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Maintenance and Repair Service for Fire Suppression Systems at USAG Italy DMC
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W912PF24Q0122
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This document is a Request for Quotation (RFQ) for maintenance and repair service for fire suppression systems at USAG Italy DMC. The RFQ is seeking quotes for providing these services, which likely include inspecting, testing, maintaining, and repairing various types of fire suppression systems such as sprinkler systems, foam systems, and gaseous systems. The RFQ has a draft status and the final version will be posted in the next few days, with an estimated offer due date of August 26, 2024 at 3:00 PM local time in Rome, Italy. The contracting agency is the Department of the Army Materiel Command Army Contracting Command.

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LINEA GUIDA

PER LA CORRETTA MANUTENZIONE

DEI SISTEMI ANTINCENDIO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE

AZIENDE SICUREZZA E ANTINCENDIO

FEDERATA

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020

Nel rispetto dei diritti di copyright che tutelano le norme tecniche UNI la presente versione della Linea Guida è stata redatta in forma ridotta, senza riporto di stralci delle norme tecniche citate, al fine di consentirne la diffusione anche in formato elettronico.

Si precisa che tutte le norme tecniche citate sono acquistabili in forma estesa direttamente presso UNI – e relativi centri autorizzati alla rivendita – oltre che tramite ANIMA/UMAN.

REVISIONE MARZO 2020

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020

PREMESSA

IMPOSTAZIONE DEL PROGETTO E SUE FINALITà

NORME DI LEGGE CHE REGOLAMENTANO LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO

NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO CHE REGOLAMENTANO LA MANUTENZIONE

DEI SISTEMI ANTINCENDIO

LE PRObLEMATICHE CONNESSE ALLA GESTIONE DEI SISTEMI E DEI RICAMbI NEL TEMPO

CONSIDERAZIONI GENERALI

PRINCIPALI DEFINIZIONI

MANUTENZIONE SISTEMI RETI DI IDRANTI

MANUTENZIONE SISTEMI DI RIvELAZIONE INCENDI

MANUTENZIONE SISTEMI AD ESTINGUENTI GASSOSI

MANUTENZIONE SISTEMI A POLvERE

MANUTENZIONE SISTEMI SPRINkLER E STAZIONI DI POMPAGGIO

MANUTENZIONE SISTEMI A SCHIUMA

MANUTENZIONE SISTEMI A DILUvIO ACqUA

MANUTENZIONE SISTEMI AD ACqUA NEbULIZZATA - wATERMIST

MANUTENZIONE SISTEMI AD AEROSOL CONDENSATO

MANUTENZIONE SISTEMI DI RIvELAZIONE ATMOSFERA ESPLOSIvA

INDICE

CAPITOLI

SEZIONI

I

II

III

Iv v vI vII vIII

IX

X

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 5

PREMESSA 01

Chi opera nel campo della sicurezza sa che la funzio-nalità, l‘efficienza e il funzionamento dei sistemi antincendio sono requisiti essenziali per assicurare:

•La salvaguardia e la tutela delle persone
•la salvaguardia e la tutela dei beni
•la salvaguardia e la tutela dell’ambiente.

Di conseguenza la corretta “manutenzione dei si-stemi antincendio” assume un ruolo fondamentale nella garanzia del mantenimento di questi requisiti nel tempo.

A ciò si aggiungano le novità introdotte dal DPR 151/2011 e seguenti relativamente alla figura dell’As-severatore e al supporto che l’attività di manutenzio-ne può garantirgli nella fase di “rinnovo periodico” dell’autorizzazione all’esercizio.

Ecco perché il Sottogruppo di Lavoro “Manutenzio¬ne Impianti”, facente capo al Gruppo Manutentori di UMAN - Associazione nazionale aziende sicurezza e antincendio, ha ritenuto importante sviluppare que-sta Linea Guida, quale supporto utilizzabile dalle Aziende di Manutenzione Antincendio, dai Commit-tenti, dagli Addetti alla Sicurezza, dalle Associazioni Professionali di Categoria e dagli Enti di Controllo nell’assegnazione, nello svolgimento e nella verifica dell’esecuzione di tali lavori.

È importante che tutti gli “attori” conoscano a fon-do quali procedure e quali azioni possono garantire prestazioni rispondenti sia alle normative tecniche vigenti sia ai canoni di buona tecnica che il servizio in qualità richiede.

In un mercato come quello italiano, privo di control-li, solo la conoscenza delle modalità di svolgimento dei lavori e la conoscenza della documentazione pro-gettuale che deve accompagnare ogni sistema antin-cendio fin dalla sua realizzazione, possono tutelare i Committenti nelle loro scelte, gli Asseveratori nelle operazioni di verifica e le Aziende di Manutenzione Antincendio nello svolgimento della loro attività.

Troppo spesso le Aziende di Manutenzione si trovano a lavorare su impianti approvati dagli Enti di Control-lo ma mancanti di buona parte delle documentazio-ni progettuali previste dalla legge e troppo spesso i Committenti per ragioni economiche “impongono” prestazioni, svolte molte volte da personale poco preparato senza l’adeguata conoscenza delle corrette operazioni di manutenzione.

Le Aziende di Manutenzione devono rendersi conto che la mancata o la limitata formazione del proprio personale non può elevare il livello qualitativo delle prestazioni e i Committenti devono prendere atto del fatto che effettuare correttamente la manutenzione con personale preparato, in grado di garantire la fun-zionalità, l’efficienza e il funzionamento dei sistemi antincendio, ha un prezzo più alto.

La peculiarità del settore antincendio, per eccellenza “mercato del bene non goduto”, deve agire da sti-molo e non da freno alla “qualità del servizio”, te-nendo ben presente che nel momento dell’emergen-za ognuno si ritroverà col vero “livello di sicurezza” da lui scelto.

IMPOSTAZIONE DEL PROGETTO E SUE FINALITÁ02

Molte figure professionali, a vario titolo, hanno di-squisito di “manutenzione dei sistemi antincen-dio” ma considerato che la materia da approfondire è vasta e in continua evoluzione e partendo dal dato di fatto che è la “nostra specializzazione”, il Sotto-gruppo di Lavoro ha deciso di sviluppare un progetto articolato, suddiviso in più sezioni, in grado di portare valore aggiunto all’attività di manutenzione e mag-giore trasparenza sul Mercato.

