Att. G - P23005_Final_PSC_SafetyPlan.pdf
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- N6247021R0003
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This safety plan outlines requirements for a construction project at Aviano Air Base in Italy. The project involves building a new entry control point including demolition of existing buildings. The Navy is the contracting agency.
The plan identifies roles and responsibilities for parties involved in safety compliance. It evaluates risks from worksite characteristics like underground utilities and asbestos, as well as external factors such as weather and traffic. Requirements address fencing, signs, lighting, and separation of vehicle and pedestrian paths. Facilities for workers include offices, restrooms, showers, a first aid station, and a COVID-19 response plan. Procedures coordinate work between multiple contractors to control hazards during overlapping tasks. The schedule estimates costs and sets milestones for completion in phases over approximately one year.
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Piano di Sicurezza e Coordinamento
FY2021 MCON P-23005
Aviano Air Base, Italy
April, 2021
Contract No. N62742D00004 eProjects Work Order: 1631931 Task Order: N6247020F4024 NAVFAC Atlantic
HDR Project Number 10224522
Wokstation 15.2 Ennio Campagnuolo
INDICE
0. PREMESSA 6
1. IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA
1.1 Oggetto dell’appalto
1.2 Committente
1.3 Descrizione del contesto in cui è collocata l’area di cantiere
1.4 Descrizione sintetica dell’opera
1.5 Responsabili
2. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
2.1 Generalità
2.2 Il Committente ed il Responsabile dei lavori
2.3 Il Direttore dei lavori
2.4 Il Coordinatore per la progettazione :
2.5 Il Coordinatore per l’esecuzione
2.6 Il Direttore di cantiere
2.7 Il Capocantiere
2.8 Il Preposto
2.9 I Lavoratori autonomi
2.10 I Datori di lavoro delle imprese esecutrici
2.11 Il Datore di lavoro dell’impresa affidataria
3. MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE E DELLA RECIPROCA
INFORMAZIONE TRA LE IMPRESE/LAVORATORI AUTONOMI
4. ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO, ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE
DEI LAVORATORI 23
5. DOCUMENTAZIONE 26
5.1 Telefoni ed Indirizzi Utili
5.2 Documentazione da tenere in cantiere
5.3 Certificati Lavoratori
6. PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO AL PSC
7. CARATTERISTICHE AREA DI CANTIERE
7.1 Tavole esplicative
7.2 Area del cantiere
7.3 Rischi specifici dell’area di cantiere
7.3.1 Linee elettriche interrate e condutture sotterranee
7.3.2 Presenza di fibre cancerogene
7.3.3 Rumore, polveri, inquinanti aereodispersi
7.3.4 Ordigni bellici
8. FATTORI ESTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER IL CANTIERE
8.1 Rischi specifici provenienti da fattori esterni
8.1.1 Avverse condizioni atmosferiche
8.1.2 Accessi alla viabilità interna alla base
9. FATTORI INTERNI CHE COMPORTANO RISCHI PER L’AREA CIRCOSTANTE
9.1 9.1 Rischi specifici provenienti da fattori interni
9.1.1 Immissione automezzi sulla viabilità comunale
9.1.2 Rumore, polveri, inquinanti aerodispersi
10. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
10.1 Modalità da seguire per la realizzazione della recinzione del cantiere, degli accessi e delle segnalazioni
10.2 Servizi igienico - assistenziali
10.3 Viabilità principale di cantiere
10.4 Impianti di alimentazione e reti principali di elettricità, acqua, gas ed energia di qualsiasi tipo
10.5 Impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
10.6 Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'art.102 - Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza
10.7 Disposizioni per dare attuazione a quanto previsto dall'art.92, comma 1, lettera c
10.8 Modalità di accesso dei mezzi di fornitura materiali
10.9 Dislocazione delle zone di carico e scarico
10.10 Zone di deposito attrezzature e di stoccaggio materiali e dei rifiuti
10.11 Zone di deposito dei materiali con pericolo d'incendio o di esplosione
10.12 Misure per il contenimento della diffusione dei COVID-19
11. ANALISI DEI RISCHI PRESENTI CON RIFERIMENTO ALLE LAVORAZIONI
11.1 Posa in opera di recinzione
11.2 Demolizioni
11.3 Realizzazione scavi e movimenti terra
11.4 Realizzazione fondazioni
11.5 Realizzazione strutture in elevazione in cls e in profili metallici
11.6 Realizzazione di parete di tamponamento
11.7 Posa di massetto di sottofondo per pavimenti
11.8 Posa di pavimentazione
11.9 Realizzazione di pareti interne in cartongesso
11.10 Realizzazione di intonaco per interni ed esterni
11.11 Posa in opera di infissi interni ed esterni
11.12 Posa di rivestimento per superfici verticali
11.13 Realizzazione viabilità
11.14 Opere a verde
11.15 Realizzazione impianto idraulico
11.16 Realizzazione impianto elettrico
11.17 Realizzazione Security System
11.18 Realizzazione impianto telefonico e di trasferimento dati
11.19 Realizzazione impianto gas
11.20 Realizzazione impianto antincendio
11.21 Realizzazione impianto fotovoltaico
12. INTERFERENZE TRA LAVORAZIONI E LORO COORDINAMENTO
12.1 Interferenza di tipo “A”
12.1.1 Individuazione delle lavorazioni
12.1.2 Analisi rischi aggiuntivi dovuti alle interferenze
12.1.3 Scelte progettuali / organizzative, procedure, misure preventive e protettive per ridurre i rischi aggiuntivi
12.1.4 Misure di coordinamento
