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Department of the Army U.S.
Camp Darby – Livorno
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
“Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA”
Settore: Construction H&S Page : 1 of 34
SGS Sertec S.r.l. Via D. Cimarosa, 95/105 - 57124 Livorno - Italy t + 39 0586 852591 f + 39 0586 866210 www.it.sgs.com www.sertec.livorno.it
Membri del gruppo SGS
Sede Legale in Milano Via Caldera, 21 Cap. Soc. € 83.000 i.v., C.F./P.IVA/N. Iscr. Reg. Impr. di Milano n. 01146510498, REA MI
n. 1974201Società unipersonale soggetta a direzione e coordinamento di SGS Italia SpA
Piano di Sicurezza e Coordinamento Preliminare
(art. 100 e all. XV del D.Lgs. 81/08)
Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA
CAMP DARBY, Livorno, Italia.
Il Coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione Ing. Giorgio Amabile
01 13-05-2016 Revisione G. Amabile G. Miccichè Committente
00 02-05-2016 Emissione G. Amabile G. Miccichè Committente
Rev. Data Descrizione
REDATTO VERIFICATO APPROVATO
REVISIONE
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 2 of 34
SOMMARIO
1 RIFERIMENTI
2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA
2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
3 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE
3.1.1 Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
3.1.2 Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
3.1.3 Delimitazione area di cantiere
3.1.4 Servizi igienico-assistenziali
3.1.5 Impianto elettrico di cantiere
3.1.6 Impianto di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
3.1.7 Impianto idrico di cantiere
3.1.8 Utilizzo e manutenzione di macchine ed impianti
3.1.9 Misure generali di protezione contro il rischio di seppellimento da adottare negli scavi
3.1.10 Misure per assicurare la salubrità dell’aria negli spazi confinati e gestione degli spazi confinati 14
3.1.11 Misure generali di sicurezza nel caso di notevoli demolizioni
3.1.12 Misure di sicurezza contro i possibili rischi d’incendio od esplosione
3.1.13 Misure generali di protezione in caso di lavori notturni
3.1.14 Dislocazione degli impianti di cantiere (macchine, attrezzature)
3.1.15 Dislocazione delle zone di deposito dei materiali di risulta
3.2 LAVORAZIONI
3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
3.3.1 Applicazione di una matrice P*G
3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE
3.5 MISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI, ATTREZZATURE, ECC
3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA
3.8 CARTELLO DI CANTIERE
3.9 PROMOZIONE DELLA SICUREZZA
3.10 MODALITÀ ORGANIZZATIVE DELLA COOPERAZIONE, COORDINAMENTO E RECIPROCA INFORMAZIONE
3.11 GESTIONE DELLE EMERGENZE E DEL PRONTO SOCCORSO
4 COSTI PER LA SICUREZZA
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 3 of 34
4.1 CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI COSTI
4.2 SVILUPPO DELLA VALUTAZIONE DEI COSTI
5 DOCUMENTAZIONE DA CONSEGNARE AL RESPONSABILE LAVORI E CSE
5.1 IDONEITÀ TECNICO PROFESSIONALE
5.2 REQUISITI DELLA DITTA INSTALLATRICE DEGLI IMPIANTI
5.3 PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS)
5.4 PROCEDURE COMPLEMENTARI E DI DETTAGLIO RICHIESTE DAL PSC
6 AGGIORNAMENTO DEL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO
7 PROGRAMMA LAVORI ED IL SUO AGGIORNAMENTO
8 ALLEGATI
ALLEGATO 01 SCHEDE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
ALLEGATO 02 COSTI DELLA SICUREZZA
ALLEGATO 03 PLANIMETRIA
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 4 of 34
1 RIFERIMENTI
Oltre alle norme di legge applicabili per la stesura del presente documento si è fatto riferimento anche a:
• Task risk assessment, Concawe.
• The report of “the BP US refineries independent safety review panel”.
• Cantieri temporanei e mobile – guida commentata articolo per articolo del Titolo IV e relativi allegati del D.Lgs. 81/08, G. Semeraro, ed. EPC LIBRI.
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 5 of 34
2 DATI GENERALI DI CANTIERE
2.1 PREMESSA
Il presente Piano di sicurezza e coordinamento (PSC) è redatto ai sensi dell'art. 100 , c. 1, del D.Lgs. n. 81/08 in conformità a quanto disposto dall'All. XV dello stesso decreto sui contenuti minimi dei piani di sicurezza.
L'obiettivo primario del PSC è stato quello di valutare tutti i rischi residui della progettazione e di indicare le azioni di prevenzione e protezione ritenute idonee, allo stato attuale, a ridurre i rischi medesimi entro limiti di accettabilità.
Il piano si compone delle seguenti sezioni principali:
� identificazione e descrizione dell'opera � individuazione dei soggetti con compiti di sicurezza � analisi del contesto ed indicazione delle prescrizioni volte a combattere i relativi rischi rilevati;
� organizzazione in sicurezza del cantiere, tramite:
� relazione sulle prescrizioni organizzative;
� lay-out di cantiere;
� analisi ed indicazione delle prescrizioni di sicurezza per le fasi lavorative interferenti;
� coordinamento dei lavori, tramite:
� pianificazione dei lavori (diagramma di GANTT) secondo logiche produttive ed esigenze di sicurezza durante l'articolazione delle fasi lavorative;
� prescrizioni sul coordinamento dei lavori, riportante le misure che rendono compatibili attività altrimenti incompatibili;
� stima dei costi della sicurezza;
� organizzazione del servizio di pronto soccorso,antincendio ed evacuazione qualora non sia contrattualmente affidata ad una delle imprese e vi sia una gestione comune delle emergenze
� allegati.
Le prescrizioni contenute nel presente piano, pur ritenute sufficienti a garantire la sicurezza e la salubrità durante l'esecuzione dei lavori, richiedono ai fini dell'efficacia approfondimenti e dettagli operativi da parte delle imprese esecutrici.