Partendo dai supporti tecnico - normativi che già esi-stono e usufruendo della collegialità delle esperienze dell’Associazione, è stato deciso di creare una sezio-ne, implementabile nel tempo, per ogni tipologia di sistema oggi installato nel nostro Paese.

I sistemi antincendio oggetto del lavoro sono i se-guenti:

•rivelazione fumi
•spegnimento a sprinkler e stazioni di pompaggio
•spegnimento a schiuma e stazioni di pompaggio
•spegnimento a gas inerti e di sintesi chimica
•spegnimento water-mist
•spegnimento e raffreddamento a diluvio d’acqua
•spegnimento ad aerosol
•spegnimento a polvere
•rivelazione atmosfera esplosiva
•reti di idranti e stazioni di pompaggio.

Di ogni sistema la sezione approfondisce:

•la norma tecnica di riferimento
•le fasi e le periodicità delle visite
•le operazioni di verifica previste
•le documentazioni necessarie che il Committen-

te deve mettere a disposizione dell’Azienda di Manutenzione

• la documentazione indicativa che l’Azienda di Manutenzione deve mettere a disposizione del Committente e dell’Asseveratore, a conferma della corretta esecuzione dei lavori

• le attrezzature presenti sul mercato in grado di agevolare le operazioni di manutenzione.

A lavoro ultimato la Linea Guida rappresenta un sup-porto di consultazione immediata:

• per le Aziende di Manutenzione che intendono operare nel settore dell’impiantistica antincendio

• per i Committenti, gli Addetti alla Sicurezza, gli

Asseveratori e i Professionisti che intendono ap-profondire le procedure di manutenzione dei si-stemi antincendio

• per gli Enti di Controllo che intendono approfon-dire le tematiche legate all’impiantistica antin-cendio e alla gestione degli impianti nel tempo.

Il progetto non entra nel merito della figura profes-sionale del Manutentore e della sua formazione, che potranno essere oggetto di successivi approfondi-menti.

L’elenco delle azioni di verifica previsto dalle specifi-che norme tecniche di manutenzione non è esaustivo dei lavori da eseguire ma è solo indicativo delle ope-razioni minime che devono essere effettuate.

Infatti, la capacità di scomposizione delle Linee Gui-da di ogni sistema in procedure di verifica sarà tanto più dettagliata quanto più sarà elevata la conoscenza nella materia, da parte dell’Azienda di Manutenzione.

Quindi, partendo dal presupposto che il livello di acquisizione di una specializzazione è frutto dei per-corsi di crescita propri di ogni Azienda, è corretto che ogni Committente valuti nel rapporto “qualità del lavoro richiesta – costo della manutenzione”, il peso che intende dare all’uno o all’altro elemento di valutazione.

Uno degli elementi fondamentali, validi per orientare il Committente su questa scelta è la “documentazio-ne” che l’Azienda di Manutenzione è in grado di pro-durre prima e dopo l’esecuzione dei lavori.

È importante che già nella fase di “proposta”, l’Azien-da di Manutenzione esponga in modo chiaro e det-tagliato al Committente le modalità con cui intende gestire il servizio, i riferimenti tecnico/normativi che applicherà, il livello di preparazione del suo perso-nale, ma soprattutto il “Capitolato Operativo”, che intenderà adottare.

Da questi elementi di premessa, infatti, può essere generata parte della documentazione, che l’Azienda di Manutenzione deve mettere a disposizione del Committente (e di conseguenza dell’Asseveratore) e degli Enti di Controllo.

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 7

NORME DI LEGGE CHE REGOLAMENTANO LA MANUTENZIONE

DEI SISTEMI ANTINCENDIO

La manutenzione dei sistemi antincendio è regola-mentata dalla legge italiana, che prevede che tutti i sistemi di sicurezza siano mantenuti efficienti nel tempo.

Di seguito sono elencate le norme di legge, che speci-ficatamente entrano nel merito di tale obbligatorietà.

Norme di legge di carattere generale

• D.M. 10.03.1998 - Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro – Art. 4 “Controllo e manu-tenzione degli impianti e delle attrezzature an-tincendio”.

• DM 37 del 12.01.2008 - Regolamento concer-nente l’attuazione dell’articolo 11- quaterde-cies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle di-sposizioni in materia di attività di installazio-ne degli impianti all’interno degli edifici. Art.

5 “Obblighi connessi con l’esercizio dell’attività”.

• DLgs 81 del 09.04.2008 - Attuazione dell’ar-ticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. – Allegato IV, Cap. 4 “Misure contro l’incendio e l’esplosione”, comma 4.1.3.

• DPR 151 del 1 agosto 2011 - Regolamento re-cante semplificazione della disciplina dei pro-cedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’articolo 49 comma 4-quater, de-creto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,

n. 122

• DM 7 agosto 2012 - Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze con-cernenti i procedimenti di prevenzione incen-di e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del DPR 151/2011

• Decreto 20 dicembre 2012 - Regola tecnica di prevenzione incendi per gli impianti di prote-zione attiva contro l’incendio installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi

• Decreto 3 Agosto 2015 - Approvazione di nor-ma tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 mar-zo 2006 n. 139

• Decreto 12 aprile 2019 - Modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di nor-me tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 mar-zo 2006, n. 139.

• Decreto 18 ottobre 2019 - Modifiche all’alle-gato 1 al decreto del Ministro dell’interno 3 agosto 2015, recante approvazione di nor-me tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 mar-zo 2006, n. 139.

Norme di legge di carattere specifico

• D.M. 26.08.1992 - Norme di prevenzione in-cendi per l’edilizia scolastica - Art. 12 “Norme di esercizio”, comma 12.3.

• D.M. 09.04.1994 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costru-zione e l’esercizio delle attività turistico alber-ghiere - Art. 14 “Gestione della sicurezza” e Art.

16 “Registro dei controlli”.