12.1.5 DPI atti a ridurre i rischi interferenze
12.2 Interferenza di tipo “B”
12.2.1 Individuazione delle lavorazioni
12.2.2 Analisi rischi aggiuntivi dovuti alle interferenze
12.2.3 Scelte progettuali / organizzative, procedure, misure preventive e protettive per ridurre i rischi aggiuntivi
12.2.4 Misure di coordinamento
12.2.5 DPI atti a ridurre i rischi interferenze
12.3 Interferenza di tipo “C”
12.3.1 Individuazione delle lavorazioni
12.3.2 Analisi rischi aggiuntivi dovuti alle interferenze
12.3.3 Scelte progettuali / organizzative, procedure, misure preventive e protettive per ridurre i rischi aggiuntivi
12.3.4 Misure di coordinamento
12.3.5 DPI atti a ridurre i rischi interferenze
12.4 Interferenza di tipo “D”
12.4.1 Individuazione delle lavorazioni
12.4.2 Analisi rischi aggiuntivi dovuti alle interferenze
12.4.3 Scelte progettuali / organizzative, procedure, misure preventive e protettive per ridurre i rischi aggiuntivi
12.4.4 Misure di coordinamento
12.4.5 DPI atti a ridurre i rischi interferenze
13. SFASAMENTO DELLE LAVORAZIONI INTERFERENTI
14. VERIFICA DELLA COMPATIBILITA’ DEL PSC CON L’ANDAMENTO DEI LAVORI
15. COORDINAMENTO PER USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE,
INFRASTRUTTURE, MEZZI E SERVIZI DI PROTEZIONE COLLETTIVA
16. MODALITA’ DI VERIFICA DELLE MISURE DI COORDINAMENTO
17. SEGNALETICA DI SICUREZZA
18. PRESCRIZIONI PER LA REDAZIONE DEL POS
19. CONCLUSIONI GENERALI 153
0. PREMESSA
Il presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, in seguito denominato PSC, è stato redatto nel rispetto di quanto previsto dall’ art.100 e dall’allegato XV del Decreto
Legislativo 81/08 ed ha come obiettivo la predisposizione nel cantiere di un’organizzazione capace di assicurare le migliori condizioni di lavoro, a tutela dell’integrità fisica dei lavoratori.
Il PSC è predisposto in riferimento al cantiere da appaltare e forma parte integrante del contratto d’appalto, ai sensi dell’art. 100, comma 2 del Decreto Legislativo 81/2008.
Il PSC contiene i seguenti elementi:
l'identificazione e la descrizione dell'opera, esplicitata con:
la localizzazione del cantiere e la descrizione del contesto in cui è prevista l’area di cantiere;
una descrizione sintetica dell’opera, con riferimento alle scelte progettuali preliminari individuate nella relazione tecnica;
l'individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza, esplicitata con l'indicazione dei nominativi del responsabile dei lavori, del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e, qualora già nominato, del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione ed a cura dello stesso coordinatore per l'esecuzione con l'indicazione, prima dell'inizio dei singoli lavori, dei nominativi dei datori di lavoro delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi;
una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi in riferimento all’area ed all’organizzazione dello specifico cantiere, alle lavorazioni e alle loro interferenze;
le scelte progettuali ed organizzative, le procedure e le misure preventive e protettive, in riferimento:
all'area di cantiere, ai sensi dei punti 2.2.1. e 2.2.4.;
all'organizzazione del cantiere, ai sensi dei punti 2.2.2. e 2.2.4.;
alle lavorazioni, ai sensi dei punti 2.2.3. e 2.2.4.;
le prescrizioni operative, le misure preventive e protettive ed i dispositivi di protezione individuale, in riferimento alle interferenze tra le lavorazioni, ai sensi dei punti 2.3.1., 2.3.2.
e 2.3.3.;
le misure di coordinamento relative all'uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, come scelta di pianificazione lavori finalizzata alla sicurezza, di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva di cui ai punti 2.3.4. e 2.3.5.;
le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, fra i datori di lavoro e tra questi ed i lavoratori autonomi;
la segnaletica da utilizzare;
l'organizzazione prevista per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, nel caso in cui il servizio di gestione delle emergenze è di tipo comune, nonché nel caso di cui il PSC contiene anche i riferimenti telefonici delle strutture previste sul territorio al servizio del pronto soccorso e della prevenzione incendi;
la durata prevista delle lavorazioni, delle fasi di lavoro che costituiscono il cronoprogramma dei lavori, nonché l'entità presunta del cantiere espressa in uomini-giorno;
la stima dei costi della sicurezza, ai sensi del punto 4.1.
Ognuno di questi punti andrà integrato e completato nelle ulteriori fasi di progettazione e in fase di esecuzione.
1. IDENTIFICAZIONE E DESCRIZIONE DELL’OPERA
1.1 Oggetto dell’appalto
Natura dell’opera: Opere edili
Oggetto: AREA A1 ENTRY CONTROL POINT
Indirizzo AVIANO AIR BASE
Città: AVIANO, (PN) ITALY
1.2 Committente
Ragione sociale: NAVAL FACILITIES ENGINEERING COMMAND ~ ATLANTIC
Indirizzo: NAVAL STATION
Città: NORFOLK, VA nella Persona di:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo
Città:
1.3 Descrizione del contesto in cui è collocata l’area di cantiere
(punto 2.1.2, lettera a, punto 2, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Il sito esistente è delimitato da Via Pedemonte, canale di scolo, Edificio 108 (Centro per la salute mentale), Edificio 110 (Caserma dei vigili del fuoco) e Edificio 175 (Lavanderia a gettoni). All'interno del sito esistente si trovano l'edificio 103 (struttura amministrativa del gruppo medico) e l'edificio 106 (centro ricreativo).