Per tale motivo sarà cura dei datori di lavoro delle imprese esecutrici, nei rispettivi Piani operativi di sicurezza, fornire dettagli sull'organizzazione e l'esecuzione dei lavori, in coerenza con le prescrizioni riportate nel presente piano di sicurezza e coordinamento.
Si specifica che il presente documento è da considerarsi “Preliminare” in quanto il lavoro in oggetto fa parte di un appalto integrato per cui la ditta aggiudicatrice avrà il compito di eseguire la progettazione esecutiva oltre all’esecuzione dei lavori. La ditta dovrà coordinarsi con il CSE durante la fase progettuale per valutare anche gli aspetti di sicurezza. Si prevede quindi la redazione di una ulteriore revisione del PSC a seguito dell’approvazione di tali proposte.
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 6 of 34
2.2 DATI IDENTIFICATIVI DI CANTIERE
Committente: Department of the Army USA, Sede: Vicenza
Descrizione dell'opera: Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA
Indirizzo cantiere: Camp Darby - Livorno, Italy
Data presunta inizio lavori: da definire
Durata presunta lavori: 6 mesi
Ammontare presunto dei lavori:
150.000 €
Numero uomini/giorni: 256
2.3 SOGGETTI CON COMPITI DI SICUREZZA
Nominativo del Committente:
Camp Darby - Livorno, Italy
Nominativo del Referente: Ing. Paolo Serraglini
Chief, Engineering Services
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di progettazione:
Ing. G. Amabile - SGS Sertec Srl Via Cimarosa, 95 - 56124 – Livorno giorgio.amabile@sgs.com
Nominativo del Coordinatore sicurezza in fase di esecuzione:
Ing. G. Amabile - SGS Sertec Srl Via Cimarosa, 95 - 56124 – Livorno giorgio.amabile@sgs.com
Nominativi delle imprese esecutrici da definire
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 7 of 34
2.4 DESCRIZIONE DELL’OPERA
L' opera oggetto del presente Piano di Sicurezza e Coordinamento, di cui all' art. 100 del D. Lgs.
81/08 consiste in lavori di modifica della struttura portante del Joint Stuffing Pad (JSP) per permettere l’accesso a fork-lifts di grosse dimensioni. In particolare saranno da rimuovere due colonne, tipo HEA400, per ciascun fronte della tettoia (lato nord e lato sud).
La rimozione includerà i basamenti in calcestruzzo alla base e i controventi di collegamento con le colonne adiacenti. Il lavoro include il ripristino delle condizioni strutturali alla capacità portante originaria, tramite lavorazioni sugli elementi della struttura esistente.
2.5 ANALISI DEL SITO DEL CONTESTO E VINCOLI
Le attività previste interessano il fabbricato 2025, come da planimetria (Allegato 3) sito in Area
AMMO.
Si specifica che il fabbricato di circa 61x 48,80 m è posizionato su una superficie in cemento di circa 3000 mq.
La struttura in acciaio è bullonata e prevede colonne tipo HE lungo il perimetro e in una linea centrale con un’altezza di circa 15 m, che supportano capriate di altezza di circa 3 m con profilo a doppio L e copertura in pannelli di lamiera grecata.
Le colonne sono posizionate a circa 6,1 m di distanza, posizionate su basamenti in c.a. e collegate da una platea.
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 8 of 34
Alle strutture metalliche sono collegate alcuni proiettori che costituiscono il sistema di illuminazione verso il piazzale esterno.
Il capannone è attualmente utilizzato per lo stoccaggio temporaneo di vario materiale all’interno di container.
I lavori del presente progetto dovranno essere eseguiti senza interferenza con altre attività in corso nelle aree interessate.
In accordo con la committenza, il CSE effettuerà una riunione preliminare di coordinamento in modo da valutare la sospensione delle attività di stoccaggio.
La committente provvederà a spostare preliminarmente i materiali presenti garantendo gli spazi necessari alle lavorazioni oggetto dell’appalto.
L’area di lavoro prevista dovrà essere delimitata per tutto il tempo necessario e potrà essere presente solo il personale autorizzato.
Si specifica che non sono consentite attività durante il periodo tra il 1 marzo e il 1 Luglio in accordo con le richieste dell’ente Parco nel rispetto della fauna selvatica.
Servizi e altre reti interferenti Per quanto attiene i lavori previsti per l’opera, si conferma che le opere da realizzarsi prevedono interferenza con i servizi esistenti.
Preliminarmente all’insediamento del cantiere, sarà cura dell’impresa appaltatrice verificare la presenza delle linee e acquisire tutte le informazioni necessarie circa l’esatta posizione dei servizi eventualmente presenti e di parti eventualmente interferenti.
Si specifica che la disalimentazione dell'impianto elettrico e degli altri servizi non è ammessa in via generale.
Le eventuali interruzioni necessarie non dovranno superare la durata strettamente indispensabile all'esecuzione degli allacciamenti temporanei e dovranno essere richieste al COR/committente con almeno 15 giorni di anticipo.
E` assolutamente vietata la disattivazione di impianti di allarme, telefonici e televisivi.
Qualora detti impianti, anche se non mostrati nei disegni, interferiscano con la realizzazione delle opere in contratto essi dovranno essere temporaneamente deviati e rialimentati con allacciamenti temporanei adeguatamente protetti. Prima di iniziare qualsiasi lavoro temporaneo l'Appaltatore dovrà ricevere l'autorizzazione scritta del COR.
A lavori ultimati tutti gli impianti esistenti dovranno essere riattivati e ricollocati nelle posizioni originarie.
In particolare il sistema di illuminazione esistente dovrà essere modificato, se necessario, mantenendo se possibile la stessa posizione degli impianti di illuminazione.