• DPR 30.06.1995 n. 418 - Regolamento concer-nente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi. - Art. 9 “Gestione della sicurezza”, comma 3.

• D.M. 18.03.1996 - Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sporti-vi – Art. 19 “Gestione della sicurezza”.

• D.M. 22.02.1996 n. 261 - Regolamento recante norme sui servizi di vigilanza antincendio da parte dei vigili del fuoco sui luoghi di spetta-colo e trattenimento - Art. 8 “Adempimenti di enti e privati”, comma 3.

• DM 14 Maggio 2004 - Approvazione della re-gola tecnica di prevenzione incendi per l’in-stallazione e l’esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 13 m³

• DM 28 febbraio 2014 - Regola tecnica di pre-venzione incendi per la progettazione, la co-struzione e l’esercizio delle strutture turistico

- ricettive in aria aperta (campeggi, villagi tu-ristici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone.

• DM 3 marzo 2014 - Modifica del Titolo Iv del

DEI SISTEMI ANTINCENDIO

Decreto 9 aprile 1994, in materia di regole tecniche di prevenzione incendi per i rifugi alpini

• Decreto del Ministero dell’Interno 4 marzo 2014 - Modifiche ed integrazioni all’allegato al decreto 14 maggio 2004, recante approva-zione della regola tecnica di prevenzione in-cendi per l’installazione e l’esercizio dei depo-siti di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 13 m³

• Decreto del Ministero dell’Interno 31 marzo 2014 - Modifiche ed integrazioni al decreto 24 maggio 2002, recante norme di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione stra-dale di gas naturale per autotrazione

• Decreto del Ministero dell’Interno 31 marzo 2014 - Modifiche ed integrazioni all’allegato A al decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340, recante la disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzio-ne stradale di G.P.L. per autotrazione

• Decreto del Ministero dell’Interno 15 luglio 2014 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, l’installazione e l’esercizio delle macchine elettriche fisse con presenza di liquidi isolanti combustibili in quantità superiore ad 1 m³

• Decreto del Ministero dell’Interno 16 luglio 2014 - Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido

• Decreto del Ministero dell’Interno 17 luglio 2014 - Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’eserci-zio delle attività di aerostazioni con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a

5.000 m²

• Decreto del Ministero dell’Interno 18 luglio 2014 - Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’eserci-zio degli interporti, con superficie superiore a 20.000 m², e alle relative attività affidatarie

• Decreto Ministeriale 19 marzo 2015 - Aggior-namento della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private di cui al decreto 18 settembre 2002

‘Approvazione della regola tecnica di pre-venzione incendi per la progettazione, la co-struzione e l’esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private’

• Decreto 14 luglio 2015 - Disposizioni di pre-venzione incendi per le attività ricettive turi-stico - alberghiere con numero di posti letto superiore a 25 e fino a 50

• Decreto del Ministero dell’Interno 21 ottobre 2015 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, co-struzione ed esercizio delle metropolitane

• Decreto 3 febbraio 2016 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio dei depositi di gas naturale con densità non supe-riore a 0,8 e dei depositi di biogas, anche se di densità superiore a 0,8

• Decreto 8 giugno 2016 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di ufficio, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 (RTv)

• Decreto 9 agosto 2016 - Approvazione di nor-me tecniche di prevenzione incendi per le at-tività ricettive turistico - alberghiere, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 mar-zo 2006, n. 139 (RTv)

• Decreto 21 febbraio 2017 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa (RTv)

• Decreto 7 agosto 2017 - Approvazione di nor-me tecniche di prevenzione incendi per le atti-vità scolastiche, ai sensi dell’art. 15 del decre-to legislativo 8 marzo 2006, n. 139

• Decreto 22 novembre 2017 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l’installazione e l’esercizio di contenitori-distributori, ad uso privato, per l’erogazione di carburante liquido di categoria C

• Decreto 27 dicembre 2017 - Requisiti dei di-stributori degli impianti di benzina, attrezzati con sistemi di recupero vapori

• Decreto 21 marzo 2018 - Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e gra-do, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido

• Decreto 20 aprile 2018 - Modifiche ed integra-

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 9

DEI SISTEMI ANTINCENDIO

zioni all’allegato A del decreto del Presidente della Repubblica 24 ottobre 2003, n. 340 e successive modificazioni, recante la disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzio-ne stradale di G.P.L. per autotrazione

• Decreto 23 ottobre 2018 - Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, co-struzione ed esercizio degli impianti di distri-buzione di idrogeno per autotrazione

• Decreto 23 novembre 2018 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le attività commerciali, ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva di ser-vizi, depositi e spazi comuni coperti, ai sensi dell’articolo 15, del decreto legislativo 8 mar-zo 2006, n. 139 - modifiche al decreto 3 agosto 2015 (RTv)

• Decreto 25 gennaio 2019 - Modifiche ed in-tegrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

• Decreto 12 marzo 2019 - Modifiche ed inte-grazioni al decreto 24 maggio 2002, recante ‘Norme di prevenzione incendi per la proget-tazione, costruzione ed esercizio degli im-pianti di distribuzione stradale di gas natura-le per autotrazione’

• Decreto 2 luglio 2019 - Modifiche al decreto 28 febbraio 2014 in materia di regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazio-ne, la costruzione e l’esercizio delle strutture turistico-ricettive in aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone

• Decreto 8 novembre 2019 - Approvazione del-la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio degli impianti per la produzione di calore ali-mentati da combustibili gassosi

• Decreto 14 febbraio 2020 - Aggiornamento della sezione v dell’allegato 1 al Decreto 3 agosto 2015, concernente l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi

NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO CHE REGOLAMENTANO

LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO

La manutenzione dei sistemi antincendio è regola-mentata da normative tecniche nazionali, comunita-rie o extra comunitarie. In generale le normative sono specifiche tecniche che definiscono le caratteristi-che richieste di un prodotto, quali i livelli di qualità o di proprietà di utilizzazione, la sicurezza, le dimen-sioni comprese le prescrizioni applicabili al prodotto per quanto riguarda la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, le prove e i metodi di prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura nonché le procedure di valutazione della conformità.