Numerose e vaste utenze esistenti sono presenti in loco. La maggior parte dei servizi esistenti in loco rimarrà, anche se alcuni potrebbero essere aggiornati o costruiti di recente come parte di questo progetto al fine di fornire una capacità adeguata.
L'area A1, Gate 1, è una struttura primaria di controllo degli accessi (ECF) fuori Via
Pedemonte che opera 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Il Gate 1 controlla la maggior parte del traffico in entrata e in uscita nell'Area A1. Il cancello consente l'accesso all'ospedale (edificio 121), al complesso DoDDS (edificio 151) e ad altre strutture di supporto per DOD / PN autorizzato, visitatori con credenziali e camion con credenziali.
Un'esclusiva svolta a sinistra di 40 m su Via Pedemonte confluisce nell'ECF. C'è una corsia in entrata e una in uscita con una guardiola nel mezzo. Oltre il corpo di guardia ci sono barriere in cemento collegate con un cavo di acciaio e dissuasori, che possono essere rimossi per trattare veicoli commerciali. Durante l'ora di punta mattutina, la corsia di uscita viene invertita in una corsia di ingresso per creare due corsie di ingresso con segnali temporanei per comunicare la modifica della configurazione della corsia ai conducenti.
L'attuale ECF non prevede aree di sosta per veicoli privati (POV) e i veicoli respinti devono tornare indietro su Via Pedemonte. L'attuale layout rende difficile la circolazione per i veicoli di grandi dimensioni, compresi i veicoli di emergenza.
1.4 Descrizione sintetica dell’opera
(punto 2.1.2, lettera a, punto 3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Il progetto consiste in una nuova struttura di controllo degli accessi (ECF) per l'area A1, situata in corrispondenza dell'esistente ingresso Gate 1 di Via Pedemonte. L'Area A1 si trova tra Aviano e Pedemonte, a nord-ovest dell'Area F che è la principale area di linea di volo. Questo progetto completato fornirà un nuovo punto di identificazione per controllare l'accesso in entrata e in uscita dall'Area A1.
I sistemi di protezione attiva e passiva combinati con i tracciati stradali forniranno all'Area A1 il controllo delle minacce e le infrastrutture necessarie per regolamentare adeguatamente il traffico e ispezionare i veicoli privati in arrivo. Sarà fornito un sistema di portable final denial barriers su strada.
L'ECF proposto richiederà la demolizione della struttura esistente del Gate 1 e degli edifici 103 e 106. Sarà mantenuto l'accesso al sottopasso pedonale esistente. Una parte della recinzione perimetrale lungo via Pedemonte verrà rimossa e sostituita. Tutti i sottoservizi saranno rimossi e ricostruiti.
Il tema delle strutture di controllo degli accessi si sforzerà di abbinare l'estetica delle strutture più nuove sulla base, per stabilire una piacevole presenza visiva mantenendo al contempo punti di controllo sicuri. Il materiale delle strutture consisterà in un sistema di finitura dell'isolamento esterno con un rivestimento in pietra vulcanica su muri di sostegno in calcestruzzo gettato in opera con un sistema di finestre per vetrate in alluminio antiproiettile. I tetti saranno costituiti da un assieme di copertura metallica aggraffata. Le cabine di guardia saranno protette da una tettoia coperta da tetto in metallo aggraffato per fornire protezione alle guardie dagli elementi.
1.5 Responsabili
Responsabile dei Lavori:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Città: Livorno
Telefono / Fax:
Progettisti:
Nome e Cognome: Paola Izzo
Qualifica: Architetto
Indirizzo: Via Mergellina, 2
Città: Napoli
Telefono / Fax: 081 7640609
Coordinatore Sicurezza in fase di progettazione:
Nome e Cognome: Ennio Campagnuolo
Qualifica: Ingegnere
Indirizzo: Via San Carlo, 30
Città: Caserta
Telefono / Fax: +39 823 216350
Direttore Lavori:
Nome e Cognome:
Qualifica:
Indirizzo:
Coordinatore Sicurezza in fase di esecuzione:
Qualifica:
Indirizzo:
Impresa n.1:
ragione sociale:
Indirizzo:
Città:
Indirizzo e-mail:
Impresa n.2:
ragione sociale:
Indirizzo:
Città:
Indirizzo e-mail:
Direttore di cantiere:
Qualifica:
Indirizzo:
Capocantiere:
Qualifica:
Indirizzo:
2. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
(punto 2.1.2, lettera b, , Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
2.1 Generalità
L’attribuzione delle responsabilità e dei compiti in materia di sicurezza è uno dei cardini fondamentali per la gestione dei lavori in cantiere e per la salvaguardia della sicurezza dei lavoratori. Della stessa importanza è la divulgazione dei compiti e delle responsabilità di ogni componente dell’organico di cantiere, che deve avvenire utilizzando le riunioni per l’informazione del personale, una corretta cartellonistica e la distribuzione di opuscoli la cui redazione è a cura e spese dell’impresa affidataria dei lavori contenenti:
L’organigramma di cantiere;
Le competenze dei responsabili del cantiere e dei referenti per la sicurezza;
Le competenze e gli obblighi delle maestranze;
L’informazione dei rischi esistenti in cantiere, con particolari riferimenti alle mansioni affidate ed alle fasi lavorative in atto;
Le indicazioni di carattere generale, quali il divieto di iniziare o proseguire i lavori quando siano carenti le misure di sicurezza e in caso di inottemperanza alle disposizioni operative programmatiche.
