DT4020_TESTO_DEFINITIVO_ed._2020.pdf

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This document is a Request for Information (RFI) issued by the Department of the Air Force United States Air Forces in Europe - Air Force Africa regarding the procurement of a Deployable, 8-firing lane Mobile Firing Range to be installed at Aviano AB, Italy. The RFI indicates that the new Mobile Firing Range will be constructed in accordance with the DT 4020 directive and provides an in-depth description of the required commodity in the attachments, along with relevant regulations. Responses to this RFI are due by Friday, April 19, 2023 at 1700 CET and will be used for market research purposes only, not to form a binding contract. The information provided in the RFI is subject to change and all submissions will become Government property.

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STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO

Direttiva 4020

NORME PER I POLIGONI IN GALLERIA

M_D E0012000 REG2020 0152293 18-09-2020

Digitally signed by VASCO

ANGELOTTI

Date: 2020.09.18 10:05:47 CEST

PAGINA INTENZIONALMENTE BIANCA

SME, Dir. 4020 Norme per i poligoni in galleria, Ed. 2020

AVVERTENZE

La presente pubblicazione è stata approntata secondo quanto previsto dalla Circ.

1001 “Modalità per l’approntamento delle pubblicazioni dell’Esercito Italiano”, ed.

2016 di SME e successive modificazioni e integrazioni.

Fatte salve le esigenze di servizio, ufficio o istituto, nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta in qualsiasi forma a stampa, fotocopia, microfilm, scansione digitalizzata o altri sistemi, senza l’autorizzazione scritta dell’originatore.

La presente pubblicazione è diramata con la lettera in Annesso.

PAGINA INTENZIONALMENTE BIANCA

I

INDICE

1 ASPETTI GENERALI

1.1 SCOPO

1.2 DEFINIZIONI

1.3 AMBITO DI APPLICAZIONE

1.4 CLASSIFICAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO IN GALLERIA

1.5 MODALITÀ DI TIRO – MUNIZIONAMENTO E ARMI DI PREVISTO IMPIEGO .. 4

2 ELEMENTI COSTITUTIVI E CARATTERISTICHE STRUTTURALI

2.1 GENERALITÁ

2.2 ZONA SERVIZI

2.2.1 Area di sosta e area di parcheggio

2.2.2 Edificio servizi

2.3 ZONA IMPIANTO DI TIRO

2.3.1 Stazione di tiro

2.3.1.1 Area osservatori

2.3.1.2 Box di controllo del tiro

2.3.1.3 Area tiratori

2.3.2 Galleria di tiro

2.3.2.1 Configurazione geometrica e dimensioni interne della galleria

2.3.2.2 Pareti

2.3.2.3 Pavimento

2.3.2.4 Solaio di copertura

2.3.2.5 Diaframmi

2.3.2.6 Porte di emergenza/di servizio

2.3.2.7 Stazione dei bersagli

2.3.3 Area parapalle

2.3.3.1 Parapalle

2.3.3.2 Tipi di parapalle

2.3.3.3 Caratteristiche specifiche dei parapalle più comuni

2.3.3.4 Locale retro parapalle

3 IMPIANTI TECNICI

3.1 GENERALITÀ

3.2 REQUISITI DA SODDISFARE E PRESCRIZIONI

3.2.1 Impianto elettrico

3.2.2 Impianto di ventilazione e termoventilazione

II

3.2.3 Impianto di rilevazione ossido di carbonio

3.2.4 Impianto interfonico e di amplificazione

3.2.5 Impianto rilevamento automatico del tiro (eventuale)

4 REQUISITI DI INSONORIZZAZIONE

4.1 CONDIZIONI ACUSTICHE INTERNE

4.2 CONDIZIONI ACUSTICHE ESTERNE

5 ASPETTI TECNICO-AMMINISTRATIVI

5.1 REALIZZAZIONE O TRASFORMAZIONE DI UN POLIGONO

5.2 ITER PROCEDURALE PER LA REALIZZAZIONE O TRASFORMAZIONE DI UN

POLIGONO

5.2.1 Prima fase

5.2.2 Seconda fase

5.3 PREVENZIONE INCENDI

6 AGIBILITÀ DEL POLIGONO

6.1 AGIBILITÀ AL TIRO

6.1.1 Atto di concessione dell’agibilità al tiro

6.1.2 Commissione poligoni

6.1.3 Oneri

6.1.4 Il verbale di sopralluogo ai fini dell’agibilità al tiro

6.1.5 Rapporti semestrali

6.1.6 Regolamento d’uso del poligono

6.2 MANUTENZIONE

6.3 SICUREZZA

III

ALLEGATI

A. RIFERIMENTI NORMATIVI

B. TERMINI E DEFINIZIONI

C. MUNIZIONAMENTO DI PIÙ COMUNE IMPIEGO IN ORDINE DI CALIBRO E

CLASSIFICATO PER CATEGORIA

D. TIPOLOGIA DI PARAPALLE IMPIEGABILE IN FUNZIONE DELLA CATEGORIA E

DELLA LUNGHEZZA DEL POLIGONO

E. DOCUMENTAZIONE NECESSARIA AL RILASCIO DELL’AGIBILITÀ AL TIRO

F. PERSONALE, MEZZI E MATERIALI NECESSARI ALL’EFFETTUAZIONE DELLE

PROVE DI VERIFICA

G. CONTROLLO DEI REQUISITI DA VERIFICARE IN SITU PER LA CONCESSIONE

DELL’AGIBILITÀ AL TIRO

H. FAC – SIMILE DEL VERBALE DI SOPRALLUOGO AI FINI DELL’AGIBILITÀ AL TIRO

I. FAC – SIMILE DELL’ATTO DI CONCESSIONE DELL’AGIBILITÀ AL TIRO

J. FAC – SIMILE DEL REGOLAMENTO D’USO DEL POLIGONO

Appendice 1: REGISTRO DEL POLIGONO

Appendice 2: COMPITI DEL DIRETTORE DEL POLIGONO

Appendice 3: COMPITI DEL DIRETTORE DI TIRO

Appendice 4: COMPITI DEL DIRETTORE TECNICO

Appendice 5: COMPITI DELL’ASSISTENTE AL TIRO – ISTRUTTORE

Appendice 6: COMPITI DELL’ARMAIOLO

Appendice 7: COMPITI DEL NUCLEO ASSISTENZA SANITARIA

Appendice 8: RAPPORTO DI BONIFICA

Appendice 9: REGISTRO DATI DI TIRO

Appendice 10: RAPPORTO SEMESTRALE

SME, Dir. 4020 Norme per i poligoni in galleria per armi portatili, Ed. 2020

1 ASPETTI GENERALI

La presente direttiva, nel confermare i criteri di sicurezza della precedente DT/P1 ed.