Nello specifico una normativa tecnica è una speci-fica tecnica approvata da un organismo riconosciuto ad attività normativa, per un’applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza oggi è richiesta in modo chiaro dalla legislazione italiana col DM n. 37 del

12.01.2008 e col Decreto 20.12.2012.

A seconda dell’organismo che la emana, la norma può essere internazionale, europea o nazionale; tro-viamo quindi:

• le norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unifica-zione),

• le norme UNI EN (Norme armonizzate europee recepite da UNI),

• le specifiche tecniche UNI CEN/TS (Specifiche Tecniche del Comitato europeo di normalizzazio-ne recepite da UNI),

• i rapporti tecnici UNI CEN/TR (Rapporti Tecnici del Comitato europeo di normalizzazione rece-piti da UNI),

• le norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), richieste dall’Ente di controllo,

• le norme statunitensi NFPA (National Fire Protec-tion Systems), richieste dalla Compagnia Assicu-ratrice o dall’assenza di norme italiane,

• i regolamenti FM (Factory Mutual), richieste dalla Compagnia Assicuratrice.

Tra le normative tecniche si segnalano le norme ar-monizzate, specifiche tecniche di applicazione vo-lontaria prodotte per una specifica direttiva e a se-guito di uno specifico mandato della Commissione Europea.

Le norme armonizzate conferiscono al prodotto la presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e tutela della salute applicabili a quel pro-dotto.

Nel mercato italiano, salvo specifiche richieste d’atti-nenza a particolari norme, la manutenzione dei siste-mi antincendio è regolamentata.

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 11

IL REGOLAMENTO PRODOTTI DA COSTRUZIONE IN bREvE

Il 1° luglio 2013 è entrato pienamente e completamente in vigore il Regolamento UE 305/2011 CPR che ha fissato condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione, abrogando la Direttiva

89/106/CEE CPD.

Con questo Regolamento – che ricordiamo essere un atto non necessitevole di recepimento e quindi diret-tamente applicabile negli Stati Membri – il Legislatore ha voluto porre rimedio al più rilevante difetto della passata Direttiva, ovvero la non-uniforme applicazione delle disposizioni in essa contenuta, non-uniformità proprio dovuta – in prima battuta – alle trasposizioni nelle legislazioni nazioni tramite le quali sono stati talvol-ta introdotti elementi che di fatto hanno portato alla creazione di vere e proprie barriere alla libera circolazione delle merci.

Con il regolamento CPR è stata poi introdotto un’importante strumento a garanzia della più ampia e completa informazione degli utilizzatori dei prodotti da costruzione: la Dichiarazione della Prestazione, tramite la quale il fabbricante, informando gli utilizzatori circa le caratteristiche essenziali del prodotto che sta immettendo o a rendendo disponibile sul mercato, si assume la disponibilità delle prestazioni dichiarate e della loro costanza.

Alla base di questo nuovo approccio prestazionale al mondo dei prodotti da costruzione troviamo:

• Le Specifiche Tecniche Armonizzate (norme europee armonizzate e documenti di valutazione europea), base per la compilazione della Dichiarazione delle Prestazioni,

• La Dichiarazione della Prestazione.

Le specifiche tecniche armonizzate L’utilizzo delle specifiche tecniche armonizzate – che dovrebbero comprendere prove, calcoli e altri mezzi – consentirà la rimozione degli ostacoli tecnici nel settore delle costruzioni. L’esistenza di una norma armoniz-zata per il prodotto da costruzione o di una Valutazione Tecnica Europea è la condizione senza la quale non è possibile procedere alla compilazione della Dichiarazione della Prestazione.

La dichiarazione della prestazione La Dichiarazione di Conformità CPD è sostituita dalla Dichiarazione della Prestazione, attraverso la cui com-pilazione il fabbricante si assume la responsabilità del prodotto da costruzione e delle relative prestazioni dichiarate.

La Dichiarazione deve essere fornita, per ogni prodotto o gruppo di prodotti, in forma cartacea o su supporto elettronico (a richiesta dal ricevente dovrà essere fornita una versione cartacea), nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro in cui il prodotto è messo a disposizione. Se il prodotto da costruzione ricade anche nello scopo di altre direttive di prodotto, il Fabbricante deve compilare sia una DoP in conformità alle prescrizioni del CPR sia una Dichiarazione UE di Conformità in base a quanto previsto dalle altre Direttive.

LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO

NORME CEI Principali norme di riferimento

• CEI 31-35;Ab Atmosfere esplosive Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1

• serie CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori con potenza non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua.

•CEI EN 50849 - Sistemi di allarme sonoro per applicazioni di emergenza
•CEI EN 60079-10-1:2016 Atmosfere esplosive - Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la pre-

senza di gas.

• CEI EN 60079-10-2:2016 Atmosfere esplosive - Classificazione dei luoghi - Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili.

•CEI EN 60079-14:2015 Atmosfere esplosive - Progettazione, scelta e installazione degli impianti elettrici.
•CEI EN 60079-14/EC Errata Corrige
•CEI EN 60079-17:2015 Atmosfere esplosive - Verifica e manutenzione degli impianti elettrici

NORME UNI Principali norme di riferimento

•serie UNI EN 54 Sistemi di rivelazione e di segnalazione d’incendio
•UNI EN 671-3:2009 Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 3: Ma-

nutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni flessibili

• UNI ISO 7240-19:2010 Sistemi fissi di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio - Parte 19: Proget-tazione, installazione, messa in servizio, manutenzione ed esercizio dei sistemi di allarme vocale per scopi d’emergenza

• UNI 9795:2013 Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d’incendio - Progettazio-ne, installazione ed esercizio

•UNI 10779:2014 Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio
•UNI/TR 11694:2017 Linea guida per la progettazione, l’installazione, la messa in servizio, la verifica fun-

zionale, l’esercizio e la manutenzione dei sistemi di rivelazione fumo ad aspirazione

• UNI 11292:2019 Locali destinati ad ospitare gruppi di pompaggio per impianti antincendio - Caratteri-stiche costruttive e funzionali

