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CANTIERE:

“Rimozione Colonne Strut

ALLEGATO 0

Schede Valutazione dei rischi

Department of the

Camp Darby

CLIENTE

Rev.

Rimozione Colonne Strutturali JSP Fabbricato 2025, ASA

ALLEGATO 01

Schede Valutazione dei rischi

Department of the Army U.S.

Camp Darby – Livorno

Rev.00 del 2 Maggio 2016 turali JSP Fabbricato 2025, ASA”

PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO

(Art. 100 D.Lgs. 81/08)

Rif. Art. 100, D.Lgs. 81/08

Pagina 1 di 9

00.00.05.00

“Rimozione Colonne Strutturali JSP

Fabbricato 2025, ASA”

Descrizione attività:

Attività Preliminare

Rischi: IR: Precauzioni: Ottemperante: Tempistica: Note:

1 - Inadempienza Art. 90 comma 3 del D.Lgs. 81/08 (mancata nomina del co-ordinatore per la proget-tazione).

Effettuare ufficialmente la designazione del co-ordinatore per la proget-tazione.

La committente

Prima dell’inizio dei lavori

In ALLEGATO al Documento

Generale stan-dard, trovasi la bozza della let-tera l’incarico;

2 - Inadempienza Art. 91 comma 1 lettera a) del D.

Lgs. 81/08 (mancata re-dazione del piano di sicu-rezza di cantiere).

Produrre il piano di sicu-rezza di cantiere.

La committente

Prima

3 - Inadempienza Art. 90 comma 4 del D. Lgs.

81/08 (mancata nomina del coordinatore per la fa-se di esecuzione dei lavo-ri).

Effettuare ufficialmente la nomina del coordi-natore per la fase di e-secuzione dei lavori

ALLEGATO

Generale Stan-dard, trovasi la bozza della lettera di inca-rico;

4 - Inadempienza Art. 99 comma 1 del D. Lgs.

81/08 (mancata tra-smissione all’organo terri-torialmente competente, e prima dell’inizio dei lavori, della notifica preliminare).

Inviare lettera di notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori ( alla Azienda USL e alla Direzione Provinciale del lavoro ).

Generale Stan-dard, la bozza di notifica alla

USL.

5 - Inadempienza Art. 99 comma 2 del D. Lgs.

81/08 (affissione della no-tifica alla USL).

Esporre, nella bacheca di cantiere, copia della lettera di notifica alla

USL.

Il coordinatore

6 - Inadempienza Art. 90 comma 7 del D.Lgs. 81/08 (comunicazione alle im-prese esecutrici ed ai la-voratori autonomi, dei nominativi dei Coordi-natori).

Comunicare, alle impre-se esecutrici ed ai lavo-ratori autonomi, i nomi-nativi del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

Prima

In al Documento

Generale Stan-dard, le bozze delle comuni-cazioni di cui trattasi a lato.

7 - Inadempienza Art. 92 comma 1 lett. e), f) D.Lgs.

81/08 (sospensione lavori per gravi inosservanze, al-lontanamento imprese, risoluzione del contratto).

Per agire tempestività vanno predisposti i mo-duli in bianco da compi-lare come comu-nicazione da Coordi-natore per l’esecuzione alla Committente.

Il coordinatore per l’esecuzione al Doc. Gen. St.

trovasi il conte-nuto minimo delle informa-zioni da inserire nel cartello di cantiere.

8 - Inadempienza Art. 90 comma 8 lettera a) D.Lgs.

81/08 (verifica della idonei-tà tecnico professionale

2 Le imprese debbono consegnare copia della iscrizione alla camera di commercio, industria e

La committente richiedendolo alle imprese

Prima

Rif. Art. 100, Pagina 2 di 9 delle imprese tramite e-same dell’iscrizione alla camera di commercio, in-dustria ed artigianato).

artigianato.

9 - Inadempienza Art. 91 comma 1 lettera b) del D.Lgs. 81/08 (mancata predisposizione del fasci-colo con le informazioni utili per la prevenzione e protez.).

Produrre il fascicolo, da rendere disponibile per il coordinatore per la fase di esecuzione dei lavori.

In

“A”, alla pre-sente scheda, trovasi copia del modulo in questione.

10 - Inadempienza Art. 92 comma 1, lettera c) del D.Lgs. 81/08 (organiz-zare tra i datori di lavoro la cooperazione ed il co-ordinamento nonché la loro reciproca informa-zione).

Organizzare una riunio-ne con tutte le imprese che parteciperanno ai lavori, ed illustrare gli adempimenti e le pro-blematiche principali prevedibili sul cantiere.

eventualmente incaricando il coordinatore per

La conferma dell’avvenuto svolgimento della riunione deve essere comprovata da apposito ver-bale.

11 - Inadempienza Art. 96 comma 1 e 2, Art. 100, ecc.

(rispetto del contenuto dei piani di sicurezza).

8 La committente deve con-segnare il piano di sicu-rezza alle imprese coinvol-te e deve approntare le copie di detto documento, in numero sufficiente per tutte le figure professionali coinvolte.

La committente, attivandosi verso le imprese

Prima dell’inizio dei lavori

12 - Per le molteplici pecu-liarità dei lavori e dei rischi che si presentano in stabi-limento, vi è i rischio che i medici competenti delle dit-te appaltatrici non dispon-gano di quella “visione completa” che occorre loro per stabilire l’idoneità dei vari lavoratori a svolgere i loro compiti in condizioni o in ambienti molto particola-

ri. I pareri di idoneità po-trebbero essere quindi par-ziali.

4 Occorre promuovere uno scambio di informazioni tra il medico competente dello stabilimento ed i medici competenti delle imprese appaltatrici.

L’informativa può essere ottenuta in una riunione tra i medici competenti, da indire con adeguato anti-cipo rispetto all’inizio dei lavori, o con altra iniziativa comunque adeguata al fi-ne di promuovere lo scambio di informazioni necessario.

Committente Prima

Rif. Art. 100, Pagina 3 di 9

13 - Agli ambienti di lavoro ed ai cantieri temporanei possono, di norma ac-cedere solo lavoratori per scopi correlati al settore di attività dell’impresa di ap-partenenza.

Si possono ammettere ec-cezioni, per i casi sotto e-lencati, purché siano prese opportune misure di sicu-rezza.

Per tutti coloro che acce-dono, indistintamente, è necessario almeno che:

- Siano resi noti i peri-coli presenti nel par-ticolare ambiente ed i rischi correlati.

- Siano rese note le precauzioni da adot-tare per ridurre i ri-schi anzidetti.

- Sia verificata la di-sponibilità e l’ado-zione di indumenti protettivi appropriati e dei necessari DPI.

- Si ottenga la confer-ma della piena con-sapevolezza delle modalità d’uso dei sopraccitati DPI.