2005, tiene conto sia dell’esperienza acquisita nel tempo “sul campo” in materia di conformità e di agibilità degli impianti di tiro al chiuso in galleria sotto il profilo balistico/infrastrutturale sia della disponibilità di nuovi materiali e soluzioni tecniche adottabili nello specifico settore. In particolare, provvede a:

− allinearsi al nuovo quadro legislativo in materia di costruzioni, sicurezza, ambiente, balistica, ecc. (Allegato “A”);

− migliorare le predisposizioni infrastrutturali per ottimizzare la gestione di eventuali situazioni di emergenza durante le attività a fuoco;

− rendere di più facile lettura le disposizioni tecnico-amministrative inerenti all’iter procedurale per la realizzazione, agibilità e manutenzione di un poligono in galleria dedicando all’argomento due nuovi specifici capitoli;

− aggiornare la parte grafica inserendo nuovi e più dettagliati particolari costruttivi;

− aggiornare il Regolamento d’uso dei poligoni che dovrà contenere, in annesso, stralcio del piano di manutenzione dell’opera relativamente alle parti di interesse del regolamento stesso.

Inoltre, per tenere conto dei continui sviluppi della tecnologia e delle conseguenti innovazioni merceologiche, in alternativa ai materiali indicati fra le principali caratteristiche delle varie componenti strutturali del poligono, può essere valutato, da parte del Dipartimento delle infrastrutture - eventualmente avvalendosi dell’ausilio di comprovate certificazioni e/o di specifiche sperimentazioni - l’utilizzo di materiali diversi purché le loro caratteristiche siano equivalenti o migliorative di quelle attualmente previste.

La presente Direttiva entra in vigore alla data dell’atto di approvazione. Le agibilità già rilasciate ai sensi della DT/P1 ed. 2005, in data antecedente a quella citata, saranno ritenute valide fino alla naturale scadenza.

1.1 SCOPO

La Direttiva Tecnica in argomento ha lo scopo di definire le caratteristiche tecniche infrastrutturali e impiantistiche dei poligoni di tiro chiusi “in galleria” e le relative modalità d’uso da adottare affinché le strutture realizzate garantiscano il massimo grado di sicurezza per il personale che, a qualsiasi titolo, partecipa alle attività a fuoco.

Per quanto riguarda il rilascio dell’agibilità al tiro, la competenza per i poligoni “in galleria” risale a SME – Dipartimento delle Infrastrutture mentre per i poligoni “chiusi a cielo aperto” ai Comandi Forze Operative (COMFOP)/Comando Truppe Alpine (COMTA) competenti per territorio.

1.2 DEFINIZIONI

I poligoni di tiro sono infrastrutture realizzate per l’effettuazione di attività addestrative a fuoco. Essi si distinguono in:

− poligono “aperto”: area in cui sia le traiettorie sia i rimbalzi (o solo questi ultimi) non sono limitati artificialmente e, comunque, l’attività viene condotta all’aperto;

− poligono “chiuso”: area di sedime su cui insiste un’infrastruttura opportunamente organizzata per l’esercitazione al tiro con armi da fuoco in condizioni di assoluta sicurezza. Può essere:

• a cielo “aperto”: quando la sicurezza al tiro è garantita dalla chiusura perimetrale e da opportune opere di intercettazione delle traiettorie dirette e/o di rimbalzo (questa tipologia di poligoni non è oggetto di trattazione della presente Direttiva);

• a cielo “chiuso” (ovvero in “galleria”): quando la sicurezza al tiro è garantita dalla totale chiusura dell’impianto di tiro.

Sono realizzati su terreni appartenenti al demanio militare come nel caso di alcune delle Sezioni Tiro a Segno Nazionale – TSN affiliate all’Unione Italiana Tiro a Segno

– UITS, su terreno comunale o privato, e sono stabilmente organizzati per la condotta dell'addestramento e nel rispetto dei requisiti di sicurezza.

L’accesso è limitato al personale che gestisce il poligono, ai partecipanti alle esercitazioni e alle persone espressamente autorizzate.

Per tutti i termini e le definizioni citati all’interno della presente Direttiva, si faccia riferimento all’elenco in Allegato “B”.

1.3 AMBITO DI APPLICAZIONE

La presente direttiva si applica ai poligoni di tiro in galleria appartenenti alle seguenti Amministrazioni:

a. Forze Armate:1

− Esercito Italiano;

− Marina Militare;

− Aeronautica Militare;

− Arma dei Carabinieri.

1 D.lgs. del 15 marzo del 2010 n. 66 “Codice dell’Ordinamento Militare” e D.P.R. del 15 marzo 2010 n.

90 “Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di Ordinamento Militare”.

b. Corpi Armati dello Stato2 ad ordinamento sia civile sia militare:

− Polizia di Stato;

− Polizia Penitenziaria;

− Guardia di Finanza.

c. Presidenza del Consiglio dei Ministri – Agenzie1-2

d. Unione Italiana Tiro a Segno1-3 e Sezioni di Tiro a Segno Nazionali:

in ottemperanza al COM (art. 250) e TUOM (artt. 61 e 62), le attività svolte dalle sezioni di Tiro a Segno Nazionale, per gli aspetti connessi con la realizzazione e tenuta degli impianti di tiro e relative agibilità sono sottoposte al controllo del Ministero della Difesa che, nell’ambito della sua specifica competenza, lo attua attraverso la presente direttiva.

e. Forze Nato – USA: nell’ambito degli accordi in vigore.

La direttiva, per il personale delle F.A. costituisce, inoltre, norma di tutela tecnico-militare ai sensi dell’art. 253, co. 2 del D.P.R. 90/2010, restando vigente per le altre Amministrazioni quanto disposto dal D.lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e sicurezza del personale durante le attività lavorative.

Resta fermo l’obbligo della valutazione congiunta e documentata dei rischi interferenziali mediante la coordinazione da parte del Datore di Lavoro (DdL) che impegna il personale in addestramento con il DdL dell’Ente gestore del Poligono4/Presidente della Sezione T.S.N..

1.4 CLASSIFICAZIONE DEI POLIGONI DI TIRO IN GALLERIA

In relazione alle tipologie di armi e munizionamento utilizzati, i poligoni di tiro in galleria vengono suddivisi in categorie. Tale classificazione è legata all’energia cinetica che le armi e il munizionamento producono in corrispondenza del vivo di volata e alla considerazione che, a energie cinetiche superiori, devono corrispondere caratteristiche strutturali e di finitura superiori.

Nello specifico, si definiscono poligoni di tiro chiuso a cielo chiuso di:

2 L. del 24 dicembre 1979 n. 651, L. del 18 marzo 1982 n. 90 e L. del 5 dicembre 1988 n.521, riguardanti “le misure straordinarie per il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico dei servizi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

3 D.M. del Ministero della Difesa datato 15 novembre 2011 (G.U. n. 293 del 17/12/2011) e Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio n. 16400/2014 REG.RIC. in data 28 agosto 2015 che definisce l’esclusiva competenza della Forza Armata anche per i poligoni di 1a categoria della U.I.T.S...