In alternativa le modifiche dovranno essere realizzate secondo quanto indicato nei documenti di appalto.
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 9 of 34
3 ORGANIZZAZIONE DI CANTIERE
A seguito dell’assegnazione dell’appalto la ditta esecutrice parteciperà ad un incontro preliminare in cui saranno definite e concordate le seguenti modalità organizzative inerenti alla realizzazione dei lavori
Elenco delle modalità organizzative considerate
• Accessi e circolazione di cantiere mezzi e pedoni
• Area stoccaggio materiale e attrezzature di cantiere
• Delimitazione area di cantiere
• Servizi igienico - assistenziali
• Impianto elettrico di cantiere
• Impianto elettrico di messa a terra
• Impianto protezione scariche atmosferiche
• Impianto idrico di cantiere
Si riportano alcune indicazioni generali in merito all’organizzazione del cantiere:
3.1.1 ACCESSI E CIRCOLAZIONE DI CANTIERE MEZZI E PEDONI
FORMAZIONE ANTI TERRORISMO
� Livello I di formazione anti terrorismo. Tutti i dipendenti del contraente, compresi i subappaltatori, che richiedono l'accesso agli impianti, attrezzature, e aree di accesso controllato dovranno completare il corso di Livello I di sensibilizzazione entro 30 giorni di calendario prima della data di inizio del contratto o data di entrata in vigore dei requisiti del contratto, a seconda dei casi. Il contraente dovrà presentare i certificati di completamento per ciascun dipendente al COR o al responsabile del contratto, se il COR non è assegnato, prima della emissione del pass per l’accesso al cantiere. Il corso di formazione Livello I è disponibile online a https://atlevel l.dtic.mil/at.
� In accordo con AR 530-1, il nuovo contraente e i dipendenti devono completare il Livello I di formazione OPSEC entro 30 giorni di calendario. Tutti i dipendenti devono completare l’annuale formazione OPSEC di consapevolezza.
� Politica e Procedure di accesso e di protezione/sicurezza generale. Il contraente deve ottenere il pass di accesso per ogni dipendente dal COR. Il contraente è tenuto ad informare il proprio personale che possono essere sottoposti a controllo quando si entra o si esce dall’insediamento a discrezione del comandante dell'installazione. Al termine del contratto o del rapporto di lavoro il contraente deve restituire tutti i pass al responsabile del contratto o al COR. I dipendenti dell’appaltatore e di tutti i sub-appaltatori devono rispettare l'insediamento, la struttura e i criteri di protezione locali e le procedure dell'insediamento e dell’accesso alla struttura (fornito dal rappresentante del governo). Il contraente deve inoltre fornire tutte le informazioni necessarie per i controlli in background in modo da soddisfare i requisiti di accesso all'insediamento
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 10 of 34 mediante l’ufficio di Provost Marshall, il Direttore dei servizi di emergenza, o l’Ufficio di sicurezza. La forza lavoro dell’appaltatore deve conformarsi a tutte le esigenze di verifica identità personale come diretto dal DOD, HQDA, e/o polizia locali. Oltre alle modifiche delle clausole del contratto, la FPCON può richiedere modifiche in materia di sicurezza o nelle procedure pe qualsiasi singolo impianto o struttura.
Sicurezza fisica: Il contraente è tenuto a salvaguardare tutti le attrezzature, le informazioni e proprietà dato in uso al contraente. Al termine di ogni periodo di lavoro, impianti, attrezzature e materiali devono essere assicurati.
Identificazione del contraente: prima dell'inizio dell'esecuzione del contratto, il contraente è tenuto a fornire al COR per iscritto e in triplice copia, un elenco del personale identificato per il lavoro nell'ambito del contratto, l'elenco deve contenere:
a. Nome e indirizzo di ogni dipendente
b. Documento di identificazione o numero della patente di guida di ogni dipendente
c. Copia del registro del personale
d. “Centro per l’impiego” documento di identificazione
e. Il contraente è tenuto a fornire un elenco di persone e veicoli commerciali che saranno usati per il contratto d'opera. L'elenco è presentato con la lista del personale e deve contenere:
1. Tipo di veicolo
2. Modello e anno di fabbricazione
3. Numero di targa
L'ingresso e l’uscita delle maestranze verrà registrato giornalmente a cura dell’affidataria e reso disponibile al CSE, RL e alla DL. L’elenco delle presenze deve essere disponibile in cantiere al fine di consentire la migliore gestione del personale e delle emergenze.
Tutto il personale delle Imprese dovrà essere dotato della tessera di riconoscimento, di cui all’art. 26, comma 8, del D.Lgs 81/08, che dovrà essere posta in vista sull’indumento di lavoro.
Potrà accede al cantiere solo il personale delle imprese (anche fornitori) autorizzate dal RL e dal CSE; fanno eccezione il personale della Committenza e le autorità competenti.
Per l’accesso al cantiere, il personale dovrà disporre dei DPI previsti nel presente documento e nei singoli POS (gli assuntori, anche in ottemperanza all’art. 26 del D.Lgs. 81/08 garantiranno l’ottemperanza da parte dei propri fornitori).
Tutti gli edifici oggetto dell’appalto sono raggiungibili tramite la viabilità interna carrabile.
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 11 of 34
3.1.2 AREA STOCCAGGIO MATERIALE E ATTREZZATURE DI CANTIERE
Le attività saranno svolte con interventi limitati all’edificio 2025 quindi si prevede di definire un’area di stoccaggio per il materiale e le attrezzature che saranno utilizzate in prossimità del locale interessato.
I materiali necessari alle attività saranno perciò stoccati nell’area retrostante il capannone e in parte nell’area prospiciente, in funzione dell’avanzamento dei lavori.
L’area di competenza dovrà essere opportunamente delimitata.