- Siano rese note le possibili situazioni di emergenza.

- Siano resi noti gli e-lementi fondamen-tali del piano di e-mergenza ed eva-cuazione (segnali di allarme, compor-tamenti da tenere nei casi prevedibili, per-corsi di esodo, punti di ritrovo, uscite di emergenza, ecc.).

- Non introducano og-getti, materiali, at-trezzature non am-messe dai regola-menti.

Ogni soggetto che intende por-tarsi su un can-tiere in regime di D.Lgs. 81/08.

Stante il fatto che un singolo soggetto, che potrebbe essere uno specialista o un privato, piut-tosto che un la-voratore auto-nomo, può non essere informato delle implica-zioni relative al-la applicazione del citato decre-to e dei contenu-ti del presente

PSC, il soggetto ottemperante di-viene, in primis, colui che, a co-noscenza della situazione, auto-rizza, provoca o richiede l’accesso al can-tiere dei soggetti cui questa sche-da è indirizzata.

Prima

14 -VISITATORI CIVILI.

Valgono tutte le con-dizioni di cui sopra. In più devono essere sem-pre accompagnati da un referente della commit-tente o di una impresa che opera sul cantiere.

15 - LAVORATORI

AUTONOMI

Le condizioni poste all’inizio dell’argomento valgono sempre e co-munque. Inoltre:

Rif. Art. 100, Pagina 4 di 9

- Il lavoratore autono-mo si interfaccia con la committente (se chiamato ad operare direttamente da quest’ultima) o con i responsabili della impresa che lo ha chiamato a prestare la propria opera. Ta-le rapporto com-prende la definizione delle problematiche tecniche, operative e di coordinamento tra i lavori. Nel caso di subordine ad una impresa, questa avrà preventivamente consegnato l’ap-posito modulo pre-visto nel presente PSC in cui si prean-nuncia (specie al Coordinatore per l’esecuzione), la pre-senza del lavoratore autonomo.

- Sui cantieri soggetti al D.Lgs. 81/08, gli eventuali lavoratori autonomi devono:

� Utilizzare le at-trezzature di lavoro e gli appropriati DOI in conformità alle di-sposizioni del Titolo III del D.Lgs. 81/08.

� Adeguarsi alle in-dicazioni fornite dal Coordinatore per l’esecuzione.

Il lavoratore autonomo

Prima e durante l’attività sul cantiere

- Se il lavoratore auto-nomo svolge una at-tività tra quelle con-template nel POS dell’impresa che lo ha convocato e tale POS risulta al lavo-ratore autonomo e-sauriente e completo nella disamina delle fasi di lavoro e nella

Rif. Art. 100, Pagina 5 di 9 individuazione dei correlati rischi, non-ché delle misure di sicurezza da adotta-re, il lavoratore au-tonomo può sot-toscrivere per appro-vazione e condivi-sione il sopraccitato POS dell’impresa omettendo di redi-gerne uno specifico;

negli altri casi il lavo-ratore autonomo do-vrà produrre un pro-prio POS.

- Il lavoratore auto-nomo presenta la documentazione in veste di ditta indivi-duale (Visura C.C.I.A.A., pos.

INPS, INAIL, ade-guata Polizza Assi-curativa).

16 - TECNICI,

SPECIALISTI

OCCASIONALI

Se dipendenti di azien-de, presentano la docu-mentazione come tutte le altre ditte presenti sul cantiere e si attengono alle stesse disposizioni.

Se lavoratori autonomi, si attengono a quanto indicato, appunto, per i lavoratori autonomi.

Se intervengono come privati cittadini, non pos-sono eseguire attività la-vorative e sottostanno al regolamento per i visita-tori.

Tecnici, Specia-listi occasionali

Prima e du-rante l’attività sul

17 - TECNICI DI ENTI DI

CONTROLLO, UFFICIA-

LI DI POLIZIA GIUDIZIA-

RIA, MEZZI ED UOMINI

DI SOCCORSO, FORZE

DELL’ORDINE (tutti nello esercizio delle proprie funzioni)

Devono poter accedere a tutti i luoghi di lavoro con immediatezza e senza alcuna limitazione.

In caso di rischi di am-biente particolari devono essere immediatamente informati.

La committente Durante qualsiasi attività

ALLEGATO “A”

Moduli in bianco per la tempestiva comunicazione al committente di violazioni che possono richiedere interventi immediati.

COMUNICAZIONE:

Da: Coordinatore per la esecuzione dei lavori.

A: Committente.

Data:

Ora:

OGGETTO: cantiere ……..

Il sottoscritto ______________________, designato quale Coordinatore per l’esecuzione dei lavori citati in oggetto, avendo rilevato, nell’esecuzione dei lavori, gravi i-nosservanze delle norme del decreto legislativo 81/2008 propone, ai sensi dell’art. 92 comma 1, lettera e), l’azione di seguito indicata ( apporre crocetta nella casella ap-propriata ):

� Sospensione dei lavori.

� Allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi.

� Risoluzione del contratto.

L’azione è riferita alla/e seguente/i impresa/e:

Di seguito una sintesi dei motivi alla base della proposta di tale provvedimento:

F.to, il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

Da: Coordinatore per la

A: Spett.le impresa:

e.p.c: Spett.le impresa:

Il sottoscritto______________________, designato quale Coordinatore per l’esecuzione dei lavori citati in oggetto, con la presente comunicazione, intima ai sensi dell’art. 92 comma 1, lettera f), del D. Lgs. 81/08, l’immediata sospensione delle seguenti singole lavorazioni, avendo rilevato condizioni di pericolo grave ed immediato:

Di seguito riporta una sintesi dei motivi che hanno determinato tale provvedimento:

I lavori non potranno essere ripresi fino alla comunicazione scritta degli avvenuti adegua-menti, effettuati dalle imprese interessate.

F.to, il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori.

Da: Committente.

A: Spett.le impresa:

e.p.c: Coordinatore per la

La sottoscritta società Polimeri Europa, quale committente delle opere in oggetto, su proposta del coordinatore per l’esecuzione dei lavori e avendo rilevato, nell’esecuzione degli stes-si, gravi inosservanze delle norme del D.Lgs. 81/08 e successive modifiche, dispone, con effetto immediato, ai sensi dell’art. 92 comma 1, lettera e) l’azione di seguito indicata ( apporre crocetta nella casella ap-propriata ):

� Sospensione dei lavori.

� Allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi.

� Risoluzione del contratto.

Di seguito riporta una sintesi dei motivi che hanno indotto a formulare la proposta di tale provvedimento:

il Committente:

Rif. Art. 100, Pagina 1 di 9

01.00.05.00

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-so dalle normali operazioni di esercizio ed in genere ogni lavoro di manutenzione o costruzione da eseguire nell'area all'interno delle pertinenze della Committente.