2.2 Il Committente ed il Responsabile dei lavori
Il committente o il responsabile dei lavori:
a) verifica l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all'allegato XVII.
b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell'organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti.
c) trasmette all'amministrazione competente, prima dell'inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere a) e b.
Il conferimento dell'incarico al responsabile dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti degli obblighi di cui agli articoli
90, 92, comma 1, lettera e), e 99 del Decreto Legislativo 81/2008.
La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione, non esonera il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c) e d) del Decreto Legislativo 81/2008.
2.3 Il Direttore dei lavori
Il Direttore dei lavori provvede a:
1. dirigere e controllare sotto l'aspetto tecnico, contabile ed amministrativo, per conto della committenza, la corretta esecuzione dei lavori, nel rispetto del contratto d'appalto e dei suoi allegati;
2. curare che i lavori siano eseguiti a regola d'arte ed in conformità al progetto e al contratto;
3. verificare periodicamente, nel caso di lavori pubblici, il possesso e la regolarità da parte dell'appaltatore della documentazione prevista dalle leggi in materia di obblighi nei confronti dei dipendenti;
4. dialogare con il coordinatore per l'esecuzione, in particolare riferisce tempestivamente nuove circostanze tecniche (per esempio, le varianti al progetto) che possono influire sulla sicurezza;
5. non interferire nell'operato del coordinatore per l'esecuzione;
6. sospendere i lavori su ordine del committente o del responsabile dei lavori e dietro segnalazione del coordinatore per l'esecuzione dei lavori;
7. consentire la sospensione delle singole lavorazioni da parte del coordinatore per l'esecuzione, nel caso in cui quest'ultimo riscontri direttamente un pericolo grave ed immediato per i lavoratori e fino a quando il coordinatore medesimo non verifichi l'avvenuto adeguamenti da parte delle imprese interessate.
2.4 Il Coordinatore per la progettazione :
Il Coordinatore per la progettazione provvede a:
1. redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento, in conformità all'art. 100 del
Decreto Legislativo 81/2008;
2. riportare nel piano di sicurezza e coordinamento la stima analista dei costi della sicurezza;
3. valutare, in collaborazione con il progettista, la congruità dell'importo di progetto in relazione all'ammontare dei costi per la sicurezza;
4. eventualmente, sottoporre al committente o al responsabile dei lavori, previa comunicazione al progettista, integrazioni da apportare al progetto al fine di renderlo comprensivo dei costi della sicurezza;
5. compilare il fascicolo degli interventi ulteriori;
6. eventualmente, su richiesta del committente o del responsabile dei lavori, fornire indicazioni utili e supportare la fase della scelta delle imprese e dei lavoratori autonomi al fine di poter valutare l'idoneità tecnico professionale e la rispondenza dei concorrenti alle esigenze di sicurezza specifica nel piano di sicurezza e coordinamento.
2.5 Il Coordinatore per l’esecuzione
Il Coordinatore per l'esecuzione provvede a:
1. redigere il Piano di Sicurezza e Coordinamento, nel caso in cui la designazione è conseguente alla circostanza che i lavori inizialmente affidati ad un'unica impresa sono in realtà eseguiti da più imprese;
2. compilare il fascicolo degli interventi ulteriori, nel caso in cui la designazione è conseguente alla circostanza che i lavori inizialmente affidati ad un'unica impresa sono in realtà eseguiti da più imprese;
3. verificare, tramite azioni di coordinamento e controllo, l'applicazione del Piano di sicurezza e coordinamento e delle relative procedure di lavoro, garantendo la frequenza delle visite in cantiere sulla base della complessità dell'opera e del grado di affidabilità delle imprese ed assicurando la sua presenza in cantiere nelle fasi di maggiori criticità;
4. verbalizzare ogni visita in cantiere, ogni disposizione impartita per il rispetto del
Piano di sicurezza e coordinamento, ogni verifica degli avvenuti adeguamenti e, in generale, ogni comunicazione trasmessa alle imprese o da queste ricevute, dandone comunicazione scritta al committente o al responsabile dei lavori;
5. verificare l'idoneità dei Piani operativi di sicurezza, presentati dalle imprese esecutrici, e la loro coerenza con quanto disposto nel Piano di sicurezza e coordinamento;
6. adeguare il Piano di sicurezza e coordinamento e il Fascicolo degli interventi ulteriori;
7. verificare che le imprese esecutrici adeguino i rispettivi Piani operativi di sicurezza;
8. organizzare la cooperazione e il coordinamento tra le imprese e i lavoratori autonomi;
9. verificare l'attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare coordinamento dei Rappresentanti per la sicurezza, finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
10. segnalare al Committente o al Responsabile dei lavori le “gravi” inosservanze da parte delle imprese e ai lavoratori autonomi, previa contestazione scritta, e proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere o la risoluzione del contratto;
11. comunicare, nel caso in cui il Committente o il Responsabile dei lavori non addotti alcun provvedimento in merito alla segnalazione di cui al punto precedente, senza fornire idonea giustificazione, le inosservanze all'Azienda ASL e alla Direzione provinciale del lavoro competenti per territorio;
12. sospendere le singole lavorazioni in caso di pericolo grave imminente direttamente riscontrato, fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.