•UNI 11224:2019 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi
•UNI 11280:2012 Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di estinzione incendi ad
•estinguenti gassosi
•UNI/TS 11512:2013 Impianti fissi di estinzione antincendio – Componenti per impianti di estinzione a

gas - Requisiti e metodi di prova per la compatibilità tra i componenti

•serie UNI EN 12094 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Componenti di impianti di estinzione a gas
•serie UNI EN 12259 Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d’ac-

qua

• UNI EN 12416-2:2007 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a polvere - Parte 2: Progettazione, costruzione e manutenzione

• UNI EN12845:2020 Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler Progettazione, instal-lazione e manutenzione

•EC 1-2016 UNI EN 12845:2015 Errata corrige 1
•EC 1-2019 UNI EN 12845:2015 Errata corrige 2
•UNI EN 13565-2:2019 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi a schiuma - Parte 2: Progettazione,

costruzione e manutenzione

LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 13

LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO

• UNI CEN/TS 14816:2009 Installazioni fisse antincendio - Sistemi spray ad acqua - Progettazione, installa-zione e manutenzione

• UNI CEN/TS14972:2011 Installazioni fisse antincendio - Sistemi ad acqua nebulizzata – Progettazione e installazione

•serie UNI EN 15004 Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi
•UNI EN 15276-1:2019 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi di estinzione ad aerosol condensato

- Parte 1: Requisiti e metodi di prova per i componenti

• UNI EN 15276-2:2019 Sistemi fissi di lotta contro l’incendio - Sistemi di estinzione ad aerosol condensato

- Parte 2: Progettazione, installazione e manutenzione

• EC 1-2019 UNI EN 15276-2:2019 Errata corrige 1

NORME NFPA Principali norme di riferimento

•NFPA 11:2016 Standard for Low, Medium, and High-Expansion Foam
•NFPA 12:2018 Standard on Carbon Dioxide Extinguishing Systems
•NFPA 13:2019 Standard for the Installation of Sprinkler Systems
•NFPA 14:2019 Standard for the Installation of Standpipes and Hose Systems
•NFPA 15:2017 Standard for Water Spray Fixed Systems for Fire Protection
•NFPA 16:2019 Standard for the Installation of Foam-Water Sprinkler and Foam-Water Spray Systems
•NFPA 17:2017 Standard for Dry Chemical Extinguishing Systems
•NFPA 20:2019 Standard for the Installation of Stationary Pumps for Fire Protection
•NFPA 22:2018 Standard for Water Tanks for Private Fire Protection
•NFPA 25:2020 Standard for the Inspection, Testing, and Maintenance of Water-Based Fire Protection Sy-

stems

•NFPA 72:2019 National Fire Alarm and Signaling Code
•NFPA 750:2019 Standard on Water Mist Fire Protection Systems
•NFPA 2001:2018 Standard on Clean Agent Fire Extinguishing Systems
•NFPA 2010:2020 Standard for Fixed Aerosol Fire-Extinguishing Systems

REGOLAMENTI FM

• Prescrizioni aggiuntive da parte del Broker assicurativo.

LE PRObLEMATICHE CONNESSE ALLA GESTIONE DEI SISTEMI E DEI RICAMbI NEL TEMPO

Il mantenimento dell’efficienza e dell’efficacia di un sistema antincendio nel tempo è legato a tanti fattori, che, se trascurati, rendono inadeguata la pro-tezione installata: non basta quindi averlo realizzato se la sua gestione non è orientata al massimo dell’ef-ficienza. Infatti, come tutti i sistemi in stand-by, anche il sistema antincendio risente degli “effetti generati dal tempo e dall’inattività”.

Fanno eccezione in questo gli impianti di rivelazione, in quanto perennemente in funzione.

La pubblicazione del Decreto 20.12.2012, con l’art.

1, comma 2, ha colmato una lacuna legislativa in-troducendo e definendo il concetto di “modifica sostanziale”, ovvero la trasformazione della tipolo-gia dell’impianto originale o ampliamento della sua dimensione tipica oltre il 50% dell’originale, ove di-versamente definito da specifica regolamentazione o norma cui deve corrispondere un adeguamento dell’impianto. A fronte di questa premessa, in una rapida carrellata, vogliamo evidenziare una serie di elementi, insiti nella vita di ogni sistema, in grado di generare problematiche d’inefficienza se trascurati.

Il controllo periodico e la manutenzione Come dimostrato dalle schede di ogni sezione, il controllo periodico e le operazioni di manutenzione non si limitano alla sola “prova di funzionamento del sistema”, come spesso in molti casi avviene, ma rego-lamentano tutta una serie di verifiche, preventive e a guasto, finalizzate alla conservazione del suo stato di fatto iniziale. La frequenza con cui le norme insistono sulla figura professionale del manutentore, che a va-rio titolo definiscono “qualificato”, “competente e qua-lificato”, “competente e formato”, non lasciano dubbi sul tipo di preparazione che deve avere.

Tutti sanno effettuare le “prove di funzionamento” su un impianto che non presenta problemi, pochi sanno mettere le mani su impianti con una serie di condizio-ni anomale in corso o su impianti complessi.

Molti impianti presentano condizioni critiche, per mancanza di manutenzione o per inadeguatezza del-le prestazioni, tali da compromettere il loro corretto funzionamento. Questa differenza ha un unico deno-minatore: il prezzo!

Chiaramente un buon Manutentore “costa”, ma le sue capacità saranno tali da consentire la risoluzione di tut-te le situazioni critiche che incontrerà sul suo percorso.

Una corretta manutenzione non solo garantirà l’effi-cienza del sistema ma sarà in grado di far conservare nel tempo le caratteristiche iniziali dei componenti installati, utilizzando ricambi originali o compatibili.

È compito della Manutenzione verificare se lo stato di fatto del sistema richieda un adeguamento, una revi-sione o un suo totale rifacimento con nuovo progetto.

Le modifiche ambientali o le modifiche del rischio protetto Le aziende sono dinamiche e per rispondere alle esi-genze di mercato, spesso devono modificare i propri spazi o rinnovare le proprie attività.