1 - Rischi connessi con le particolari lavorazioni in atto e correlati alla tipologia degli impianti e delle sostanze presenti. Per tutte le attività esistono precise procedure e precauzioni. Il rischio maggiore è che dette proce-dure non siano note o non vengano rispettate.

Ogni lavoro diverso dalle normali fasi di esercizio, ovvero ogni lavoro di co-struzione o manuten-zione non può essere eseguito senza aver prima ottenuta l'autoriz-zazione, come da proce-dura aziendale. Le più importanti procedure a-ziendali sono allegate al presente piano di sicu-rezza o comunque ne viene fatto richiamo.

dell’inizio di ogni lavoro

2 - Capi, preposti ed anche il personale delle imprese de-vono conoscere la generalità delle procedure e dei rego-lamenti interni aziendali. C'è il rischio che la sola conse-gna delle procedure azien-dali di sicurezza in forma scritta, non raggiunga l'obiet-tivo di rendere bene informa-ti tutti coloro che partecipe-ranno ai lavori

Il personale delle impre-se appaltatrici deve es-sere coinvolto in riunioni nelle quali vengono illu-strate le procedure di si-curezza e sono fornite le informazioni utili ai fini della sicurezza.

Allegare un elenco delle imprese ac-certando che non operino in stabilimento per la prima volta, e cont-rassegnare le imprese che hanno sicura-mente parteci-pato alle riuni-oni a fianco citate.

3 - Generalmente le proce-dure sono concepite, per le varie tipologie e casistiche di lavori, in modo da tener con-to del maggior numero di fat-tori concomitanti che posso-no risiedere nella zona dei lavori stessi. E’ però difficile che con le procedure si ot-tengano tutti i suggerimenti e le precauzioni per evitare interferenze o incongruenze tra lavori o fasi di diverse di lavori.

4 - Ciò può provocare gravi manchevolezze nel pre-ordinamento delle misure di sicurezza.

E’ necessario che i lavori vengano autorizzati, con gli appositi permessi, te-nendo conto dei pro-grammi generali dei la-vori stessi, evitando au-torizzazioni contem-poranee di lavori incon-ciliabili.

Sono quindi necessarie le seguenti precauzioni:

1°) Se vi sono gerarchie di responsabilità, nell’e-mettere le autorizzazio-ni, occorre che tutte le figure professionali siano a conoscenza dei lavori

Committente dell’inizio e du-rante lo svol-gimento dei la-vori.

A livello proce-

Rif. Art. 100, Pagina 2 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-già autorizzati da altri, in modo da evitare di auto-rizzare, per percorsi au-torizzativi diversi, lavori tra loro inconciliabili

2°) Fasi di lavoro simul-taneamente inconciliabi-li, se devono essere ef-fettuate in modo sequen-ziale, dovranno essere autorizzate con permes-si di lavoro diversi, e non condensate su un unico permesso neanche se riportate in ordine crono-logico d’esecuzione. In alternativa deve poter essere specificata in mo-do inequivocabile la giu-sta sequenza di attività

3°) Evitare di autoriz-zare simultaneamente una moltitudine di lavori (anche se con permessi separati), senza avere la certezza che i lavori possano essere effet-tivamente svolti nel peri-odo immediatamente successivo a quello del rilascio della autoriz-zazione.

Si dovranno invece auto-rizzare, volta per volta, solo i lavori effettivamen-te eseguibili, in accordo con il contesto generale delle varie attività.

In particolare, le fasi di lavoro che preludono ad altre fasi la cui sicurezza è subordinata al compi-mento degli interventi di maggiore priorità, devo-no essere concluse (con firma del fine lavoro) prima di dare inizio alle attività successive.

Committente

La Committente durale e con controlli a campione dell’inizio e du-rante lo svol-gimento dei la-vori.

A livello proce-durale e con controlli a campione

Es.: Permesso di lavoro con auto-rizzate tre fasi:

“Inserimento dischi ciechi con scollegamento tubazione, Sal-datura tuba-zione e rimo-zione dischi ciechi“, anziché tre permessi:

1°� Inserimen-to dischi ciechi e scollegamento tubazione.

2°�Saldatura tubazione (auto-rizzato solo al completamento del 1°).

3°�Rimozione dischi ciechi

(autorizzato solo al completa-mento del 2°)

Rif. Art. 100, Pagina 3 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-

5 - Vi sono molte attività, se-condarie, che non possono essere attribuite a particolari specializzazioni, ma posso-no determinare rischi non sempre prevedibili. Nel se-guito di questa scheda, al-cune di esse:

a) L’uso proprio od improprio di fusti metallici, può genera-re diversi rischi.

Deve essere proibito u-sare i fusti pieni o vuoti per salirvi sopra, onde eseguire lavori a quote irraggiungibili da terra.

Dovendo tagliare il co-perchio di un fusto me-tallico per usarlo come contenitore, occorre fare la massima attenzione e, specie se si usa un can-nello ossiacetilenico, ac-certarsi che il fusto non contenga residui di pro-dotti pericolosi.

I fusti non possono esse-re prelevati con fork-lift, inforcandoli semplice-mente, nella loro posizio-ne verticale, con le for-che tra le nervature di rinforzo, ad onda, del fa-sciame del fusto stesso.

E’ corretto, invece, posi-zionare il fusto su di una pedana tipo “pallet”, o adottare attrezzi afferra fusti; è anche possibile prelevarli in posizione o-rizzontale, purché l’incas-tellatura delle forche mantenga una inclinazio-ne tale da non far rotola-re il fusto (meglio se le-gato con fune ).

Non è ammesso utiliz-zare fusti senza coper-chio come contenitori per sollevamento mate-riali, dotati di due fori sul

L’impresa esecutrice

Durante i la-vori

Rif. Art. 100, Pagina 4 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-fasciame, vicino al bordo superiore, per passare l’imbracatura della gru (o similare).

Qualsiasi contenitore deve mantenere la pro-pria funzione per lo spe-cifico prodotto.

Un qualsiasi contenitore di sostanze varie (fusto, sacco, tanica, ecc.), quando vuoto, va smalti-to conformemente alle disposizioni sui rifiuti.

In casi particolari, dove sia palese l’idoneità di un contenitore al reim-piego per altri prodotti, non pericolosi, vanno comunque valutati i ter-mini di trattamento di pu-lizia, o bonifica, neces-sari al reimpiego e, in ogni caso, va assoluta-mente rimossa l’etichetta coi dati caratteristici del precedente contenuto, applicando la nuova de-nominazione con le e-ventuali informazioni ne-cessarie.

6 - Alcuni comportamenti scorretti o superficiali, pos-sono creare situazioni di pe-ricolo anche non tras-curabile; a margine alcune norme di buon senso, da non trascurare.