L’eventuale materiale rimosso durante l’intervento sarà allontanato giornalmente dalla ditta esecutrice oppure stoccato in area specifica prima dell’allontanamento dal cantiere. Eventuali dettagli e/o modifiche saranno concordati durante la riunione di coordinamento preliminare.
3.1.3 DELIMITAZIONE AREA DI CANTIERE
Si specifica che l’area interessata dai lavori è un capannone in area isolata quindi risulta necessaria una delimitazione delle aree interessate. Si prevede di utilizzare una rete metallica alta 2.00, fissata su basi prefabbricate in cls. Ogni singolo modulo di recinzione dovrà essere saldamente agganciato a quelli limitrofi in modo da evitare parziali cedimenti o aperture non autorizzate.
Modalità di delimitazione alternativa dovranno essere concordate con il CSE in accordo con la Committenza.
3.1.4 SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
Sarà cura della ditta Appaltatrice dotare l’area cantierizzata di idonei servizi igienico -assistenziali, consoni al numero medio di operatori presumibilmente presenti in cantiere con caratteristiche rispondenti all'allegato XIII del D.Lgs. 81/08.
In ogni caso, si ricorda che i servizi igienico assistenziali devono essere costituiti entro unità logistiche (box prefabbricati), sollevati da terra, chiuse, ben protette dalle intemperie
(impermeabilizzate e coibentate), areate, illuminate naturalmente ed artificialmente, riscaldate nella stagione fredda, convenientemente arredati, dotate di collegamento alle reti di distribuzione dell'energia elettrica, di adduzione dell'acqua direttamente da acquedotto o da altra fonte e di smaltimento della fognatura o, in alternativa, di proprio sistema di raccolta e depurazione delle acque nere.
Attualmente, secondo accordi con la committenza, si prevede solo l’uso di wc chimico e non di box prefabbricati.
3.1.5 IMPIANTO ELETTRICO DI CANTIERE
L’alimentazione elettrica di cantiere potrà essere garantita dalla committenza tramite l’impianto di distribuzione presente nelle aree oppure le imprese potranno utilizzare un
Department of the
Camp Darby “Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA motogeneratore, e in ogni caso elettrico di cantiere (tramite personale competente)
Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI di protezione minimo IP44 (secondo la Guida CEI 64 norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costrutto designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per l’interruzione di emergenza, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.
Le ditte Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente ponderare i seguenti aspetti:
• Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;
• Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurar protezione possibile da danneggiamenti;
• Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro spazi bui.
• Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN resistenza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).
In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente.
L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II dell'allegato al DM 13-07-11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale tipo di insediamento oppure adeguatame stabilito dal fabbricante.
Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici
Department of the Army U.S.
Camp Darby – Livorno
Issuing date
Review n.
Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA
Settore: Construction H&S Page :
motogeneratore, e in ogni caso le ditte utilizzatrici dovranno predisporre proprio impianto
(tramite personale competente) con propri quadri elettrici (ASC).
Tutti i quadri elettrici di cantiere devono essere conformi alla norma CEI 17-13/4 ed avere grado di protezione minimo IP44 (secondo la Guida CEI 64-17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una targhetta dove sono leggibili il nome del costruttore e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per
, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.
e Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente
Individuare il punto più idoneo per la consegna dell’energia elettrica;
Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurar protezione possibile da danneggiamenti;
Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro
Utilizzare in caso di posa mobile cavi del tipo H07RN-F o di tipo equivalente ai fini della enza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i danneggiamenti meccanici (transito di persone e mezzi).
In merito all’eventuale uso di eventuale motogeneratore, sarà necessario verificare l’adeguamento alla normativa vigente.
L’impianto, che dovrà esser certificato e progettato da personale abilitato, dovrà rispettare tutte le disposizioni del Titoli I e II
11. Le installazioni all'aperto devono essere poste ad una distanza non inferiore ai 3 metri da depositi di sostanze combustibili, salvo il posizionamento di barriere realizzate in materiale incombustibile e di dimensioni tali da proteggere l'intero ingombro del deposito di sostanze combustibili. I gruppi e/o le unità di cogenerazione installati all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale oppure adeguatamente protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto
Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici
CAVI POSA
FISSA
PVC
AMMESSO
ssuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA”
Page : 12 of 34
Piano di Sicurezza e Coordinamento dovranno predisporre proprio impianto propri quadri elettrici (ASC).
13/4 ed avere grado
17 fasc. n. 5492). La rispondenza alla norma di un quadro di cantiere (ASC) è verificata tramite l’applicazione sul quadro di una re e marchio di fabbrica dell’ASC, la designazione del tipo o numero d’identificazione, la natura e il valore nominale della corrente, le tensioni di funzionamento di impiego e nominale. Ogni quadro deve avere un dispositivo per
, se il quadro non è chiudibile a chiave può assolvere a tale scopo l’interruttore generale di quadro. Ove non siano presenti punti di distribuzione dell’energia elettrica, le Imprese dovranno provvedere ad utilizzare propri generatori di corrente.
e Assuntrici nell’organizzare il “proprio” impianto elettrico dovranno attentamente
Valutare i percorsi delle linee di alimentazione in modo da assicurare la massima
Disponibilità di un congruo numero di mezzi di illuminazione portatili per le attività entro
F o di tipo equivalente ai fini della enza all’acqua e all’abrasione, in ogni caso opportunamente protetti contro i all'aperto, in luogo avente le caratteristiche di spazio scoperto, devono essere costruiti per tale nte protetti dagli agenti atmosferici secondo quanto
Sempre in merito all’energia elettrica, la ditta esecutrice dell’impianto dovrà rilasciare idonea certificazione ai sensi del D.M. n. 37/2008 (ex Legge 46/90 e s.m.i.). Tutti gli elementi elettrici
CANTIERI
CAVI POSA
FISSA
PVC
AMMESSO
CAVI A POSA
MOBILE
PVC NON
AMMESSO
Issuing date : 13 Maggio 2016
Review n. : 01
Settore: Construction H&S Page : 13 of 34 dell’impianto, che sono equipotenzialmente collegati, saranno collegati all’impianto di terra della Committente, qualora esistente, in caso contrario predisporlo. La realizzazione delle messa a terra sarà eseguita come previsto dalle norme di riferimento.