4 Detta valutazione, per i Comandanti/DdL dell’Esercito, è regolata dalla Direttiva 7027 - Misure di tutela della sicurezza e della salute del personale e di protezione ambientale da adottare nei poligoni e nelle aree addestrative, ed. 2017.

− 1a categoria: quelli che, per caratteristiche intrinseche, consentono l’utilizzo delle armi portatili omologate che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale al vivo di volata “fino a 780 joule”;

− 2a categoria: quelli che, per caratteristiche intrinseche, consentono l’utilizzo delle armi portatili omologate che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale al vivo di volata “superiore a 780 joule e fino a 1270 joule”;

− 3a categoria: quelli che, per caratteristiche intrinseche, consentono l’utilizzo delle armi portatili omologate che, unitamente al munizionamento impiegato, sviluppano una energia cinetica iniziale al vivo di volata “superiore a 1270 joule e fino a 3400 joule”.

Categoria Energia cinetica sviluppata al vivo di volata [J]

1a fino a 780 joule

2a superiore a 780 joule e fino a 1270 joule

3a superiore a 1270 joule e fino a 3400 joule

1.5 MODALITÀ DI TIRO – MUNIZIONAMENTO E ARMI DI PREVISTO

IMPIEGO

L’addestramento del personale svolto all’interno del poligono deve essere sempre effettuato nel rispetto delle caratteristiche del poligono e delle istruzioni previste nel regolamento d’uso nonché in aderenza alle circolari addestrative approvate e diramate da ciascuna Amministrazione e non in contrasto con la presente Direttiva, tenendo conto – ove necessario – delle prescrizioni fornite dal Banco Nazionale di Prova delle Armi da Fuoco Portatili e Munizioni Commerciali (B.N.P.A.F.P.)5 in sede di certificazione dell’impianto, seguendo con scrupolosa osservanza quanto stabilito in merito a:

− modalità di tiro: il tiro è consentito “esclusivamente” dal box di tiro in senso ortogonale alla linea bersagli, nelle posizioni “in piedi”, “in ginocchio” e “a terra” purché da fermo, contro bersagli non in movimento durante il tiro;

5 Definizione in Allegato “B”.

− armi e munizionamento: le armi utilizzabili nei poligoni di tiro in galleria sono classificate mediante energia cinetica in funzione del munizionamento impiegato.

In Allegato “C” sono riportate tabelle puramente indicative del munizionamento di più comune impiego suddiviso per categorie.

É consentito l’utilizzo esclusivo del seguente munizionamento:

− ordinario con proiettile incamiciato;

− con proiettile in piombo non incamiciato (solo nei poligoni in cui è installato il parapalle ad assorbimento e secondo le valutazioni della Commissione per l’agibilità);

− da esercitazione con proiettile di plastica, gomma, cera o di materiali facilmente frangibili;

− con proiettile in acciaio qualora il parapalle sia del tipo “ad assorbimento6”.

2 ELEMENTI COSTITUTIVI E CARATTERISTICHE

STRUTTURALI

2.1 GENERALITÁ

Un poligono di tiro in galleria è costituito da una zona servizi e da una zona impianto di tiro, strettamente connesse tra loro (figura 1 e 2). In particolare:

− la zona servizi è costituita dagli ambienti accessori necessari all’utilizzo del poligono che comprende:

• area di sosta e di parcheggio;

• edificio servizi;

• locale custodia munizioni/armi7, limitatamente ai poligoni delle Sezioni T.S.N.

(affiliati alla U.I.T.S.);

− la zona impianto di tiro (figura 3) è costituita dalla parte attiva del poligono che comprende:

• stazione di tiro;

• galleria di tiro;

• area parapalle.

6 Cfr. § 2.3.3.3 - “Parapalle ad assorbimento”.

7 Tali locali sono sottoposti al rilascio dell’atto di agibilità all’utilizzo del locale custodia munizioni/armi ai sensi dell’art. 61 del D.P.R. n. 90 del 15 marzo 2010 “Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di Ordinamento Militare” e sono disciplinati con specifica direttiva tecnica.

Altri locali di primaria utilità (l’ufficio del Direttore del poligono, il magazzino, i locali per la distribuzione delle armi previste dalla lezione di tiro, gli spogliatoi, ecc.), potranno trovare funzionale sistemazione nell’ambito di infrastrutture adiacenti al poligono, posti all’interno della zona servizi.

Inoltre, nel caso in cui il poligono sia in area sprovvista di locali destinati alle attività di seguito indicate, si dovrà provvedere alla realizzazione dei locali destinati a:

− primo soccorso;

− distribuzione armi;

− custodia munizioni/armi;

− ristoro (auspicabile);

− sala riunioni (auspicabile);

− locale e/o alloggio custode (auspicabile).

Figura 1 – Tipico schema funzionale di poligono di tiro in galleria

Figura 2 – Pianta poligono di tiro in galleria

Figura 3 – Zona impianto di tiro del poligono al chiuso in galleria (esempio tipo)

2.2 ZONA SERVIZI

Di massima è situata in testata al poligono e comprende l’area di sosta, l’area parcheggio e l’edificio servizi.

Quando in questa zona, anche a seguito della valutazione effettuata in conformità all’articolo 28 del D.lgs. 81/2008, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, si dovrà fare ricorso alla segnaletica di sicurezza. La stessa dovrà essere realizzata conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati dal XXIV al XXXII del citato decreto, anche in merito alla segnalazioni degli ostacoli, dei punti di pericolo e delle vie di circolazione.

2.2.1 Area di sosta e area di parcheggio

Garantisce il movimento e il parcheggio degli autoveicoli e, per i poligoni ad alta potenzialità addestrativa, la sosta al coperto del personale utente.

L’area è auspicabile che sia adeguatamente recintata e dotata di regolamentare segnaletica stradale orizzontale e verticale; inoltre, deve prevedere il posto per la sosta dell’ambulanza di servizio.

Può comprendere anche uno spazio destinato alle adunate e/o cerimonie di premiazione, riunione di staff, pause etc...

2.2.2 Edificio servizi

Nell’edificio servizi trovano sede vari locali le cui caratteristiche dipendono dalla:

− potenzialità del poligono;

− ubicazione dello stesso rispetto ad altra struttura presente in zona.

Occorre comunque sempre prevedere i seguenti locali essenziali (figura 4 e 5):

− ingresso atrio;

− locale per impianti tecnici;

− servizi igienici.

Altri locali di primaria utilità, come l’ufficio, il magazzino, il controllo e deposito momentaneo di armi, gli spogliatoi e quant’altro utile per un ottimale funzionamento e per la sicurezza, dovranno essere previsti solo se gli stessi non trovano funzionale sistemazione nell’ambito di infrastrutture adiacenti al poligono.

La scelta dei locali, la loro ampiezza e distribuzione funzionale, nonché i relativi materiali da costruzione, sono lasciati alla valutazione del progettista.