4 Nel salire e scendere le rampe di scale dell’im-pianto, occorre tenersi sempre al corrimano.

Non correre mai, salvo in caso di reale emergenza.

Nell’usare chiavi apri-valvole, occorre sce-glierne accuratamente la dimensione in rapporto alla struttura della valvo-la da manovrare. Si so-no avute rotture di valvo-le con infortuni anche gravi, in caso di chiave

Durante i lavo-ri

N.B.: Nel caso di valvole dotate di riduttore a coppia d’ingra-naggi, si deve usare solo una piccola chiave con cui assesta-re dei colpetti per l’eventuale sbloccaggio del volantino. Non si deve consenti-re l’adozione di chiavi più lun-ghe di 30÷40 cm e si deve appli-care un carico modesto

Rif. Art. 100, Pagina 5 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-sovradimensionata.

Nel prelevare acqua da rete servizi o antincen-dio, seppure con autoriz-zazione, per bonifica di apparecchi o linee, ac-certarsi che perdurino condizioni di pressione relativa tale da garantire che non vi sia ritorno di fluidi di processo, verso la rete acqua.

lavori

7 - I lavoratori che operano in luoghi molto rumorosi, o che utilizzano attrezzature molto rumorose, o che possono trovarsi in luoghi particolari o fortemente decentrati, po-trebbero non udire segnali di allarme o non essere rag-giunti dalle necessarie co-municazioni di emergenza (es.: chi usa smerigliatrici, mole, martelli demolitori, compressori, sabbiatrici, ecc)

4 Nei lavori che possono comportare i rischi a margine indicati si devo-no prevedere misure compensative. L’ideale consiste nel predisporre un dispositivo di replica del sistema di allarme, tipo una sirena o un alto-parlante locale, o un se-gnale luminoso.

Nei casi ove ciò non ri-sulti opportuno, l’impre-sa deve nominare un “tutore” di tali lavoratori che possa ricevere i messaggi d’allarme ed informare i lavoratori in argomento.

Il capocantiere dell’impresa interessata

Prima

8 - Nel caso di lavori notturni o in orario festivo ( per e-sempio in turno ) vi possono essere rischi aggiuntivi deri-vanti dalla minor presenza di funzioni di controllo e, in qualche caso, anche per la scarsa informazione del per-sonale presente, della com-mittenza, circa i problemi tecnici riscontrabili nei lavori e l’esatta articolazione dei lavori stessi.

Nel caso di lavori in ora-rio notturno o festivo, la committente deve predi-sporre efficienti sistemi di informazione del pro-prio personale turnista, circa la natura, le moda-lità e le implicazioni dei lavori in atto.

Inoltre è indispensabile che venga individuato un referente responsabile cui l’impresa possa ri-volgersi per ogni neces-sità.

Nome, recapito o moda-lità di reperimento del soggetto responsabile di lavori nottur-ni

Rif. Art. 100, Pagina 6 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-cui sopra devono essere formalizzate dalla com-mittente sia allo appaltatore che al coor-dinatore per l’esecuzio-ne

9 - Può accedere che per certe attività sia opportuno far eseguire particolari ope-razioni al personale di una impresa, avvalendosi di at-trezzature di lavoro di pro-prietà della committente o di un’altra impresa.

Nel caso subentrano parti-colari problematiche circa la ripartizione delle responsa-bilità e gli accertamenti da eseguire sul materiale in prestito o in noleggio, ecc.

2 Nei casi indicati, occor-rono dei precisi riscontri circa l’idoneità delle at-trezzature, il loro stato di conservazione e l’ad-destramento del per-sonale ad usare l’attrez-zatura in esame.

La questione può essere efficacemente affrontata avvalendosi dei moduli di cui alla Scheda 43.00.05.00

I capocantiere delle imprese che cedono e ricevono in uso attrezzature di lavoro

Prima dell’inizio di lavori eseguiti, da un’impresa, con attrezzatu-re di altri

10 - Nell’ambito di vari lavo-ri, potrà rendersi necessario disporre di attrezzi da lavoro portatili ad alimentazione e-lettrica (lampade portatili per illuminazione nei luoghi con-finati, trapani, smerigliatrici, ecc.). Benché tale aspetto risulti espressamente rego-lamentato dal D.Lgs 81/08, deve essere prestata atten-zione affinché non si venga-no a creare condizioni di pe-ricolo.

4 Utilizzando utensili elet-trici portatili nei lavori di manutenzione si dovrà rispettare quanto segue:

LAVORI ALL’APERTO

Nei lavori all’aperto, in luoghi asciutti, e non conduttori, gli utensili e-lettrici portatili possono essere alimentati con tensione non superiore a 220 Volt, purché attra-verso un trasformatore d’isolamento.

(marcato ) .

L’utensile dovrà poi es-sere collegato a terra oppure, in alternativa, essere dotato di doppio isolamento di sicurezza ( marchio ).

Luoghi conduttori ristret-ti, molto umidi, bagnati o a contatto con grandi masse metalliche:

Le ditte impe-gnate nei lavori dell’inizio e durante

Rif. Art. 100, Pagina 7 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-

• Tensione di ali-mentazione degli utensili < 50 Volt.

• Se l’alimentazione degli utensili av-viene con un tra-sformatore, que-sto, deve avere primario e se-condario isolati e separati.

• Gli utensili devo-no avere l’invo-lucro metallico collegato a terra, o devono avere doppio isolamen-to di sicurezza.

I cavi devono essere in-tegri, le giunzioni effet-tuate con prese e spine nel rispetto delle speci-fiche norme CEI. An-che le linee a bassa tensione devono avere connettori isolati

11 - Per le molteplici pecu-liarità dei lavori e dei rischi che si presentano in stabili-mento, vi è i rischio che i medici competenti delle ditte appaltatrici non dispongano di quella “visione completa” che occorre loro per stabilire l’idoneità dei vari lavoratori a svolgere i loro compiti in condizioni o in ambienti mol-to particolari. I pareri di ido-neità potrebbero essere quindi parziali.

4 Occorre promuovere uno scambio di infor-mazioni tra il medico competente dello stabili-mento ed i medici com-petenti delle imprese appaltatrici.

L’informativa può essere ottenuta in una riunione tra i medici competenti, da indire con adeguato anticipo rispetto all’inizio dei lavori, o con altra iniziativa comunque adeguata al fine di pro-muovere lo scambio di informazioni necessario.