2.6 Il Direttore di cantiere
Il Direttore tecnico di cantiere provvede a:
1. adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII del Decreto
Legislativo 81/2008 o attua quanto previsto nei piani di sicurezza;
2. esercitare la sorveglianza sull'attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza affidati alla sovrintendenza dei suoi preposti nonché dei responsabili delle imprese coesecutrici o dei fornitori o sub-appaltatori;
3. mettere a disposizione dei Rappresentanti per la sicurezza copia dei piani di sicurezza 10 giorni prima dell'inizio dei lavori;
4. prima dell'inizio dei lavori l'impresa aggiudicataria trasmettere il Piano di sicurezza e curare il coordinamento alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi;
5. prima dell'inizio dei rispettivi lavori trasmettere il proprio Piano operativo di sicurezza al Coordinatore per l'esecuzione;
6. attuare le misure di cui agli articoli 95 e 96 del Decreto Legislativo 81/2008
2.7 Il Capocantiere
Il Capocantiere provvede a:
1. adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all'art. 96 del Decreto Legislativo
81/2008;
2. attuare quanto previsto nei piani di sicurezza;
3. sorvegliare sull'attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza ed affidate alle varie squadre.
2.8 Il Preposto
Il Preposto provvede a:
1. adottare le misure conformi alle prescrizioni di cui all'art. 96 del Decreto Legislativo
81/2008;
2. attuare quanto previsto nei piani di sicurezza;
3. sorvegliare sull'attuazione di tutte le misure di sicurezza previste nei piani di sicurezza ed affidati alla propria squadra.
2.9 I Lavoratori autonomi
I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al Decreto Legislativo 81/2008, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l'esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.
2.10 I Datori di lavoro delle imprese esecutrici
I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l'esecuzione dell'opera osservano le misure generali di tutela di cui all'articolo 15 del Decreto Legislativo 81/2008 curano, ciascuno per la parte di competenza:
1. il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;
2. la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;
3. le condizioni di movimentazione dei vari materiali;
4. la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
5. la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose;
6. l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;
7. la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;
8. le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere.
2.11 Il Datore di lavoro dell’impresa affidataria
Il datore di lavoro dell'impresa affidataria vigila sulla sicurezza dei lavori affidati e sull'applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.
Il datore di lavoro dell'impresa affidataria deve, inoltre:
1. coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96;
2. verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l'esecuzione.
3. MODALITA' ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE E
DELLA RECIPROCA INFORMAZIONE TRA LE
IMPRESE/LAVORATORI AUTONOMI
(punto 2.1.2, lettera g, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Il datore di lavoro dell'impresa affidataria, in caso di affidamento dei lavori ad imprese subappaltatrici o a lavoratori autonomi, prima dell'inizio dei lavori dovrà trasmettere, ai sensi dell’articolo 101 comma 2 del Decreto Legislativo 81/2008, il presente PSC alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi, unitamente al proprio POS. Il POS dell'impresa affidataria, oltre ai contenuti minimi previsti dall’allegato XV al Decreto Legislativo 81/2008 ed a quanto prescritto nel presente PSC, dovrà indicare le scelte autonome e le relative responsabilità nell'organizzazione del cantiere e nell'esecuzione dei lavori. Prima dell'inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice dovrà trasmettere, ai sensi dell’articolo 101 comma 3 del Decreto Legislativo 81/2008, il proprio piano operativo di sicurezza all'impresa affidataria, la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmetterà al coordinatore per l'esecuzione. I lavori hanno inizio dopo l'esito positivo delle suddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15 giorni dall'avvenuta ricezione. Il POS dell'impresa affidataria dovrà essere integrato con i piani operativi delle imprese subappaltatrici e/o fornitrici in opera eventualmente partecipanti all'esecuzione dell'opera. Il coordinatore per l'esecuzione dovrà verificare l'idoneità, sia del piano operativo della impresa affidataria sia di quelli delle altre imprese subappaltatrici e/o fornitrici, trasmettendo, sia in caso di verifica positiva sia in caso di verifica negativa, apposita comunicazione all'impresa interessata ed a quella affidataria.
L’impresa affidataria dovrà esplicitare nel POS, come procedure complementari e di dettaglio i seguenti argomenti:
1. l’identificazione dei subappalti/forniture in opera/noli, previsti in cantiere;
2. l’identificazione dei macchinari/attrezzature previste, con indicazione del relativo fornitore;
3. l’indicazione del/i nominativo/i dei responsabili dell'attuazione delle misure di coordinamento relative all'uso comune da parte di più imprese e lavoratori autonomi, di: apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva;
4. le modalità di utilizzo, anche a titolo gratuito, di attrezzature di proprietà di altre imprese o lavoratori autonomi che concorreranno alla realizzazione della presente opera, che dovrà essere preventivamente concordato tra le imprese mediante la compilazione di idoneo modulo. In tale modulo dovrà risultare evidente l'oggetto del comodato ed i controlli effettuati per dimostrare la rispondenza alle norme di legge sia al momento della consegna che nelle fasi di utilizzo.
Le modalità organizzative della cooperazione e reciproca informazione dovranno svilupparsi secondo i seguenti parametri minimi:
In situazione ordinaria, mediante una riunione periodica settimanale di programmazione e coordinamento, alla presenza di tutti i responsabili delle imprese a vario titolo presenti in cantiere, nonché dei lavoratori autonomi.
In situazione straordinaria, per:
modifiche organizzative;
modifiche progettuali;
varianti in corso d'opera;
modifiche procedurali;
introduzione di nuova tecnologia non prevista all'interno del PSC e/o del POS;
introduzione di macchine e attrezzature non previste all'interno del PSC, mediante una riunione di programmazione e coordinamento straordinaria.