2.3 ZONA IMPIANTO DI TIRO

Costituisce la parte attiva del poligono di tiro e comprende le seguenti aree funzionali:

− stazione di tiro;

− galleria di tiro;

− area parapalle.

Anche in questa zona, laddove a seguito della valutazione effettuata in conformità all’articolo 28 del D.lgs. 81/2008 risultino rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, si dovrà fare ricorso alla segnaletica di sicurezza. La stessa dovrà essere realizzata conformemente alle prescrizioni di cui agli allegati dal XXIV al XXXII del citato decreto, anche in merito ai cartelli di divieto (es.: di fumare e usare fiamme libere, di accesso alle persone non autorizzate), di avvertimento (es.: presenza materiali infiammabili), di prescrizione (es.: protezione obbligatoria degli occhi e dell’udito), di salvataggio (es.: percorsi e uscite di emergenza) e quelli relativi alle attrezzature antincendio.

In particolare, per la sola area tiratori contenuta nella stazione di tiro, gli estintori dovranno essere protetti (cfr. § 2.3.1.3).

Figura 4 – Schemi tipologici più ricorrenti dell’edificio servizi i locali essenziali dei poligoni di tiro in galleria

Figura 5 – Schemi tipologici più ricorrenti dei locali essenziali dei poligoni di tiro in galleria

2.3.1 Stazione di tiro

Comprende:

− area osservatori (eventuale);

− box di controllo del tiro;

− area tiratori.

Figura 6 – Stazione di tiro dei poligoni di tiro in galleria

PARTICOLARE A (§ 2.3.1.3)

Figura 7 – Stazione di tiro dei poligoni di tiro in galleria (sezione)

2.3.1.1 Area osservatori

L’area osservatori deve consentire l’osservazione al tiro in massima sicurezza nonché l’eventuale attesa fra una ripresa e l’altra dei tiratori. In particolare, la parete/vetrata confinante con l’area tiratori, esposta a colpi accidentali, deve presentare caratteristiche costruttive di imperforabilità adeguate alla categoria dello stand.

Comunque, nell’area osservatori, allorquando si superi la soglia degli 80 dB (A), è obbligatorio avere a disposizione idonei dispositivi otoprotettivi (tappi o cuffie insonorizzanti), fermo restando l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale per livelli superiori ai valori superiori di azione (85 dB(A)). In tali casi dovrà essere posizionato il cartello con la scritta “PER LA PERMANENZA IN QUESTA ZONA È

OBBLIGATORIO INDOSSARE IDONEI DISPOSITIVI OTOPROTETTIVI”.

2.3.1.2 Box di controllo del tiro

Il box di controllo del tiro è l’unità centrale del poligono, dove confluiscono tutte le informazioni relative alla sicurezza e alle operazioni che si svolgono nelle predette aree funzionali e dalla quale si diramano tutte le istruzioni e ordini relativi alle esercitazioni a fuoco (figura 8 e 9).

Figura 8 – Pianta box di controllo del tiro dei poligoni di tiro in galleria

Figura 9 – Box di controllo del tiro dei poligoni di tiro in galleria (sezione)

20-30 cm.

La “Centrale di comando e controllo” (figura 10, 11 e 12) deve essere realizzata su consolle, aderente alla parete vetrata al fine di garantire una visione indisturbata dell’area tiratori, avente pendenza e altezza da terra tali da rispettare i criteri di ergonomicità della postazione di lavoro (D.lgs. 81/08 e s.m.i.) e dovrà riportare:

− lo schema planimetrico della zona “impianto di tiro” con indicate tutte le porte di accesso all’area tiratori, alla galleria di tiro e all’area parapalle con la relativa segnalazione luminosa di apertura/chiusura (rispettivamente spie rosse e verdi).

L’apertura di una qualsiasi porta dovrà provocare, all’interno del citato box, la diffusione del predetto segnale ottico e acustico di allarme;

− i comandi elettrici di apertura/chiusura di tutte le porte di cui sopra;

− la strumentazione di controllo della concentrazione di monossido di carbonio (CO) nell’area tiratori, con segnalazione di pre-allarme ottico e acustico (quando la concentrazione dello stesso gas raggiunge il limite di 50 p.p.m.) e segnalazione di allarme ottico e acustico (quando la concentrazione raggiunge il limite di 70 p.p.m.)

(figura 13). I citati segnali di preallarme e allarme devono possedere caratteristiche sia ottiche sia acustiche differenziate con chiara indicazione nel regolamento d’uso;

− i comandi dell’impianto di ventilazione e i dispositivi di segnalazione di intasamento dei filtri;

− il microfono dell’impianto di amplificazione;

− il citofono collegante il box di controllo del tiro con l’area tiratori;

− il citofono collegante il box di controllo del tiro con l’accesso al locale retro parapalle;

− il citofono collegante il box di controllo del tiro con gli accessi, siano essi di servizio/emergenza, alla galleria di tiro;

− i comandi del sistema di movimentazione/traslazione delle sagome e dei bersagli, ove presente;

− nel caso di parapalle a movimentazione elettromeccanica, i comandi degli impianti connessi, costituiti da pulsanti di avvio marcia-arresto, pulsante di emergenza e led di segnalazione guasto;

− i comandi dell’impianto di intercomunicazione composti da:

• impianto citofonico collegato con l’area tiratori, tutte le porte di accesso alla galleria di tiro e al locale retroparapalle e con tutti gli altri punti che si riterrà opportuno collegare;

• impianto di amplificazione di collegamento con l’area tiratori;

• telefono collegato con la rete esterna.

In funzione delle esigenze addestrative/funzionali specifiche delle varie

Amministrazioni, la centrale di comando e controllo può essere gestita da un operatore con l’ausilio di un computer e di programmi dedicati.

Figura 10 e 11 – Organizzazione funzionale della consolle (esempio 1 e 2)

Figura 12 – Organizzazione funzionale della consolle (esempio 3)

Figura 13 – Esempio di centralina di controllo con display indicatori della percentuale di monossido di carbonio (CO)

Per consentire una chiara, indisturbata e completa visione dell’area tiratori e della galleria di tiro, il box di controllo del tiro deve avere:

− una configurazione geometrica specificamente calcolata; in particolare, l’angolo formato dalle rette congiungenti le origini di tiro delle postazioni esterne con il centro del box di controllo del tiro deve essere compreso tra 45°e 60° (figura 6).

Fermo restando quanto sopra, è possibile prevedere l’installazione di un sistema

TVCC. Per la sola attività sportiva professionistica da verificare a cura del Direttore di Tiro, oltre all’installazione di un sistema TVCC, è consentito che il Direttore di

Tiro sia coadiuvato da uno o più assistenti presenti nell’area tiratori a esso direttamente collegati tramite interfono. Al contrario, per l’attività istituzionale devono essere rispettati i predetti limiti di visuale.