Committente Prima

12 - Il piano di sicurezza è predisposto sulla base della progettazione dell’opera e/o dei lavori, ma può non tene-re adeguatamente conto del-la reale conciliabilità di quei

In un incontro previsto almeno due o tre settimane prima dello inizio dei lavori tra i coor-dinatori per l’esecuzione ed i responsabili delle

La commit-tente deve agi-re sulle impre-se affinché ot-temperino

In sede di ga-ra di appalto

I contenuti mi-nimi attesi per la redazione dei

POS sono ripo-rtati nella sche-da 45.00.05.00

Rif. Art. 100, Pagina 8 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-lavori che sono fortemente condizionati da libere alter-native di scelta di attrezzatu-re o procedimenti che sa-ranno a discrezione della dit-ta aggiudicataria dell’ap-palto. Quindi ci deve essere una fase in cui il coordinato-re per l’esecuzione possa adeguare il piano di sicurez-za alle effettive esigenze dello specifico cantiere.

varie imprese, queste ultime devono conse-gnare i loro PIANI

OPERATIVI DI SICU-

REZZA onde permettere gli eventuali migliora-menti del piano di sicu-rezza e coordinamento.

13 - Spesso l’esigenza di a-gire con tempestività nella segnalazione di responsabili di violazioni alle norme di sicurezza in atto, si scontra con la difficoltà di identificare i lavoratori e di attribuire loro la corretta appartenenza ad una o all’altra impresa ap-paltatrice.

Anche in caso di infortunio grave o per situazioni di e-mergenza deve essere pos-sibile l’immediato ricono-scimento dei lavoratori e l’individuazione della ditta di appartenenza (appare evi-dente che tali semplici esi-genze possono caratte-rizzare precise situazioni di rischio).

Dato che tutti i lavoratori devono disporre di casco protettivo, la soluzione più immediata del problema consiste nel far applicare su ogni casco un adesivo con nome, cognome e ditta di appartenenza della persona che lo indossa.

Le ditte appaltatrici

14 - Le caratteristiche degli ambienti e dei lavori com-portano l’intervento simul-taneo di molte imprese per molteplici specializzazioni.

I lavori, benché programmati ed eseguiti simultaneamente solo se conciliabili tra loro, comportano attività su livelli sovrapposti, montaggi, movi-mentazioni, ecc..

Vi possono essere vari piani di lavoro in quota pavi-mentati con grigliati e vi so-no ponteggi, impalcature ecc..

Tutto ciò fa si che la sempli-

Tutti i lavoratori che operano in cantiere devono disporre di occhiali di sicurezza, tranne ove ciò sia riduttivo rispetto al rischio dell’attività svolta dal lavoratore (cioè, se necessario per altri motivi, gli occhiali possono essere sostituiti da schermo, visiera, maschera facciale, ecc.).

Tutte le imprese

Rif. Art. 100, Pagina 9 di 9

Precauzioni e misure per qualsiasi attività, non meglio definita. Ovvero per qualsiasi lavoro, diver-ce azione di rivolgere lo sguardo verso l’alto comporti seri rischi di caduta o proie-zione di oggetti vari negli occhi.

15 - La circolazione delle in-formazioni, la conoscenza delle eventuali situazioni cri-tiche che si possono essere determinate e la previsione di specifici scenari di rischio legati al lavoro di ogni im-presa sono elementi fonda-mentali per evitare l’insorgenza di rischi non previsti.

Per favorire il dialogo, limitare le incongruenze e ridurre la possibilità di rischi imprevisti, occorre promuovere e program-mare una riunione con i rappresentanti (capi cantiere e/o addetti alla sicurezza) di tutte le ditte, con la presenza di referenti della com-mittente e del coordi-natore per l’esecuzione.

Tutti i soggetti coinvolti nei lavori cantiere

Rif. Art. 100, Pagina 1 di 5

02.00.05.00

Trasporti interni al cantiere e/o all’azienda in cui trovasi il cantiere

1 - Spesso si riscontra una tendenza a sottovalutare, sui cantieri, le regole della circo-lazione e del corretto uso dei mezzi di trasporto in genere.

Le regole per la viabilità interna sono prefissate in regolamenti aziendali che devono essere conosciu-

ti. Inoltre valgono sempre le consuete norme del codice della strada. Le misure aggiuntive e/o de-gne di nota, nell’ambito dei lavori sul cantiere so-no almeno (ma non solo) le seguenti:

- Tutti i mezzi devono essere a norma con le regole del codice della strada.

- Tutti i collaudi e le verifiche di legge de-vono essere ag-giornate.

- Il sistema di scarico deve essere integro e con parafiamma.

- Gli addetti alla guida dei mezzi devono essere idonei dal punto di vista psico-fisico e in possesso di patenti o degli altri requisiti necessari in relazione al mezzo da condurre.

- Per il trasporto di materiali di risulta o rottami si dovranno usare mezzi compa-tibili con le carat-teristiche del mate-riale, pertanto:

a) Se il materiale può rilasciare li-quidi, il mezzo deve avere un sistema di conte-nimento.

b) Se possono es-sere rilasciate polveri o fram-menti, analoga-mente, se ne dovranno valuta-appaltatrice

L’impresa ap-paltatrice

Verificare all’inizio all’inizio spesso

Prima e du-rante i la-

Rif. Art. 100, Pagina 2 di 5 re le implicazioni per la sicurezza.

c) Rottami e mace-rie non dovranno poter cadere, quindi occorrono sponde o funi di fissaggio.

d) I carichi spor-genti, pur nei li-miti consentiti dal codice della strada, dovranno essere ben se-gnalati.

e) Ogni sporgenza laterale al mezzo implica il ricorso alle misure per trasporti eccezio-nali.

- Per effettuare tra-sporti senza ulteriori autorizzazioni, oltre a quanto stabilito dai regolamenti interni, occorre che l’altezza totale del mezzo, ri-manga più bassa del sottopasso di minore ampiezza presente in stabilimento.

Quindi, l’impresa do-vrà chiedere alla committente qual’è l’altezza libera del sottopasso stradale più basso di tutti.

- Se si ritiene che il trasporto presenti al-tezze che sfiorano le strutture fisse, con margine inferiore a 10 cm., occorre ap-plicare al carico, a li-vello del suo massi-mo ingombro, una prominenza fittizia realizzata con asti-celle molto fragili e nastro bicolore, che, in caso di stime erra-te, sia tale sporgen-za fragile a rompersi del trasporto del trasporto

Rif. Art. 100, Pagina 3 di 5 permettendo al con-ducente di arrestare il mezzo.

Le chiavi dei veicoli in sosta devono es-sere sempre nel quadro, ed il mezzo aperto.

- Trasporti eccezionali, vanno valutati e pro-grammati pre-ventivamente, con attenzione, coinvol-gendo committente, ditta e coordinatore.

- In caso di carichi molto elevati, l’impre-sa dovrà presentare una dichiarazione di aver esaminata la natura del suolo e del sottosuolo (tipo e stato della pavimen-tazione, presenza di fognature, cavi elet-trici, sottopassi, scavi nelle adiacenze, cu-nicoli, ecc.) giudican-dola compatibile con il trasporto.