Per quanto riguarda il prelevamento di acqua, sarà necessario concordare con la Committente, l’eventuale possibilità di attingere dall’impianto presente.
3.1.6 IMPIANTO DI MESSA A TERRA E DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE
Prima dell’inizio delle attività, l’impresa appaltatrice dovrà verificare l’esistenza dell’impianto di messa a terra della Committenza, e in caso di necessità, realizzare un impianto specifico di cantiere dove saranno collegati i vari elementi elettrici, utensili e le strutture di cantiere.
L'impianto di protezione contro le scariche atmosferiche dovrà essere realizzato per le strutture metalliche, le opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni.
L'impianto può essere omesso nel caso le opere provvisionali e le attrezzature siano valutate, da tecnico abilitato, autoprotette. I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all'impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti. La ditta incaricata della realizzazione di detti impianti dovrà fornire copia della dichiarazione di conformità da utilizzare per gli usi che la legge consente.
Attualmente non si prevede la realizzazione di tale tipologia di impianti.
3.1.7 IMPIANTO IDRICO DI CANTIERE
Attualmente non si prevede la realizzazione di tale tipologia di impianti.
3.1.8 UTILIZZO E MANUTENZIONE DI MACCHINE ED IMPIANTI
Tutte le macchine e attrezzature di lavoro (esclusi gli utensili o attrezzi manuali utilizzati nel cantiere) dovranno essere muniti della documentazione necessaria da cui dovrà risultare:
• marchio CE o avvenuta omologazione a seguito di prova ufficiale
• istruzioni per l’uso e le eventuali manutenzioni di carattere ordinario o straordinario previste dal costruttore
• verifiche periodiche obbligatorie (in particolare per gli apparecchi di sollevamento)
Le operazioni di manutenzione specifica, con particolare riguardo alle misure di sicurezza saranno eseguite da personale tecnico specializzato. Tali interventi dovranno essere documentati.
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3.1.9 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE CONTRO IL RISCHIO DI SEPPELLIMENTO DA ADOTTARE NEGLI SCAVI
Il fattore di rischio non risulta presente per le attività previste.
Gli scavi previsti sono quelli relativi alla rimozione/adeguamento delle fondazioni presenti e si prevedono con profondità inferiore a 1,5 m.
In ogni caso in presenza di scavi con profondità maggiori di 1,5 metri si dovranno prevedere sistemi di protezione degli stessi con parapetti dotati di fascia al piede e sistemi equivalenti.
L’acceso al fondo scavo dovrà essere garantito in modo sicuro posizionando scale fissate alle estremità o sistemi equivalenti. L’accesso dovrà essere in numero proporzionale alla lunghezza dello scavo.
Sul bordo scavo non dovranno essere stoccati materiali o attrezzature per evitare il loro cedimento all’interno.
In caso di terreno incoerente e/o instabile o in relazione a cattive condizioni meteo dovrà essere verificata la pendenza degli scavi. In caso di possibilità di cedimenti si dovrà provvedere alla protezione degli scavi con idonei sistemi di sicurezza (sbatacchiamenti o soluzioni equivalenti).
3.1.10 MISURE PER ASSICURARE LA SALUBRITÀ DELL’ARIA NEGLI SPAZI CONFINATI E GESTIONE DEGLI SPAZI
CONFINATI
3.1.11 MISURE GENERALI DI SICUREZZA NEL CASO DI NOTEVOLI DEMOLIZIONI
3.1.12 MISURE DI SICUREZZA CONTRO I POSSIBILI RISCHI D’INCENDIO OD ESPLOSIONE
Durante le attività di cantiere potranno essere svolte attività “a caldo” ovvero attività che comportano la proiezione di scintille, l’utilizzo di fonti di calore (molature, saldature, ecc.), comunque attività che producono una possibile fonte di innesco. Durante tali attività, come più dettagliatamente specificato nelle schede di valutazione dei rischi, dovranno essere intraprese tutte quelle azioni rivolte a limitare il rischio di innesco ed eventualmente a contenere il principio di incendio. Sarà quindi cura della ditta che effettuerà tali tipi di operazioni mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e protezione quali ad esempio predisporre teli antiscintilla, posizionare estintori sul luogo dell’attività oltre eventualmente a bagnare abbondantemente il terreno circostante.
Il personale che effettuerà questo tipo di attività dovrà essere opportunamente formato/informato sui rischi specifici derivanti da lavori a caldo.
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Ogni ditta affidataria dovrà avere, all’interno della propria organizzazione, una squadra incaricata dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione e gestione dell'emergenza; dovrà essere fornita sufficiente documentazione comprovante la formazione del personale sopra indicato.
Ogni appaltatore dovrà gestire la propria area di cantiere in conformità ai principi del D.M.
10/03/98.
I liquidi infiammabili dovranno essere immagazzinati e trasportati in contenitori omologati, con la chiara indicazione del contenuto. Il trasporto e l’immagazzinamento dei liquidi infiammabili deve avvenire previa autorizzazione della Committenza e del CSE.
Gli appaltatori non dovranno costituire attività ricadenti nell’obbligo di CPI.
I lavoratori delle ditte appaltatrici dovranno indossare indumenti ignifughi (UNI
EN 531:95).
Prima di ogni intervento a caldo la ditta esecutrice dovrà compilare il modulo specifico “HOT
WORK PERMIT FIRE” chiamare i vigili del fuoco almeno 2 giorni prima e seguire le procedure previste all’interno della base indicato nel suddetto permesso.