− il pavimento rialzato di circa 20÷30 cm rispetto alla quota dell’area tiratori.

Strutturalmente il box di controllo del tiro deve essere realizzato in modo da resistere a impatti di colpi accidentali e proiezione di schegge. Le pareti che confinano con l’area tiratori devono essere realizzate prevedendo:

− inferiormente, dal piano di calpestio fino a quota +0.90 m, una parete di idoneo spessore in calcestruzzo armato di classe di resistenza C 32/408 rivestita dal lato tiratori con pannelli in truciolato aventi spessore non inferiore a 4 cm, fissati su murali in legno di dimensioni 5x5 cm. Detta struttura lignea dovrà essere certificata per la classe di reazione al fuoco non superiore a 1 (secondo la normativa vigente in materia) e avere caratteristiche tali da assorbire l’energia cinetica di eventuali colpi accidentali. In alternativa, la parete può essere realizzata in muratura piena di idoneo spessore (tale da consentire un’equivalenza delle caratteristiche meccaniche della analoga parete realizzata in c.a.) e, ove realizzata in tamponatura di laterizi, deve essere rivestita con lastra in acciaio balistico di spessore minimo 6 mm e durezza minima 360 HB;

− superiormente, da quota +0.90 m, una vetrata realizzata secondo la norma UNI EN 1063, idonea a non essere perforata da proiettili provenienti, a qualsiasi titolo, da armi e munizioni impiegabili nello stand abilitato o da abilitare (o per le quali se ne chieda l’abilitazione). Inoltre, al fine di garantire l’incolumità del personale operatore e di quanti eventualmente presenti nell’area osservatori, su entrambe le facce della vetrata dovranno essere applicate idonee pellicole salva schegge certificate.

Le pareti non esposte al tiro possono essere realizzate con opere murarie di tamponamento di tipo ordinario (schemi tipologici in figura 14).

Il massimo livello di rumore, misurato al centro del box di controllo del tiro, al momento del tiro contemporaneo da tutte le postazioni, non deve superare il valore limite fissato dalle norme di legge vigenti (D.lgs. 81/08 e s.m.i.).

L’insonorizzazione necessaria può essere ottenuta rivestendo le pareti e il controsoffitto con adeguati pannelli fonoassorbenti e il pavimento con gomma di idoneo spessore;

qualora la parte superiore delle tre pareti – non esposta ai tiri – fosse realizzata in vetro, deve essere prevista una doppia lastra di vetro.

All’interno del box di controllo del tiro deve essere garantita luce diffusa con illuminamento medio non inferiore a 200 lux. Per consentire l’effettuazione dei tiri simulando l’ambiente “notturno”, qualora previsti dal regolamento d’uso, l’intensità di illuminazione nel box, così come nella galleria e sui bersagli, deve essere regolabile, al fine di evitare fenomeni di disturbo o abbagliamento per i tiratori.

8 Per i poligoni di nuova realizzazione.

Deve essere previsto un impianto di ventilazione, tale da garantire, ai sensi del D.lgs. 81/08 e s.m.i., almeno due ricambi/ora dell’aria.

Figura 14 – Box di controllo del tiro (schemi tipologici)

2.3.1.3 Area tiratori

(a) L’area tiratori comprende i box di tiro e le zone di ingresso e di uscita dei tiratori, e presenta dimensioni interne variabili. In particolare:

− la larghezza è funzione del numero di linee di tiro e tiene conto dei vincoli costituiti sia dalla distanza fra due linee di tiro contigue che non deve essere inferiore a 1,20 sia dalla distanza delle linee di tiro estreme distanti dalle pareti ≥0,90 m (figura 6) sia dalla configurazione geometrica del box di controllo del tiro (cfr. § 2.3.1.2). Qualora la larghezza dell’area tiratori non sia pari alla larghezza della sezione tiratori è opportuno realizzare un restringimento delle pareti laterali dell’area tiratori, raccordandolo alla sezione tiratori, per migliorare le condizioni di areazione (figura 5 e 6 Particolare A);

− la lunghezza è funzione dell’angolo formato dalle rette congiungenti il centro del “box di controllo del tiro” con le origini di tiro estreme: ottimale 45°, massimo ammissibile 60° (figura 6);

− l’altezza è funzione della quota del piano di calpestio del “box di controllo del tiro” rispetto a quella dell’area tiratori e varia tra m 2.80 e 3.50 (figura 7).

(b) Le pareti, il pavimento e il soffitto dovranno rispondere ai seguenti requisiti essenziali:

− resistenza balistica alla perforazione in conformità alla categoria dello stand abilitato e/o da abilitare;

− avere un rivestimento tale da:

• trattenere i proiettili che lo colpiscano accidentalmente e non produrre rimbalzi e proiezioni di schegge;

• garantire le condizioni acustiche richieste dalla vigente normativa in materia (D.lgs. 81/08 e s.m.i., L. 447/95 e Piani di zonizzazione acustica comunali);

• avere una classe di reazione al fuoco non superiore a 1 (secondo la normativa vigente in materia);

• consentire in modo agevole sia la manutenzione sia la bonifica dalle polveri incombuste;

− qualora la parete posteriore sia trasparente, essa dovrà essere costituita da una lastra di vetro antiproiettile di idonea resistenza in funzione della potenza delle armi da fuoco impiegate, secondo la norma UNI 1063 o comunque la norma vigente in materia.

I predetti requisiti possono essere assicurati qualora:

− le strutture siano in cemento armato:

• di spessore non inferiore a 25 cm con classe di resistenza a compressione non inferiore a C 35/459 e copriferro non inferiore a 5 cm;

• con giunti realizzati in modo che si formi un gradino negativo10 verso la direzione del tiro;

− le strutture siano in muratura piena di qualsiasi genere:

9 Per i poligoni di nuova realizzazione.

10 Si definisce “gradino positivo”, la discontinuità superficiale, verticale-orizzontale ovvero obliqua, tra due elementi in cls armato o in acciaio che crea un dislivello la cui differenza di quota, in caso di impatto, generi frammentazione e/o ritorno di ogiva. Viceversa, il “gradino negativo” permette il passaggio indisturbato delle ogive lungo la linea di tiro verso il parapalle.