Ovviamente queste azioni possono essere effettua-te più volte nel tempo e gli ambienti interessati, se protetti da un sistema antincendio, necessiteranno di una revisione o di un rifacimento radicale delle loro protezioni. Il mancato adeguamento di detti sistemi inficerà l’efficacia delle protezioni e spetterà al Manu-tentore evidenziare la situazione anomala in essere.

Questa condizione è più frequente di quanto si creda e lascia stupiti con quanta facilità rischi elevati o pro-dotti di valore continuino a essere gestiti con sistemi antincendio chiaramente inefficienti e, ciò che più preoccupa, spesso con l’avallo degli Enti di controllo.

È evidente che un incendio in queste condizioni sarà disastroso!

Le modifiche delle norme tecniche o di legge L’evoluzione tecnologica o le modifiche di legge sono un ulteriore elemento di impatto, tale da dover richie-dere una revisione del sistema di antincendio.

Rientrano in queste casistiche ad esempio le mo-difiche legate alle densità di scarica negli impianti sprinkler, alla concentrazione dell’estinguente negli impianti a gas o all’utilizzo di componentistica certi-ficata CE PED o TPED. Normalmente il recepimento di queste variazioni avviene in concomitanza delle fasi di revisione dell’impianto o in occasione della sostitu-zione programmata o straordinaria dei componenti.

Proprio perché non sempre i Committenti accettano in fase di revisione di adeguare i propri sistemi antin-cendio alle nuove norme tecniche, in questo momen-

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 15

LE PRObLEMATICHE CONNESSE ALLA GESTIONE DEI SISTEMI E DEI RICAMbI NEL TEMPO to sono oggetto di particolare attenzione da parte dei Brokers Assicurativi proprio le densità di scarica, le concentrazione degli estinguenti e la reale efficacia delle stazioni di pompaggio, fondamentali per garan-tire il controllo degli incendi.

La gestione dei ricambi nel tempo Compito della Manutenzione non è solo quello di mantenere efficiente il sistema antincendio ma è an-che quello di aggiornare dal lato documentale tutte le modifiche che vengono apportate.

Tra queste assume una notevole importanza la ge-stione dei ricambi che non solo devono poter sosti-tuire i componenti in avaria ma devono anche poter garantire il mantenimento della certificazione del si-stema. E’ evidente che ciò richiederà sempre l’utilizzo di componenti originali, in particolare in presenza di ricambi CE o rientranti in un “listato” specifico e, qua-lora ciò non fosse possibile, sarà compito dell’Azienda di Manutenzione individuare i componenti compati-bili, in grado di non compromettere gli elementi pro-gettuali e la certificazione del sistema.

Qualora la mancanza di ricambi dovesse portare a una revisione completa dell’impianto, l’intervento di adeguamento dovrà essere oggetto di un nuovo pro-getto prima di dar corso ai lavori e a nuova certifica-zione a fine lavori.

La revisione periodica dei sistemi antincendio La revisione periodica prevista dai piani manutentivi di ogni sistema antincendio è il momento di una ve-rifica approfondita, che deve tenere conto di tutte le variabili:

•modifiche ambientali;
•modifiche del rischio protetto;
•modifiche delle norme tecniche;
•modifiche delle norme di legge;
•mancanza di ricambi originali.

Sulla base delle variabili individuate dovranno essere opzionate le azioni correttive più appropriate e quin-di definite col Committente le azioni da intrapren-dere. Sarà compito dell’Azienda di Manutenzione supportare il Committente nell’individuazione della soluzione più consona al problema.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Ai fini di una corretta attività di manutenzione si pre-cisa che:

• In ottemperanza alle norme di legge vigenti le operazioni di manutenzione devono essere sem-pre riportate a cura del Committente nell’appo-sito registro dei controlli, che deve essere tenuto a disposizione degli organi di vigilanza.

• Tutte le operazioni di manutenzione straordina-ria possono essere eseguite da aziende in pos-sesso dei riconoscimenti rilasciati dalle Camere di Commercio ai sensi della vigente normativa (al momento della pubblicazione è in vigore il D.M. 37/2008)

• La frequenza dei controlli e le operazioni da compiere sono determinate dall’obiettivo di ga-rantire il corretto funzionamento degli impianti.

Le attività delle aziende di manutenzione sono di verifica della funzionalità degli impianti e non della loro efficacia, per la quale si rimanda alle norme tecniche per la progettazione ed installa-zione. Le aziende che prendono in carico nuove manutenzioni devono verificare la conformità dell’impianto al progetto redatto (che l’utilizza-tore deve avere) ed effettuare una verifica preli-minare atta ad acquisire tutte le informazioni in merito.

• Qualora i documenti di impianto non siano di-sponibili, o siano parzialmente disponibili, la loro predisposizione e/o aggiornamento è a cura del titolare dell’attività o della persona dal lui pre-posta (delegata), che dovrà incaricare un profes-sionista antincendio (iscritto negli appositi elen-chi del M.I. di cui all’art. 16 del D. Lgs. n. 139 del 08.03.2006) secondo la legislazione vigente (alla data di pubblicazione della Linea Guida il D.lgs 81/2008, come modificato dal D.lgs 106/2009, il D.M. 37/2008 e il Decreto 20.12.2012).

07 PRINCIPALI DEFINIZIONI

Cartellino di manutenzione: Documento che atte-sta gli interventi effettuati in conformità alla norma di riferimento.

Controllo iniziale: controllo effettuato per verificare la completa e corretta funzionalità delle apparecchia-ture e delle connessioni e la loro positiva corrispon-denza con i documenti del progetto esecutivo.

Controllo periodico: insieme delle operazioni, da effettuarsi con frequenza stabilita dalle norme di rife-rimento, per verificare la completa e corretta funzio-nalità delle attrezzature e degli impianti.

Etichetta identificativa della bombola: Documen-to posizionato sulla bombola riportante le seguenti informazioni: tipologia di agente estinguente, dati della bombola (capacità, matricola, tara, peso netto, peso lordo, pressione di stoccaggio), dati del pro-duttore, dati del centro di caricamento. Per quanto riguarda i gas fluorurati occorre seguire le indicazio-ni del Regolamento CE 1494/2007. Oltre all’etichetta identificativa posta sul corpo della bombola, la bom-bola deve portare sul collo (ogiva) l’etichetta a losan-ga, in conformità alla UNI EN 1089-2, obbligatoria per il trasporto, e alla normativa sul trasporto merci peri-colose ADR.