Sarà cura della committenza fornire indicazione alle ditte appaltatrici in merito alla classificazione di zone Atex interessate dalle aree di cantiere; in presenza di tali zone gli addetti dovranno indossare indumenti antistatici (UNI EN 1149).
3.1.13 MISURE GENERALI DI PROTEZIONE IN CASO DI LAVORI NOTTURNI
Fra le lavorazioni programmate non ve ne sono che possano determinare questo fattore di rischio
3.1.14 DISLOCAZIONE DEGLI IMPIANTI DI CANTIERE (MACCHINE, ATTREZZATURE)
In accordo con la Committenza, al fine di razionalizzare e rendere sicure le attività di cantiere, prima della fase operativa sarà elaborato uno specifico piano della logistica (layout di cantiere) che dispone gli spazi ove andranno collocati i materiali e i mezzi.
La collocazione di altre attrezzatura (elettrosaldatrici, motosaldatrici, compressori, ecc) rispondendo ad esigenze a volte estemporanee non è definibile a priori: la loro collocazione sarà effettuata dalle ditte utilizzatrici alla luce delle misure generali di sicurezza e delle osservazioni seguenti:
• Le motosaldatrici, compressori e attrezzature fisse con motore a combustione devono essere collocate tenendo in modo che i fumi non vadano ad investire altre postazioni di lavoro;
• Le attrezzature rumorose che espongono i lavoratori a livelli di rumore al di sopra dei valori superiori di azione (Leq > 85 dB(A)) devono essere evidenziate da appositi segnali (art. 192 comma 3 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) ed inoltre devono essere delimitate;
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• Non ostacolare l’accesso a presidi antincendio.
3.1.15 DISLOCAZIONE DELLE ZONE DI DEPOSITO DEI MATERIALI DI RISULTA
Per depositi di materiali di risulta si intendono le aree interne al cantiere destinati ad accogliere i materiali ed i prodotti derivanti dalle attività di demolizione.
L’appaltatore è considerato il generatore del rifiuto per tutto il materiale recuperabile, riutilizzabile, riciclabile ed a perdere che deriva dai lavori di demolizione e rimozione inclusi in questo contratto e dovrà disporre di questi materiali come specificato nel capitolato speciale.
Il materiale di risulta da costruzioni e demolizioni sarà stoccato in specifici contenitori adatti a questo scopo e forniti dall’appaltatore. Essi dovranno essere in buone condizioni, senza gravi ossidazioni, rigonfiamenti o difetti strutturali e dovranno essere posizionati dove indicato dal COR. I contenitori saranno rimossi quando pieni o su decisione del COR.
Le aree di deposito durante le fasi di avanzamento lavori, qualora necessarie, dovranno essere preventivamente stabilite con la Committenza e previa consultazione del CSE.
3.2 LAVORAZIONI
La descrizione delle lavorazioni previste sono riportate al Par. 2.4 e indicate nel dettaglio nell’allegato n. 03 ; in sede di predisposizione del presente PSC, la Committenza unitamente al CSP hanno, per quanto possibile, provveduto ad eliminare i rischi alla fonte.
Per i rischi residui, dalla fase di progettazione, il PSC (in particolare tramite le schede di valutazione dei rischi) definisce le modalità per gestire e minimizzare tali rischi.
Le ditte appaltatrici dovranno attentamente ponderare i contenuti del presente piano di sicurezza e coordinamento (fra cui i costi per la sicurezza, presenti in allegato) per valutarne le ricadute sulla propria organizzazione per la sicurezza.
Sarà cura della ditta esecutrice indicare nel POS le modalità operative previste per effettuare l’esecuzione delle attività, specificando le attrezzature da utilizzare e le misure preventive e protettive da mettere in atto in relazione ai possibili rischi presenti.
In particolare dovranno essere indicate le soluzione per mettere in sicurezza il capannone durante tutte le fasi di smontaggio e montaggio, quali opere di puntellamento, strutture provvisorie di sostegno, ecc.
Le attrezzature e modalità operative dovranno essere certificate e approvate dal CSE prima dell’esecuzione.
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Le imprese potranno presentare al CSE proposte di integrazione al piano, ove si ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nel cantiere in base alla propria esperienza (in nessun caso le eventuali integrazioni possono giustificare modifiche od adeguamento dei prezzi pattuiti).
Le imprese prima dell’inizio dei lavori consegneranno al CSE la dichiarazione d’accettazione del PSC: l’accettazione del PSC e la redazione del POS costituiscono per il datore di lavoro delle imprese appaltatrici adempimento all’art. 18 del D.Lgs. 81/08 per lo specifico cantiere.
Analogamente, le imprese assuntrici che dovessero “utilizzare” sub appaltatori, oltre a rispettare alle specifiche procedure di stabilimento, dovranno far pervenire al Committente ed al CSE analoga documentazione.
3.3 INDIVIDUAZIONE, ANALISI E VALUTAZIONE DEI RISCHI
In riferimento alle lavorazioni, così come descritte, viene effettuata, nelle schede dell’ALLEGATO 1, l’analisi e valutazione dei rischi presenti, con particolare riferimento all’area ed al contesto, ovvero all’organizzazione della Committente ed ai rischi “residenti1”, ed alla organizzazione del cantiere, alle lavorazioni previste ed alle loro reciproche interferenze, ad esclusione dei rischi propri dell’attività delle imprese che ne daranno evidenza nei rispettivi
POS.