• di spessore non inferiore a 25 cm;

• avere un rivestimento in acciaio dello spessore minimo di 6 mm e durezza

360 HB;

− il soffitto e le pareti siano rivestiti con pannelli di conglomerato ligneo aventi spessore non inferiore a 4 cm, fissati su murali di legno di sezione 5 × 5 cm e sovrastante posa di materiale fonoassorbente con classe di reazione al fuoco non superiore a 1, avente finitura superficiale non porosa (del tipo materiale fonoassorbente a celle chiuse che consenta una facile lavabilità della superficie) (figura 15a e 15b). Tutti i materiali devono essere posati in opera e/o trattati con idonee colle speciali e/o impregnanti lignei/vernici con classe di resistenza al fuoco non superiore a 1, opportunamente certificata con scheda tecnica del prodotto indicante la relativa vita tecnica. Deve comunque essere assolutamente esclusa la presenza di spigoli vivi e l’impiego di chiodi, viti, elementi metallici in grado di produrre schegge e/o deviare la traiettoria del proiettile;

− il pavimento sia costituito da massetto in c.a., avente resistenza a compressione non inferiore a C 32/4011 e superficie di calpestio indurita con polveri al quarzo o metalliche, ricoperto con quadrotti/tappeti in gomma liscia posati e non incollati12, aventi la classe di reazione al fuoco non superiore a 1 (secondo la normativa vigente in materia), opportunamente certificata con scheda tecnica del prodotto indicante la relativa vita tecnica, con capacità di trattenere i proiettili di eventuali colpi accidentali/anomali.

Figura 15a – Particolare rivestimento delle pareti e del soffitto con materiale fonoassorbente a celle chiuse

11 Per i poligoni di nuova realizzazione.

12 Tale soluzione permette la rimozione periodica del pannello per una successiva bonifica delle polveri incombuste che si accumulano durante le attività a fuoco.

FONOASSORBENTE A CELLE CHIUSE

LEGNO TRUCIOLARE DA 4 cm

Figura 15b – Particolare rivestimento delle pareti e del soffitto per isolamento acustico

Tutti gli infissi presenti nell’area tiratori devono possedere il requisito di sicurezza balistica in ordine alla categoria di progetto caratterizzante il poligono. Le vetrate esposte al tiro diretto devono essere di tipo antiproiettile analogamente alle vetrate del box di controllo del tiro compresi i telai di sostegno delle stesse, rivestiti in legno da 4 cm, di classe di reazione al fuoco non superiore a 1 se esposti al tiro diretto.

Per consentire l’accesso e l’uscita indipendente del personale in condizioni di sicurezza e sotto il controllo del Direttore di tiro, nell’area tiratori devono essere presenti due porte distinte (figura 16). La Commissione poligoni valuterà, di volta in volta, i casi specifici. Queste saranno costituite da una struttura di acciaio balistico di spessore adeguato alla categoria dello stand e comunque non inferiore a 6 mm e durezza 360 HB. Le porte devono essere provviste di serrature di sicurezza a comando elettrico e di maniglie interne antipanico, complete di cilindro sul lato esterno, per consentire l’eventuale apertura manuale in caso di necessità ed emergenza. Presso le aperture, secondo il regolare flusso, dovranno essere previsti pannelli di segnalazione luminosa a funzione semaforica (es: luce rosso/verde, pittogrammi, scritte esplicative) (figura 17 e 18) e un sistema citofonico collegato con il box controllo del tiro. I comandi delle porte e dei pannelli di segnalazione devono far capo alla consolle del box controllo del tiro, che sarà anche dotata di segnale di allarme acustico e luminoso di avviso di apertura porta durante la fase di divieto. La luce di apertura del vano porta deve essere dimensionata tenendo conto del D.lgs. 81/08 e s.m.i., del D.M. 10 marzo 1998 e, ove ricorrano i casi, del D.P.R. 151 del 22 settembre 2011.

Devono essere installati n. 2 estintori portatili da 5 kg a CO2, sollevati da terra, ubicati in posizione ben visibile e segnalata, protetti contro eventuali colpi accidentali. Tale protezione, rimovibile, varia in funzione della categoria del poligono. In particolare, per la 1a e 2a categoria (figura 19a) si dovrà prevedere un rivestimento in materiale ligneo di almeno 4 cm con classe di resistenza al fuoco non superiore a 1, mentre per la 3a categoria (figura 19b) all’interno dovrà essere aggiunta e opportunamente distanziata, una lamiera di acciaio balistico dello spessore di 6 mm HB 360.

Figura 16 – Esempio dispositivi luminosi porte di sicurezza

Figura 17 – Esempio pannelli segnaletici luminosi

VISTA DALL’INTERNO

VISTA DALL’ATRIO SEGNALI SEMAFORICI

Figura 18 – Esempio pannelli segnaletici luminosi

Figura 19a – Esempio tipo di protezione di un estintore per poligoni di 1a e 2a categoria

Figura 19b – Esempio tipo di protezione di un estintore per poligoni di 3a categoria

(c) I box di tiro (figura 20) devono consentire:

− al tiratore, di poter eseguire agevolmente tutte le operazioni relative all’esecuzione del tiro nelle posizioni previste e di controllare con immediatezza i risultati dei tiri;

− all’assistente al tiro, qualora presente, di potersi affiancare al tiratore per impartire le necessarie istruzioni e controllare l’esatta esecuzione del tiro;

− al Direttore di tiro, dal box di controllo del tiro, di poter controllare tutte le operazioni svolte dai tiratori.

In particolare (figura 21):

− la distanza tra due linee di tiro contigue deve essere non inferiore a 1,20 m;

− la distanza degli assi delle linee di tiro estreme dalle pareti finite deve essere ≥ 0.90 m (figura 6);

− le postazioni devono essere separate tra loro da setti separatori dello spessore minimo di 0.10 m, della profondità di 1.50 m e altezza almeno 2.50 m; tali setti devono avere l’anima centrale costituita da una lastra di acciaio balistico di spessore non inferiore a 6 mm e durezza non inferiore a 400 HB e devono essere aderenti al pavimento (figura 22);

− per le sole Sezioni TSN, esclusivamente per lo svolgimento dell’attività sportiva è ammessa la rimozione dei setti separatori nell’area tiratori. Solo in questo caso, i setti separatori potranno essere del tipo amovibile ma, dovrà comunque essere assicurata l’aderenza al pavimento e opportunamente sottoposti a prova balistica da parte del B.N.P.A.F.P.. Durante l’uso dello stand per tale tipologia di attività sportiva, il direttore di tiro, in relazione a quanto prescritto nel regolamento d’uso e secondo la programmazione approvata dalla Sezione TSN, è unico responsabile della rimozione dei predetti setti e del corretto impiego, da parte dei tiratori, delle armi che unite al munizionamento sviluppano un’energia cinetica al vivo di volata fino a 254,904 joule. Inoltre, in caso di utilizzo di proiettili in piombo non incamiciati, l’energia cinetica al vivo di volata è consentita fino a 617,652 joule. In analogia a quanto riportato nella deroga sportiva alla DT/P2 ed. 2006 (let. prot. n. 0205495 in data 4/12/2015), nel caso di utilizzo dell’impianto di tiro per attività sportiva, si evidenzia quanto segue:

• non potranno prevedersi attività di tiro con armi diverse da quelle previste nei programmi federali per le discipline di cui al regolamento tecnico sportivo UITS (International Shooting Sport Federation – ISSF, European Sport Shooting Federation – ESC, World Rimfire and Air Rifle Benchrest Federation – WRABF, International Paralympic Committee – IPC);

• i tiratori che svolgono attività sportiva, in tale tipologia di impianto, dovranno avere un elevato grado di addestramento, preparazione ed esperienza, riconosciuto dal direttore di tiro secondo le modalità previste dalla legge;

• non è consentito lo svolgimento in contemporanea, nello stesso stand, di attività sportiva e istituzionale;

• l’utilizzo dello stand per uso sportivo, nelle discipline di cui al regolamento tecnico sportivo UITS, dovrà essere sancito/formalizzato nel regolamento d’uso del poligono, firmato dal presidente del TSN.

