC, la Committenza unitamente al CSP hanno, per quanto possibile, provveduto ad eliminare i rischi alla fonte.
Per i rischi residui, dalla fase di progettazione, il PSC (in particolare tramite le schede di valutazione dei rischi) definisce le modalità per gestire e minimizzare tali rischi.
Le ditte appaltatrici dovranno attentamente ponderare i contenuti del presente piano di sicurezza e coordinamento (fra cui i costi per la sicurezza, presenti in allegato) per valutarne le ricadute sulla propria organizzazione per la sicurezza.
Le imprese potranno presentare al CSE proposte di integrazione al piano, ove si ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere in base alla propria esperienza (in nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche od adeguamento dei prezzi pattuiti).
Le imprese prima dell’inizio dei lavori consegneranno al CSE la dichiarazione d’accettazione del
PSC: l’accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono per il datore di lavoro delle imprese appaltatrici adempimento all’art. 18 del D.Lgs. 81/08 per lo specifico cantiere.
Analogamente, le imprese assuntrici che dovessero “utilizzare” sub appaltatori, oltre a rispettare alle specifiche procedure di stabilimento, dovranno far pervenire al Committente ed al CSE analoga documentazione.
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3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
In riferimento alle lavorazioni, così come descritte, viene effettuata nelle schede dell’Allegato 1 l’analisi e valutazione dei rischi presenti, con particolare riferimento all’area e al contesto, ovvero all’organizzazione della Committente e ai rischi “residenti1”, all’organizzazione del cantiere, alle lavorazioni previste ed alle loro reciproche interferenze, ad esclusione dei rischi propri dell’attività delle imprese che ne daranno evidenza nei rispettivi POS.
Si sottolinea che:
▪ la valutazione dei rischi viene effettuata in modo totalmente mirato alla natura dei lavori che verranno svolti sul cantiere;
▪ il criterio per la valutazione del rischio, di cui seguirà la descrizione, prescinde totalmente dal promuovere una verifica puntuale della rispondenza alle leggi vigenti delle svariate attrezzature da lavoro di cui si prevede l’impiego. E’ dunque specifica responsabilità della Committente e delle Imprese, ognuna per le proprie pertinenze, accertarsi che ambienti di lavoro, impianti, attrezzature, macchinari, presidi di sicurezza e quanto altro sia soggetto a precise normative tecniche di riferimento siano effettivamente conformi alla vigente legislazione;
▪ nell’ambito dell’organizzazione della Committente, sono già previste una serie di complesse e articolate procedure conformi alle migliori tecniche disponibili (validate anche da specifici Sistemi di gestioni della Sicurezza obbligatori o volontari). Tale contesto procedurale e organizzativo, dopo anni di operatività e di cicli di audit specifici ha dimostrato la propria efficacia. Pertanto, solo per fornire uno strumento di lavoro completo, nel presente documento vengono richiamate le misure di prevenzione, che la maggior parte dei dipendenti e del personale delle imprese appaltatrici già dovrebbe conoscere (la conoscenza è sottoscritta al momento dell’accettazione dei documenti contrattuali), all’interno delle quali sono già prefissate idonee misure atte a limitare sia la probabilità che determinati eventi si verifichino, sia la gravità delle conseguenze nel caso che qualcuno di questi eventi si produca davvero;
▪ nelle successive schede di valutazione dei rischi saranno quindi analizzate in particolare le interferenze pericolose2 fra le lavorazioni (anche quando sono generate da lavorazioni diverse in seno alla medesima impresa).
1Sono i rischi cui sono esposti i lavoratori del cantiere derivanti dai pericoli insiti nella struttura dei luoghi, nelle caratteristiche delle apparecchiature e nella natura delle sostanze e processi.
2 Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un «contatto rischioso» tra il personale del committente ed il personale dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse o fra squadre di lavoratori della stessa impresa ma impegnati in fasi lavorative diverse od ancora fra le attività dei lavoratori e l’”ambiente” della Committenza.
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3.3.1 APPLICAZIONE DI UNA MATRICE P*G
Il metodo più utilizzato è quello delle matrici di rischio basato sulla relazione R = P x G (rischio = probabilità x gravità).
Si tratta di un metodo semi qualitativo, potenzialmente inficiato dalla mancanza di oggettività della valutazione e dal fatto che è molto difficile confrontare gli effetti di rischi diversi.
Nella valutazione delle probabilità di accadimento di un certo evento (una…
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