Si sottolinea che:
� la valutazione dei rischi viene effettuata in modo totalmente mirato alla natura dei lavori che verranno svolti sul cantiere, � il criterio per la valutazione del rischio, di cui seguirà la descrizione, prescinde totalmente dal promuovere una verifica puntuale della rispondenza alle leggi vigenti delle svariate attrezzature da lavoro di cui si prevede l’impiego. E’ dunque specifica responsabilità della Committente e delle Imprese, ognuna per le proprie pertinenze, accertare che ambienti di lavoro, impianti, attrezzature, macchinari, presidi di sicurezza e quanto altro sia soggetto a precise normative tecniche di riferimento siano effettivamente conformi alla vigente legislazione, � nell’ambito dell’organizzazione della Committente, vi siano già una serie di complesse ed articolate procedure conformi alle migliori tecniche disponibili (validate anche da specifici Sistemi di gestioni della Sicurezza obbligatori o volontari). Tale contesto procedurale e organizzativo, dopo anni di operatività e di cicli di audit specifici ha dimostratola propria efficacia. Pertanto, solo per fornire uno strumento di lavoro completo, nel presente documento vengono richiamate le misure di prevenzione, che la maggior parte dei dipendenti e del personale delle imprese appaltatrici già dovrebbe conoscere (la conoscenza è sottoscritta al momento dell’accettazione dei documenti contrattuali), all’interno delle quali sono già prefissate idonee misure atte a limitare sia
1Sono i rischi cui sono esposti i lavoratori del cantiere derivanti dai pericoli insiti nella struttura dei luoghi, nelle caratteristiche delle apparecchiature e nella natura delle sostanze e processi.
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Settore: Construction H&S Page : 18 of 34 la probabilità che determinati eventi si verifichino, sia la gravità delle conseguenze nel caso che qualcuno di questi eventi si produca davvero, � nelle successive schede di valutazione dei rischi saranno quindi analizzate in particolare le interferenze pericolose2 fra le lavorazioni (anche quando sono generate da lavorazioni diverse in seno alla medesima impresa).
3.3.1 APPLICAZIONE DI UNA MATRICE P*G
Il metodo più utilizzato dalla prima applicazione del D.Lgs. 626/1994 è stato quello delle matrici di rischio basato sulla relazione R = P x G (rischio = probabilità x gravità). Si tratta di un metodo semiqualitativo, potenzialmente inficiato dalla mancanza di oggettività della valutazione e dal fatto che è molto difficile confrontare gli effetti di rischi diversi.
Nella valutazione delle probabilità di accadimento di un certo evento (una esplosione, la caduta da una scala, l'esposizione a un certo agente ecc.) occorre riferirsi alle statistiche e alle notizie reperibili per il settore di pertinenza. In questo pesa molto la reperibilità di dati sugli infortuni e malattie professionali. La banca dati reperibile sul sito dell’INAIL può aiutare in questo tipo di analisi. E' così possibile conoscere le cause e le lesioni prevalenti nei cantieri e molte delle informazioni necessarie, anche se non disponibili direttamente, possono essere ricavate per via indiretta.
Altre fonti di informazione che possono essere utilizzate sono le riviste specialistiche, le pubblicazioni scientifiche, le linee guida e le pubblicazioni delle associazioni di categoria.
Due tavole di caratterizzazione per I'assegnazione dei parametri P e G in una matrice di rischio sono riportate nelle tabelle seguenti.
Probabilità Definizione
Bassissima
L’evento lattoso improbabile. La sua manifestazione è legata al contemporaneo verificarsi di più eventi indipendenti e poco probabili. L’evento non si è mai presentato durante l’attività in oggetto. Dalle informazioni acquisite risulta che anche in situazioni analoghe l’evento non si presenta
Bassa
L’evento dannoso è poco probabile ma possibile. L’evento è legato al verificarsi contemporaneo di più eventi non necessariamente indipendenti e di probabilità non trascurabile. L’evento si è presentato raramente durante lo svolgimento della specifica fase di lavoro. L’evento non si è mai presentato durante lo svolgimento dell’attività ma dalle informazioni acquisite risulta che questo si sia a volte verificato in attività simili
Media
L’evento dannoso è probabile. Tipicamente legato a funzionamenti anomali delle macchine e degli impianti, non rispetto delle procedure di lavoro, non utilizzo dei dispositivi di prevenzione e protezione. L’evento si è già presentato, con una frequenza non trascurabile. Dalle informazioni acquisite risulta che questo evento si manifesti con regolarità in situazioni analoghe.
2 Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un «contatto rischioso» tra il personale del committente ed il personale dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse o fra squadre di lavoratori della stessa impresa ma impegnati in fasi lavorative diverse od ancora fra le attività dei lavoratori e l’”ambiente” della Committenza.
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Alta L’evento dannoso è altamente probabile e tende a verificarsi frequentemente nel tempo. Dalle informazioni acquisite risulta che questo si manifesti a volte in situazioni analoghe
Gravità Definizione
Trascurabile Il danno è rapidamente reversibile e di scarsa entità. Non comporta l’abbandono del posto di lavoro od inabilità temporanea.
Modesta Il danno comporta una parziale limitazione funzionale reversibile in pochi giorni con completo ripristino delle capacità operative.
Notevole Il danno comporta una limitazione funzionale reversibile solo dopo un certo tempo con eventuale modesta riduzione della capacità lavorativa.
Ingente Il danno è irreversibile e comporta una notevole e permanente riduzione delle capacità lavorative, l’inabilità o la morte
Di seguito lo schema per la definizione del rischio, e a seguire, la correlazione fra rischio e priorità di interventi.
Rischio Probabilità
Gravità Bassissima Bassa Alta Elevata
Trascurabile Basso Basso Medio Alto
Modesta Basso Medio Alto Alto
Notevole Medio Alto Alto Altissimo
Ingente Medio Alto Altissimo Altissimo
Rischio Priorità Indice numerico
Basso Livello di rischio non rilevante, purché sia assicurato il mantenimento nel tempo di tale livello.