- La valutazione di cui sopra, deve essere sempre condotta, mentre la conse-guente dichiarazione scritta si rende ne-cessaria quando si superano i seguenti parametri:

a) Q > 20 tons, su 2 assi.

a) Q > 30 tons, su tre assi.

c) Q > 40 tons, sem-pre.

- I trasporti all’interno dello stabilimento che per peso, ingom-bri o sporgenze, sia-no da considerare “eccezionali“, devono avvenire sotto stretta sorveglianza, a velo-

Durante i trasporti eccezionali

Rif. Art. 100, Pagina 4 di 5 cità bassissima (a passo d’uomo) e scortati, davanti e dietro, da personale a piedi, dotato di fi-schietti e segnali a mano (paletta tipo polizia stradale, o bandierina rossa). Il personale di scorta dovrà pervenire in anticipo sugli incroci regolando il traffico coerentemente con le possibilità di ma-novra del trasporto eccezionale.

- Oggetti irregolari o instabili, dovranno essere assicurati, ol-tre che con cavi o funi adeguate, da si-stemi di puntel-lamento o spes-soramento che ne impediscano movi-menti indesiderati.

- E’ obbligatorio dare la precedenza a tutti i mezzi di soccorso.

- E’ vietato lasciare mezzi parcheggiati, non presidiati, in a-rea impianti.

- Non sostare in corri-spondenza di pas-saggi, curve o incro-

ci. Qualora ciò sia inevitabile non vi sia adeguata visibilità nel senso di svolta, occorre un triangolo segnaletico per avvi-sare chi sopraggiun-ge della anomala presenza del veicolo.

- E’ vietato il trasporto di persone su mezzi non omologati per ta-le scopo.

prima e durante i

Rif. Art. 100, Pagina 5 di 5

Rif. Art. 100, Pagina 1 di 4

04.000 movimentazione meccanica terre

1 - Durante le attività inerenti la movimentazione delle terre, si andrà ad operare in contesti prevedibilmente congestionati da personale, macchine, attrezzature, ecc. Sussistono quindi pericoli di interferenza con le altre attività, che possono esporre il personale a rischi di investimento, seppellimento, caduta materiali dall’alto, scivolamento e caduta dall’alto.

4 Sarà cura della ditta affidataria gestire ed organizzare, all’interno dell’area di lavoro assegnata, le varie zone di stoccaggio materiale, deposito terre, parcheggio mezzi, percorsi pedonali, ecc. In queste scelte dovrà essere ben chiaro all’esecutore il piano della logistica generale di cantiere e potrà essere interpellato il CSE in caso di necessità di aggiornamento di tale piano (anche per contemporanea presenza di più ditte).

Deve essere opportunamente individuata, segnalata ed eventualmente interdetta l’area di lavoro dei mezzi meccanici.

Le zone dove il personale può essere esposto a cadute dall’alto (es. bordo scavi con altezze maggiori di 1,5m) devono essere protette con parapetti ed opportunamente segnalate.

Nelle vie di transito e nei luoghi pericolosi non proteggibili devono essere obbligatoriamente apposte le opportune segnalazioni.

Le vie di esodo devono sempre essere lasciate sgombre.

La ditta affidataria/le ditte esecutrici, consultando il

CSE

Prima

2 – In caso di pioggia lo scavo potrà tendere ad allagarsi ed il terreno perderà parte della sua compattezza; tutto ciò favorirà franamenti e cedimenti.

A causa dell’indebolimento

6 L’impresa esecutrice dovrà valutar e la necess ità di proteg gere il fronte dell’attività

Rif. Art. 100, Pagina 2 di 4 del fronte scavo c’è inoltre il pericolo che il transito di mezzi pesanti nelle vicinanze dello scavo, provochi smottamenti e ribaltamento dei mezzi.

scavo, per esempio mediante palancolatura, sulla base del tipo di scavo e delle caratteristiche del terreno.

Lo scavo dovrà essere sempre mantenuto il più asciutto possibile, eventualmente mediante l’utilizzo di pompe (lo scarico delle pompe deve essere convogliato nella rete fognaria di cantiere in modo da evitare spandimenti nel terreno circostante lo scavo); il capo cantiere della ditta esecutrice, in caso di pioggia, dovrà valutare lo stato dello scavo prima di autorizzare l’ingresso dei mezzi meccanici per la movimentazione delle terre.

L’area di scavo dovrà essere transennata con parapetto distante più di un metro dal fronte scavo e dovrà essere vietato il deposito di materiale ed il transito di mezzi pesanti in prossimità del fronte scavo stesso qualora questo non sia protetto.

La Committente

La ditta che realizzerà lo scavo

3 – Nell’operare con i mezzi per la movimentazione terre, specialmente negli spostamenti all’interno delle aree di lavoro a causa di cedevolezza del terreno o di manovre errate, esiste la possibilità di perdita di stabilità del mezzo (fino al ribaltamento). Questo sottopone il manovratore al

4 Tutti i mezzi per la movimentazione terre devono essere a norma; in particolare i posti di manovra di tali mezzi devono essere corredati da struttura contro il rischio ribaltamento (ROPS), rischio di caduta di materiale dall’alto (FOPS) e devono avere un adeguato volume limite di deformazione (DLV).

La ditta esecutrice e la ditta proprietaria del mezzo.

Prima dell’utilizzo del mezzo.

Per ogni mezzo presente in

Rif. Art. 100, Pagina 3 di 4 rischio di essere sbalzato al di fuori del mezzo.

La ditta esecutrice deve poter dimostrare di aver messo in atto un piano di manutenzione programmata dei mezzi. Anche nel caso in cui il mezzo non fosse di proprietà della ditta utilizzatrice, tale documentazione deve essere sempre a disposizione sul mezzo.

Il personale che andrà a manovrare i mezzi deve essere formato.

Le rampe di accesso allo scavo dovranno inoltre essere realizzate sulla base di un progetto effettuato da un tecnico specializzato.

4 – Nel manovrare i mezzi per la movimentazione delle terre, esiste la possibilità di interferire con linee aeree fisse o di cantiere; il personale alla guida è quindi esposto al rischio elettrocuzione.

6 La distanza del braccio meccanico nella sua massima estensione dalle linee elettriche aeree non deve essere inferiore a 5metri. Nel caso non fosse possibile rispettare questa distanza di sicurezza, si dovrà provvedere a realizzare protezioni efficaci per separare l’area di azione dell’escavatore dall’area della linea elettrica.

Durante le

5 – Durante l’escavazione è possibile interferire con condutture, cavi, ecc.. I rischi a cui è esposto il manovratore sono legati al tipo di sottoservizio (conduttura gas, cavi elettrici,…)

6 A monte delle attività di scavo, dovranno essere previsti accertamenti mirati alla verifica della presenza di sottoservizi.