L’uso dello stand per le attività di tipo istituzionale comporta sempre l’obbligo di svolgere le attività a fuoco in presenza dei setti di separazione. La predetta attività istituzionale non può essere svolta in mancanza dei citati setti di separazione amovibili, in quanto la loro assenza fa automaticamente decadere la concessione di agibilità al tiro con conseguente divieto di utilizzazione.

− nei poligoni di tiro di 3a categoria, i setti separatori devono avere l’anima centrale costituita da n. 2 lastre di acciaio balistico di spessore non inferiore a 6 mm e durezza non inferiore a 400 HB, distanziate tra loro da un’intercapedine di 10 mm e devono essere aderenti al pavimento (figura 22);

− la sicurezza balistica di tali elementi deve essere certificata dal B.N.P.A.F.P..

Inoltre, in fase di progettazione, l’Autorità Militare che ha approvato il progetto, avvalendosi dell’ausilio di comprovate certificazioni rilasciate dal B.N.P.A.F.P. e di specifiche sperimentazioni, può valutare l’impiego di setti di separazione realizzati con materiali diversi da quanto sopra descritto purché le loro caratteristiche siano equivalenti o migliorative di quelle previste;

− sui setti devono essere installati i rilevatori / sensori CO, uno per ogni box di tiro, a un’altezza di circa 160 cm dal pavimento, ovvero in relazione alle caratteristiche costruttive indicate nella relativa scheda tecnica (figura 23).

Dovranno essere previsti anche i dispositivi di comando dell’impianto semaforico di “segnalazione degli inconvenienti” (luce rossa), di “pronti al tiro” (luce verde) e “non” (luce rossa) (figura 23 e 24) e l’alloggiamento eventuale del sistema video a circuito chiuso. Inoltre, i setti potranno essere dotati di una “tenda” costituita da strisce in gomma, con classe di resistenza al fuoco non superiore a 1, atta a smorzare il rimbalzo dei bossoli espulsi dall’arma in fase di tiro (figura 23);

− i dispositivi di comando relativi al sistema movimentazione bersagli potranno essere posizionati preferibilmente sui setti di separazione ovvero all’interno di ciascun box di tiro, in posizione di facile utilizzo per il tiratore;

− i box devono essere dotati di un pianetto ribaltabile anche discontinuo, della larghezza di 0.30 m realizzato in materiale ligneo, di idoneo spessore e di classe di reazione al fuoco non superiore a 1, ovvero in alluminio o materiale perforabile, rivestito in gomma antisdrucciolo posto a quota +1.05 m dal pavimento (figura 21). É, altresì, consentita l’eventuale installazione di un dispositivo che, al sollevamento del pianetto, segnali l’ingresso nella galleria di tiro attraverso un sistema di segnalazione acustica e ottica (luce rossa);

− all’intradosso del solaio finito, al di sopra delle postazioni ovvero lungo il lato corto dei setti divisori, dovrà essere prevista la numerazione progressiva del box, ben visibile;

− il livello di rumore massimo misurato nell’area durante il tiro contemporaneo da tutte le postazioni, non deve superare i valori limite di esposizione di cui all’art. 189 del D.lgs. n. 81/2008 e s.m.i.. In ogni caso i tiratori/assistente/direttore di tiro o altro personale autorizzato devono utilizzare i dispositivi per la protezione dell’udito ove la normativa vigente lo imponga e, comunque, quando si superano gli 85 dB(A).

Non è consentito l’uso del box di tiro realizzato in “fossa”.

Il controllo dell’agibilità sarà sempre effettuato:

− acquisendo i certificati redatti da un laboratorio A.S.L., o altro autorizzato, o da un tecnico abilitato nel settore attestanti il rispetto della presente direttiva e della normativa vigente in materia di igiene del lavoro (inquinamento ambientale, intensità luminosa, velocità dell’aria e taratura dell’impianto di rilevazione del CO);

− acquisendo la dichiarazione di un tecnico del settore attestante la conformità del vetro antiproiettile alla norma UNI 1063, rispettivamente per la categoria delle armi impiegabili nel poligono; in alternativa, i risultati delle verifiche balistiche effettuate su campione di vetro e telaio dal B.N.P.A.F.P. per la categoria delle armi da abilitare;

− controllando la rispondenza alle presenti norme di tutti gli elementi componenti l’area tiratori.

Figura 20 – Struttura tipo di un box di tiro, conforme allo schema di riferimento

Figura 21 – Schema assonometrico, parte centrale di un box di tiro

1a E 2a CATEGORIA 3a CATEGORIA

Figura 22 – Schema esempio con setti divisori dei box di tiro

Figura 23 – Particolare setti di separazione

(esempio)

Figura 24 – Particolare pannello di comando su setto di separazione

2.3.2 Galleria di tiro

La galleria di tiro è il settore intermedio dell’impianto di tiro che collega la stazione di tiro con l’area parapalle. Contiene una o più linee di bersagli (figura 25) ed è realizzata in modo da impedire, in qualsiasi situazione, la fuoriuscita dei proiettili. In essa, trovano ubicazione:

− i diaframmi;

ALLUMINIO TRAFORATO DA 1mm

MATERIALE FONOASSORBENTE DA 6mm

TRUCIOLARE DI LEGNO DA 40mm

LAMIERA DI ACCIAIO BALISTICO 400 HB DA 6mm

ALLUMINIO TRAFORATO DA 1mm

TRUCIOLARE DI LEGNO DA 40mm

LAMIERA DI ACCIAIO BALISTICO 400 HB DA 6mm

LAMIERA DI ACCIAIO BALISTICO 400 HB DA 6mm

INTERCAPEDINE DA 10mm

− le porte di uscita d’emergenza e di servizio;

− la stazione dei bersagli.

La sicurezza balistica di tutti gli elementi presenti all’interno della galleria di tiro (quali i diaframmi a protezione dei fari e della canalizzazione dell’impianto di estrazione aria, i deflettori a protezione delle porte esposte al tiro, i binari con i relativi sistemi di ancoraggio, i carrelli porta bersagli, ecc.) deve essere certificata dal “B.N.P.A.F.P.”.

Figura 25 – Galleria di tiro

2.3.2.1 Configurazione geometrica e dimensioni interne della galleria.

La configurazione geometrica in pianta della galleria di tiro, nel senso della lunghezza, potrà essere a sezione costante o a sezione crescente (figura 26).