In ogni riunione e comunque prima dell’inizio di una nuova lavorazione si dovrà effettuare una dettagliata analisi dei metodi di lavoro, con riferimento alla manodopera impiegata, comprensiva dei mezzi, attrezzi e materiali utilizzati. Si analizzeranno poi nel dettaglio i rischi con riferimento a quelli individuati nel piano di sicurezza e coordinamento ed a quelli eventuali specifici di lavorazione. Si indicherà la progressione dei lavori integrando ove del caso, la descrizione con riferimenti grafici. Nell'ambito di tali attività di cooperazione e coordinamento, ove per qualsiasi motivo le imprese/lavoratori autonomi subaffidatari, non partecipino alle riunioni di coordinamento, è compito dell’impresa affidataria trasmettere alle imprese/lavoratori autonomi sub affidatari la documentazione della sicurezza, compresi i verbali con le risultanze delle decisioni assunte durante le riunioni per la sicurezza. L’impresa affidataria dovrà documentare, al CSE, l'adempimento alle presenti prescrizioni mediante la presentazione di copia dei verbali di riunione firmate dai sui subappaltatori e/o fornitori. L'impresa affidataria dovrà comunque presentare al CSE, una scheda settimanale di programmazione e coordinamento debitamente compilata nella quale dovrà indicare:
lavorazioni previste con specifica delle imprese impegnate;
area di interesse di ogni singola lavorazione e impresa;
tempi di esecuzione di ogni lavorazione;
numero dei lavoratori previsti ed impresa di appartenenza;
materiali ed attrezzature previsti.
A tale scheda dovranno essere allegati uno o più schemi grafici che individuino le aree di lavorazione, le aree di deposito dei materiali, i percorsi di movimentazione, le aree di interferenza tra le diverse lavorazioni. I verbali e le schede settimanali suddetti costituiranno aggiornamento ed integrazione ai POS e, unitamente ai verbali di coordinamento redatti dal CSE, aggiornamento ed integrazione al PSC. Eventuali variazioni a quanto stabilito o indicato nei verbali e nelle schede settimanali dovranno essere comunicate al CSE per la prescritta valutazione e la successiva approvazione. Il
CSE durante lo svolgimento dei propri compiti si rapporterà esclusivamente con i datori di lavoro delle imprese esecutrici ed i responsabili di cantiere in possesso di idonea delega; i relativi nominativi saranno comunicati allo stesso, prima dell'inizio dei lavori. L'eventuale variazione dei soggetti sopraindicati sarà comunicata per iscritto al CSE. Le comunicazioni delle inosservanze rilevate saranno inviate al direttore di cantiere dell’impresa affidataria che, ai sensi dell’articolo 118 comma 7 del Decreto Legislativo 163/2006, è il responsabile del rispetto del PSC da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori. Il
Direttore di cantiere dovrà quindi curare la compiuta applicazione di quanto disposto dal
CSE dandone evidenza per iscritto a quest’ultimo.
4. ORGANIZZAZIONE SERVIZIO DI PRONTO SOCCORSO,
ANTINCENDIO ED EVACUAZIONE DEI LAVORATORI
(punto 2.1.2, lettera h, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Il servizio di Pronto Soccorso e di gestione delle emergenze e di gestione delle emergenze dovrà essere unico per l’intero cantiere. Il servizio dovrà essere organizzato dall’impresa affidataria che potrà utilizzare personale proprio, delle altre imprese presenti in cantiere e/o personale esterno.
Il personale addetto a tali mansioni dovrà essere in numero proporzionato alle dimensioni del cantiere, alla sua estensione, al numero di lavoratori presenti ed alla tipologia di lavorazioni in corso. Il personale dovrà essere adeguatamente informato, formato ed addestrato, prima di essere addetto a tale mansione.
Le procedure di gestione delle emergenze dovranno essere riportate in apposito “Piano di gestione delle emergenze, evacuazione dei lavoratori e primo soccorso”, nel quale dovranno essere chiaramente indicati nominativi, compiti e responsabilità dei soggetti individuati.
Il Piano dovrà essere redatto considerando l’evoluzione del cantiere ed accompagnato da almeno una planimetria indicante la localizzazione dei presidi di primo intervento, dei depositi di materiali infiammabili e delle aree in cui si prevede l’utilizzo di fiamme libere.
Nel caso in cui un operaio presentasse sintomi associati infezione da COVID-19 (problemi di tipo respiratori e/o più di 37,5 di febbre) dovrà dotarsi immediatamente di una mascherina, non dovrà entrare in contatto con nessun altro operaio, dovrà avvisare
(eventualmente per il tramite degli addetti al Primo Soccorso) gli operatori di Sanità
Pubblica per attivare le procedure necessarie facendo riferimento ai numeri di emergenza previsti:
il numero 1500 del Ministero della salute, attivo 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20;
il numero di emergenza nazionale 112;
il numero verde della Regione Friuli Venezia Giulia: 800 500 300.
Si procederà, quindi, alla pulizia e sanificazione dei locali, alloggiamenti e mezzi secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché, laddove necessario, alla loro ventilazione.
Presso il cantiere dovranno essere costituiti adeguati presidi di pronto soccorso consistenti in:
a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1 del
D.M. Sanità n. 388 del 15/07/03, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti;
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale quale un telefono fisso ed almeno un telefono cellulare;
Nella cassetta di pronto soccorso o nelle immediate vicinanze, dovranno essere conservate a scopo precauzionale una o più mascherine FFP2 o FFP3 (senza valvola), in base al numero dei lavoratori presenti. Data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria o mascherine chirurgiche o mascherine filtranti prive del marchio
CE.
CONTENUTO MINIMO DELLA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO
- Guanti sterili monouso (5 paia).
- Visiera paraschizzi.
- Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
- Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3).
- Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
- Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
- Teli sterili monouso (2).
- Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
- Confezione di rete elastica di misura media (1).
- Confezione di cotone idrofilo (1).
- Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2).
- Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
- Un paio di forbici.
- Lacci emostatici (3).
- Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
- Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
- Termometro.
- Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
I presidi antincendio dovranno consistere in estintori portatili collocati in tutte le aree interessate da lavorazioni con utilizzo di fiamme libere, deposito anche temporaneo di materiale infiammabile, presenza di fonti di innesco o comunque di pericolo di incendio.
In prossimità del deposito del materiale infiammabile o dei prodotti utilizzati per le operazioni di saldatura e taglio ossiacetilenico dovrà essere collocato un estintore carrellato o un adeguato numero di estintori portatili. Le procedure di gestione delle emergenze ed il relativo Piano dovranno essere oggetto delle riunioni di cooperazione e coordinamento tra l’impresa affidataria e le imprese subappaltatrici e fornitrici. Copia del suddetto Piano e le successive integrazioni dovranno essere forniti alle imprese prima del loro ingresso in cantiere.
5. DOCUMENTAZIONE
5.1 Telefoni ed Indirizzi Utili
Carabinieri tel. 112
Vigili del fuoco tel. 0434 391111
Vigili Urbani tel. 0434 666550
Protezione Civile tel. 392 3029653
Pronto soccorso tel. 118
Responsabile dei lavori tel.
Coordinatore per l'esecuzione tel.
Direzione Lavori tel.
5.2 Documentazione da tenere in cantiere
Ai sensi della vigente normativa le imprese che operano in cantiere dovranno custodire presso gli uffici di cantiere la seguente documentazione:
1. Notifica preliminare (inviata alla A.S.L. e alla D.P.L. dal committente e consegnata all'impresa esecutrice che la deve affiggere in cantiere - art. 99, Decreto Legislativo
81/2008);
2. Piano di Sicurezza e di Coordinamento;
3. Fascicolo con le caratteristiche dell'Opera;
4. Piano Operativo di Sicurezza di ciascuna delle imprese operanti in cantiere e gli eventuali relativi aggiornamenti;
5. Titolo abilitativo alla esecuzione dei lavori;
6. Copia del certificato di iscrizione alla Camera di Commercio Industria e Artigianato per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
7. Documento unico di regolarità contributiva (DURC) per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
8. Certificato di iscrizione alla Cassa Edile per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
9. Copia del libro matricola dei dipendenti per ciascuna delle imprese operanti in cantiere;
10. Verbali di ispezioni effettuate dai funzionari degli enti di controllo che abbiano titolo in materia di ispezioni dei cantieri (A.S.L., Ispettorato del lavoro, I.S.P.E.S.L., Vigili del fuoco, ecc.).
Inoltre, ove applicabile, dovrà essere conservata negli uffici del cantiere anche la seguente documentazione:
1. Contratto di appalto (contratto con ciascuna impresa esecutrice e subappaltatrice);
2. Segnalazione all'esercente l'energia elettrica per lavori effettuati in prossimità di parti attive.
3. Denuncia di installazione all'I.S.P.E.S.L. degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg, con dichiarazione di conformità a marchio CE;
4. Denuncia all'organo di vigilanza dello spostamento degli apparecchi di sollevamento di portata superiore a 200 kg;
5. Richiesta di visita periodica annuale all'organo di vigilanza degli apparecchi di sollevamento non manuali di portata superiore a 200 kg;
6. Documentazione relativa agli apparecchi di sollevamento con capacità superiore ai 200 kg, completi di verbali di verifica periodica;
7. Verifica trimestrale delle funi, delle catene incluse quelle per l'imbracatura e dei ganci metallici riportata sul libretto di omologazione degli apparecchi di sollevamenti;
8. Libretto d'uso e manutenzione delle macchine e attrezzature presenti sul cantiere;
9. Schede di manutenzione periodica delle macchine e attrezzature;
10. Dichiarazione di conformità delle macchine CE;
11. Libretto matricolare dei recipienti a pressione, completi dei verbali di verifica periodica;
12. Copia di autorizzazione ministeriale all'uso dei ponteggi e copia della relazione tecnica del fabbricante per i ponteggi metallici fissi;
13. Come previsto dall’art. 134 del Decreto Legislativo 81/08:
Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell'articolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell'allegato XXII del presente Titolo.
Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell'ambito dello schema-tipo che ha giustificato l'esenzione dall'obbligo del calcolo.
1. Progetto e disegno esecutivo del ponteggio, se non realizzato secondo lo schema tipo riportato in autorizzazione ministeriale;
2. Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico da parte dell'installatore;
3. Dichiarazione di conformità dei quadri elettrici da parte dell'installatore;
4. Dichiarazione di conformità dell'impianto di messa a terra, effettuata dalla ditta abilitata, prima della messa in esercizio;
5. Denuncia impianto di messa a terra e impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (ai sensi del D.P.R. 462/2001).
5.3 Certificati Lavoratori
A scopi preventivi e per le esigenze normative va tenuta presso gli uffici del cantiere la seguente documentazione:
a) registro delle visite mediche periodiche;
b) certificati di idoneità per lavoratori minorenni;
c) tesserini di vaccinazione antitetanica; ecc.
6. PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO AL PSC
(punto 2.1.3, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Si indicano di seguito il tipo di procedure complementari e di dettaglio al PSC e connesse alle scelte autonome dell’impresa esecutrice, da esplicitare nel POS.