Le modalità operative a seguito dell’individuazione di sottoservizi, qualora non fosse possibile la disattivazione da parte dell’ente esercente del servizio, dovranno essere discusse con il CSE.

consultando Committente e

CSE

Prima

Rif. Art. 100, Pagina 4 di 4

6 – I manovratori dei mezzi per la movimentazione delle terre sono esposti ai livelli di rumore e vibrazione emessi dal mezzo stesso (oltre che a quelli provenienti dall’ambente circostante). E’ quindi possibile che questo personale sia esposto a livelli di intensità sonora e di vibrazione superiore ai limiti fissati per legge.

2 La ditta esecutrice dovrà indicare nel proprio piano operativo di sicurezza i valori di emissione dei mezzi utilizzati. Dovrà essere inoltre data evidenza della valutazione del rischio rumore e vibrazione, indicando le eventuali modalità di gestione del rischio stesso.

La ditta esecutrice

Prima dell’inizio dei lavori in

Rif. Art. 100, D.Lgs. 81/08

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07.10.05.00 “Rimozione Colonne Strutturali JSP

Fabbricato 2025, ASA” La sicurezza in testa

Implicazioni relative a linee e sezioni di impianto che possono rimanere in esercizio, nell’ambito della superficie del cantiere.

1 - Si possono presentare gravi condizioni di rischio nel caso che alcune parti dell’area in consegna per i lavori, e all’interno dell’area di cantiere, non possano essere sezionate o debbano rimanere in esercizio.

Può essere il caso di al-cune tubazioni che attra-versano la zona prove-nienti da altri impianti e presenti nell’area di can-tiere.

Nei casi indicati, bisogna valutare le circostanze, in modo che gli imprevisti siano ridotti al minimo.

Comunque, laddove ciò fosse inevitabile, è neces-sario che tali tubazioni o apparecchiature vengano segnalate in modo eviden-te e convenzionalmente noto; per esempio appli-cando nastri bicolori di-versi da quelli comune-mente usati per altri scopi.

Sono escluse le tubazioni dei fluidi di servizio (ac-qua, vapore bassa pres-sione, aria compressa) in quanto conosciute e po-tenzialmente poco perico-lose.

2 - Analogamente vanno valutati i rischi nel caso di lavori su impianti o por-zioni di impianto inseriti in un più ampio contesto impiantistico che resta in esercizio.

Nei casi a fianco indicati occorre indire una riunio-ne tra i referenti di eserci-zio, manutenzione o co-struzioni, per definire le implicazioni di rischio, stabilendo le precauzioni da attuare (separazione, sbarramenti, rivelatori di presenza di gas/vapori in-fiammabili o pericolosi, ecc).

Al termine della riunione, le decisioni prese dovran-no figurare in un apposito verbale

D.Lgs. 81/08

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08.0C.05.00 Rimozione Colonne Strutturali JSP

Fabbricato 2025, ASA La sicurezza in testa

Problematiche varie di impiantistica elettrica

1 - Tra i lavori elettrostru-mentali rientrano anche le predisposizioni degli impianti elettrici di cantiere che, per la particolare natura dei luo-ghi e delle condizioni am-bientali, richiedono parti-colare attenzione. In caso contrario la casistica di ri-schio che si può deter-minare è molto vasta e complessa. Occorre pertan-to fissare almeno una serie di principi basilari da rispet-tare e che devono essere noti a tutti.

4 Ogni installazione elet-trica provvisoria nell’am-bito del cantiere deve comunque essere rea-lizzata nel rispetto delle norme vigenti.

Si ricordano i seguenti elementi:

- I quadri elettrici de-vono essere dichia-rati dal costruttore ASC di cantiere, conformi alla norma CEI 17-13/4. Ogni quadro da cantiere non può essere do-tato di più di sei prese.

- La stesura dei cavi deve avvenire sce-gliendo o realiz-zando percorsi pro-tetti, o elevati su pali.

- Tutte le apparec-chiature elettriche poste all’esterno devono essere ca-ratterizzate da ade-guato grado di pro-tezione, comunque non minore di IP 43.

L’installazione dei quadri elettrici di cantiere deve avvenire secondo proce-dura come da Scheda 41.00.05.00

Le ditte impe-gnate nei lavori elettro-strumentali

Prima dell’inizio dei lavori

Ogni quadro di can-tiere deve riportare una targa indelebile, apposta dal costrut-tore, ove siano ripor-tati in modo leggibi-le, i seguenti dati:

• Il nome o mar-chio di fabbrica del costruttore.

• Il tipo, o numero di identificazio-ne o comunque altro mezzo che ne renda possi-bile la identifi-cazione

• La conformità alla norma CEI

17-13/4, ovvero la norma euro-pea EN 60439-4

• Natura e valore nominale della corrente del quadro e la fre-quenza (se in c.a.).

• Tensioni di fun-zionamen-to nominali

2 - Seppure non sia pensa-bile riunire in un piano di si-curezza la moltitudine delle norme di buona tecnica che regolamentano gli impianti elettrici (vedasi anche la no-ta a margine), in questa scheda viene riportata una casistica di elementi degni di nota in quanto riscontrati con frequenza nella pratica comune. I rischi che ne deri-

4 Morsetti e cavi devono essere sempre in buone condizioni. Tutte le con-nessioni devono essere isolate, anche quelle del-le linee a bassa tensione (comunque > 50V.) delle saldatrici. Non sono mai ammesse giunzioni “volanti” tra cavi pinza ed altri conduttori, ne situa-zioni analoghe di altro

Le ditte esecu-trici Durante i lavori

L’impiantistica elettrica presenta un’infinità di pro-blematiche, in con-tinua evoluzione tecnologica. Perciò anche la legislazio-ne vigente (a decor-rere dal 1968) si limita a ad imporre che gli impianti siano eseguiti “a regola“ d’arte pre-cisando, poi, che si considerano realiz-zati “a regola d’arte gli impianti che rispettano le norme

D.Lgs. 81/08

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08.0C.05.00 Rimozione Colonne Strutturali JSP vano possono essere anche rilevanti.

genere. Dovendo colle-gare a terra qualche ap-parecchiatura elettrica, o ci si collega ad una pre-sa di alimentazione che comprenda anche la li-nea di terra, o ci si colle-ga alla rete di terra esi-stente. In ogni caso non è ammesso collegarsi a tubazioni, strutture me-talliche o simili. Ogni im-pianto elettrico deve di-sporre di conduttore di terra e le masse metalli-che o involucri di appa-recchiature elettriche de-vono essere dotate di collegamento equipoten-ziale. La terra può esse-re derivata dall’impianto fisso del committente, se presente in zona e ido-neo per i carichi elettrici previsti. Comunque oc-corre il consenso della committente. In caso contrario, si dovrà realiz-zare un nuovo impianto con nuovi dispersori e deve seguire le necessa-rie verifiche ed omologa-zioni di Legge.