Medio Livello per il quale è necessario programmare misure di riduzione del rischio a medio termine
Alto
Siamo di fronte a rischi di rilievo, per i quali si può procedere solo con misure di sicurezza dettagliate, formalizzate e condivise dalle varie parti in campo. In questi casi è opportuno valutare se, effettivamente, la Legge ammette la possibilità di effettuare il lavoro, indipendentemente dalle misure di sicurezza prevedibili. In caso affermativo la sorveglianza deve essere molto stretta e molto curata la formazione e l’informazione di coloro che si trovano ad operare. Un minimo scostamento da quanto pianificato per lo svolgimento in sicurezza di tali attività deve provocare l’immediato intervento dei supervisori, per la sospensione dei lavori.
Altissimo
Rappresenta un rischio assolutamente intollerabile; è evidente che non può essere pianificata la sussistenza di rischi del genere. Qualora si evidenziassero tali situazioni occorre sospendere immediatamente i lavori ed è opportuno indire tempestivamente una riunione per valutare i motivi per cui la circostanza si è verificata, indipendentemente dal fatto che via sia stato realmente l’infortunio o un mancato infortunio.
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3.4 GESTIONE DELLE INTERFERENZE
L’analisi e l’eliminazione delle interferenze pericolose sarà effettuata in fase di progettazione dei lavori: le interferenze tra le lavorazioni differenti svolte dalle varie squadre di lavoratori (o dai lavoratori autonomi) “nel medesimo luogo” saranno individuate (o sono individuabili) per stabilire le regole di coordinamento più opportune tra:
• divieto categorico della contemporaneità spaziali e temporali, quando le fasi/sottofasi sono ritenute incompatibili tra loro;
• prescrizioni specifiche più opportune (misure preventive e protettive e DPI da adottare) allorquando siano sufficienti a rendere le fasi/sottofasi interferenti compatibili fra loro
• nei limiti della programmazione generale ed esecutiva, la separazione temporale degli interventi costituisce il criterio preferibile. La separazione nel tempo è però condizionata dalle esigenze esecutive, dalla disponibilità di uomini e mezzi e da necessità diverse;
• quando la separazione temporale non sia attuabile, o lo sia solo parzialmente, devono essere adottate misure protettive che eliminino o riducano i rischi tra le lavorazioni, quali ad esempio l’allestimento di schermature, segregazioni, protezioni e percorsi obbligati in modo che sia consentito di svolgere le attività in condizioni di sicurezza;
• nel caso non siano sufficienti, o addirittura tecnicamente non realizzabili le misure previste e sopra esemplificate, si dovrà ricorrere a misure procedurali e regole comportamentali, che comportano un più elevato coinvolgimento dell’impresa in termini di risorse umane, formazione, cooperazione, ecc.;
• le Imprese esecutrici saranno obbligate, oltre che al rispetto passivo delle misure preventive, alla attiva cooperazione, ad esempio segnalando l’impossibilità di attuare quanto pianificato e proponendo misure integrative sostitutive.
• per la valutazione delle varie attività di cantiere, sarà possibile individuare, attraverso la matrice di correlazione, le schede di valutazione dei rischi. Le schede di valutazione dei rischi contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze.
• le schede di valutazione dei rischi riportati in allegato 1 contengono le misure specifiche per la gestione delle interferenze.
Inoltre c’è da considerare che la peculiarità dell’ambiente ove avvengono e delle lavorazioni stesse determina la necessità di valutare caso per caso molte situazioni in sede di riunioni di coordinamento o direttamente “in campo” (il coordinatore per la sicurezza in fase d’esecuzione sarà presente in campo e/o sarà facilmente contattabile).
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3.5 M ISURE DI COORDINAMENTO RELATIVE ALL’USO COMUNE DI APPRESTAMENTI,
ATTREZZATURE, ECC.
Ogni appaltatore dovrà avere a disposizione le attrezzature necessarie allo svolgimento delle proprie attività.
In alcune circostanze alcuni apprestamenti e mezzi di sollevamento (oppure per attrezzature della Committenza) potranno essere utilizzati da più ditte; questo può determinare rischi aggiuntivi relativi a chi debba avere, per esempio, la responsabilità sulle verifiche, manutenzioni, addestramento (l’eventuale utilizzo deve essere congruente con la valutazione dei rischi fatta dal datore di lavoro all’interno di ciascun POS).
Per tale motivo dovranno essere stabilite procedure specifiche inerenti apprestamenti e attrezzature eventualmente cedute (anche temporaneamente) dando indicazioni al CSE dell’uso promiscuo mediante compilazione del relativo modulo allegato al presente PSC.
3.6 GESTIONE DEI RIFIUTI E PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
Durante le attività di cantiere si determina la necessità di regolamentare e preordinare una serie di azioni per la corretta gestione dei rifiuti prodotti.
La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, fra loro coordinate, volte alla tutela ambientale ed al rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente, che garantisce anche maggiore sicurezza ed igiene del posto di lavoro.
Le operazioni che caratterizzano la gestione possono riguardare cinque fasi:
• Luogo di produzione;
• Conferimento al deposito temporaneo;
• Deposito temporaneo;
• Trasporto;
• Smaltimento.
Per la corretta gestione si sono definiti con estrema precisione i seguenti aspetti operativi:
• Individuazione dei rifiuti da raccogliere in modo differenziato;
• Caratteristiche dei contenitori per la raccolta;
• Locali ove dislocare i contenitori;
• Ubicazione e numero dei contenitori nelle varie aree;
• Informazioni che si debbono fornire per una corretta gestione del rifiuto (procedure, segnaletica di pericolo, istruzioni comportamentali, sensibilizzazione, ecc..).
Le ditte dovranno, inoltre, attenersi al regolamento ambientale, al capitolato speciale e alle procedure interne della base militare.
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3.7 SEGNALETICA DI SICUREZZA
Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti e situazioni che possono determinare pericoli, promuovere comportamenti virtuosi e richiamare prescrizioni di sicurezza.
La segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione; essa deve essere impiegata esclusivamente per quelle indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza.
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