L’impresa affidataria e le imprese esecutrici dovranno esplicitare nei POS le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 15 del Decreto Legislativo 81/2008, in relazione a:
la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;
la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell'organizzazione del lavoro;
l'eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;
il rispetto dei principi ergonomici nell'organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;
la riduzione dei rischi alla fonte;
la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;
la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;
l'utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;
la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;
il controllo sanitario dei lavoratori;
l'allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l'adibizione, ove possibile, ad altra mansione;
l'informazione e formazione adeguate per i lavoratori;
l'informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;
l'informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
le istruzioni adeguate ai lavoratori;
la partecipazione e consultazione dei lavoratori;
la partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l'adozione di codici di condotta e di buone prassi;
le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;
l'uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;
le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 95 del Decreto Legislativo 81/2008, in relazione a:
il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità;
la scelta dell'ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;
le condizioni di movimentazione dei vari materiali;
la manutenzione, il controllo prima dell'entrata in servizio e il controllo periodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;
la delimitazione e l'allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose;
l'adeguamento, in funzione dell'evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;
la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;
le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all'interno o in prossimità del cantiere;
le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 96 del Decreto Legislativo 81/2008, in l’adozione di misure conformi alle prescrizioni di cui all'allegato XIII al Decreto
Legislativo 81/2008;
la predisposizione di accessi e della recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;
la disposizione o l'accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;
la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;
le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;
la verifica che lo stoccaggio e l'evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;
redazione del piano operativo di sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h);
le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 97 del Decreto Legislativo 81/2008, in relazione a gli obblighi del datore di lavoro dell'impresa affidataria di:
coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96;
verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l'esecuzione;
le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 101 del Decreto Legislativo 81/2008, in l’obbligo, per l'impresa affidataria, di trasmissione del PSC, prima dell'inizio dei lavori, alle imprese esecutrici ed ai lavoratori autonomi;
l’obbligo di trasmissione, prima dell'inizio dei rispettivi lavori, da parte di ciascuna impresa esecutrice del proprio piano operativo di sicurezza all'impresa affidataria;
le modalità di verifica, da parte dell’impresa affidataria, della congruenza dei POS di ciascuna impresa esecutrice rispetto al proprio, e di trasmissione dei suddetti Piani al coordinatore per l'esecuzione;
le modalità di attuazione di quanto previsto dall’art. 102 del Decreto Legislativo 81/2008, in procedure per la consultazione del rappresentante dei lavoratori da parte del datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice, prima dell'accettazione del piano di sicurezza e di coordinamento e delle modifiche significative apportate allo stesso, e per la somministrazione degli eventuali chiarimenti sul contenuto del piano.
L’acquisizione delle proposte formulate dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in merito al PSC.
7. CARATTERISTICHE AREA DI CANTIERE
7.1 Tavole esplicative
(punto 2.1.4, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Sono state elaborate 4 tavole esplicative di organizzazione cantiere con l’ubicazione degli apprestamenti e le aree di deposito.
La suddetta documentazione è allegata al presente piano.
7.2 Area del cantiere
(punto 2.2.1, Allegato XV del D.Lgs. 81/2008)
Nella disposizione complessiva del cantiere e nell’approntamento dei singoli luoghi di lavoro devono essere adottate le misure occorrenti per realizzare la sicurezza degli addetti ai lavori e delle altre persone presenti occasionalmente, nonché per evitare che i lavori ledano altre persone nelle vicinanze del cantiere stesso, con particolare riferimento al traffico veicolare e pedonale che avviene normalmente all’interno della base.
Le fasi di lavoro individuate sono 3 di cui la fase 1 e’ divisa in due subfasi 1A e 1B, rispettivamente demolizione edificio 106 e demolizione edificio 103.
La recinzione di cantiere sara’ modificata di volta in volta in base al susseguirsi delle fasi cosi’ come indicato da cronoprogramma e dalle planimetrie di cantiere.
FASE 1A FASE 1B
L’area logistica di cantiere, con i baraccamenti per la direzione cantiere e la direzione lavori, nonché per tutti gli altri spazi necessari per l’organizzazione di cantiere previsti dal
D.Lgs. 81/2008 (locali spogliatoio, locali di riposo e refezione, ecc.), sarà posta nei pressi dell’ingresso alla base da via Pedemonte (Gate1) durante le fasi 1A-1B-2. Durante l’ultima fase sara’ spostata sul lato ovest dell’area di intervento in prossimita’ dell’ingresso di
L’ingresso carrabile al cantiere sarà garantito sul lato est da via Pedemonte durante la fase 1A-1B e sul lato ovest dall’interno della base durante le fasi 2-3; da tali ingressi si prevede l’accesso degli automezzi per il trasporto dei materiali da e per il cantiere, essi saranno arretrati in modo tale da ridurre le interferenze tra i mezzi di cantiere e il normale traffico su via Pedemonte e nella base.
FASE 2 FASE 3
FASE 1A-1B-2 FASE 3
Nei pressi degli ingressi carrabili verranno posizionati gli ingressi pedonali al cantiere separati da quelli carrabili. In particolare durante la fase 1A-1B sara’ individuato un percorso pedonale protetto, tramite delimitazioni alte 1.10 m, rispetto a quello carrabile per raggiungere l’area baraccamenti in sicurezza.
Inoltre per permettere un collegamento diretto tra area
1A e 1B, che interferisca il meno possibile con le normali attivita’ della base e che permetta ai mezzi di cantiere di passare da un’area all’altra, saranno istallati 2 cancelli carrabili come riportato in planimetria.
Le fasi di lavoro si succederanno partendo dall’eventuale campionamento per stabilire la presenza di fibre cancerogene, dismissione di eventuali impianti ancora collegati alle linee esistenti della base, demolizioni e rimozioni come in precedenza elencate e inizio interventi di nuova realizzazione.
Nell’esecuzione…
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