Manuale d’uso e manutenzione dell’impianto:

Documentazione redatta in lingua italiana che com-prende le istruzioni necessarie per la corretta gestio-ne dell’impianto e per il mantenimento in efficienza dei suoi componenti. Le istruzioni sono predisposte dall’Impresa installatrice dell’impianto, anche sulla base dei dati forniti dai fabbricanti dei componenti installati (Decreto 20.12.2012).

Manutenzione: operazione o intervento finalizzato a mantenere in efficienza e in buono stato le attrezza-ture e gli impianti.

Manutenzione ordinaria: Operazione che si attua in loco, con strumenti ed attrezzi di uso corrente. Essa si limita a riparazioni di lieve entità, bisognevoli unica-mente di minuterie e comporta l’impiego di materiali di consumo di uso corrente o la sostituzione di parti di modesto valore espressamente previste.

Manutenzione straordinaria: Intervento di manu-tenzione, realizzato da impresa abilitata (rif. articolo 3 D.M. 37/2008) che non può essere eseguito in loco o che, pur essendo eseguito in loco, richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o stru-mentazioni particolari o che comporti sostituzioni di intere parti di impianto o la completa revisione o so-stituzione di apparecchi per i quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

Persona o Tecnico qualificata/o – Persona o Tecni-co Competente e qualificata/o – Persona o Tecnico Competente e Formata/o (*): persona dotata della necessaria formazione ed esperienza che ha acces-so ad attrezzature, apparecchiature ed informazioni, manuali e conoscenze significative di qualsiasi pro-cedura speciale raccomandata dal produttore e/o dal detentore dell’impianto, in grado di eseguire su detto impianto le procedure di manutenzione specificate dalla norma.

Progetto dell’impianto: insieme dei documenti in-dicati dalla norma assunta a riferimento per la pro-gettazione di un nuovo impianto o di modifica di un impianto esistente. Il progetto deve includere, in assenza di specifiche indicazioni della norma, alme-no gli schemi e i disegni planimetrici dell’impianto, nonché una relazione tecnica comprendente i calcoli di progetto, ove applicabili, e la descrizione dell’im-pianto, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e dei componenti da utilizzare ed alle prestazioni da conseguire (Decreto 20.12.2012).

Responsabile del sistema o Utente o Utilizzatore (*): proprietario o titolare dell’attività o detentore del sistema o persona da lui preposta (delegata) secondo la legislazione vigente.

Sorveglianza: Controllo visivo atto a verificare che le attrezzature e gli impianti antincendio siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente ac-

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 17

PRINCIPALI DEFINIZIONI

cessibili e non presentino danni materiali accertabi-li tramite esame visivo. La sorveglianza deve essere effettuata dal personale normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.

Specifica dell’impianto: sintesi dei dati tecnici che descrivono le prestazioni dell’impianto, le sue ca-ratteristiche dimensionali e le caratteristiche dei componenti da impiegare nella sua realizzazione;

la specifica comprende il richiamo della norma di progettazione,la classificazione del livello di pericolo-sità, lo schema a blocchi, nonché l’attestazione dell’i-doneità dell’impianto in relazione al pericolo d’incen-dio presente nell’attività (Decreto 20.12.2012).

verifica generale del sistema o Revisione: controllo accurato e particolare del sistema, la cui periodicità e metodologia dipende dalle prescrizioni normative e legislative, relative ai singoli componenti utilizzati o dalle istruzioni del produttore delle apparecchiature impiegate.

(*) Nomenclatura presente a vario titolo nelle norme di costruzione e manutenzione.

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 19

MANUTENZIONE SISTEMI RETI IDRANTI

Le procedure di sorveglianza, controllo periodico, collaudo funzionale, collaudo periodico e manutenzione della rete idranti e relativi componenti, con riferimento alla UNI 10779, sono state inserite nella Linea Guida per la corretta manutenzione di estintori, componenti delle reti di idranti, porte tagliafuoco ed uscite di emergenza.

I sistemi di reti d’idranti possono essere alimentate:

•tramite alimentazioni promiscue (acquedotto)
•tramite alimentazioni dedicate (stazioni di pompaggio)

Per quanto riguarda le alimentazioni idriche, le istruzioni di manutenzione sono così trattate

• per le stazioni di pompaggio, le procedure di controllo periodico – settimanale, mensile, trimestrale, se-mestrale, annuale, triennale e decennale – sono inserite nella Sezione V della presenta Linea Guida,

• per le alimentazioni idriche promiscue, le procedure di controllo periodico comportano la verifica della rispondenza dell’impianto ai contenuti dell’appendice A.2 della norma UNI 10779.

I

MANUTENZIONE SISTEMI RETI IDRANTI

PRESA IN CARICO DELL’IMPIANTO E DOCUMENTI

DA RICHIEDERE AL COMMITTENTE

NB: Qualora i documenti di impianto non siano disponi-bili, o siano parzialmente disponibili, la loro predisposi-zione e/o aggiornamento è a cura del responsabile del sistema secondo la legislazione vigente (alla data di pubblicazione della linea guida il D.lgs 81/2008, come modificato dal D.lgs 106/2009, il D.M. 37/2008, il Decre-to 20.12.2012 e il Decreto 3.08.2015).

Prima di incominciare un’attività di controllo deve essere acquisita una copia del progetto esecutivo relativo all’impianto, con tutti gli elementi proget-tuali previsti al capitolo 9.1 della UNI EN 10779 e al capitolo 4 della UNI EN 12845 – se presenti stazioni di pompaggio.

Con il progetto occorre verificare che siano state ri-spettate le indicazioni progettuali e che la dichiara-zione di conformità dell’impianto sia presente e ripor-ti la normativa tecnica di riferimento.