CEI. Il CEI, infatti come organo tecni-co e non legislativo riesce a mantenere al passo con lo sviluppo tecno-logico le proprie pubblicazioni nor-mative. Restano invece valide le disposizioni che la legge ha promulga-to, prima del 1968.

3 - In caso di collegamenti provvisori con apertura di quadri AD-PE in zona classi-ficata, vi sono rischi connes-si, con la possibile presenza di vapori/gas infiammabili

L’apertura di apparec-chiature elettriche in zo-na classificata AD, com-porta rischi di innesco di miscele infiammabili e va considerata, a tutti gli ef-fetti, come un lavoro a fiamma libera. Pertanto si devono attivare le pro-cedure del caso, previste dalla committente. La modulistica dei permessi di lavoro deve dimostra-re che, per il periodo di funzionamento e/o per-manenza dell’impianto elettrico privo dei neces-sari requisiti di protezio-ne, non sussistono le

Le ditte impe-gnate nei lavori elettrostrumen-tali

Prima

Se non è ragio-nevolmente pos-sibile garantire l’assenza di vapori o gas infiammabi-li, occorre applica-re misure supple-mentari Stra-ordinarie.

Alcuni esempi:

� Coprire di sabbia l’im-pianto prov-visorio.

� Porre in so-vrappressione interna l’impianto provvisorio, mediante un collegamento d’aria com-pressa dotato di allarme e invio di un se-gnale di bloc-

D.Lgs. 81/08

Pagina 3 di 4

08.0C.05.00 Rimozione Colonne Strutturali JSP condizioni di possibile presenza di vapori o gas infiammabili. Solo così, infatti, l’impresa potrà ri-lasciare dichiarazione di conformità per l’impianto provvisorio nella sua e-secuzione, comunque a norma, ma non AD-PE.

co in caso di avaria.

� Posizionare sistema di ri-velazione di esplosività in continuo, con allarme di blocco.

Ecc.

4 - Le casistiche di rischio, molto articolate, sono stret-tamente legate al particola-re lavoro che via via viene svolto. In generale si può ritenere che la problematica prevalentemente incentrata sulle valutazioni di rischio relative anche ad altre branche di attività; in parti-colare:

Scollegamento strumenti con conseguente rischio di folgorazione in caso di pre-senza di f.e.m..

Accertarsi che mac-chine, strumenti o im-pianti su cui si interviene siano fuori tensione, ef-fettuando un controllo strumentale. Anche se ciò è previsto nelle vi-genti procedure, per si-curezza, specie nel ca-so in cui si debba inter-venire su una serie di apparecchiature, oc-corre togliere tensione anche ad eventuali comparti sui quali non sono previsti interventi, se questi sono integrati in un vasto contesto su cui intervenire (per evitare tragici erro-ri). In alternativa, le se-zioni che sono in ten-sione, fra altre scollega-te, vanno evidenziate segnalando

“Impianto in tensione”.

Le ditte impegnate nei lavori elettro-strumentali

5 - In relazione ai rischi de-rivanti da una errata in-terpretazione delle tensioni in gioco, ma anche per ri-spetto della normativa, oc-corre evitare componen-tistica inappropriata.

Prese e spine devono essere caratterizzate dai colori specifici per le va-rie tensioni, secondo il seguente prospetto:

Tensione di eserci-zio ( Volts )

Tensione Nominale ( Volts )

COLORE

20 ÷ 25

40 ÷ 50

100÷130

200÷250

380÷415

480÷500

Violetto

Bianco

Giallo

Blu

Rosso

Nero

L’impresa ap-paltatrice

D.Lgs. 81/08

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08.0C.05.00 Rimozione Colonne Strutturali JSP

6 - Vi possono essere rischi di errata interpretazione sul-lo stato dei conduttori anche in presenza di procedure ben precise.

Prima di ogni intervento su postazioni elettriche accertarsi anche con un apposito strumento che siano state effet-tivamente disconnesse.

7 - Il rischio di folgorazione può essere aggravato in ca-so di impossibilità di soccor-so immediato

Nelle cabine elettriche non deve mai entrare una sola persona.

8 - L’infilaggio e lo sfilaggio di cavi dalle condotte porta-cavi, presenta vari rischi.

2 Per l’infilaggio e lo sfi-laggio di cavi elettrici da condotte portacavi, oc-corre:

- Non usare sonde metalli infilando un cavo in un tubo con cavi in tensione.

- Prima di iniziare il lavoro prosciugare i pozzetti eventual-mente allagati con apposite pompe.

- Nei pozzetti indos-sare stivali e guanti dielettrici.

Non calpestare i cavi. Se necessario posizionare delle tavole di prote-zione.

L’impresa appaltatrice Prima

Rif. Art. 100, Pagina 1 di 4

09.000 realizzazione sottofondi per posa tubi

1 – Questa fase prevede che precedentemente siano stati effettuati scavi a sezione obbligata (a mano e mediante miniescavatori) e che quindi l’area interessata sia già stata delimitata. Nella stessa area la ditta incaricata dell’effettuazione della posa del sottofondo e delle tubazioni, andrà a svolgere anche altre attività, esponendo così i propri addetti a cadute e scivolamenti.

4 Qualora lo scavo ne fosse sprovvisto, dovrà essere realizzato uno specifico parapetto a bordo scavo. I punti di accesso allo scavo dovranno essere ben individuati e dovranno essere realizzati idonei sistemi di accesso (es.

scalini in terra, piccole rampe,..). Se la lunghezza dello scavo fosse notevole, e si presentasse la necessità di permettere l’attraversamento dello scavo stesso, si dovrà predisporre una passerella.

Tale apprestamento non dovrà avere una larghezza minore di 60cm (se destinata la solo attraversamento pedonale) e dovrà essere dotata di idoneo parapetto. Nel caso di attraversamenti realizzati anche per il transito di mezzi dovrà essere prodotta apposita documentazione attestante la tenuta della passere lla.

2 – Il personale preposto dovrà stendere sul fondo dello scavo vari strati di inerte a granulometria variabile. Le attività saranno svolte prevalentemente mediante attrezzatura manuale. I rischi cui sono esposti i lavoratori sono legati alla possibile scarsa tenuta delle pareti dello scavo, all’ambiente estremamente ristretto con conseguente limitazione dei movimenti e possibilità di inalazione di

4 E’ vietato il deposito di materiale a bordo scavo ed il transito del mezzi deve avvenire ad una distanza di sicurezza dallo scavo stesso (a meno che lo scavo non sia opportunamente protetto).

Lo scavo…

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