Nei poligoni da 50 m e 100 m è preferibile adottare la seconda soluzione in quanto contribuisce a migliorare l’effetto ottico e le condizioni acustiche interne.

Con la configurazione a settori di larghezza crescente si otterranno inoltre superfici defilate al tiro dove potranno trovare posto manufatti necessari all’impianto di tiro (luci e/o meccanismi di movimento bersagli, ecc.).

Figura 26 – Galleria di tiro. Configurazione geometrica

Le dimensioni interne della galleria sono vincolate da precisi rapporti geometrici che correlano tra loro le diverse componenti, in particolare:

− la larghezza iniziale coincide con quella della stazione di tiro;

− l’altezza si mantiene costante ed è uguale a quella della stazione di tiro;

− la lunghezza è funzione della distanza massima di tiro.

2.3.2.2 Pareti

Devono essere resistenti ai proiettili e rispondere ai seguenti requisiti:

− avere, all’interno della galleria, una superficie piana, liscia e senza risalti; pertanto, gli eventuali spessori dei pilastri eccedenti rispetto ai setti costituenti le pareti dovranno risultare esterni;

− avere lo stesso rivestimento (pacchetto legno e materiale fonoassorbente) realizzato per la stazione di tiro, lungo il primo tratto a partire dalla linea di fuoco con lunghezza riportate nella sottostante tabella. Lo scopo del rivestimento è quello di trattenere i proiettili che vi impattano con un angolo superiore a 30°;

Larghezza galleria

Lunghezza minima rivestimento del 1° tratto

(Stand di 1a e 2a categoria)

Lunghezza minima rivestimento del 1° tratto

(Stand di 3a categoria) fino a 6 m 10 m 12,0 m fino a 7 m 12 m 14,4 m fino a 8 m 14 m 17,8 m fino a 9 m 16 m 19,2 m fino a 10 m 18 m 21,6 m fino a 11 m 19 m 22,8 m fino a 12 m 21 m 25,2 m

− se realizzate in cemento armato:

• devono essere di spessore non inferiore a 25 cm con classe di resistenza a compressione non inferiore a C 35/4513 e copriferro non inferiore a 5 cm;

• i giunti devono essere realizzati in modo che si formi un gradino negativo14 verso la direzione del tiro;

− se realizzate in muratura piena di qualsiasi genere:

• avere uno spessore non inferiore a 25 cm;

• avere una superficie interna piana e regolare;

• avere lo stesso rivestimento, realizzato per la stazione di tiro, lungo il primo tratto a partire dalla linea di fuoco.

2.3.2.3 Pavimento

Deve essere di tipo industriale, con superficie trattata al quarzo sferoidale o alle polveri metalliche, con classe di resistenza a compressione non inferiore a C 35/45 15 , perfettamente liscio e senza risalti; sono ammessi giunti tecnici che devono comunque formare un gradino negativo verso il tiro. Almeno per i primi 7 m, a partire dalla linea di fuoco, deve essere previsto un rivestimento amovibile di gomma con classe di resistenza al fuoco non superiore a 1 (opportunamente certificata con scheda tecnica), 13 Per i poligoni di nuova realizzazione.

14 Cfr. nota 10.

15 Cfr. nota 13.

idoneo a trattenere qualsiasi colpo accidentale con angolo di impatto ≥ 30° e comunque la proiezione di eventuali frammenti e schegge deve essere in direzione del parapalle.

In ogni caso, deve poter consentire la pulizia e la bonifica delle polveri incombuste.

2.3.2.4 Solaio di copertura

Deve essere realizzato in modo che risultino defilate al tiro tutte le apparecchiature di illuminazione, l’impianto di videosorveglianza a circuito chiuso, l’impianto di aerazione, l’impianto elettrico e di forza motrice. Tale solaio dovrà essere costituito da idonea struttura in c.a. liscia, senza risalti, senza aperture, con classe di resistenza a compressione non inferiore a C 35/4516 e copriferro non inferiore a 5 cm; gli eventuali giunti devono formare un gradino negativo rispetto al tiro. Qualora il solaio sia in calcestruzzo armato precompresso, in laterocemento oppure abbia classe di resistenza a compressione inferiore a C 35/4516 dovrà essere realizzato:

− per i primi 10 metri a partire dalla linea di fuoco, un rivestimento mediante una lastra di acciaio balistico di spessore non inferiore a 6 mm e durezza non inferiore a 360 HB, protetto con un controsoffitto analogo a quello della stazione di tiro (figura 15a e 15 b);

− nel restante tratto della galleria, fino al parapalle, un rivestimento mediante diaframmi di acciaio balistico come specificato nel paragrafo successivo.

2.3.2.5 Diaframmi

Sono elementi protettivi che vengono installati nell’ambito della galleria di tiro, sulle pareti e/o sul soffitto allo scopo di proteggere:

− manufatti danneggiabili (es: fari di illuminazione, videocamere, meccanismi dei bersagli, canalizzazione impianti tecnici, porte di emergenza ecc.) non altrimenti defilabili al tiro;

− il solaio di copertura, quando ricorrono le condizioni indicate al paragrafo precedente.

Sono costituiti da una lastra in acciaio balistico di spessore non inferiore a 6 mm e durezza non inferiore a 360 HB e devono essere installati, previa progettazione e analisi dell’inviluppo delle traiettorie dall’origine del tiro, con un’angolazione tale da assicurare la deviazione dei proiettili verso il parapalle. L’angolo massimo d’impatto deve essere inferiore a 30° (figura 26a).

16 Cfr. nota 13.

Figura 26a – Galleria di tiro. Angolo massimo d’impatto su diaframma e rivestimento ligneo

2.3.2.6 Porte di emergenza/di servizio

Nella galleria di tiro deve essere prevista la realizzazione di adeguate porte costituite da lastre di acciaio balistico di almeno 6 mm e durezza 360 HB, defilate al tiro, dotate di maniglione antipanico all’interno della galleria di tiro. All’esterno, dovranno essere installati dispositivi con segnalazione acustica e luminosa di apertura e chiusura delle stesse porte nonché postazione citofonica (figura 27 e 28), il tutto riconducibile alla consolle del direttore del tiro. Dovranno altresì essere apribili anche dall’esterno con chiave.

Le uscite di emergenza, inoltre, devono essere previste, per numero e collocazione, secondo i criteri indicati dal D.lgs. 81/08 e s.m.i. – Allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro), para 1.5. (vie e uscite di emergenza) e dal D.M. 10 Marzo 1998 (S.O. n. 64 alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998) e s.m.i. “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”.

Figura 27 – Porta di emergenza

(lato interno) Figura 28 – Particolare porta di emergenza

(lato esterno)

2.3.2.7 Stazione dei bersagli

Comprende i bersagli contro cui è diretto il tiro e gli eventuali meccanismi per il loro movimento.

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