Sui documenti e disegni devono comparire le se-guenti indicazioni:

•Nome dell’utente e/o proprietario
•Indirizzo del fabbricato
•Destinazione d’uso dei fabbricati coperti da

impianto/i

•Esecutore del progetto
•Responsabile del controllo progetto
•Data del progetto

DOCUMENTAZIONE INDICATIvA CHE L’AZIENDA DI MANUTENZIONE DEvE METTERE A DISPOSI-

ZIONE DEL COMMITTENTE A CONFERMA DELLA

CORRETTA ESECUZIONE DEI LAvORI

Compatibilmente con le procedure di ogni Azienda di Manutenzione, dopo ogni visita, l’Azienda incarica-ta deve predisporre un documento esaustivo (o una documentazione esaustiva) in grado di consentire una corretta gestione nel tempo del sistema:

• Piano di Lavoro o documento equivalente da cui si evinca: la data di consegna del lavoro, il tempo impiegato, il luogo, le persone che lo hanno ese-guito, i preposti del Committente che lo hanno avallato e i materiali forniti o sostituiti.

•Check list delle operazioni eseguite
•Report o Note di fine visita da cui si evinca: se il

sistema dispone di tutti i disegni e della docu-mentazione prevista dalle norme di legge e dal-le norme tecniche, se l’impianto è regolarmente funzionante, se sono state riscontrate anomalie e se sono state risolte, se sono state riscontrate anomalie e deve essere pianificata la loro soluzio-ne, se l’impianto presenta delle non conformità e le azioni proposte per la loro soluzione, se l’am-biente protetto ha subito modifiche e le azioni proposte per l’adeguamento dell’impianto alle modifiche, si vi sono problemi ambientali o ge-stionali che possano compromettere il funziona-mento e la funzionalità del sistema.

Quanto sopra descritto può essere integrato da docu-mentazione aggiuntiva relativa a:

•Elenco dettagliato dei componenti del sistema.
•Registrazione dei valori di portata e prevalenza

rilevati.

• Registrazione delle date di collaudo periodico delle tubazioni flessibile o semirigide, con riferi-mento alle dotazioni verificate.

LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 21

SCHEDA DI CONTROLLO

SISTEMI RETI DI IDRANTI

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LINEA GUIDA PER LA CORRETTA MANUTENZIONE DEI SISTEMI ANTINCENDIO - Rev. 3.2020 25

MANUTENZIONE SISTEMI DI RIvELAZIONE INCENDI

La sezione descrive le procedure di controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio, con riferimento alla norma UNI 11224.

DEFINIZIONE DELLE TEMPISTICHE DI INTERvENTO

Fase Periodicità Competenze

Controllo iniziale Occasionale Utente

Sorveglianza Continua Utente

Controllo periodico Semestrale (frequenza minima) Azienda specializzata

Manutenzione ordinaria Occasionale Azienda specializzata

Manutenzione straordinaria Occasionale Azienda specializzata

Verifica generale sistema Decennale (frequenza minima) Azienda specializzata

OPERAZIONI CONNESSE ALLE vERIFICHE

PERIODICHE

Operazioni preliminari Prima di iniziare qualsiasi operazione connessa alle “verifiche” bisogna:

• Informare il personale interessato delle opera-zioni di verifica in corso: responsabili di reparto, servizi di vigilanza, RSPP, preposti eventuali ecc.

• Predisporre opportuna segnaletica di “manuten-zione in corso”.

SORVEGLIANZA

La sorveglianza deve essere effettuata dall’utente ogni giorno ricorrendo alla propria struttura interna di gestione della sicurezza e al personale presente nelle varie dell’attività. L’obiettivo della verifica è quello di controllare che l’impianto non presenti stati anomali, disfunzioni, allarmi o problematiche particolari tali da richiedere l’intervento di tecnici specializzati.

Il controllo di sorveglianza deve essere effettuato nel-le condizioni esistenti, durante l’ordinaria operatività dei sistemi, e consiste in:

• Verifica giornaliera delle condizioni di stato del-la centrale di controllo, in particolare che siano inattive le segnalazioni di guasto e di allarme e che sia accesa la spia di colore verde di “alimen-tazione” attiva, sulla base delle istruzioni date dal costruttore e acquisizione degli eventi presenti nella memoria di centrale (in presenza di centrali di controllo di tipo analogico).

• Verifica delle condizioni di stato degli alimentato-ri, sulla base delle istruzioni date dal costruttore.

•Verifica dell’integrità dei pulsanti di allarme.
•Verifica di funzionamento delle segnalazioni ot-

tico - acustiche.

• Verifica di funzionamento degli asservimenti connessi alle automazioni delle porte e dei por-toni tagliafuoco.

• Verifica del mantenimento delle condizioni ini-ziali dell’impianto e dell’area protetta, come da progetto.

• Registrazione delle verifiche effettuate.

OPERAZIONI SEMESTRALI

Il controllo periodico semestrale dovrà essere effet-tuato da Azienda Specializzata che dovrà verificare l’intero sistema, sulla base di una check-list, utilizzan-do strumentazioni specifiche, idonea manualistica della centrale e delle apparecchiature installate in campo, disegni progettuali, schemi elettrici e logiche

II

di funzionamento del sistema forniti dall’Utente.

In questa verifica dovranno essere provati tutti i rive-latori, sulla base delle periodicità stabilite dalla nor-ma (100% a visita se rivelatori convenzionali; 100% nell’anno se rivelatori analogici), tutti i dispositivi e gli azionamenti previsti dalla logica di funzionamento dell’impianto.

Le appendici B.1, B.2, B3 contenute nella UNI 11224 sono indicative delle operazioni effettuabili durante il controllo periodico semestrale.

MANUTENZIONE ORIDNARIA

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

Tutti gli interventi richiesti da anomalie, modifiche, ampliamenti o ristrutturazioni dovranno essere rea-lizzati da Azienda Specializzata e dovranno prevedere le stesse procedure di collaudo contenute nelle ap-pendici A1 A2 A3 e A4 della norma UNI 11224.

OPERAZIONI DECENNALI

Ogni 10 anni dovrà essere verificata la rispondenza dell’impianto nei confronti…

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